L'ultima domenica dell'anno liturgico si celebra una grande festa: la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo. È un'occasione di gioia che coinvolge tutti, specialmente i ragazzi del catechismo, invitati a riempire la chiesa con le loro voci festose per celebrare.

Il Paradosso del Re: Amore, Giustizia e Pace
Guardando il mondo, ci si potrebbe chiedere: se Gesù è il Re dell'universo, e il suo regno è un regno di giustizia, amore e pace, perché vediamo tanta sofferenza, violenza e ingiustizia? Fare festa oggi non è una cosa scontata, specialmente di fronte a stragi e conflitti. Ci si domanda se Gesù comandi davvero, o se il potere sia nelle mani di chi porta distruzione e morte.
Tuttavia, la presenza di chi ha ricevuto la Cresima ci aiuta a capire che oggi è davvero festa, e che Gesù è il Re, Lui ha il potere su tutto l'universo.
La Vera Forza e il Vero Potere: Lo Spirito Santo
I ragazzi che hanno ricevuto la Cresima hanno ricevuto lo Spirito Santo, che è la vera forza e il vero potere. È fondamentale comprendere che la forza non deve essere confusa con la violenza. La violenza distrugce e porta la morte, mentre la forza costruisce, porta vita e pace. Un individuo non è forte quando con un pugno butta a terra l'altro, ma è violento. La forza è il contrario della violenza.
Anche i ragazzi possono osservarlo: un bullo non è forte, ma violento. Forte è colui che non reagisce alla violenza o, meglio, reagisce portando la pace. La forza è spirituale, non deriva dai muscoli o dalle armi, da cui proviene la violenza. La forza, invece, viene dallo Spirito. La forza di volontà, per esempio, non dipende dalla stazza fisica di una persona, ma dallo Spirito che è in lei. Questo è anche il vero potere: il potere di salvare. Spesso si confonde il potere con l'oppressione; invece, una persona è potente quando salva il suo popolo, mettendosi ogni giorno a servizio del bene comune.
È terribile confondere questi concetti, pensando di reagire alla violenza con una violenza ancora maggiore. Quelli sono violenti; noi, invece, dobbiamo essere più forti per portare la giustizia e la pace.
Le forze: spiegazione semplice
Gesù Re sulla Croce: Testimonianza della Verità
Come si può essere così forti? Gesù ce lo mostra nel Vangelo. Egli, il Re dell'universo, ci viene presentato come un accusato sotto processo, davanti a Pilato, destinato alla condanna, alla flagellazione e alla crocifissione. Pilato, con il potere imperiale di Roma, chiede a Gesù: "Tu sei re?". E Gesù risponde: "Sì, io sono re. Per questo sono nato e per questo sono venuto al mondo: per rendere testimonianza alla verità."
Essere Re significa testimoniare la verità. La verità non è solo una conoscenza oggettiva, ma il senso profondo della realtà: la verità sull'uomo e la verità su Dio. Gesù ci insegna la verità sull'uomo, cioè ci fa riconoscere la dignità di ogni persona come figlio di Dio, come fratello. Questa verità porta a difendere l'uomo e la vita, poiché la morte e la distruzione sono la menzogna più grande.
Ancora più profondamente, Gesù ci ha insegnato che Dio è padre buono. Chi non conosce questa verità e pensa a Dio secondo le proprie idee, può arrivare a portare alla morte. Chi crede in Dio come Gesù ci ha insegnato, sa che dalla paternità di Dio viene la fraternità tra gli uomini e la pace.
Il Regno Unico di Cristo: Amore e Servizio
La Solennità di Cristo Re ci ricorda che Gesù è Re, ma non come i re dei libri di storia. Il suo regno non è fatto di castelli, corone d'oro e troni, ma di amore, servizio e misericordia. Mentre ci immaginiamo un re forte e potente, seduto sul trono e acclamato dalla folla, il Vangelo di Luca ci mostra Gesù condannato a morte, umiliato e coronato di spine. Potrebbe sembrare strano celebrare un re secondo l'immagine della croce, ma in essa si manifesta l'umiltà e la novità del Suo Regno, un regno che passa attraverso la morte per sperimentare la resurrezione.
Eppure, proprio sulla croce, qualcuno riconosce Gesù come Re. Uno dei ladroni, anch'egli condannato alla stessa pena e prossimo alla morte, ha occhi capaci di vedere ciò che nessun altro vede. È talmente certo che Gesù sia un Re da chiedergli: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!". A quest'uomo, un condannato a morte senza nome, viene offerta l'unica assicurazione di entrare in Paradiso.
Questo ladrone riconosce in Gesù un uomo innocente, condannato a una pena orribile, che non dimostra odio né rancore, ma è capace di perdonare chi lo deride e umilia. Egli non chiede di essere salvato dalla croce, ma di poter far parte del Regno di Gesù, cercando una relazione personale, reale e concreta con Cristo. Gesù gli risponde: "Oggi sarai con me in paradiso". Le parole di quest'uomo, suo fratello nel dolore, devono essere state un sollievo inatteso per Gesù morente. Questa sofferenza, vissuta con Cristo, diventa una via per il cielo. Non c'è più paura, perché dopo la croce c'è la certezza del paradiso. La sofferenza non è fine a sé stessa, ma viene trasfigurata.
Cristo è il Re dell'universo perché unisce tutto. Il suo regno non è di questo mondo, ma si manifesta nel cuore di chi ama e vive l'amore. Gesù stesso discende da una dinastia di re come Davide, che si è conquistato il regno mettendo a rischio la sua vita per un compito dato da Dio. Ma Gesù, il primogenito di Dio e l'Eletto, unisce tutti sotto la stessa croce, mostrando la pienezza dell'Amore di Dio.

Vivere il Regno di Gesù: Suggerimenti per la Catechesi
Per aiutare i ragazzi a comprendere la natura speciale del regno di Gesù, la catechesi può avvalersi di diversi strumenti e attività:
- Riflettere sulle differenze: Chiedere ai bambini: "Se tu fossi amico di un re, cosa gli chiederesti?". Successivamente, guidare la riflessione su ciò che Gesù dona (pace, amore, amicizia vera) rispetto alle ricchezze materiali, e su chi è più forte: chi comanda o chi ama.
- Il gioco delle differenze: Confrontare l'immagine di un re terreno (con corona d'oro, che comanda sudditi) con Gesù (che non ha una corona d'oro, ma serve gli altri). Questo aiuta a capire la logica evangelica: chi è grande, serve; chi è re, ama.
- Il regno nel cuore: Spiegare che il regno di Dio non è un luogo geografico, ma una realtà che nasce dentro di noi quando viviamo l'amore. Una frase come "Il mio regno è nel cuore di chi ama" può essere un punto di partenza.
- Versetto chiave: Far memorizzare il versetto di Giovanni 18,36: "Il Regno di Dio non è di questo mondo". Si può creare un cartellone colorato dove ogni bambino aggiunge un disegno che rappresenta un "gesto d'amore" per costruire il regno di Dio.
- La sfida della settimana: Proporre una sfida concreta come "Fai un gesto da vero amico di Gesù: aiuta qualcuno senza aspettare nulla in cambio". Questa attività trasforma la catechesi in vita, invitando i bambini a raccontare le loro esperienze in un "diario del regno".
- Il segno della croce: Insegnare a iniziare e concludere la giornata con il segno della croce, fatto pensando bene al gesto: toccare fronte, petto e spalle per promettere a Gesù di portarlo nella mente, nel cuore e in tutte le azioni.
Queste attività visive, interattive, bibliche e pratiche sono strumenti preziosi per una catechesi che coinvolge cuore e mani, facendo crescere nei bambini la consapevolezza che il vero potere è amare. La Domenica per i Bambini o il Vangelo a fumetti sono esempi di materiali che possono essere utilizzati per questa finalità, proponendo il testo del Vangelo, schede da colorare, spunti per la riflessione e la possibilità di inventare la preghiera dei fedeli.