La Dichiarazione dei Redditi dell'Onorevole Arcangelo Sannicandro e le Sue Controversie

Contesto delle Dichiarazioni dei Redditi dei Parlamentari

Il dibattito pubblico sulle indennità e i redditi dei parlamentari è spesso acceso e oggetto di scrutinio. In questo contesto, l'onorevole Arcangelo Sannicandro è stato al centro dell'attenzione sia per le sue dichiarazioni che per il suo reddito imponibile.

Le Controversie sulle Affermazioni di Arcangelo Sannicandro

L'onorevole Arcangelo Sannicandro, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) e successivamente del Movimento Democratici e Progressisti (MDP), con una lunga militanza nel Partito Comunista Italiano (PCI) e poi in Rifondazione Comunista, è finito al centro delle polemiche a seguito di alcune sue affermazioni pronunciate nell'Aula della Camera.

Durante la discussione sul proposto taglio degli stipendi agli onorevoli a 5mila euro lordi - una misura poi bocciata - Sannicandro ha sollevato un quesito retorico: "Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?". Questa affermazione, considerata "doppiamente infelice" da molti, specialmente provenendo da un parlamentare con il suo background politico, ha generato ampie discussioni.

Sannicandro ha in seguito chiarito la sua posizione, dichiarando: "Tentavo di stabilire alcuni dati essenziali per affrontare il problema dell’indennità di carica dei deputati in modo oggettivo e non demagogico." Ha ribadito che, secondo la Costituzione, i parlamentari "siamo rappresentanti attraverso cui il popolo esercita la sua sovranità." Ha inoltre specificato che i deputati "non sono assicurati né all’Inps e né all’Inail e né ricevono le prestazioni da questi all’occorrenza erogate, né sono inquadrati in un contratto collettivo nazionale."

Ritratto dell'Onorevole Arcangelo Sannicandro durante un intervento parlamentare

Il Profilo Professionale e Politico

Arcangelo Sannicandro è un avvocato pugliese. Riguardo alla sua professione, ha sottolineato di averla "esercitata solo e sempre dalla parte dei lavoratori, anche metalmeccanici, insensibile alle lusinghe e non intimidito da pesanti minacce." Questo aspetto del suo percorso professionale è stato spesso richiamato nel dibattito sulle sue affermazioni, in quanto la sua provenienza politica e professionale lo legava intrinsecamente al mondo del lavoro.

La polemica è stata accentuata dal fatto che lo stesso partito di Sannicandro, SEL, aveva in parlamento un ex metalmeccanico della Fiat, il senatore Giovanni Barozzino, licenziato dall'azienda dopo uno sciopero, rendendo il paragone ancora più delicato.

Le Dichiarazioni dei Redditi di Arcangelo Sannicandro

L'onorevole Arcangelo Sannicandro ha registrato redditi imponibili di rilievo nel corso della sua attività parlamentare:

  • Nel 2014, ha dichiarato un reddito di oltre 400mila euro. Nello specifico, tra i deputati pugliesi, Arcangelo Sannicandro (SEL) è risultato il più ricco con un imponibile di 400.195 euro.
  • Nel 2016, la sua dichiarazione ha evidenziato un reddito imponibile di 535.324 euro. Questa cifra lo ha collocato in un "poker di avvocati" tra i parlamentari con i redditi più elevati alla Camera.

Roma - Il segreto delle carte e la trasparenza del Web (07.11.19)

Confronto con Altri Deputati Pugliesi (Anno 2014)

Per meglio contestualizzare il reddito di Sannicandro nel 2014, è utile esaminare le dichiarazioni di altri deputati pugliesi:

  • L'avvocato penalista barese Francesco Paolo Sisto si è posizionato al secondo posto con 375.129 euro.
  • Con un imponibile di 347.390 euro, quasi a pari merito, si trovava Federico Massa (PD), avvocato leccese.
  • Salvatore Matarrese (Scelta Civica), imprenditore edile, ha dichiarato 144.355 euro, risultando leggermente al di sopra della media dei deputati pugliesi.
  • A seguire, con 122.120 euro, Pino Pisicchio, ricercatore universitario.
  • Intorno ai 115mila euro di entrate si attestavano il giornalista Altieri Trifone (Forza Italia), il dirigente di partito Michele Bordo (PD), il foggiano Angelo Cera (Area Popolare) e l’ex ministro Massimo Bray.
  • Con un reddito che si aggirava intorno ai 100mila euro figuravano Rocco Palese (Forza Italia), l’insegnante Colomba Mongiello (PD) e l’avvocato lavorista Dario Ginefra (PD).
  • Il deputato pugliese con il reddito più basso nel 2014 è stato Nicola Ciracì (Forza Italia) con appena 22.825 euro.
  • In generale, i deputati meno abbienti si attestavano intorno ai 78.229 euro, come Alessandro Furnari e Vincenza Labriola (ex-grillini), Giuseppe l’Abbate (M5S) e la studentessa del PD Liliana Ventricelli.

Reazioni e Critiche alle Affermazioni

Le affermazioni di Sannicandro hanno generato aspre critiche. Mirco Rota, segretario generale della FIOM in Lombardia, ha replicato che le parole dell'onorevole sono un "flash perfetto di come la politica ha rappresentato il lavoro subordinato, quello che una volta si diceva sicuro, garantito e con i diritti riconosciuti." Rota ha evidenziato il paradosso tra la crescente precarietà del lavoro subordinato e la percepita stabilità della carriera parlamentare, concludendo: "oggi se lavori rischi di essere comunque povero, se fai il parlamentare ti puoi sistemare per il testo della tua vita."

Il dibattito ha anche riportato alla memoria le pratiche di alcune formazioni della sinistra, come Democrazia Proletaria, che in passato prevedevano di allineare lo stipendio dei propri eletti in parlamento e nei consigli regionali a quello di un lavoratore metalmeccanico di quarto livello, devolvendo il resto al partito.

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