Le origini del cristianesimo nel territorio che oggi corrisponde al Piemonte affondano le radici nell'antichità, con la fondazione delle prime diocesi che hanno plasmato il paesaggio ecclesiastico della regione. In un viaggio di scoperta alle radici delle diocesi in Piemonte e Valle d’Aosta, si riscontra che delle diciassette diocesi attuali nella Regione Ecclesiastica Piemonte, otto risalgono all’epoca antica (IV e V secolo), due al basso Medioevo (XII-XIV secolo), sei all’epoca moderna (XV-XVIII secolo), e una al XIX secolo. Gli attuali confini della regione risalgono al 1748, quando il confine del Piemonte orientale fu portato al Ticino.
Le Origini e lo Sviluppo delle Prime Sedi Episcopali
Le prime forme di evangelizzazione nelle zone dell'odierna regione ecclesiastica si devono a Sant'Eusebio, il primo vescovo di Vercelli che nel IV secolo, di ritorno dall'esilio, iniziò ad operare per fondare la Chiesa in questa terra di confine. Viene comunemente riconosciuta a Vercelli, con Sant'Eusebio, la qualifica di prima Diocesi piemontese, con la prima notizia documentata a partire dal 345, anno del suo arrivo. Il suo lavoro fu continuato dai suoi discepoli, in particolar modo da Massimo, che divenne vescovo di Torino nel secolo successivo. In questo stesso secolo vennero fondati molti luoghi sacri e si iniziò anche l'evangelizzazione delle terre aostane, con una presenza episcopale documentata dal 450.
Sulle origini del cristianesimo a Torino non abbondano gli elementi storicamente documentati, ma si possono probabilmente riconoscere i Santi Ottavio, Avventore e Solutore (vissuti nel III secolo) come i protomartiri torinesi, o almeno quelli di cui ci è noto il nome, già venerati al tempo di San Massimo.
Nel medioevo, la Diocesi di Vercelli si estendeva praticamente a gran parte del Piemonte occidentale, con sconfinamenti oltre le Alpi e nella Liguria. Nell’antichità le diocesi sorgevano "de facto" là dove si sviluppavano le comunità cristiane; dal Medioevo furono determinanti i condizionamenti politici e la geografia politica condizionò quella ecclesiastica.

La Struttura Diocesana prima del XIII Secolo
La sede episcopale più antica è Vercelli, di cui si ha notizia a partire dal 345 con il vescovo Eusebio. Si possono ricondurre al 398 (anno del concilio dei vescovi delle Gallie) Torino e Novara, rispettivamente con i vescovi Massimo e Gaudenzio. Risalgono al 451 le diocesi di Ivrea e Alba; tra la fine del IV e l’inizio del V secolo compaiono le diocesi di Acqui, Aosta e Asti.
La Diocesi di Ivrea fu probabilmente eretta nel V secolo. Il primo vescovo storicamente documentato è Eulogio, al posto del quale il prete Floreio firmò gli atti del Concilio di Milano nel 451. Nel X secolo, il beato Warmondo intraprese la costruzione della cattedrale romanica.
Il XIII Secolo: Nuove Fondazioni e Sviluppi Ecclesiali
Il XIII secolo rappresenta un periodo di significativa evoluzione per le diocesi piemontesi, con l'emergere di nuove entità e il consolidamento di quelle esistenti. Tra le fondazioni del basso Medioevo, la diocesi di Alessandria è datata 1175. Sebbene Mondovì sia stata eretta nel 1388, le sue radici e il contesto che portò alla sua fondazione si svilupparono durante il basso Medioevo, inclusi periodi precedenti al XIII secolo.
Un elemento distintivo del XIII secolo a Torino fu l'arrivo degli Ordini mendicanti, che arricchirono il volto della Chiesa torinese. Tra questi figurano i Domenicani, Francescani, Agostiniani, Carmelitani e Servi di Maria. Questi ordini, a partire dal secolo XIII, legarono il loro nome anche alla Facoltà di Teologia dell'Università torinese, fondata successivamente nel 1404.
Nella Diocesi di Ivrea, i vescovi ricevettero dall'imperatore importanti privilegi nel XIII secolo, testimoniando la crescente influenza e il riconoscimento giuridico delle sedi episcopali in un'epoca di complesse relazioni tra potere temporale e spirituale.
La Chiesa e il suo potere politico nel Medioevo
Panoramica Territoriale (Contesto Storico)
Le diocesi della Regione Ecclesiastica Piemonte sono diciassette, e oggi sono raccolte in due metropolie, Vercelli e Torino. Della prima fanno parte, con la sede arcivescovile di Vercelli, le diocesi di Alessandria, Biella, Casale Monferrato, Novara; della seconda, con la sede arcivescovile di Torino, le diocesi di Acqui, Alba, Aosta, Asti, Cuneo, Fossano, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Susa.
La diocesi con il territorio più vasto è Novara (4283 Kmq), mentre la più piccola per superficie (275 Kmq) è Fossano. Quest’ultima è anche quella con il minor numero di abitanti (40.735), mentre la più popolata è l’arcidiocesi di Torino (2.144.645). In talune diocesi, la configurazione territoriale marcata dalla presenza delle Alpi ha dato origine a tante parrocchie diventate piccole a causa dello spopolamento della montagna. L’urbanizzazione e l’industrializzazione hanno prodotto l’effetto contrario, in particolare a Torino, dove vi sono parrocchie che raggiungono i 30.000 abitanti.
Anche la diocesi di Tortona ha sede in Piemonte, risalente al III secolo, ma essa, il cui territorio è in gran parte in Liguria e in Lombardia, appartiene alla regione ecclesiastica Liguria, come suffraganea di Genova dal 1817.