La Diocesi di Latina ha introdotto una nuova procedura per coloro che desiderano diventare insegnanti di religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado presenti sul proprio territorio. Questa iniziativa è stata sviluppata per garantire che gli insegnanti siano ben preparati e in linea con le esigenze attuali dell'educazione e della pastorale.
Le Fasi della Nuova Procedura di Selezione
La procedura per l'ottenimento dell'incarico di insegnante di religione cattolica è strutturata in tre fasi propedeutiche, ognuna progettata per valutare diverse competenze e aspetti del candidato.
- La prima fase consiste in un esame scritto, volto a verificare le conoscenze teologiche, pedagogiche e didattiche del candidato.
- La vera novità assoluta, almeno nel Lazio, è la seconda fase, che prevede una consulenza psicologica.
- Le successive fasi includeranno ulteriori valutazioni e colloqui.

La Consulenza Psicologica: Un Elemento Innovativo
La seconda fase, che si distingue per la sua innovazione, richiede al candidato di partecipare a un breve percorso di consulenza psicologica. Questo percorso viene compiuto dagli psicologi che operano presso il Consultorio familiare diocesano “Crescere insieme”.
Come spiega la diocesi, tale percorso è finalizzato alla messa a fuoco del profilo psicologico del candidato, con l'obiettivo di individuare le risorse e gli eventuali punti di vulnerabilità che potrebbero avere implicazioni nella copertura dell’incarico per cui viene presentata la candidatura. Questo approccio mirato permette di comprendere meglio la personalità e le attitudini del futuro insegnante.
Il percorso di consulenza è basato su tre colloqui. Il costo di questa fase, fissato a 200 euro, è a carico del candidato.
Obiettivi e Motivazioni della Riforma
L’obiettivo della nuova procedura è stato spiegato dal direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica e universitaria e per l’Insegnamento della religione cattolica, don Nello Zimbardi.
“Il nostro ufficio è da due anni che sta lavorando alla stesura di questa procedura,” ha dichiarato don Zimbardi. “Noi riteniamo sia utile perché permette di avere insegnanti di religione che siano all’altezza dei tempi e che sappiano riconoscere i propri punti di forza e di debolezza.” Questo approccio è fondamentale per mettere gli insegnanti nella condizione giusta per esprimersi al meglio, permettendo loro di lavorare allo stesso tempo con sé stessi per migliorarsi nelle aree di debolezza.
