Approfondimento del Vangelo del Giorno: Spiegazione e Riflessione

Il commento al Vangelo del giorno offre una preziosa opportunità per meditare sulle parole di Gesù e applicarne il significato alla propria vita. Attraverso l'analisi delle Sacre Scritture, si possono cogliere le profondità della rivelazione divina e le implicazioni per la fede quotidiana.

La Persona di Gesù: Rivelazione e Profezia

Gesù come Luce e Verbo Divino

L'annuncio “Io sono la luce del mondo” (Gv 8,12) non è una metafora poetica, ma una rivelazione profonda su luce e buio, origine e destino, sul Nome di Dio che sostiene ogni esistenza. Gesù la pronuncia nel tempio, in mezzo ad ascolto e contestazione. Non dice di portare la luce né di insegnarla, ma di essere la luce stessa: “Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

rappresentazione simbolica di Gesù come luce che dissolve le tenebre

La domanda "Chi è Gesù?" è sottesa a questa parte del vangelo di Giovanni. La risposta biblica ci dice che Gesù è il pane disceso dal cielo: la sua vita intera, accolta in noi, ci dà vita perché è la Parola, è il Verbo che già dall’in principio era presso Dio e a lui rivolto. L’evangelista Giovanni dice di Gesù ciò che in tutta la Bibbia è detto della parola di Dio.

Gesù, il Pane della Vita

Nel dialogo che si svolge nella sinagoga di Cafarnao, Giovanni annota che, a un certo punto, “i Giudei” contestano Gesù per aver detto: “Io sono il pane disceso dal cielo” (Gv 6,41). I Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?”. Come Dio aveva risposto alle mormorazioni dei figli d’Israele nel deserto donando loro la manna, così Gesù risponde alle mormorazioni dei suoi interlocutori con il dono di sé stesso: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”.

illustrazione di Gesù che offre il pane della vita o della moltiplicazione dei pani

Il Buon Pastore che Dona la Vita

In un altro momento, Gesù disse: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore”.

icona di Gesù Buon Pastore con le pecore

L'Amore e i Comandamenti

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama”.

I Segni e la Missione di Gesù

La Manifestazione a Gerusalemme e i Segni Giovannei

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Gesù, “salito a Gerusalemme” (Gv 5,1) per “dare la vita” (Gv 5,21), “opera” (Gv 5,36) “perché siamo salvati” (Gv 5,34).

Siamo di fronte al terzo “segno” che Gesù compie nelle pagine giovannee. Il primo segno avviene in sordina, sul retro di una sala ricevimenti a Cana di Galilea, vicino alle cucine o alla cantina, durante una festa di nozze. Lì Gesù apre le danze, dà inizio alla festa, celebra le nozze di due anonimi e con essi il sodalizio d’amore tra Dio e l’umanità, offrendo il vino buono dall’inizio alla fine (cf. Gv 2,1-11). Ancora a Cana Cristo fa fiorire la vita, proclamando a un funzionario alle dipendenze del re Erode Antipa: “Tuo figlio vive”. È il secondo segno.

mosaico delle nozze di Cana, primo segno di Gesù

Gesù, conclusa la sosta samaritana, riprende con i suoi discepoli il viaggio verso la Galilea, originato dall’ostilità nei suoi confronti da parte di appartenenti al gruppo farisaico di Gerusalemme (Gv 4,1-3). È la sorte che tocca ai profeti, Gesù ne è cosciente e non fa eccezione. La Galilea, terra etnicamente mista, lo accoglie favorevolmente a motivo di quanto da lui operato in Gerusalemme durante la festa di Pasqua. Gesù rimanda i suoi interlocutori, “alcuni capi dei giudei” (Gv 5,18) alla “lampada” (Gv 5,35) Giovanni e alla “vostra speranza” (Gv 5,45) Mosè. Come un bambino a cui il padre insegna con pazienza il mestiere della vita adulta, così è pure il Figlio di Dio: “Da se stesso, non può fare nulla”. Allora, come il Padre dà la vita, così anch’egli apprende a dare la vita; come il Padre giudica, così anch’egli impara a giudicare. Questo sarebbe il logico sviluppo delle parole di Gesù.

L'Insegnamento Attraverso il Segno del Pane

Il Vangelo di oggi ci parla di una ricerca suscitata dall’aver osservato qualcosa: la folla al mattino ha notato che la sera precedente erano partiti sulla barca solo i discepoli, senza Gesù, e ora non c’è più neppure lui. In questo brano nulla è detto dell’insegnamento di Gesù: esso avrà luogo l’indomani, dall’altra parte del mare, dopo una notte passata da Gesù da solo in preghiera. Qui l’insegnamento è dato dal segno stesso; il segno del pane a sazietà è insegnamento.

La Chiamata alla Missione Universale

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”.

La Pace di Cristo: Frutto del Sacrificio e della Resurrezione

La Promessa della Pace Vera

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.» Riv. Oggi, Gesù ci parla indirettamente della croce: ci lascerà la pace, ma al prezzo della sua dolorosa uscita da questo mondo.

Le sue parole furono dette prima del sacrificio della Croce e furono scritte posteriormente alla sua Risurrezione. Sulla Croce, con la sua morte vinse la morte e la paura. Non ci dà la pace “come la dà il mondo”.

La Croce come Via alla Pace e alla Redenzione

Nella vita degli uomini è inevitabile la sofferenza, a partire dal giorno in cui il peccato è entrato nel mondo. Alcune volte si tratta di dolore fisico; altre di quello morale; in altre occasioni si tratta di un dolore spirituale..., e per tutti arriva la morte. Dio però, nel suo amore infinito, ci ha dato il rimedio per avere pace nel dolore. Perché lo fece così? Perché in questo modo il dolore umano - unito a quello di Cristo - si trasforma in un sacrificio che salva dal peccato. «Sulla Croce di Cristo (...), la stessa sofferenza umana è rimasta redenta» (Giovanni Paolo II).

Un autore sconosciuto del II secolo mette sulle labbra di Cristo le seguenti parole: «Guarda gli sputi sul mio volto, che ho ricevuto per te, per restituirti il primo alito di vita che ho soffiato sul tuo volto. Guarda gli schiaffi sulle mie guance, che ho sopportato per riformare d’accordo alla mia immagine il tuo aspetto deteriorato. Guarda la mia spalla flagellata per togliere dalla tua il peso dei tuoi peccati.»

illustrazione della crocifissione di Cristo, simbolo di sacrificio e pace

La Pace del Risorto e il Ruolo dello Spirito Santo

«La pace sia con tutti voi!» Questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. «La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo (…). Con il sangue della sua croce, egli ha distrutto ‘in sé stesso l'inimicizia’ (Ef 2,16), ha riconciliato gli uomini con Dio e ha fatto della sua Chiesa il sacramento dell'unità del genere umano e della sua unione con Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2305).

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.» Queste Parole hanno sempre avuto una potente carica di serenità e incoraggiamento per la nostra famiglia. Ci sorprende il fatto che spesso ritornano quando stiamo passando momenti difficili e dove, forse senza volerlo, lasciamo governare come nostro punto di riferimento e di vista solo l'ansia, la sfiducia e la stanchezza. Ci rendiamo conto che in questo modo ci lasciamo travolgere, convincendoci di dover sempre essere in grado di stare in piedi solo con le nostre forze. Invece, se riusciamo a fermarci e ad affidarci così come siamo a Gesù, Lui ci dona la Pace capace di farci vivere quella situazione di sofferenza in un modo diverso e tutto nuovo. Non ci è tolta la fatica ma ci è donata la certezza che in essa risplende già da ora la Luce della Sua Resurrezione, capace di portare semi di gioia e serenità dove ora non vediamo. Vieni Santo Spirito e rendi il mio cuore promotore della Pace che mi dona Gesù. Riesco a rinunciare alle mie paure per accogliere questa Pace nel cuore?

L'Ascolto della Parola nel Contesto Liturgico

La Prima Lettura: La Diffusione della Fede

La Prima Lettura (At 14,19-28) narra che in quei giorni giunsero a Listra da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe. Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

mappa delle rotte missionarie di San Paolo e la diffusione del cristianesimo

Il Salmo Responsoriale e l'Annuncio Pre-Vangelo

Il Salmo Responsoriale recita: “R/. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno.” Il Versetto prima del Vangelo (Lc 24,26) proclama: “Alleluia. Cristo doveva patire e risorgere dai morti, ed entrare così nella sua gloria. Alleluia.”

La Perseveranza nella Fede

La fila dei benpensanti giusti e irreprensibili ai loro stessi occhi non finisce mai, difficile è vederne la fine anche perché sempre altri adepti e adepte si aggiungono ogni giorno. “Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”: questo il versetto chiave e sintesi della pagina del vangelo che oggi leggiamo, nella memoria di Atanasio di Alessandria, padre della chiesa, pastore e testimone della fede ortodossa vissuto nel IV secolo. Gesù non ha seguito l’invito da parte dei suoi fratelli in Galilea di andare a Gerusalemme per manifestarsi ai Giudei e imporsi loro con i suoi miracoli.

Approfondimenti sui Termini Biblici

Significati dei Verbi Greci nel Vangelo

Il verbo parakalèō (παρακαλέω) ha il significato di "supplicare, consolare" oppure (come qui), "impegnare vivamente a qualcosa". Il verbo paratithēmi (παρατίθημι) nella Bibbia dei Settanta e in Lc-At ha tre utilizzi diversi: a. presentare qualcosa a qualcuno nel contesto di un pasto; b. esporre un discorso o prescrivere dei comandamenti; c. affidare. Il termine usato qui, paradìdōmi (παραδίδωμι), è forte, essendo il verbo della consegna di Gesù alla passione, e ha il significato di “consegnare/rimettere al potere di qualcuno”.

Il Regno di Dio in Luca

In Luca, il regno di Dio, legato alla persona di Gesù Cristo, atteso e misteriosamente accessibile, è una grandezza temporale e una realtà spaziale. Il destino della Chiesa viene affidato al Signore, alla sua parola e non a strutture.

tags: #commento #vangelo #giorno #cura #2003