Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano Protomartire a Martellago: Un Patrimonio di Storia e Arte

La Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano Protomartire a Martellago custodisce secoli di storia e un ricco patrimonio artistico, rappresentando un punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità.

Vista esterna della Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano Protomartire a Martellago

Le Origini e la Storia della Parrocchia di Martellago

È il 1292 l’anno in cui per la prima volta si fa cenno di una chiesa a Martellago, in una lettera circolare mandata dal Vescovo di Treviso al pievano di Mestre. Solamente cinque anni dopo, in un altro documento, è nominato per la prima volta il titolare della chiesa, Santo Stefano protomartire. La chiesa attuale è stata costruita nel 1770 su progetto degli architetti Pietro Checchia di Venezia e Andrea Zorzi di Treviso e successivamente ampliata nel 1950.

Da recenti ricerche è emerso che la notte tra il 7 e l’8 gennaio 1537 trovò ospitalità in un edificio annesso alla chiesa il santo Pietro Favre, che fu il primo compagno di sant’Ignazio di Loyola e primo sacerdote della Compagnia di Gesù.

Capolavori Artistici Dedicati al Martirio di Santo Stefano

L'Affresco della Navata Principale di Giambattista Canal

L’opera d’arte certamente più ammirata all'interno della chiesa è il grande affresco del soffitto della navata principale, rappresentante “Il martirio di Santo Stefano protomartire”. Questo magnifico lavoro fu eseguito per la parte centrale da Giambattista Canal tra il 1778 e il 1780, mentre gli ornati laterali sono opera di Domenico Fossati (1743-1784).

L’opera è veramente grandiosa: la parte centrale illustra la lapidazione del primo martire del Cristianesimo, mentre i decori laterali rappresentano ai quattro angoli le Virtù cardinali, intervallati da graziose raffigurazioni di angeli con simboli vari.

Dettaglio dell'affresco

La Pala di Francesco Bissolo

La chiesa inoltre conserva un'altra opera di particolare pregio legata al patrono: una pala lignea di epoca cinquecentesca, collocata dietro l’altare maggiore. Quest'opera è attribuita a Francesco Bissolo (1475-1549) e raffigura il Patrono nel suo martirio finale.

Pala lignea di Francesco Bissolo raffigurante il martirio di Santo Stefano

Francesco Bissolo, noto anche come Pier Francesco Bissolo, nacque a Treviso nel 1492 e morì a Venezia nel 1554. Di origini trevigiane, fu figlio d'arte: il padre Vettore era a sua volta pittore. A questa prima fase della sua carriera, che ne rivelano le influenze stilistiche, risale la Madonna, Bimbo e san Pietro conservata a Milano nella collezione Lutomirski.

Il Ricco Patrimonio Artistico della Chiesa Parrocchiale

Nel presbiterio trovano posto anche due grandi teleri che pervennero a Martellago grazie all’acquisto avvenuto nel 1820 da parte del parroco don Pietro Simionato, dopo le soppressioni napoleoniche di antiche chiese conventuali. Il primo rappresenta un miracolo di san Domenico di Guzman, eseguito da Pietro Damini da Castelfranco Veneto (1592-1631) per la chiesa di sant’Agostino di Padova. Nel secondo sono raffigurate le “Nozze di Cana” di Agostino Ridolfi (1646-1727), in origine collocato nel refettorio del convento di S. Francesco a Treviso.

Molto venerata è un’immagine dipinta nel 1824 da Lattanzio Querena (1768-1853) che raffigura la Madonna sopra un alto piedestallo col Bambino in braccio, san Giuseppe e Santi domenicani. La devozione alla Madre di Gesù è di certo più antica: a fianco della chiesa esisteva fin dal secolo XIII un ospitale intitolato a Santa Maria, demolito verso la metà dell’Ottocento, di cui esiste una rara scultura trecentesca attualmente collocata sulla facciata esterna dell’oratorio annesso all’asilo parrocchiale che raffigura la Madonna con il manto aperto e alcuni devoti inginocchiati ai suoi piedi.

Altre opere d’arte che meritano un breve accenno sono la pala di San Valentino, dipinta nel 1652 da Eugenio Pini. Risale invece al 1835 la pala dedicata ai Santi Antonio da Padova, Giovanni Battista e Pietro, di Giovanni Carlo Bevilacqua (1775-1849), autore anche di sei affreschi a monocromo raffiguranti le beatitudini. Nella chiesa non mancano opere d’arte recenti, come il Compianto sul Cristo morto, realizzato nel 1903-1904 dal prof. Antonio Beni. Nell’abside del coro trovano collocazione due tele dipinte da Stefano Serafin di Possagno verso la fine dell’Ottocento, raffiguranti la Fede e la Speranza. Merita particolare attenzione anche un’antica pianeta del secolo XVI.

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