Papa Francesco ha operato una fusione delle diocesi di Teano-Calvi e Alife-Caiazzo, entrambe suffraganee dell’arcidiocesi di Napoli. Questa unione, definita “in persona Episcopi”, le ha poste sotto la guida di un unico pastore, Monsignor Giacomo Cirulli, che in precedenza era vescovo della sola Teano-Calvi. Tale iniziativa rientra nel piano di riduzione delle oltre 200 diocesi italiane che Papa Francesco ha richiesto alla Conferenza Episcopale Italiana sin dall'inizio del suo pontificato.

Biografia di Monsignor Giacomo Cirulli
Sua Eccellenza Monsignor Giacomo Cirulli è nato il 25 settembre 1952 a Cerignola, in provincia di Foggia, e appartiene alla diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Dopo aver conseguito la Maturità Classica, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli nel 1981.
Il suo percorso di formazione al sacerdozio si è svolto presso l’Almo Collegio Capranica di Roma, dove ha frequentato gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, ottenendo il Baccalaureato in Teologia. Nel 1984 ha conseguito la Licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma. È stato ordinato sacerdote il 7 dicembre 1982, incardinandosi nella diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.
Il 14 settembre 2017, Papa Francesco lo ha eletto vescovo di Teano-Calvi, e il 7 dicembre dello stesso anno è stato ordinato Vescovo nella Cattedrale di Cerignola. Il Santo Padre lo ha successivamente nominato Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo.
Incarichi Pastorali e Accademici
Nel corso del suo ministero, Monsignor Cirulli ha ricoperto numerosi e vari incarichi:
- Parroco della Parrocchia “Sant’Antonio di Padova” a Cerignola (1984-1996)
- Rettore del Seminario diocesano (1996-2001)
- Direttore della Caritas diocesana (1988-2001) e Delegato Regionale Caritas (1994-1996)
- Responsabile regionale degli obiettori di coscienza in servizio presso la Caritas (1989-1994)
- Docente di Religione al Liceo Ginnasio “Zingarelli” di Cerignola (1985-1991)
- Docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica Pugliese (1992-2011) e presso l’Istituto di Scienze Religiose Diocesano (dal 1985)
- Direttore dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (1992-1996)
- Vicario episcopale per i ministeri e la formazione permanente del clero (1996-2001)
- Direttore della pastorale giovanile vocazionale (1996-2001)
- Membro del Collegio dei Consultori (1998-2001) e del Consiglio Episcopale (1996-2001 e dal 2012)
- Presidente del Consiglio di Amministrazione della casa di riposo “Solimine” a Cerignola (1994-2004)
- Membro del Consiglio Presbiterale e Pastorale Diocesano (dal 1988)
- Vicario foraneo ed esorcista della diocesi e Parroco della Parrocchia B.V. Maria Addolorata a Orta Nova (dal 2001)
- Vicario Episcopale per la cultura (dal 2012)
- Primo Coordinatore degli esorcisti di Puglia (dal 2015)
La Diocesi di Alife-Caiazzo: Panoramica e Statistiche
La Diocesi di Alife-Caiazzo (in latino: Dioecesis Aliphana-Caiacensis o Caiatina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli, inserita nella regione ecclesiastica Campania. La sua sede vescovile si trova nella città di Alife, dove sorge la cattedrale di Santa Maria Assunta. Nel 2023, la diocesi contava 60.600 battezzati su un totale di 61.000 abitanti.
I dati attuali indicano che la diocesi si estende su una superficie di 580 km², conta 61.394 abitanti e comprende 44 parrocchie.

Cenni Storici della Diocesi di Alife
L'evangelizzazione della zona di Alife ha radici profonde. Già nel 533, il cristianesimo era molto diffuso, come attestato dal ritrovamento di una lapide di tre fratellini definiti cristiani. Durante la dominazione longobarda, Alife rimase senza vescovo.
La ricostituzione della diocesi avvenne il 26 maggio 969, quando papa Giovanni XIII nominò Landolfo arcivescovo di Benevento, concedendogli la facoltà di eleggere vescovi suffraganei, tra cui quello di Alife. Il vescovo della ricostituzione fu Paolo. Nella seconda metà del secolo, la famiglia normanna Quarell Drengot conquistò il territorio alifano e l'episcopato acquisì notevole importanza. Nel 1131, il secondo Rainulfo, conte di Alife, Caiazzo e Sant'Agata de'Goti, ottenne dall'antipapa Anacleto II le reliquie di San Sisto I papa e martire, che divenne poi il protettore della città e della diocesi.
La Diocesi di Alife fu soppressa il 27 giugno 1818 da papa Pio VII con la bolla De utiliori dominicae. Solo il 14 dicembre 1820, il vescovo Emilio Gentile riuscì a farla ripristinare con la bolla Adorandi dello stesso papa, unendola alla Diocesi di Telese.
Cenni Storici della Diocesi di Caiazzo
Secondo un'antica leggenda popolare, l'evangelizzazione della città di Caiazzo sarebbe opera dell'apostolo Pietro o di San Prisco, uno dei settantadue discepoli di Gesù, considerato anche il suo primo vescovo. Tra il duecento e il trecento, si ricordano vescovi come Almondo, Nicola e Andrea, dei quali sono conservati molti atti e bolle nell'archivio vescovile.
Nei due secoli successivi, alcuni vescovi e amministratori apostolici di Caiazzo furono cardinali, tra cui Oliviero Carafa (futuro arcivescovo di Napoli), Antonio Maria Ciocchi del Monte e Ascanio Parisani. In quel periodo, molti vescovi appartenevano a nobili famiglie caiatine. Da menzionare è Fabio Mirto Frangipani, presentato da San Carlo Borromeo, che fu segretario del Concilio di Trento e fondò il seminario diocesano. Per le sue doti diplomatiche, fu poi nominato arcivescovo titolare di Nazareth.
Anche Ottavio Mirto Frangipani, dopo essere stato vescovo di Caiazzo, intraprese una notevole carriera: divenne abate di San Benedetto di Capua, fu nominato da papa Sisto V governatore di Bologna, poi nunzio apostolico a Colonia e infine arcivescovo di Taranto. Nel corso del XVII secolo, il vescovo Filippo Benedetto si distinse sia per le sue doti pastorali sia per aver fatto costruire a sue spese le mura cittadine.
La Diocesi di Caiazzo fu soppressa da papa Pio VII, in applicazione del concordato tra il Regno delle Due Sicilie e la Santa Sede, con la bolla De utiliori Dominicae vineae del 5 luglio 1818, e il suo territorio fu incorporato all'arcidiocesi di Capua. L'arcivescovo di Capua, cardinale Francesco Serra-Cassano, si adoperò per ripristinare l'antica sede. Il 16 gennaio 1850, con la bolla Si semper optandum, papa Pio IX ristabilì la Diocesi di Caiazzo, dichiarandola suffraganea della sede metropolitana di Capua. Il nuovo vescovo Gabriele Ventriglia d'Alife fu trasferito dalla Diocesi di Crotone il 15 marzo 1852.
La Presa di Possesso Canonico della Diocesi
Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che il Vescovo prende possesso canonico della diocesi nel momento in cui esibisce personalmente, o mediante un procuratore, la lettera apostolica al collegio dei consultori, alla presenza del cancelliere della curia. In alternativa, nelle diocesi di nuova erezione, prende possesso comunicando tale lettera al clero e al popolo presenti nella chiesa cattedrale, con il presbitero più anziano tra i presenti che mette agli atti il fatto.
Domenica 14 aprile, presso la Cattedrale di Alife, Monsignor Giacomo Cirulli ha fatto il suo ingresso solenne, assumendo il possesso canonico della diocesi. A fare gli onori di casa era presente il vescovo emerito della Chiesa locale, S.E. Mons. Valentino Di Cerbo. Hanno partecipato alla Solenne Celebrazione anche S.E. Mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, S.E. Mons. Pietro Lagnese, vescovo di Caserta, e S.E. Mons. Luigi Renna, vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, diocesi d'origine di Monsignor Cirulli. Erano presenti inoltre diverse autorità civili, tra cui l’onorevole Carlo Sarro, deputato della Repubblica, il viceprefetto vicario di Caserta dott. Michele Lastella, il consigliere dott. Vincenzo Golini in rappresentanza della provincia di Caserta, il presidente della Comunità Montana del Matese dott. Francesco Imperadore, il presidente della Comunità Montana di Monte Maggiore, dott. Pasquale Di Fruscio, e il Presidente del Consorzio di Bonifica.