La Chiesa di San Michele Arcangelo a Ruvo di Puglia: Storia, Arte e Devozione

La Chiesa di San Michele Arcangelo a Ruvo di Puglia rappresenta un importante punto di riferimento storico, artistico e spirituale per la comunità locale. La sua storia affonda le radici in antiche tradizioni e testimonianze documentali che ne delineano un percorso di continue trasformazioni e rinascite.

Storia e Origini

Ricostruzione storica della prima chiesa di San Michele Arcangelo a Ruvo di Puglia

Dalla leggenda alle prime attestazioni documentali

Secondo una tradizione consolidata, San Francesco D’Assisi, di ritorno dal Gargano, fece sosta a Ruvo esortando la popolazione a fondare una nuova chiesa. Questa doveva sorgere sui resti di un tempio precedente, descritto in documentazioni come distrutto da “la vecchiaia e il turbinio delle guerre” e originariamente appartenuto ai monaci basiliani.

Nonostante la suggestiva leggenda, le prime notizie certe dell’esistenza di questo luogo di culto risalgono al 1449. In quell'anno, il feudatario di Ruvo e duca di Venosa, Gabriele degli Orsini di Baucio, inviò la richiesta di autorizzazione a Papa Niccolò V per ristrutturare e riedificare la chiesa e il convento adiacente, con le spese a carico dei cittadini.

Le ricostruzioni e le consacrazioni

A distanza di poco tempo dalla prima riedificazione, la chiesa crollò e l’intera struttura fu nuovamente ricostruita. La posa della prima pietra fu benedetta dal vescovo Giulio de Turris il 27 settembre 1744. Fu lo stesso vescovo a consacrare la chiesa interamente completata il 15 maggio 1756, presentandola nella forma che sostanzialmente vediamo oggi. Esattamente diciotto anni più tardi, il 15 maggio 1774, la chiesa ricevette una nuova consacrazione per mano del nuovo vescovo Pietrangelo Ruggieri.

Foto storica della Chiesa di San Michele Arcangelo a Ruvo di Puglia

Caratteristiche Architettoniche e Tesori d'Arte

Lo stile e le opere pittoriche

Lo stile architettonico dell’intera chiesa è inequivocabilmente tardo barocco, caratterizzato da forme elaborate e una ricca decorazione. Tra i tesori più preziosi custoditi al suo interno, spiccano i capolavori del pittore fiammingo Gaspar Hovich.

  • Tra le sue opere più celebri troviamo L’Adorazione dei Magi, datata 1613.
  • Altro dipinto di grande valore è La Madonna degli Angeli fra i santi Francesco e Giovanni Battista, realizzato nel 1598.
Interno della Chiesa di San Michele Arcangelo con affreschi barocchi

Sepolture e dettagli interni

Innanzi all’altare maggiore è inoltre sepolto il frate minorita beato Bernardino da Ruvo, morto nel 1522 e venerato per la sua fama di santità. Questo dettaglio sottolinea l'importanza storica e spirituale del luogo come sito di sepoltura di figure religiose significative.

Il Culto di San Michele Arcangelo nella Comunità di Ruvo

La devozione a San Michele Arcangelo ha radici profonde e una diffusione capillare in Ruvo di Puglia e in moltissimi paesi dell’Italia meridionale, dove l'8 maggio si festeggia ancora la festa popolare dell’Apparizione di San Michele. Nonostante la sua ampia diffusione, l’autenticità di questo racconto e i protagonisti dello stesso sono al centro di diverse diatribe tra gli storici: molti ritengono “sconosciuto” il Vescovo Giovanni di Ruvo e disconoscono la partecipazione di altri vescovi all’apparizione.

La devozione diocesana e i luoghi sacri

I racconti di prodigi, miracolose guarigioni e atti di perpetua protezione divina attribuiti a San Michele si diffusero rapidamente in tutta Italia, ponendo la città sul Gargano al centro di un importantissimo sistema cultuale. A testimonianza di questa profonda fede, come risulta dagli atti del Sinodo del 1595, la diocesi di Ruvo volle nominare San Michele quale “Protector e custos dioecesis”.

Furono dedicati all’arcangelo tre luoghi sacri principali:

  • La chiesa annessa al convento francescano (ovvero la Chiesa di San Michele Arcangelo oggetto di questa trattazione).
  • Una piccola chiesa nel cuore del centro storico, conosciuta come la chiesa di Sant’Arcangelo, oggi purtroppo scomparsa.
  • La navata rivolta a mezzogiorno della chiesa del Purgatorio, eretta nel 1643.
Mappa storica di Ruvo di Puglia con l'indicazione dei luoghi sacri legati a San Michele

La Cappella Micaelica nella Cattedrale

Un caso particolare di concentrazione del culto cittadino si riscontra nella Cattedrale di Ruvo. Qualche secolo più tardi, nella maggior chiesa della città, fu eretta una cappella dedicata a San Michele che si apriva nella quarta campata della navata destra. Le sue tracce sono ancora oggi visibili nel corridoio di accesso all’ipogeo.

Questa cappella ospitava un’opera scultorea che raffigura l’arcangelo secondo la consueta iconografia: intento a schiacciare il demonio, con una veste da guerriero, brandendo la spada e uno scudo su cui campeggia la tradizionale iscrizione QUIS UT DEUS.

La statua lignea e le indulgenze

La scultura lignea, alta poco più di 170 cm, venne restaurata nel 1930 grazie alla devozione di Vito Antonio Attalienti, probabilmente in concomitanza con i restauri della Cattedrale. Durante quelle opere, vennero abbattute alcune cappelle della navata sinistra mentre si decise di conservare quelle della navata destra, eliminandone gli scalini di accesso. Con provvisorie scalette in legno si consentì il culto ma l’effettiva impraticabilità delle cappelle innescò la decisione di eliminarle completamente. Di conseguenza, la statua lignea venne spostata in diversi luoghi, fino agli anni ’70 del Novecento, quando fu trasferita nell'Episcopio, dove rimase per un ventennio.

La cappella micaelica nella Cattedrale era dotata di un altare privilegiato in perpetuo, come riportava una bolla papale di Benedetto XIII incisa su una lapide un tempo esposta nella cappella dell’Arcangelo. Nell’iscrizione, il cui testo è stato trascritto nell’Epigrafia Ruvese di Carlo e Francesco Lojodice, si leggeva che a questo altare il Pontefice concedeva l’Indulgenza plenaria perpetua da applicarsi a qualunque defunto ricordato in una Messa celebrata sul detto altare. Questa concessione è datata 24 maggio 1725 ed è probabilmente da porre in relazione al breve Omnium saluti del 20 luglio 1724, con cui Benedetto XIII concesse un Altare privilegiato quotidiano e perpetuo in tutte le Chiese Patriarcali, Metropolitane, e Cattedrali di tutto il cattolico mondo. Come peraltro racconta la stessa lapide, nella Cattedrale di Ruvo vi era già un altare privilegiato perpetuo, eretto nella cappella di San Biagio nel Cinquecento.

La devozione all’Arcangelo nel mese di Maggio è stata sempre molto sentita e portava numerosi ruvesi a visitare la grotta sacra sul Gargano. Di ritorno era quasi d’obbligo ringraziare la Vergine delle Grazie, venerata nell’omonimo santuario campestre rubastino.

Dettaglio della statua lignea di San Michele Arcangelo a Ruvo di Puglia

Il Centenario della Parrocchia e l'Anno Giubilare

La comunità di San Michele Arcangelo a Ruvo di Puglia si appresta a vivere un momento di grande significato storico e spirituale. L'inizio dell'Anno Giubilare, concesso da Papa Francesco in occasione del centenario dell'istituzione della sua Parrocchia, sarà celebrato il 28 settembre 2024. Questo evento speciale rappresenta un anno di grazia e di rinnovamento spirituale, da vivere con cuore colmo di gioia e gratitudine.

Moltissimi fedeli sono nati e cresciuti in questa bella famiglia parrocchiale, le cui storie personali si sono intrecciate profondamente con quella della comunità. L'educazione alla vita cristiana di intere generazioni è maturata all'interno di questo luogo sacro, sviluppando negli anni un forte senso di appartenenza che rende l'assemblea viva e partecipe alla vita liturgica. Questo centenario è un dono grande: una storia fatta di fede, di sacrifici, di preghiera e di comunità, dove generazioni hanno "piantato il seme". In questi cento anni, la parrocchia ha accolto numerosi bisognosi e sofferenti, vedendo "tante mani alzarsi in servizio e tanti cuori aprirsi".

Siamo tutti cresciuti in una parrocchia e capiamo l’importanza della chiesa e di tutte le attività parrocchiali per la nostra crescita spirituale. Spesso la chiesa parrocchiale si trova al centro del paese e ci ricorda che l’Eucaristia e i sacramenti sono al centro della nostra vita come discepoli. In questa domenica ricca di significato, la comunità vuole rendere grazie, ringraziando chi ha costruito e mantenuto questa chiesa, chi ha servito e chi ha amato. La memoria ci dà radici, la gratitudine ci dà gratitudine attiva, e la missione ci spinge verso il futuro.

La comunità di S. Michele Arcangelo, posta alla periferia della città e che si è spesso sentita come figlia dimenticata, è invitata in questo Anno Giubilare a sperimentare la gioia dell’incontro con il Signore e, soprattutto, della Sua misericordia, la bellezza dell’incontro fraterno, con le sue diversità e peculiarità che convergono nella comunione, e l’incontro con il territorio e le sue realtà civili che la rende sempre più incarnata nella realtà di questo tempo. Le mura di pietra di questo edificio non bastano: dobbiamo edificare con le pietre vive del Vangelo, cioè noi, un popolo che vive l’amore e la giustizia.

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