La Diocesi di Jesi (latino: Dioecesis Aesina) è una sede della Chiesa cattolica in Italia, parte della regione ecclesiastica Marche e suffraganea dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo. Nel 2023, la diocesi contava 65.500 battezzati su un totale di 75.700 abitanti.

Origini e Sviluppo Storico della Diocesi
La tradizione attribuisce la fondazione della Chiesa di Jesi a san Settimio, il quale sarebbe stato consacrato vescovo da papa Marcello I. San Settimio fu inviato a predicare il Vangelo in questa città, dove si narra abbia subito il martirio il 5 settembre 307.
Il primo vescovo storicamente accertato per la Diocesi di Jesi è Onesto, la cui presenza è attestata al Concilio di Roma del 680, indetto da papa Agatone. Le notizie riguardanti la diocesi nel primo millennio cristiano sono scarse, così come i nomi dei vescovi locali. Esclusi alcuni vescovi erroneamente attribuiti alla sede jesina, fino agli inizi del XIII secolo si conoscono solo una decina di nomi di presuli, principalmente grazie alla loro partecipazione ai concili celebrati a Roma dai pontefici.
Periodo Medievale e la Costruzione della Cattedrale
L'attuale cattedrale di Jesi venne eretta durante il periodo svevo, un'epoca di particolare fioritura per l'economia locale. L'edificio fu consacrato nel 1208 dai vescovi di Ancona, Osimo, Numana e Fano, alla presenza del vescovo jesino Dago.
Nel corso del XIII secolo, la lotta tra guelfi e ghibellini danneggiò gravemente anche la vita della diocesi. Intorno al 1246, la divisione del capitolo della cattedrale portò all'elezione di due vescovi, entrambi esclusi dal pontefice. La sede rimase vacante fino alla nomina di Crescenzio Tebaldi nel 1252.

La Riforma Post-Tridentina e il Settecento
Nel periodo post-tridentino, spicca la figura del vescovo Gabriele del Monte (1554-1597), riconosciuto come il principale attuatore in diocesi dei decreti di riforma del Concilio di Trento. A lui si deve la nuova organizzazione della città in parrocchie. Inoltre, nel 1563, fu fondato il seminario diocesano, tra i primi in Italia.
Nel Settecento, durante l'episcopato di Antonio Fonseca (1724-1763), la cattedrale fu rifatta in forme neoclassiche su progetto dell'architetto romano Filippo Barigioni. Il nuovo edificio venne consacrato nel 1741.
Le Istituzioni Diocesane Contemporanee
La diocesi di Jesi ospita diverse importanti istituzioni culturali e storiche.
Il Museo Diocesano
Nel 1966, per opera del vescovo Giovanni Battista Pardini, venne fondato il primo nucleo del museo diocesano, inizialmente con sede nella chiesa di San Nicolò. A causa della scarsità degli ambienti, il museo fu successivamente spostato nel Palazzo Ripanti Nuovo, già sede del seminario, e inaugurato il 13 novembre 1966. Ampliato e ristrutturato, il museo è stato nuovamente aperto al pubblico nel settembre 1983.

L'Archivio Diocesano
Il Palazzo Ripanti Vecchio ospita dal 2013 l'archivio diocesano. La sua prima organizzazione risale al vescovo Gabriele del Monte nella seconda metà del XVI secolo. L'archivio è costituito da due grandi sezioni: l'archivio antico, che conserva documenti fino alla fine del XVIII secolo, e l'archivio moderno, con materiale fino al 1910.
La Biblioteca Diocesana «Pier Matteo Petrucci»
Nel gennaio 1995, sempre nel Palazzo Ripanti Vecchio, è stata fondata la biblioteca diocesana «Pier Matteo Petrucci». Questa istituzione è stata riconosciuta come "istituzione di interesse pubblico locale", svolgendo un ruolo fondamentale nella conservazione e diffusione della cultura e della conoscenza storica e religiosa del territorio.
tags: #diocesi #jesi #parrocchie