Che storia, la storia del Crocifisso di Castano Primo. La tradizione lo vuole miracoloso e antichissimo, quotidianamente venerato dalla popolazione locale. Ogni quarto di secolo, esso diventa protagonista di una festa memorabile per il paese e per tutto il territorio circostante.

Le Origini tra Leggenda e Storia
La storia ufficiale del Santo Crocifisso di Castano Primo è tuttora avvolta nella leggenda, con diverse narrazioni che ne ricostruiscono le presunte origini.
Le Leggende sull'Arrivo
- Secondo una prima versione, tramandata anche da un manoscritto, il Crocifisso sarebbe stato portato dalla Terra Santa al tempo delle crociate medievali. Si narra che fu donato alla parrocchia di Castano dal cavaliere di Malta fra’ Rodolfo della Croce.
- Ipotesi più azzardate lo ritengono addirittura un’opera dell’evangelista San Luca.
- Un’altra leggenda, che si raccontava nel secolo scorso, vuole invece che il Crocifisso sia stato rinvenuto, in epoca imprecisata, miracolosamente a Castano sulle acque del fiume Ticino in piena.
L'Ipotesi Storica
Fuor di leggenda, il monumentale Crocifisso di Castano Primo appare una pregevole opera scultorea del tardo Rinascimento. Molto probabilmente, è databile alla prima metà del Cinquecento e fu realizzato da una bottega lombarda, epoca in cui si ebbe, soprattutto a Milano, una notevole fioritura della devozione al Crocifisso.
La Descrizione Artistica
La caratteristica più impressionante di questo Crocifisso risiede nelle sue membra vistosamente estese, che sembrano comunicare l’abbraccio del Signore a tutti coloro che volgono a lui lo sguardo.

La Nascita e l'Intensificarsi della Devozione
Già nel Seicento, il Crocifisso era considerato miracoloso e, di conseguenza, venne circondato da una grande devozione popolare, riconosciuta come la più sentita di tutta la zona.
Un Crocifisso Miracoloso
Questa devozione si intensificò notevolmente nel secolo successivo, estendendosi anche nei paesi vicini. Numerose furono le preghiere e i ‘voti’ rivolti al Crocifisso, spesso offerti come ex-voto, da esporre alla venerazione dei fedeli.
Testimonianze e Voti
Diverse sono le testimonianze sui miracoli attribuiti al Crocifisso, come ad esempio durante un periodo di siccità che devastò la vita dei contadini, rendendo inutili gli sforzi per salvare i raccolti. In tali circostanze, la fede nel Crocifisso divenne un punto di riferimento per la comunità.
Attualmente, il Crocifisso è posto nella nicchia sull’altare maggiore. L'altare attuale risale all'ultimo rifacimento, datato 1759.
L'Evento del 1859 e il Voto Solenne
La Protezione Miracolosa
Nel 1859, al tempo della seconda guerra d’indipendenza, si verificò un fatto che i castanesi interpretarono come una speciale protezione accordata dal Santo Crocifisso al paese e ai suoi abitanti. Durante le sanguinose battaglie risorgimentali, il borgo castanese venne preservato, contro ogni previsione, nello scontro fra le truppe piemontesi e quelle austriache. Le milizie sabaude si ritirarono senza sparare e il paese fu salvo, un evento che la comunità riconobbe come un miracolo del taumaturgo Crocifisso.

La Nascita della Tradizione Quinquennale
In seguito a questo evento prodigioso, venne fatto il «voto» di portare il taumaturgo Crocifisso in solenne processione ogni 25 anni. Da allora, questo appuntamento è stato scrupolosamente osservato, diventando una delle tradizioni più radicate e sentite di Castano Primo.
Le Celebrazioni e le Ostensioni Speciali
La Tradizione delle Processioni Quinquennali
La tradizione dei festeggiamenti solenni, che si svolge ogni 25 anni da metà Ottocento, è stata puntualmente scandita da celebrazioni memorabili per il paese e per tutto il territorio circostante. Tra le più significative si ricordano quelle del:
- 1884
- 1909
- 1934
- 1959 (alla presenza del cardinal Montini, all’epoca arcivescovo di Milano)
- 1984 (presieduto dal cardinal Martini)
- 2009 (accompagnato dal cardinal Tettamanzi)
Ostensioni Straordinarie
Oltre alle processioni quinquennali, il Crocifisso è stato protagonista di ostensioni straordinarie in momenti epocali. Ad esempio, è stato esposto nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia, e in altre occasioni speciali per celebrare l’Anno Santo, rafforzando il suo ruolo di simbolo di fede e punto di riferimento spirituale per la comunità.
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