La Crocifissione di Hugo van der Goes alla Gemäldegalerie di Berlino

La Gemäldegalerie di Berlino è uno dei musei di pittura più prestigiosi d’Europa. Nata nel 1830, oggi ha sede nel moderno edificio del Kulturforum e ospita una collezione che attraversa sei secoli d’arte europea, con opere dal XIII al XVIII secolo.

I visitatori possono ammirare capolavori di Rembrandt, Vermeer, Dürer, Van Eyck e Holbein, ma è soprattutto la straordinaria sezione italiana a lasciare senza fiato. Sandro Botticelli è rappresentato alla Gemäldegalerie con ben cinque dipinti, tra cui spicca la raffinata Venere, icona di bellezza classica e armonia rinascimentale. Altre opere di Botticelli presenti nella collezione includono il San Sebastiano (1473), la Madonna con Bambino e otto angeli (1477) e la Madonna Bardi (1485 ca.).

Esterno o interno della Gemäldegalerie di Berlino

La Crocifissione: un capolavoro di Hugo van der Goes

Tra le gemme della collezione della Gemäldegalerie, spicca una notevole opera del Rinascimento fiammingo: la Crocifissione. Databile al 1470 circa, questa tavola è ormai stabilmente attribuita al pittore fiammingo Hugo van der Goes, uno dei maggiori artisti del Quattrocento e tra i più drammatici, come si evince facilmente anche da questo dipinto.

Le figure assumono un piglio pressoché monumentale, e ad accrescere tale sensazione sono anche i panneggi resi in termini aspri e scultorei. Esse sono contraddistinte da una forte tensione emotiva, particolarmente evidente nella loro gestualità e nelle loro espressioni. Con grande naturalezza, van der Goes dipinge un San Giovanni che distoglie lo sguardo da Cristo e, con il volto segnato dal dolore, tenta di asciugarsi le lacrime. Più composta è la reazione della Madonna, il cui sguardo è velato di un'indicibile malinconia.

Crocifissione di Hugo van der Goes

Questa inquietudine che anima i personaggi, e che è segno di una grande capacità di introspezione psicologica in anticipo sui tempi, è tipica dei dipinti di Hugo van der Goes. Dell'opera, sulla quale la critica non ha più grandi dubbi anche per via dell'autorevole attribuzione a van der Goes da parte dello storico dell'arte Max Friedländer (uno dei più grandi specialisti di sempre dell'arte fiamminga, la cui attribuzione risale al 1937), non conosciamo la destinazione originaria.

Tuttavia, dato il formato di questa tavoletta di ridotte dimensioni (misura 42 per 27 centimetri), è lecito attendersi che fosse stata realizzata per la devozione privata, offrendo ai fedeli un potente oggetto di meditazione e preghiera.

tags: #crocifissione #museo #di #berlino