La storia della diocesi che oggi include il territorio di Campiglia Marittima affonda le radici in epoche remote, con significative trasformazioni e trasferimenti di sede episcopale nel corso dei secoli. Originariamente istituita nel V secolo come diocesi di Populonia, essa rappresenta una delle più antiche entità ecclesiastiche della Toscana. Tuttavia, a seguito di un'incursione bizantina avvenuta nell'817, la città di Populonia fu abbandonata, costringendo i vescovi a stabilirsi a Massa Marittima nell'XI secolo.
Attualmente, la diocesi è conosciuta come Diocesi di Massa Marittima-Piombino (in latino: Dioecesis Massana-Plumbinensis). Essa è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino e appartiene alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2023, la diocesi contava 125.200 battezzati su 127.667 abitanti. La sede vescovile è la città di Massa Marittima, dove si trova la cattedrale di San Cerbone.
Le Origini e l'Evoluzione della Sede Episcopale
La diocesi di Populonia, eretta nel V secolo, ha visto succedersi figure episcopali importanti, tra cui San Cerbone Africano, riconosciuto come uno dei suoi vescovi più antichi. Dopo l'abbandono di Populonia, il trasferimento della sede a Massa Marittima nell'XI secolo segnò un nuovo capitolo per l'organizzazione ecclesiastica del territorio. I vescovi, seguendo una linea di condotta diffusa nell'XI secolo, solevano fondare monasteri benedettini dipendenti presso le ex-cattedrali.
In questo contesto, il monastero di San Quirico, situato in quella che fino al trasferimento della cattedrale era considerata la cattedrale di Populonia, ebbe probabilmente origine, anche se il vescovo risiedeva nella Val di Cornia. Un documento di Almeundo, redatto nel 924 in Cornia presso la chiesa di San Giusto, menziona un censo pagato a Uniclusio, Vescovo della Chiesa Populonese, per una casa e una corte in Oliveto della Pieve Battesimale di San Quirico, definendola "Chiesa Battesimale del Vescovo", sinonimo di "Chiesa Cattedrale". Tra il 1041 e il 1048, San Quirico è attestato come monastero dipendente dal Vescovo.

La Diocesi in Epoca Napoleonica e la Rinascita
Nel 1806, durante il periodo napoleonico, la Diocesi di Massa e Populonia fu soppressa e il territorio del Principato di Piombino, inclusa l'Elba, venne aggregato alla Diocesi di Ajaccio in Corsica. Questo rappresentò un momento di discontinuità significativa. Tuttavia, l'eredità episcopale di Populonia non si estinse, ma si riversò in tempi più recenti su altri templi. In particolare, nel 1978, la grande eredità di Populonia episcopale fu trasferita, come da madre a figlia, al tempio intitolato a Sant'Antimo a Piombino.
Campiglia Marittima nel Contesto Diocesano
Campiglia Marittima, antico borgo medievale nella Val di Cornia, provincia di Livorno, ha avuto un ruolo storico e religioso rilevante all'interno della diocesi. La sua fondazione è tradizionalmente fatta risalire all’VIII secolo, sebbene sia documentata solo a partire dal 1004. All’interno del suo territorio si trovano importanti testimonianze della presenza ecclesiastica.
La Chiesa di San Lorenzo e San Fiorenzo
La Chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Campiglia Marittima fu edificata sul finire del 1200 come "Cappella della Pieve" (di San Giovanni) all'interno della cinta muraria, per facilitare l'accesso dei fedeli. La sua realizzazione poggiava su un edificio ancora più antico e, nel corso dei secoli, ha subito diverse trasformazioni. Dietro l'altare maggiore del XVIII secolo sono conservate le reliquie di San Fiorenzo, patrono di Campiglia, Vescovo di Populonia morto nel 554. La sua festa è celebrata dal 1623, il 15 maggio. Tra le opere d'arte si segnala una splendida Vergine con Bambino nella Cappella della Madonna delle Grazie, edificata nel 1783, dipinto su tavola restaurato negli anni settanta.
Rocca San Silvestro e le Presenze Ecclesiastiche Storiche
Il villaggio fortificato di Rocca San Silvestro, conosciuto nel Medioevo come Rocca a Palmento, fu uno degli insediamenti principali della diocesi Toscana di Populonia prima e Massa Marittima poi. La sua importanza non fu solo militare, ma legata anche all'attività estrattiva del rame e piombo argentifero.
Una bolla pontificia del 1075, indirizzata da papa Gregorio VII a Guglielmo, vescovo di Populonia, menziona una chiesa di San Giovanni, situata tra il Vico Montanino e il Gualdo del Re, nel territorio di Campiglia. Poiché l'edificio attuale risale al XII secolo, è ipotizzabile l'esistenza di una chiesa precedente intitolata allo stesso santo.
Il vescovo di Massa aveva inoltre due monasteri benedettini direttamente dipendenti: quello di San Quirico presso Populonia e quello di San Pietro presso Campiglia. L'origine di quest'ultimo è meno certa, ma alcuni documenti accennano alla residenza del vescovo in Cornia (ritenuta essere Monte Pitti, dove si trova Campiglia) prima del trasferimento a Massa, dove avrebbe poi fondato anche il monastero di San Pietro.

La Nascita di una Nuova Parrocchia: Il Caso di Venturina Terme
La storia della creazione di una chiesa nella località di Venturina Terme, frazione di Campiglia Marittima, illustra le dinamiche di vita diocesana e le esigenze spirituali delle comunità locali tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.
Le Prime Richieste e i Tentativi Infruttuosi
Il primo documento che attesta la necessità di una chiesa a Venturina risale al 1874. Si trattava di una richiesta al Municipio di Campiglia Marittima da parte di numerosi esponenti della comunità, preoccupati che i coloni, in futuro, fossero costretti a recarsi a Campiglia per la Messa, con disagi economici e logistici. In precedenza, la messa veniva celebrata nella cappella del Palazzo della Magona, allora di proprietà dello stato italiano, ma con la vendita ai privati Bertinelli, la consuetudine era stata mantenuta solo provvisoriamente. La richiesta includeva un sussidio di mille lire e la concessione gratuita del terreno, oltre all'impegno dei coloni per il trasporto gratuito dei materiali. Tuttavia, questo appello non produsse risultati concreti per trent'anni.
SPECIALE TOSCANA. Chiese in Toscana
L'Impegno Vescovile e la Formazione del Comitato
Solo nel 1914, il canonico di Massa Guasconi scrisse che il Vescovo si sarebbe interessato all'iniziativa durante la visita pastorale a Campiglia, auspicando la rapida costruzione di una chiesa a Venturina, un desiderio "che sta tanto a cuore al Vescovo". Sette anni dopo, nel 1921, il Vescovo Mons. Giobatta Borrachia ribadiva l'urgenza di una chiesa e una parrocchia a Venturina per contrastare un "vivere paganamente" della popolazione. Lo stesso Vescovo si fece promotore della rinascita del Comitato per l'Erigenda Chiesa. Il 27 gennaio 1921, con il coinvolgimento di figure chiave come il can. Evaristo Bigi, Oscar Bigi, e la maestra Giulia Angela Caglieri, fu ricostituito il Comitato, nominando Don Nello Puccini presidente all'unanimità. L'ingegner Lorenzo Del Mancino fu nominato assistente tecnico.
La Costruzione della Chiesa della Sacra Famiglia
Nel primo anno di attività, il nuovo Comitato commissionò il disegno della chiesa e della canonica. Dopo alcune difficoltà nel reperire fondi e terreno, il 17 maggio 1922 fu stipulato un contratto con la famiglia Merciai per la cessione di un terreno di 1491 mq, con un'ulteriore donazione di 2.000 lire. I lavori iniziarono il 3 luglio 1922. Un giorno memorabile per Venturina fu il 25 settembre 1922, quando si tenne la "posa della prima pietra" della chiesa, contestualmente all'inaugurazione del corpo musicale Pietro Mascagni. Alla cerimonia parteciparono esponenti del clero diocesano, autorità civili e una grande folla di fedeli. Sulla pergamena murata nella prima pietra, si dichiarava l'intitolazione della futura chiesa alla Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
Nonostante l'entusiasmo, nel dicembre 1924 il Comitato si trovò in deficit di 35.000 lire per completare la chiesa. Fu deciso di allargare il Comitato e chiedere aiuti a tutti, pensando anche a un mutuo a lunga scadenza. Nel 1925, i lavori ripresero grazie a donazioni, ma i fondi restavano insufficienti. Il presidente del Comitato, il conte Ruggero Guidi, si rivolse anche al Vescovo di Livorno per ottenere un sussidio dalla Santa Sede. Fu richiesto un sussidio anche alla direzione della Magona di Piombino e al Ministero dei Culti. Nel gennaio del 1926, nonostante i problemi di cassa, furono fatte donazioni significative, tra cui il ricavato di una fiera di beneficenza organizzata dalla signora Maddalena Merciai Puccinelli, destinato all'acquisto di porta e finestre. Nello stesso periodo, furono presi accordi con il Vicariato di Massa Marittima per il funzionamento della chiesa e per chiederne lo status di Parrocchia ecclesiastica.