Il Crocifisso nelle Scuole Italiane: Tra Laicità, Storia e Significato

La Nuova Polemica sui Simboli Religiosi a Scuola

La questione della presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche è tornata a farsi viva, alimentata da recenti dichiarazioni. Il Ministro dell’Istruzione Fioramonti, ospite della trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1, ha dichiarato che non si dovrebbe permettere l’esposizione di simboli religiosi nelle aule. Questa affermazione ha riacceso la vecchia polemica sulla presenza dei simboli religiosi nelle scuole.

Tale dibattito è spesso descritto come prettamente strumentale e mistificatorio, utile solo alle dinamiche del voto e del consenso politico. Secondo alcuni, esso tende più a paralizzare la discussione che ad alimentarla con contenuti ragionati.

Foto di un crocifisso appeso in un'aula scolastica italiana

Il Crocifisso come Simbolo Culturale e Storico

Nel nome di una malintesa laicità, si preferisce oggi snaturare ogni elemento identitario collegato alla nostra cultura cattolica. Questo processo arriva fino a privare un simbolo culturale come il Crocifisso della sua natura simbolica positiva, facendolo diventare l’emblema di esasperazioni identitarie e nazionaliste e l’inammissibile privilegio della religione cattolica sulle altre. Chiaramente, l'intento originario non era questo.

Il Crocifisso è stato collocato nelle scuole italiane per impulso della Legge Casati del 1859 e per il Regio Decreto 15 settembre 1860, n. 4336 che lo prevedeva in ogni scuola. Successivamente, il Decreto 6 febbraio 1908, n. 150, confermò il simbolo e l’insegnamento religioso nelle scuole elementari. Dunque, una cosa è la laicità, un’altra è pretendere che dalla nostra vita scompaiano i simboli che ci richiamano alle nostre origini storiche e culturali.

Infografica sulla storia e le leggi che hanno regolamentato la presenza del crocifisso nelle scuole italiane

Significato Laico e Umano del Crocifisso

Al di là del significato salvifico che il Crocifisso ha per i credenti, esso può assumere anche un profondo significato laico. Può essere inteso come segno delle sofferenze e del dolore dell’uomo. Può rappresentare i limiti, le preoccupazioni, le ansietà, le nostre solitudini, le malattie, la vecchiaia e la morte, elementi universali dell'esperienza umana.

A questo proposito, la scrittrice Natalia Ginzburg scriveva nel 1988 sul giornale “l’Unità” parole di grande risonanza: «Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo ‘prima di Cristo’ e ‘dopo Cristo’. O vogliamo smettere di dire così? Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.»

tags: #fieramonti #crocifisso #pecora