L'Umbria, con la sua ricca storia spirituale e artistica, custodisce numerosi crocifissi di grande valore, spesso inseriti in contesti ecclesiastici di notevole interesse storico e culturale. Queste opere non sono solo espressioni artistiche, ma anche testimonianze della profonda fede e delle tradizioni religiose della regione.
L'Oratorio del Crocifisso a Trevi
Accanto al convento di Santa Lucia, a Trevi, si trova quello che in origine era l’Oratorio del Crocifisso. Questo edificio fu costruito dall’omonima Compagnia, la quale esisteva fin dal 1562 sotto il titolo della Passione di Nostro Signore.
Dettagli Artistici e Architettonici
La prima cappella sulla sinistra, fatta ornare nel 1595 da Sestilio Valenti (zio del cardinale Erminio Valenti), presenta sull’altare una bella tela rappresentante l’Annunciazione, con il ritratto in basso del Committente. Ai lati, a tempera, sono raffigurate le immagini di San Francesco a sinistra e Santa Chiara a destra, insieme ad altre scenette. Tutte queste opere rivelano chiaramente la mano del manierista umbro Ascensidonio Spacca, noto come il Fantino di Bevagna.
Alla parete destra di questa cappella è visibile una lapide che ricorda il dono fatto a Trevi dal cardinale Cesare Facchinetti: l’urna marmorea in cui nel 1660 furono ritrovate le reliquie di un ignoto Santo.
Segue la Cappella di Sant'Agata, fatta ornare nel 1622 da Tommaso Petrelli. Per la sua decorazione fu incaricato il pittore perugino Giovanni Antonio Scaramuccia, autore di una bella tela rappresentante Sant'Agata.
L’altare maggiore, come ricorda il Natalucci, “fu poi del 1740 e seguenti anni con pie elemosine reso più adorno ed alzato con nova nicchia per la miracolosa immagine“. Esso custodisce al centro un Crocifisso ligneo, donato alla compagnia nel 1605, circondato da statuine anch'esse lignee raffiguranti i Santi.
Nella contigua cappella sulla parete destra, è collocata una tela con il Crocifisso tra i Santi.
Un’iscrizione commemorativa, probabilmente legata al patrocinio o a un dono importante, recita:
ERMINIO VALENTI / s. R.E. CARD. AMPLISS. / PROTECTOR / A.D.

La Croce Monumentale del Maestro di San Francesco (Perugia)
Tra le opere più significative dell'arte umbra si distingue la croce monumentale di tipo bizantino, originariamente proveniente dalla chiesa perugina di San Francesco al Prato. Questa croce stabilisce la levatura artistica del Maestro di San Francesco, che proprio con quest’opera imponente e impegnativa raggiunge il suo vertice espressivo.
Iconografia e Stile
La cromia della composizione è variegata, sapientemente combinata e impreziosita da tocchi d’oro, che esaltano i tratti e disegnano geometrie minuziose. L’iconografia è quella del Christus patiens, con il corpo inarcato in maniera particolarmente accentuata e il ventre rilassato; dettagli i quali, insieme al volto livido ed emaciato, contribuiscono a restituire la profonda sofferenza di Gesù.
L’opera è datata 1272 e reca l’indicazione del pontificato - quello di Gregorio X - durante il quale fu realizzata: informazioni ambedue inconsuete per le opere del XIII secolo.
Altro elemento di grande importanza e innovazione iconografica è la presenza di San Francesco nel suppedaneo, inginocchiato in adorazione delle ferite di Cristo. È stato dunque ragionevolmente ipotizzato che la croce sia la più antica, fra quelle note, a proporre la figura del Poverello di Assisi in qualità di alter Christus, con le stimmate in evidenza, a sancire la fine di un lungo dibattito che aveva contrapposto a questo proposito domenicani e francescani.

CROCE DI SAN DAMIANO ASSISI #8 SIGNIFICATO DELLA ICONOGRAFIA DEL CROCIFISSO DI SAN FRANCESCO
Stato di Conservazione
Sottoposta a tre restauri nel corso del Novecento e a puliture piuttosto aggressive, che hanno riportato in superficie lo strato preparatorio di colore verde della figura di Gesù, l'opera presenta, tuttavia, un ottimo stato di conservazione.
tags: #crocifisso #chiesa #in #umbria