La carta dei tarocchi, Il Matto, viene qui esplorata attraverso la lente della letteratura, della poesia, del mito e della magia. La creatività stessa è definita come una forma di magia, un concetto che risuona profondamente con l'essenza dei tarocchi. Come magia, la poesia ha a che fare con i riti, che sono un concentrato di immaginazione e memoria. Esistono oggetti, anche apparentemente banali, che veicolano una forza poetica e magica, come un ramo che diventa bacchetta di rabdomante, una tazza che contiene l'acqua della vita, una moneta che predice la fortuna, o una lama che separa il giusto dall'ingiusto. Bastoni, coppe, denari, spade, o nel mazzo di carte più comune, fiori, cuori, picche e quadri, portano con sé significati simbolici profondi.
Nel tempo infantile, le carte erano spesso associate a figure come la Maga Magò della Disney, una strega isterica che viveva in una parte desolata del bosco, evocando l'idea che chi usa le carte operi malefici. Questa associazione viene complicata quando si passa dalle carte comuni ai tarocchi, il gioco rinascimentale che, in tempi più recenti, è diventato uno strumento sapienziale per leggere i destini.
Gli Arcani Maggiori nei Tarocchi
Nei tarocchi compaiono gli Arcani Maggiori, immagini spesso enigmatiche: personaggi appesi a un laccio o incatenati a un demone, donne ultraterrene chine su un ruscello. La loro qualità magica, che ci interessa esplorare, deriva dall'aspetto divinatorio che suscita scetticismo e timore. Le interpretazioni moderne dei tarocchi sono spesso intrise di psicologia, volte a una comprensione degli stati emotivi, ma questo approccio rischia di deprivarli del loro lato oscuro e di renderli riduzionisti e, alla lunga, noiosi.
Riappropriandosi dell'arte divinatoria, si recupera qualcosa di antico, in relazione con il dio greco Hermes e le figure del Fato (Norne, Parche, Moire), che osservano, attendono e non giudicano la via degli umani. La divinazione è una forma primitiva di comunicazione con il divino. Come osserva Rachel Pollack, la magia del "vedere attraverso" avviene nelle letture di tarocchi quando, ispirati dalle immagini, si vede oltre la situazione presente verso le sue possibili evoluzioni. Vi è una differenza tra la visione oracolare, governata da Apollo, e la divinazione, governata da Hermes, che usa un sistema per predire la sorte, come le rune per gli scandinavi o l'alfabeto per gli ebrei. I tarocchi sono un sistema di divinazione, un mezzo per ottenere chiarificazioni.

La Struttura degli Arcani Maggiori
Gli Arcani Maggiori, funzionando come specchi che ci riflettono e ci capovolgono, si sviluppano in ventuno carte, divisibili in gruppi di tre secondo le fasi dell'esperienza:
- Le prime sette carte (Mago, Sacerdotessa, Imperatrice, Imperatore, Gerofante, Amanti, Carro) rappresentano gli aspetti primari del nostro esistere, il confronto con la società e la ricerca della propria strada.
- Le carte centrali (Forza, Eremita, Ruota della Fortuna, Giustizia, L'Appeso, La Morte, La Temperanza) simboleggiano le virtù spirituali, l'incontro tra l'umano e il destino, la legge morale e i limiti che definiscono la nostra identità.
- Le ultime carte (Il Diavolo, La Torre, La Stella, La Luna, Il Sole, Il Giudizio, Il Mondo) rappresentano potenze demoniache e astrali che si attivano in noi, amplificando la dimensione del Fato in cui siamo immersi.
Tra questi, si muove senza numero e senza apparente scopo, Il Matto. Egli rappresenta la fantasia senza briglia, il caos, la vastità, il vuoto o la germinazione del sé. La sua energia viene modellata dagli altri Arcani, enfatizzata o spezzata. Come la rosa dei mistici, il Matto è "senza perché". Privo di un'intenzione chiara, quasi pre-umano, è una creatura ignara, assorbita nell'immaginario, privo di coscienza. A braccia spalancate e vestito di fiori, con una sacca sulle spalle e un cane che gli salta accanto (forse la sua anima che si sveglia), si trova sui bordi di un precipizio cui non presta attenzione (nel mazzo Rider Waite Smith). In altre versioni, come nei Visconti Sforza, appare inebetito, con i pantaloni calati e un copricapo di piume a indicare la sua natura volatile. Follia estatica e demenza lo caratterizzano: lo zero come un buco da cui emergere o in cui precipitare. Nessuno di noi può essere il Matto, ma senza di lui non è possibile partire.

Il Matto nell'Arte e nella Poesia
La poesia ha avuto un ruolo importante nell'avvicinamento ai tarocchi, grazie all'opera di William Butler Yeats, poeta irlandese e mago, che nei suoi versi nascose gli arcani tra le presenze incantate della sua terra. Nella "Canzone di Aengus l'Errante" si può riconoscere l'avventura iniziatica del Matto: "Andai nel bosco dei noccioli, / Perché un fuoco avevo nella testa". Colui che parla ha il nome del dio celtico dell'amore, corrispondente al greco Hermes, il più curioso dei divini, agitato da un sogno - la sua forza immaginativa come elemento puro e inquieto. Aengus entra nel bosco, il Matto inizia a calarsi nella geografia della memoria, si fa umano e si perde.
Eppure, il folle ha nelle mitologie e nelle tradizioni un posto di riguardo, suscitando sentimenti diversi che vanno dal disprezzo al rispetto. Yeats, in "Una Visione", descrive la Fase dello Stolto: "Nel suo aspetto peggiore, le sue mani e i suoi piedi e i suoi occhi, la sua volontà e i suoi sentimenti, obbediscono a oscure fantasie subconscie, mentre nel suo aspetto migliore conoscerebbe tutta la saggezza, se solo potesse conoscere qualcosa". Per conoscere, il folle deve mutarsi, remare verso l'altro. Prima di questa mutazione, il suo potere è lo stesso dell'Amadan na Breena, una creatura della corte delle fate, terribile e saggio. I visionari e i contadini irlandesi credevano che non esistesse rimedio al "colpo" dell'Amadan, capace di portare alla follia o alla morte, perché la stoltezza è uno stato vicino al decesso: si può passare oltre, accedere alla visione, o restare con la bocca piena di polvere. Yeats scriveva che "Conoscevo un altro uomo, un grande veggente, che vide uno stolto bianco in un giardino di visione..." e che "Tutti i popoli antichi credevano che la morte fosse l'inizio della saggezza e della bellezza; e la stoltezza fosse una specie di morte. (…) L’io, che è il fondamento della nostra conoscenza, è fatto a pezzi dalla stoltezza".
Il Matto dei tarocchi riverbera in ognuno degli arcani. Nel mazzo Wildwood Tarot, il Matto sta di spalle, proteso, separato dal bosco da un burrone. Sotto ai suoi piedi appare l'arcobaleno, forse un ponte per chi ha coraggio o è totalmente insensato. L'energia del Matto viene modellata dagli altri Arcani, enfatizzata o addirittura spezzata. Come nel verso "E intagliai una bacchetta di nocciolo, / E legai una bacca ad un filo", con le parole del mistico tedesco Jacob Böhme: "All’inizio la volontà è sottile come un nulla, e così desidera e aspira a essere qualcosa e a divenire manifesta a se stessa. Questa nullità fa sì che la volontà entri in uno stato di desiderio e tale desiderio è una immaginazione".
Il viaggio poetico continua: "E quando falene bianche si alzarono in volo / E le stelle come falene brillarono intermittenti, / Lanciai la bacca in un ruscello, / E pescai una piccola trota d’argento." Con gli strumenti del Mago, Aengus pesca la trota, talvolta una traghettatrice di anime nel folklore celtico. La scena evolve: "Quando l’ebbi posata a terra / Soffiai sul fuoco per ravvivarlo, / Ma per terra cominciò ad agitarsi qualcosa, / E qualcuno mi chiamò per nome: / Era diventata una fanciulla radiosa / Fiori di melo fra i capelli / Mi chiamò per nome e scappò via / E svanì nell’aria scintillante." La fanciulla si rivela nell'arcano dell'Imperatrice, Aengus diviene l'Imperatore, poi il Gerofante. Incontrano gli Amanti, l'altro che si manifesta e spinge a scegliere cosa essere. L'Amore mette sul Carro il vagabondo, permettendogli di non soccombere alla Ruota della Fortuna, vero principio di ogni viaggio terreno. Matto, Ruota e Mondo appartengono a una triade tra cui l'umano si muove - tre zeri, tre cerchi, tre forze preesistenti alla nostra volontà.
Il viaggio del corpo diviene quello dello spirito, sotto le luci astrali di Luna e Sole, per poi camminare sull'erba variopinta e alchemica del risveglio alla propria vocazione o riscatto nella carta del Giudizio. Dopo vi è solo il Mondo, ciò che deve ancora essere sognato, un uovo cosmico, fragile e perfetto. Vi è il sé personale restituito a quello universale. L'abito variopinto del Matto, dove compaiono verde, rosso, blu e giallo, corredato dal berretto a sonagli, indica le molteplici e incoerenti influenze che lo sospingono. Il Matto ci fa capire quanto sia necessario il buon senso per non uscire dal campo della ragione. È logicamente più incline a divertirsi, simboleggia novità positive, fiducia in sé stessi, forte intuizione. In amore, può indicare un nuovo inizio, un nuovo partner, una visione infantile del mondo, una persona materna o un amore giovane. Può significare anche tensione, confusione, stress, ma anche la forza di volontà di fare tutto. La strategia per vincere le battaglie non è chiara. Potrebbe rappresentare cause, contratti o firme importanti che creano preoccupazioni. È un'idea geniale e vincente che richiede riesame. Indica la forza per affrontare la sfida, ma anche confusione delle idee e immobilità. Significa che il mondo è ai propri piedi, una nuova vita rinasce, ma può essere un momento triste e pesante, con mente e spirito messi a dura prova. La confusione rende tesi, nervosi e irascibili, con rischio di brutte figure. Può anche rappresentare libertà, assenza di preoccupazioni, desiderio e lussuria, ma anche ricerca di sballo, incontri sessuali o tendenze che danno dipendenza. Il Diavolo è inerente al sesso e alla tentazione, e in questo contesto, il Matto può essere in balìa di se stesso.

Il Diavolo: Tentazione e Legame Materiale
Il Diavolo è una carta potente, spesso associata al sesso, alla tentazione, all'avidità e all'isolamento. Può indicare che si è in balìa di sé stessi, schiavi dei desideri propri o altrui, con poca consapevolezza. Lo stress quotidiano e l'agitazione mentale possono creare disturbi a livello neurovegetativo. Tuttavia, il Diavolo può anche segnalare nuovi inizi, la possibilità di ottenere tutto ciò che si è sempre voluto: bisogni materiali soddisfatti, felicità infinita, una nuova relazione, risoluzione di problemi legati alla casa, guadagni inaspettati e stabilità economica. La sua interpretazione è ambivalente: può rappresentare la liberazione dalle dipendenze, ma anche la loro schiavitù.
Le combinazioni del Diavolo con altre carte sono significative:
- Diavolo + Matto: Governato dai desideri, felice senza pensieri, ma con poca attenzione alle conseguenze e senza paura.
- Diavolo + Mago: Persona avida e di successo nelle finanze/in amore; ossessione, stalking, forte attrattiva sull'altro sesso, successo.
- Diavolo + Papessa: Fede nel futuro, qualcosa sta per arrivare; avidità, ma anche spiritualità.
- Diavolo + Imperatrice: Molto sesso, non protetto; notte di sesso che porta conseguenze, possibile gravidanza in giovane età o contrarre malattie sessuali.
- Diavolo + Amanti: Forte attrazione sessuale, forte relazione, ma il partner potrebbe non essere giusto a lungo termine.
- Diavolo + Carro: Forte attrazione, andare velocemente, forza di volontà per fare.
- Diavolo + Giustizia: Giustizia materiale che arriva se ci si è comportati onestamente; altrimenti, la spada della Giustizia può tagliare. Ricevere scuse, le cose si sistemeranno, ma la Giustizia è spesso lenta.
- Diavolo + Eremita: La vita diventa improntata sulla ricerca di sesso/bere/droghe, portando a scelte sbagliate. Necessità di amare sé stessi per riportare ordine.
- Diavolo + Ruota della Fortuna: Attrazione, ma impossibilità di concretizzare a causa di cambiamenti karmici; non si ha il controllo, bisogna attendere.
- Diavolo + Forza: Forte desiderio sessuale, forte azione.
- Diavolo + Appeso: Momento buono per liberarsi di cattive abitudini; le cose non vanno come previsto; desiderio verso chi rifiuta; spese e consumo di risorse senza guadagno; piaceri fisici, avidità, isolamento, sentirsi intrappolati dai desideri, tendenza alla rabbia o tristezza se non si ottiene ciò che si vuole, schiavitù dei desideri altrui, poca consapevolezza.
- Diavolo + Morte: Entrambe carte avide; sesso molto intenso che trasforma; incontro sessuale che cambia il futuro; relazione che si rompe; significato negativo di contrarre una malattia sessuale; liberazione, eventi che cambiano la vita.
- Diavolo + Temperanza: Periodo di calma ed equilibrio; vittoria sulle tentazioni e sui desideri, che porta gioia.
- Diavolo + Torre: Realizzazione sofferta; amore confuso con attrazione e illusione; attrazione senza controllo; situazione insostenibile da chiudere.
- Diavolo + Stelle: Emozioni e sensazioni ossessive, dolorose; vivere secondo i propri desideri, periodo di rinnovamento; possibili uscite nei locali e incontri sessuali.
- Diavolo + Luna: Godersi la sensualità e le emozioni; storia d'amore sensuale e naturale, come un animale; creatura sensuale.
- Diavolo + Sole: Ubriacarsi, fare sesso dopo una serata fuori; successo in tutte le questioni, si ottiene ciò che si vuole controllando le proprie pulsioni. Al rovescio: egoismo, attrazione fisica non degna di nota.
- Diavolo + Giudizio: Attrazione fisica verso qualcuno/qualcosa; decisione da prendere (amore o soldi) che porterà alla rinascita.
- Diavolo + Mondo: Inizio di una relazione, fine delle dipendenze; ottenimento di tutto ciò che si era sempre sognato.
L'opposizione tra Giustizia (ordine, equilibrio mentale, stabilità) e Diavolo (istinto, disordine, arbitrarietà) è fondamentale. Il conflitto non nasce dall'opposizione di due energie, ma da un improprio o inefficace flusso e uso delle funzioni, dovuto al mancato o esagerato utilizzo di una polarità. Pensare troppo può raffreddare o scatenare le emozioni, mentre un eccesso di emotività porta a pensieri esaltanti o deprimenti. A volte, privilegiare un polo a discapito dell'altro può essere una necessità vitale, ma l'equilibrio interrotto dovrà essere ripristinato con opportune trasformazioni.

L'Eremita: Introspezione e Ricerca Interiore
L'Eremita, numero 9, è una carta caratterizzata da una profonda ambivalenza. Sebbene il numero 9 sia tradizionalmente attivo, in questo Arcano domina la ricezione, simboleggiata dalle due mezzelune arancioni sulle sue vesti. La barba azzurra richiama quella dell'Imperatore, suggerendo un collegamento tra i due Arcani: l'Eremita può essere visto come l'Imperatore che, lasciato l'attaccamento ai beni materiali, si dedica alla scoperta dell'Io interiore e spirituale.
Come figura di guida e maestro, l'Eremita richiama il Papa, ma con una differenza sostanziale: mentre il Papa guarda al futuro con slancio, l'Eremita si concentra sulla rivalutazione del passato, esplorando ciò che è già stato. Curiosamente, solo l'Eremita e il Matto si appoggiano a un bastone. Nell'Eremita, il bastone appare tremante, segno di un uomo che ha percorso un lungo viaggio e che è stato temprato dalle difficoltà della vita. Alcuni studiosi vedono l'Eremita come una versione invecchiata del Matto, alla fine del suo viaggio terreno, o come un allievo (Matto) e un maestro (Eremita).
Il bastone potrebbe anche essere interpretato come un simbolo del serpente, che in ebraico ("nachàsc") significa sia "serpente" che "conoscenza anticipata", ed è storicamente associato alla saggezza esoterica, così come alla tentazione. Questo spiega perché l'Eremita è spesso visto come un uomo di grande conoscenza. Le vesti pesanti evocano una sensazione di freddo e ci proiettano nella notte, simbolo di solitudine e distacco dal mondo esterno. La sua lanterna, che emana una luce gialla, è considerata la luce della coscienza che illumina il suo cammino, o, nella tradizione buddhista, la trasmissione della vita. L'Eremita è un saggio che illumina la strada per sé e per gli altri.
Il cappuccio rosso richiama la cornucopia, simbolo di abbondanza materiale, suggerendo che l'Eremita ha compreso i segreti della materia e li ha superati. La sua fronte solcata da tre rughe è un simbolo dell'energia che scaturisce dai suoi pensieri, e sebbene il suo atteggiamento sembri austero, la forma della mano che regge la lanterna evoca un sottile desiderio carnale. L'Eremita è l'ultimo personaggio del ciclo terrestre, segnando la fine di un'esperienza, un momento di pausa per riflettere su ciò che è stato vissuto. Il mantello che lo avvolge nasconde un libro, rendendolo il corrispettivo maschile della Papessa: mentre lei interagisce con il sapere scritto, lui lo custodisce. La scena si svolge all'esterno, su un terreno arato, come nell'Arcano VI, l'Innamorato.
Parole Chiave dell'Eremita:
- Bisogno di introspezione
- Concentrarsi sui propri bisogni e necessità
- Meditare
- Riflettere su come viviamo una situazione
- Necessità di capire a fondo
- Ricercare la verità ad ogni costo
- Essere alla ricerca di qualcosa
- Volere di più rispetto ad ora
- Cercare un nuovo modo di essere
- Consigliare saggiamente
- Sentire il parere di una persona fidata
- Aiutarsi o cercare aiuto
- Studiare a fondo la situazione e trovare la soluzione
- Essere solitari
- Ricercare momenti per sé stessi
- Ritirarsi dalla vita sociale
- Rimuovere le distrazioni
- Misantropia
L'Eremita è raffigurato come un vecchio saggio con la barba lunga e un lungo vestito grigio, spesso in cima a una montagna, al di sopra della confusione simboleggiata dalle nuvole. Ha una visione privilegiata e porta un bastone e una lanterna con una stella, indicando chiarezza mentale nel trovare e intraprendere una via. Rappresenta il percorso per costruire la propria identità e individualità, senza prendere come riferimento gli altri. È una figura saggia e sapiente, ma al contrario del Papa, non ha un'identità sociale o un'autorità gerarchica; la sua identità è stabilita dal rapporto con sé stesso, essendosi allontanato dal mondo.
L'Eremita simboleggia il cercatore, desideroso di scoprire la verità e pronto a mettere in dubbio le proprie certezze. Il viaggio è più importante della meta, poiché il processo di maturazione interiore è lento e virtualmente senza fine. Le sue qualità eccellono nella costanza e perseveranza nella ricerca, non nella rapidità. La carta invita alla calma, a ragionare senza fretta, ad analizzare le possibili soluzioni e a valutare consigli che offrano nuove prospettive. Invita all'introspezione, alla solitudine e al ritirarsi dalla vita sociale per spegnere il rumore di fondo e riflettere sui propri pensieri ed emozioni. L'Eremita dice: "Prendo spazio quando ne ho bisogno". È il ricercatore della conoscenza interiore, che cammina nell'oscurità con solo una lanterna per illuminare il suo cammino, disconnettendosi dalla folla per ascoltare la sua voce interiore. Può anche riferirsi allo sforzo di agire in modo autentico e allineato con il proprio vero sé.
L'Eremita, l'asceta, la guida, lo studioso, il cercatore. Al contrario, può indicare una situazione in cui si ricerca la solitudine, che tuttavia può diventare dannosa. La sua clausura, pur con nobili intenzioni, può essere piena di pericoli. Troppa solitudine può portare alla follia e all'abisso, poiché l'inconscio è pieno di immagini che possono "tirare" verso il basso. Come un uomo perso nei propri sogni, l'Eremita può trovarsi bloccato in un mondo tutto suo, solo, intrappolato, irreale.

Combinazioni dell'Eremita con altre carte:
- Eremita + Matto: Dispiacere, rabbia, confusione offuscano la mente.
- Eremita + Mago: Poteva andare meglio sul lavoro.
- Eremita + Imperatrice: Il periodo negativo tende a prolungarsi.
- Eremita + Imperatore: Deve fare la parte del cattivo, un ruolo a cui non può sottrarsi.
- Eremita + Papa: La stabilità è compromessa, messa a dura prova.
- Eremita + Amanti: Incomprensioni, tensioni con chi si ama, con amici.
- Eremita + Carro: È più difficile andare avanti, ma non ci si può fermare o gettare la spugna.
- Eremita + Giustizia: Potrebbe esserci un'ingiustizia.
- Eremita + Ruota della Fortuna: Non è andata benissimo, ma poteva andare anche peggio.
- Eremita + Forza: Gli eventi contrastano in modo violento.
- Eremita + Appeso: Tutto sembra sul punto di definirsi.
- Eremita + Diavolo: L'accanimento è continuo, niente sembra girare nel modo giusto.
- Eremita + Torre: Si è reduci o si sta vivendo una sconfitta, conseguenze di un incidente, di una grana economica o burocratica.
- Eremita + Sole: Tira una brutta aria tra voi e la persona amata.
- Eremita + Giudizio: Si prova un "nodo alla gola".
- Eremita + Mondo: Non si può mai stare tranquilli.
La disposizione a ruota degli arcani maggiori permette di notare che il cerchio formato può essere diviso a metà, ognuna delle quali comprende 11 arcani maggiori e rappresenta il percorso evolutivo che ogni essere umano deve compiere per raggiungere la realizzazione di sé. La vita si basa sugli opposti, inconciliabili solo in apparenza, poiché necessari o impliciti all'esistenza. Il legame tra due polarità opposte crea energia, mentre lo scorrere dell'energia da un polo all'altro le unifica.
Le coppie di opposti sono:
- BAGATTO - IL MATTO
- PAPESSA - MONDO
- IMPERATRICE - GIUDIZIO
- IMPERATORE - SOLE
- AMANTI - STELLE
- CARRO - TORRE
- GIUSTIZIA - DIAVOLO
- EREMITA - TEMPERANZA
- RUOTA DELLA FORTUNA - MORTE
- FORZA - APPESO
Molti artisti, da Mantegna ad oggi, hanno affrontato queste carte, vivendole e tentando di spiegarle secondo il profondo significato che hanno intuito. Il conflitto non nasce dall'opposizione di due energie, bensì rappresenta il segnale di un improprio o inefficace flusso e uso delle funzioni. Questo può derivare dal mancato o esagerato utilizzo di una polarità. La legge degli opposti è espressa nell'arcano 3/20, ma può essere presente in astrologia nell'asse 3/9. In tutte le discipline che auspicano al "conosci te stesso", la contrapposizione delle due polarità è necessaria come contrappeso. Lo spirito tende ad elevarsi ma qualcosa deve ancorarlo alla terra, altrimenti si disperderebbe. L'anima deve venir sollevata dal cielo, altrimenti si inabissa. Chi cerca lo spirito beve, per inebriarsi, "innalzarsi". Chi cerca l'anima? Qualsiasi cosa siamo, siamolo fino in fondo! Purché si sia sicuri di ciò che si è.