La Bibbia, la Parola di Dio, descrive il cuore come la nostra essenza. Esso è un organo centrale sia delle nostre azioni che dei nostri pensieri. È così importante che persino il mondo ce ne parla spesso, molte volte suggerendoci di seguirlo senza dare peso alle conseguenze. Il cuore viene definito la sede degli affetti, dei desideri, delle speranze e degli impulsi nella natura spirituale dell'uomo. Dobbiamo custodire il nostro cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita, come dichiarato in Proverbi 4:23. Questo versetto chiave delinea il messaggio centrale che Dio ci insegna.
Immaginiamo il nostro cuore come una grande cisterna d’acqua, un serbatoio dal quale fluisce ogni pensiero (e immaginazione!), ogni azione (incluse le nostre reazioni o risposte agli stimoli esterni), desiderio (quello che desideriamo rivela ciò che è importante e caro al nostro cuore), discorso (le parole che riempiono le nostre bocche sono quelle che custodiamo nel nostro cuore), motivo (ciò che ci guida e spinge) e inclinazione (le nostre debolezze, il nostro temperamento).
Perché Custodire il Cuore?
Il nocciolo della vita cristiana è il nostro cuore. La condizione del nostro cuore è la cosa più importante nella vita cristiana. Non sono le circostanze che determinano le nostre azioni, ma quello che abbiamo nel nostro cuore. Se non possiamo adattare ogni situazione a seconda del nostro cuore, allora bisogna fare qualcosa per adattare il nostro cuore ad ogni situazione. È fondamentale custodire il nostro cuore con ogni cura, poiché da esso sgorgano le sorgenti della vita. Gesù spiega questo in Marco 7:20-22:
“20 disse ancora: "ciò che esce dall’uomo, quello lo contamina. 21 dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, procedono pensieri malvagi, adultéri, fornicazioni, omicidi, 22 furti, cupidigie, malizie, frodi, insolenza, invidia, bestemmia, orgoglio, stoltezza.”
È il cuore dell'uomo quello che lo contamina, se è contaminato, o produce buon frutto, se è puro. Ogni nostro peccato di parole o azioni inizia nel nostro cuore. Ecco perché dobbiamo concentrarci sulla condizione del cuore, anziché su quello che facciamo o su quello che gli altri pensano di noi. Un esempio di una radice nel cuore che ci contamina è l’amarezza, come leggiamo in Ebrei 12. In 1 Giovanni 2:15-16 troviamo un comandamento di non amare le cose del mondo, che ci porta a non avere l’amore di Dio.
“15 non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui.”
Se desideriamo crescere in grazia e santità nel nostro cammino, è vitale per noi salvaguardare la sorgente della nostra vita.

I Pericoli per il Cuore
I nostri cuori sono preziosi ma anche pericolosi. Dobbiamo proteggerli da:
- Il nemico, il diavolo: La Scrittura ci dice che egli va girando come un leone, cercando chi divorare (1 Pietro 5:8).
- Il mondo: Le sue lusinghe e i suoi valori contrari a Dio.
- La carne: Viene spesso dipinta come il peccato che muove guerra allo Spirito (Galati 5:17; Giacomo 4:1; 1 Pietro 2:11). Essa risponde agli stimoli del mondo e segue le tentazioni del diavolo. Il richiamo della nostra carne è forte e distruttivo, tanto che il nostro Salvatore ci esortava dicendo: "rinnegate voi stessi!".
La Speranza e l'Aiuto Divino
Vista la situazione, potrebbe sembrare che per i nostri cuori non ci sia speranza. Ma noi cristiani conosciamo intimamente il Re di Pace, la nostra eterna Speranza vive! Colui che è in noi è più grande di colui che è nel mondo (1 Giovanni 4:4). Possiamo quindi rimanere calmi e sereni, ed essere consapevoli che abbiamo tutto l'aiuto che ci occorre:
- Da Dio stesso: Il nostro Protettore (1 Pietro 1:3-5).
- Dalla Chiesa: L’aiuto siamo anche noi! (Ebrei 3:12-13). La Bibbia ci esorta a non abbandonare la comunione fraterna, che è importante per esortare, incoraggiare, confessare, pregare, istruire, riprendere e supportare. Essa è il riflesso di una vita di condivisione che comincia oggi e non si conclude mai.
Abbiamo dunque chiarito perché dobbiamo custodire i nostri cuori e siamo consapevoli che nel farlo non siamo soli.
Come Custodire il Cuore: L'Esempio di Timoteo
Paolo, nella sua prima Epistola a Timoteo, gli affida una grande responsabilità e lo avverte dei pericoli che avrebbe affrontato. Quello che Paolo scrive a Timoteo è molto importante anche per noi, comandandoci come non sprecare la vita che abbiamo ed evitare un grave pericolo.
Il Comandamento di Custodire il Deposito (1 Timoteo 6:20)
In 1 Timoteo 6:20 leggiamo: “O Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato, evitando i discorsi profani e vani e le argomentazioni contrastanti di quella che è falsamente chiamata scienza”. Paolo inizia chiamando Timoteo per nome, volendo raggiungere il suo cuore con un messaggio da parte di Dio. Questo versetto contiene due comandamenti: uno su cosa fare (custodire) e uno su cosa evitare.
La parola greca tradotta come "custodire" vuol dire proteggere, curare attentamente e con grande impegno, stando sempre attenti. Spesso è usata nel senso di fare la guardia armata e descrive come Cristo protegge i figli di Dio. Quindi, quello che Paolo sta comandando a Timoteo, e a ciascuno di noi, è di custodire, guardare, proteggere, il deposito che ci è stato affidato.
In 2 Timoteo 1:12 e 1:14 troviamo una frase simile: “12 Per questo motivo io soffro anche queste cose, ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono persuaso che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno. 13 Ritieni il modello delle sane parole che hai udito da me nella fede e nell’amore, che sono in Cristo Gesù.”
Cos'è questo "Deposito"?
Questo deposito è di immenso valore. Quando si cura qualcosa con un impegno così grande, significa che ciò che si custodisce è di grande valore. Per prima cosa, è la grazia della salvezza, ed è anche l'Evangelo che ci ha salvati e che possiamo proclamare ad altri. La verità dell'Evangelo ci ha liberati dai nostri peccati e ci ha dato la vita eterna in Gesù Cristo. Dobbiamo proteggere e annunciare l’Evangelo che ci è stato trasmesso. Giuda esorta i suoi lettori a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi. Questo immenso tesoro, la verità dell'Evangelo, è stato trasmesso ai santi, ovvero a coloro che Dio ha salvato, una volta per sempre. Quando Gesù Cristo ritornerà, dovremo rendere conto di quello che abbiamo fatto con quello che abbiamo ricevuto, come nella parabola dei talenti in Matteo 25.
Noi abbiamo ricevuto un tesoro, la grazia della salvezza, l'Evangelo che ha salvato noi, e dobbiamo custodire questo tesoro, questo grande deposito, proteggerlo e investirlo.
L'importanza della Parola di Dio nella nostra vita
Cosa Dobbiamo Evitare per Custodire il Deposito?
Paolo comanda a Timoteo, e quindi anche a noi, di evitare certe cose per poter custodire il deposito. Il versetto 1 Timoteo 6:20 ci comanda di evitare due cose: i discorsi profani e vani e le argomentazioni contrastanti. La parola greca tradotta come "evitare" significa lasciare completamente una cosa per aggrapparsi a qualcos'altro, non basta avere meno contatto.
1. Discorsi Profani e Vani
- Profano: È il contrario di santo. Nella Bibbia, "santo" vuol dire messo da parte per uso esclusivo di Dio. Profano significa comune, usato da tutti, e quindi non santo. I discorsi profani sono discorsi che non portano in alcun modo gloria a Dio. Sono i tipi di discorsi che fanno coloro che non hanno Dio, o un credente che non guarda a Lui. Per esempio, parlare della bellezza della natura senza dare gloria a Dio, o di come un problema è stato risolto senza ringraziare Dio, sono discorsi profani.
- Vani: La parola "vano" (greco: kenos) significa vuoto, senza contenuto, senza vera sostanza, inutile, senza scopo. Ciò che non produce frutto, ciò che non edifica, è vano. Dio ci comanda di parlare in modo che il nostro parlare sia sempre con grazia, con un vero senso che sia approvato da Dio. In Matteo 12:36, leggiamo che gli uomini saranno giudicati per ogni parola oziosa. Questo non significa che non si può parlare di altre cose oltre a Dio, ma che i discorsi vani non servono a nulla. Parole di oscenità, parlare in modo sciocco e la buffoneria sono esempi di discorsi vani. I peggiori discorsi vani sono quelli che riguardano Dio ma non sono secondo verità.
Se investiamo il nostro tempo in cose vane (non solo discorsi, ma anche divertimenti sciocchi), non possiamo investire bene il prezioso deposito che abbiamo ricevuto.
2. Argomentazioni Contrastanti (Falsamente Chiamata Scienza/Conoscenza)
Paolo ci esorta ad evitare le argomentazioni contrastanti. La parola greca tradotta come "scienza" è quasi sempre tradotta come "conoscenza". Dal contesto, si comprende che Paolo parla di discorsi che riguardano Dio e la vita cristiana, che sono contrastanti alle verità di Dio, al deposito che dobbiamo custodire. C'è una sola verità, ma di insegnamenti falsi ce n'è un numero quasi infinito.
- Riconoscere il falso: L'unico modo per riconoscere il falso è conoscere bene il vero, perciò abbiamo bisogno di conoscere sempre di più la verità della Parola di Dio.
- Falsamente chiamata conoscenza: Per la società in cui viviamo, queste argomentazioni sono spesso credute da tanti e chiamate "conoscenza", ma il fatto che qualcosa sia creduto da molti non significa che sia vero. La vera conoscenza è sempre fondata sul timore di Dio. Quello che il mondo considera sapienza è stoltezza, perché non è conforme alla verità di Dio (1 Corinzi 1:17-25).
Non dobbiamo dibattere con le persone che cercano di promuovere argomentazioni contrastanti. Evitare significa non avere nulla a che fare con esse. Ascoltare argomentazioni contrastanti può portare a sviarsi dalla fede e a "fare naufragio". Questo dovrebbe spaventarci e farci capire quanto sia pericoloso dare ascolto a falsi insegnamenti. Se non scegliamo di evitare queste argomentazioni, spesso, iniziamo a crederci, e questo ci porta alla rovina. La difesa è ubbidire al comandamento di evitare queste argomentazioni, così come i discorsi profani e vani.
Aspetti Pratici per Custodire il Cuore (Proverbi 4:20-27)
Proverbi 4:20-27 ci offre un'esortazione chiara su come custodire il nostro cuore:
“20 Figlio mio, fa’ attenzione alle mie parole, porgi l’orecchio ai miei detti 21 non si allontanino mai dai tuoi occhi, custodiscili nel centro del tuo cuore 22 perché sono vita per quelli che li trovano, guarigione per tutto il loro corpo. 23 Custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita. 24 Rimuovi da te il parlare fraudolento e allontana da te le labbra perverse. 25 I tuoi occhi guardino diritto e le tue palpebre mirino diritto davanti a te. 26 Appiana il sentiero dei tuoi piedi, e tutte le tue vie siano ben stabilite. 27 Non deviare né a destra né a sinistra, allontana il tuo piede dal male.”
1. Ascoltare e Custodire la Parola di Dio (Versetto 20-22)
Il padre esorta il figlio ad ascoltare di cuore le parole e i detti divini. Per vivere bene, dobbiamo ascoltare con umiltà e un cuore attento gli insegnamenti di Dio, non solo con la mente. Dobbiamo custodire nel cuore quello che Dio ci insegna. Così ci porteranno grandi benefici: saranno vita e guarigione per tutto il corpo. Dobbiamo chiederci: ascolto di cuore le verità di Dio? Ho un cuore umile e attento, riconoscendo di aver bisogno di crescere nella sapienza?
2. Custodire il Proprio Parlare (Versetto 24)
Per custodire bene il nostro cuore, dobbiamo essere molto attenti a come parliamo. È più facile peccare con le parole che con le azioni. Il nostro modo di parlare viene dal cuore ma poi influisce il cuore. Dobbiamo riconoscere la gravità di un parlare non santo e toglierlo dalla nostra vita.
- Parlare fraudolento: Un parlare che in qualunque modo non rispecchia la verità. Questo include mentire direttamente, esagerare per vincere un litigio (usando parole come "sempre" e "mai" in modo falso) o usare un "uomo di paglia", cioè implicare che l'altra persona stia dicendo qualcosa che in realtà non sta dicendo. Dobbiamo rimuovere ogni forma di parlare fraudolento e parlare con verità.
- Labbra perverse: Le labbra perverse descrivono labbra che dicono cose non conformi alla santità di Dio e alla sua verità. Esempi includono parlare male del matrimonio, criticare il coniuge, lamentarsi delle difficoltà, scherzare sul matrimonio (Ebrei 13), lamentarsi in generale (anche se comune nella società), o disprezzare con le parole anziché parlare dell'oggetto del disaccordo. Dobbiamo allontanare queste labbra perverse e parlare con grazia, offrendo continuamente un sacrificio di lode a Dio. La Parola di Cristo deve dimorare in noi e dirigere tutte le nostre parole per edificare gli altri e dare gloria a Dio.
Quando pecchiamo con le parole, dobbiamo riconoscere il nostro peccato, ravvederci e confessarlo a Dio e, se del caso, anche alle persone con cui abbiamo parlato in modo sbagliato (es. ai figli). Solo così si sarà perdonati e purificati.

3. Custodire il Proprio Sguardo (Versetto 25)
Per custodire i nostri cuori, non solo dobbiamo stare in guardia su come parliamo, ma anche a quello che guardiamo. Dobbiamo guardare diritto, ovvero, guardare in avanti, verso Cristo, né a destra né a sinistra, a quello che il mondo offre. Destra e sinistra rappresentano le tentazioni e il peccato.
- Il pericolo dello sguardo: Siamo circondati dal peccato; guardare al peccato (letteralmente o nella mente) è già peccato in sé e spesso ci porta a parlare o agire in modo sbagliato. Se guardiamo al peccato, esso inizia ad attrarci, come successe ad Eva nel giardino dell'Eden. Inizia con uno sguardo che poi diventa più frequente.
- Guardare a Cristo: L'unico modo per avere vittoria sul peccato è guardare continuamente a Cristo. Mosè ne è un esempio (Ebrei 11:24-26), che scelse di non guardare ai piaceri temporanei del peccato, ma a Dio. Anche Giobbe, uomo integro e retto, sapeva dell'importanza di non guardare ad una vergine, per non apprezzare la bellezza fisica di donne che non fossero sua moglie.
Viviamo in una società piena di stimoli che ci portano al peccato. Dobbiamo pregare Dio di darci la forza di non guardare alle cose sbagliate e tenere i nostri occhi su Gesù.
4. Custodire il Proprio Comportamento (Versetto 26-27)
Custodire il nostro cuore significa anche valutare bene ogni nostro passo, ogni decisione e ogni azione. Ogni cosa che facciamo deve essere alla gloria di Dio. Non esiste alcun momento in cui è giusto svagarsi senza valutare se ciò che facciamo è conforme alla volontà del Signore. Dobbiamo "appianare il sentiero dei nostri piedi" e fare in modo che "tutte le nostre vie siano ben stabilite". Questo significa camminare con diligenza, non da stolti, ma come saggi (Efesini 5:15-16), riscattando il tempo perché i giorni sono malvagi. Dobbiamo confrontare ogni nostro comportamento con la Parola di Dio, come fece Davide. Non il mondo né il nostro parere devono essere il metro di ciò che è male, poiché siamo stati comprati a caro prezzo e apparteniamo totalmente a Dio.
Il Cuore dei Pastori e la Vigilanza
I pastori sono generalisti, competenti in molte aree come predicazione, teologia, counseling, ecc. Ma in questa pluralità di responsabilità, c’è il pericolo di trascurare la cosa più importante: il proprio cuore. Custodire il cuore significa coltivare, proteggere, sorvegliare e prestare particolare attenzione alla propria vita interiore (mente, emozioni, volontà). Questo non è una chiamata all’introspezione egocentrica, ma ad una autoconsapevolezza centrata su Gesù.
Questa vigilanza richiede più di un semplice tempo di comunione con Dio e un piano di lettura biblica. Implica ritagliarsi abitualmente del tempo per la confessione e il ravvedimento, confrontandosi con fratelli fidati che possano evidenziare ciò che non va. Potrebbe voler dire prendersi una pausa dal ministero per lavorare sul proprio cuore, o persino l'aiuto di un counselor.
Ogni cosa che pensiamo, diciamo e facciamo è collegata alla condizione della nostra vita interiore. Se non dimoriamo in Cristo, non possiamo fare niente di duraturo ed eterno (Giovanni 15:5). Se il cuore non è radicato in Cristo e nel suo amore, i venti delle difficoltà ci spazzeranno via (Salmo 1). Tuttavia, custodire il cuore non dipende da noi in ultima analisi, ma da Gesù che promette fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal seno di chi crede in Lui (Giovanni 7:38).
Pratica Quotidiana per la Cura del Cuore
Per custodire il nostro cuore in modo costante e consapevole:
- Esaminare il cuore: Chiedere a Dio di esaminarci e conoscere il nostro cuore, i nostri pensieri e le vie inique, per essere guidati sulla via eterna (Salmo 139:23-24). Quando lo Spirito evidenzia qualcosa, confessarlo con determinazione e diligenza.
- Estirpare le "erbacce": Immaginare il cuore come un giardino. Togliere le erbacce (peccati, pensieri negativi, idoli, immoralità, impurità) è un lavoro faticoso che richiede disciplina e costanza. Più ce ne prendiamo cura di frequente, più facile sarà tenerlo pulito. Tenetevi lontani da compagnie mondane e non procurate alcun vantaggio alla carne.
- Piantare la verità: Piantare in noi la verità biblica, così che tutto ciò che fluisce dal nostro cuore sia conforme alla Parola di Dio. Imparare i versi biblici, pensarci nei momenti silenziosi, pregare usando queste parole e rimpiazzare i nostri desideri con i Suoi. Le parole di verità nella Bibbia sono la nostra risposta quando la fede è messa alla prova.
- Riempire i pensieri di cose gradite a Dio: “Infine, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri” (Filippesi 4:8).
- Mantenere il cuore puro, pacifico e indiviso: Poiché Dio è santo e noi apparteniamo a Lui, proteggiamo il cuore dagli idoli, dall’immoralità, dall’impurità. Non pensiamo di tenere una parte del nostro cuore per Cristo e una parte per noi stessi e le nostre passioni.
- Mantenere il cuore pieno: Riempirlo costantemente della vivificante Parola di Dio.
- La formula "Se io, allora Dio": Dobbiamo sostituire la formula disastrosa "Se solo mio marito... allora io..." con la formula vincente "Se io faccio la mia parte, allora Dio farà la Sua parte!". Questo è un esercizio utile per applicare la Parola di Dio in modo personale e pratico.
Rallegratevi sempre nel Signore. Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo, gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (Filippesi 4:4-7, 1 Pietro 5:6-7).
Se noi facciamo la nostra parte e ci manteniamo distanti da ogni cosa impura, confessando le nostre debolezze, e alimentiamo il nostro cuore con la vivificante Parola di Dio, allora sì che possiamo sentire la pace e gioire della gioia di Dio!
Soprattutto, custodire i nostri cuori significa desiderare Dio più di ogni altra cosa: “Chi ho io in cielo fuor di te? Sulla terra non desidero che te” (Salmo 73:25). “O DIO tu sei il mio DIO, io ti cerco al mattino; l’anima mia è assetata di te a te anela la mia carne in terra arida e riarsa, senz’acqua. Così ti ho ammirato nel santuario, contemplando la tua forza e la tua gloria” (Salmo 63:1-2). Camminiamo vicini a Dio, tenendo gli occhi su Cristo, confessando ogni peccato. Così avremo cuori puri e staremo vicini a Cristo.