La rinuncia al ministero petrino di Papa Benedetto XVI

Il 10 febbraio 2013, durante un Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione di alcuni beati, Papa Benedetto XVI ha comunicato ai cardinali presenti una decisione di portata storica per la vita della Chiesa: la sua rinuncia al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro.

Foto storica di Papa Benedetto XVI durante l'annuncio della rinuncia al ministero petrino

La "Declaratio" di rinuncia

Con piena consapevolezza della gravità dell'atto, il Pontefice ha pronunciato la sua Declaratio, spiegando le motivazioni profonde dietro questa scelta:

  • Esame di coscienza: Dopo aver ripetutamente esaminato la propria coscienza davanti a Dio, Benedetto XVI è giunto alla certezza che le sue forze, a causa dell'età avanzata, non fossero più adatte a esercitare adeguatamente il ministero petrino.
  • Natura del ministero: Il Papa ha sottolineato che il ministero non deve essere compiuto solo con opere e parole, ma anche soffrendo e pregando.
  • Necessità di vigore: In un mondo soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la fede, per governare la barca di San Pietro è necessario un vigore del corpo e dell'animo che, negli ultimi mesi, era venuto meno.

Benedetto XVI ha dichiarato ufficialmente la rinuncia al ministero, a lui affidato il 19 aprile 2005, stabilendo che a partire dal 28 febbraio 2013, alle ore 20:00, la sede di San Pietro sarebbe rimasta vacante, dando così avvio alle procedure per la convocazione del Conclave.

L'annuncio di Benedetto XVI. L'apertura del Tg2000 dell'11 febbraio 2013

L'ultima Udienza generale e il saluto ai fedeli

Il 27 febbraio 2013, in una Piazza San Pietro gremita, si è tenuta l'ultima Udienza generale. In quell'occasione, il Papa ha espresso gratitudine per gli otto anni di pontificato, definendo la Chiesa come un "corpo vivo" e non una semplice organizzazione.

Rivolgendosi ai fedeli, ha affermato:

"Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso."

Il congedo da Roma e l'arrivo a Castel Gandolfo

Il 28 febbraio 2013 ha segnato la conclusione formale del pontificato. Nel pomeriggio, Benedetto XVI ha salutato i cardinali nella Sala Clementina, auspicando che il Collegio cardinalizio potesse agire come un'orchestra, dove le diversità concorrano sempre a una concorde armonia. Successivamente, si è trasferito in elicottero a Castel Gandolfo.

Affacciatosi dalla finestra della residenza estiva per l'ultima volta come Pontefice, ha salutato i pellegrini con parole di grande umiltà:

"Dalle otto di questa sera non sarò più Sommo Pontefice, ma semplicemente un pellegrino che inizia l'ultima tappa del suo pellegrinaggio sulla terra."

Mappa del percorso del volo papale dal Vaticano a Castel Gandolfo

Alle ore 20:00, con la chiusura del portone della villa di Castel Gandolfo e l'ammainamento della bandiera papale, si è concluso ufficialmente il ministero di Benedetto XVI, aprendo la fase di Sede Vacante. Joseph Ratzinger ha così iniziato la sua nuova condizione di Papa emerito, dedicando il resto della sua vita alla preghiera e alla riflessione per il bene della Chiesa.

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