Il Crocifisso in Ebano e Avorio Attribuito a C. Lacroix

Introduzione e Caratteristiche Generali dell'Opera

Il crocifisso in ebano e avorio qui descritto si configura come un'opera di alto livello qualitativo, caratterizzata da dimensioni di 28,5 cm x 17,5 cm. Il Cristo è fissato ad una croce di ebano di forma lineare e priva di qualsiasi ornamento, evidenziando una purezza stilistica che ne esalta la figura. Sebbene si registrino mancanze sulle dita, l'opera è accompagnata da un Certificato di Antichità CE.S.AR. (Cites Antique Derogation).

Foto tematica di un crocifisso in avorio e ebano antico, evidenziando dettagli e materiali

L'Attribuzione e il Contesto Stilistico

Questa pregevole scultura presenta singolari affinità con il Crocifisso d'avorio, già proprietà degli Adorno e ora conservato in Palazzo Rosso. Sulla scorta di autorevoli studi, tra cui quello di F. Alizeri ("Guida artistica per la città di Genova", II, Genova, 1847, p. 438), l'opera è attribuita a C. Lacroix, uno scultore di origine francese. A Lacroix, C. G. Ratti dedica una brevissima vita nelle sue "Vite" (II, p. 327), sottolineandone l'importanza pur nella scarsità di informazioni biografiche.

C. Lacroix: Lo Scultore e le Sue Opere

C. Lacroix, sebbene poco noto, è considerato l'autore di diverse opere significative. Si ritiene che sia stato l'artefice del Crocifisso ligneo un tempo collocato sull'altare maggiore della SS. Annunziata del Vastato a Genova, ora conservato nei depositi della Soprintendenza. Oltre a queste grandi opere, Lacroix è noto anche per numerosi crocifissi in avorio che, come nota Ratti, "...non eccedono la grandezza d'un palmo e mezzo". Le ricerche indicano che lo scultore giunse a Genova verso la fine del Seicento per poi fare ritorno a Parigi nel 1711 (cfr. R. W. Lightbown, "Gaetano Giulio Zumbo. Genoa and France", "The Burlington Magazine", dicembre 1964, pp. 563-569).

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Dettagli Stilistici e Confronti Specifici

Il Crocifisso in oggetto, pur con una differenza significativa nella posizione della testa - rivolta a destra e più ricca di pathos - presenta le stesse caratteristiche stilistiche e tipologiche del Crocifisso Adorno di Palazzo Rosso (sul quale cfr. M. Bonzi, "Un crocifisso del Lacroix", "Liguria", giugno-luglio 1956, p. 17). Particolarmente evidente è l'identico tipo di modellato sensibilissimo e vibrante che indugia nella rappresentazione di ogni minima piega, così come l'uguale trattamento del panneggio. Non mancano le consonanze anche rispetto al danneggiato Crocifisso ligneo della chiesa del Vastato; in particolare, è evidente l'affinità con il volto del Cristo, teso nell'agonia in entrambe le opere.

Dettaglio comparativo tra il volto del Cristo del crocifisso in questione e quello del Crocifisso Adorno

Considerazioni sulla Provenienza

Attualmente, non si conosce la provenienza del pregevole Crocifisso. Tuttavia, le testimonianze del Ratti riferiscono che lo scultore francese C. Lacroix era solito lavorare per i privati, suggerendo che l'opera potrebbe essere stata commissionata da un collezionista o una famiglia nobiliare dell'epoca.

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