Il territorio di Rosolini, in Sicilia, custodisce un patrimonio di fede e storia profondamente legato all'Eremo di Croce Santa, un complesso rupestre di eccezionale valore situato nella Cava d'Ispica. Questo luogo, incastonato nella roccia calcarea, è noto non solo per la sua antichità, ma anche per una celebre leggenda riguardante il ritrovamento di una sacra Croce.
La Leggenda della Grotta del Bove
La tradizione popolare narra il ritrovamento miracoloso della Croce Santa. Si racconta che un bovaro, insospettito dal comportamento insolito di uno dei suoi animali che ogni giorno ritardava il rientro alla masseria, decise di seguirlo. Con sua grande sorpresa, trovò il bue all'interno di una grotta, inginocchiato davanti a una croce lignea.
Da quel giorno, la cavità fu denominata Grotta del Bove. La leggenda, che oscilla tra storia e devozione popolare, colloca il rinvenimento della Croce nel XVI secolo - le fonti riportano le date del 1533 o del 1553 - segnando l'inizio di un profondo legame spirituale tra la comunità di Rosolini e il simulacro.

L'Eremo di Croce Santa: un complesso rupestre millenario
L'Eremo di Croce Santa è un luogo densamente stratificato, la cui fondazione è tradizionalmente attribuita a sant'Ilarione di Gaza. Nel corso dei secoli, il complesso è stato dimora di monaci, eremiti, vescovi e missionari, ospitando nel tempo ben quattro diverse chiese scavate nella roccia:
- Prima chiesa: Risalente all'alto-medioevo, è stata parzialmente distrutta dal terremoto del 786 d.C. Rimane oggi la parete absidale con un subsellium semicircolare.
- Seconda chiesa: Distrutta dal sisma del 1167, ne resta un moncone di pilastro che suggerisce un antico impianto a croce.
- Terza chiesa: Realizzata a partire dal 1533, presenta un'unica navata arricchita da pregevoli affreschi bizantini che raffigurano figure come santi, il Cristo e la Vergine.
- Quarta chiesa (Grotta del Bove): È la parte più suggestiva, legata alla leggenda del ritrovamento della Croce.

La Chiesa del Santissimo Crocifisso a Rosolini
La Croce lignea, dopo il suo ritrovamento, fu traslata nel 1728 presso la Chiesa del Santissimo Crocifisso di Rosolini. Questa struttura, originariamente un magazzino agricolo trasformato in chiesa agli inizi del Settecento, fu ricostruita nel 1935 su progetto dell'architetto Terranova in uno stile gotico-moresco, grazie all'impegno del parroco Murana e al sostegno degli emigranti rosolinesi.
Il culto e la processione
Sopra l'altare della chiesa è custodita la Croce lignea, che reca dipinto il Cristo coronato di spine e l'iscrizione latina «In tempore necessitatis, petite et accipietis» (In un momento di bisogno, chiedi e riceverai). Ogni anno, il 3 maggio, il simulacro viene condotto in processione fino alla grotta del ritrovamento, rinnovando una tradizione che nei secoli passati veniva invocata in occasione di carestie e flagelli.
| Elemento di rilievo | Descrizione |
|---|---|
| Scultura interna | "La deposizione di Cristo" di Biagio Poidimani (navata destra). |
| Organo | Organo a canne del 1936 opera di Michele Polizzi. |
| Memoria storica | Lapide commemorativa dei rosolinesi deceduti prima del 1843. |
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