Comunione e Cresima: significato, preparazione e il ruolo di Comunione e Liberazione

Ogni anno in primavera, in particolare nelle domeniche successive alla Pasqua, la Chiesa Cattolica celebra due sacramenti fondamentali nel percorso di fede dei giovani cristiani: la Prima Comunione e la Cresima. Questi momenti segnano un passo importante nella vita religiosa dei fedeli, festeggiati con i loro cari e rappresentando tappe cruciali nell'iniziazione cristiana.

Questa guida esplora il significato, la preparazione e lo svolgimento di questi sacramenti, fornendo al contempo una panoramica sul movimento di Comunione e Liberazione (CL), il suo carisma, la sua storia e il suo contributo all'educazione cristiana e alla missione della Chiesa, che include l'accompagnamento dei giovani in questi percorsi sacramentali.

La Prima Comunione: significato e svolgimento

La Comunione, conosciuta anche come Eucaristia, è uno dei sette sacramenti della Chiesa Cattolica e rappresenta un passo significativo di fede per i credenti. La Prima Comunione si svolge durante una celebrazione religiosa in chiesa, dove bambini e bambine ricevono l'eucarestia per la prima volta.

A che età si fa la Prima Comunione?

Questo sacramento simboleggia la prima volta che il fedele riceve il Corpo e il Sangue di Cristo sotto le specie dell'ostia consacrata. È richiesto che i bambini siano stati battezzati e che comprendano il significato della trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo. Per questo motivo, la maggior parte dei bambini ha un'età compresa tra i 7 e i 9 anni.

Simboli e significato

I principali simboli della Prima Comunione sono il calice, il vino e il pane. Il calice simboleggia l'unione della comunità e ha una storia associata al Santo Graal. Il pane, rappresentato dall'ostia, ricorda l'Ultima Cena di Gesù con gli apostoli. Il vino, trasformato nel Sangue di Cristo durante la Messa, simboleggia il sacrificio per l'umanità. Durante la Prima Comunione, i bambini portano pane e vino all'altare, simboleggiando il rito che stanno per affrontare.

La parola stessa, "comunione", rivela il significato della celebrazione cristiana: indica una stretta connessione, unione o condivisione tra individui, gruppi o comunità, in questo caso la comunità cristiana.

illustrazione simboli eucaristici: calice, pane (ostia) e vino

Preparazione e svolgimento della Prima Comunione

Prima della funzione religiosa, i giovani credenti devono partecipare alle lezioni di catechismo, dove apprendono il significato profondo della Prima Comunione e, in generale, dell'essere cristiani, oltre a imparare canti o preghiere. È anche consuetudine che i bambini partecipino attivamente alla messa ogni settimana.

Un esempio dello svolgimento della Prima Comunione include:

  • Ingresso in chiesa: La celebrazione inizia con l'arrivo dei bambini, dei genitori, dei padrini e delle madrine.
  • Riti introduttivi e Liturgia della Parola: La messa inizia con il saluto, l'atto penitenziale, la Gloria e la preghiera, e prosegue poi con la Liturgia della Parola, che include la lettura di brani della Bibbia.
  • Ricezione dell'ostia consacrata: Come culmine solenne, i giovani credenti ricevono l'ostia consacrata, direttamente in bocca o nelle mani, a seconda delle tradizioni locali. La comunione viene poi servita anche al resto dei partecipanti.
  • Preghiera e riflessione: Dopo aver ricevuto la Comunione, i bambini e il resto dei partecipanti si ritirano per pregare e riflettere, esprimendo gratitudine per questo sacramento.
  • Conclusione: La celebrazione si conclude con la benedizione del sacerdote.

La Cresima: significato e preparazione

Insieme al battesimo e alla Comunione, la Cresima è uno dei sacramenti di iniziazione alla Chiesa cattolica. Con la Cresima, i giovani cristiani si impegnano a continuare il percorso di fede e riaffermano la loro volontà di essere membri attivi della comunità cristiana.

Il rito e il dono dello Spirito Santo

Durante la celebrazione della messa, il vescovo unge ciascun candidato sulla fronte con il crisma, olio profumato che rappresenta il sigillo indelebile dello Spirito Santo, e pronuncia le parole “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Il sacramento della Cresima mira quindi a rafforzare i giovani nel loro percorso religioso tramite il dono dello Spirito Santo.

Il sacramento della Cresima viene chiamato anche Confermazione, perché i giovani credenti confermano ancora una volta pubblicamente la loro fede e il loro legame con la Chiesa.

foto di un vescovo che unge con il crisma un cresimando

A che età si fa la Cresima?

Non esiste un'età precisa per fare la Cresima: solitamente l'unico requisito richiesto è aver ricevuto i sacramenti del Battesimo e della Comunione. Si può quindi essere cresimati anche in età adulta. Generalmente, però, la maggior parte dei cresimandi ha un'età compresa tra gli 11 e i 14 anni. L'età può variare leggermente a seconda dei requisiti della diocesi; alcune hanno addirittura introdotto un'età minima di 16 anni per assicurarsi che i cresimandi siano davvero consapevoli della loro scelta.

Preparazione e il ruolo dei padrini

La preparazione alla Cresima consiste generalmente in incontri informativi e colloqui personali, durante i quali vengono affrontate in modo intensivo le questioni di fede. I padrini e le madrine di Cresima svolgono un ruolo spirituale importante, accompagnando e sostenendo il cresimando nel percorso di fede. La loro scelta dovrebbe essere consapevole, optando per individui che vivano la fede coerentemente.

Comunione e Liberazione: un cammino di educazione alla fede

Il movimento di Comunione e Liberazione (CL) è essenzialmente una proposta di educazione alla fede cristiana. Un'educazione che non finisce a una certa età, ma continua sempre, perché sempre si rinnova e si approfondisce, nella ricerca del vero, del bello, del giusto e della felicità.

Origini e sviluppo del movimento

Comunione e Liberazione è un movimento ecclesiale il cui scopo è l'educazione cristiana matura dei propri aderenti e la collaborazione alla missione della Chiesa in tutti gli ambiti della società contemporanea. È nato in Italia nel 1954 quando don Luigi Giussani diede vita, a partire dal Liceo classico «Berchet» di Milano, a un'iniziativa di presenza cristiana chiamata Gioventù Studentesca (GS).

Le origini di Comunione e Liberazione vengono fatte risalire alla fine del 1954, quando don Luigi Giussani cominciò a insegnare religione presso il liceo Berchet di Milano. In seguito a quei primi incontri con gli studenti, don Giussani, insieme a don Francesco Ricci, diede vita a una compagnia di amici che assunse il nome di Gioventù Studentesca (GS), che in breve tempo si diffuse anche al di fuori della Diocesi di Milano. La prima comunità di GS fuori Milano nacque intorno al 1960 a Catania; ben presto si aggiunsero Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì.

Gioventù Studentesca era inserita nell'Azione Cattolica (AC), ma la differenza nel metodo educativo e le polemiche che ne conseguirono ne provocarono il distacco e la crisi, culminata nel Sessantotto. Il desiderio di proseguire l'esperienza del movimento in una forma più stabile, da parte degli ex studenti che avevano incontrato don Giussani attraverso la scuola e l'università, si condensò nei primi anni settanta nella Fraternità di Comunione e Liberazione, riconosciuta l'11 febbraio 1982 dalla Chiesa cattolica quale associazione laicale di diritto pontificio.

La sigla attuale, Comunione e Liberazione (CL), compare per la prima volta nel 1969. Essa sintetizza la convinzione che l'avvenimento cristiano, vissuto nella comunione, sia il fondamento dell'autentica liberazione dell'uomo. Attualmente Comunione e Liberazione è presente in circa settanta Paesi in tutti i continenti. Non è prevista alcuna forma di tesseramento, ma solo la libera partecipazione delle persone.

foto storica di don Luigi Giussani con giovani di Comunione e Liberazione

Il carisma di don Giussani: la vita come vocazione

Questa dinamica, che sembrerebbe semplicemente la descrizione di un processo esistenziale, contiene uno degli insegnamenti fondamentali di don Giussani: la vita è vocazione. La realtà di ogni giorno, le circostanze favorevoli così come quelle sfavorevoli, le grandi domande così come i desideri più chiari, gli incontri improvvisi fanno percepire una voce - flebile, ma decisa - che chiama.

Nel Movimento si è educati a vivere innanzitutto la grande vocazione comune, il battesimo. Nel sacramento dell'inizio è riassunta la formula del cristianesimo: non “sono Io che mi faccio”, ma “Io sono Tu che mi fai”. Il Movimento è una comunità in cui vivono assieme tante e complementari vocazioni specifiche che trovano nella radice del “fedele”, del “battezzato” la dimensione comune.

Giussani sintetizzò con queste parole il contenuto e lo scopo del suo tentativo: «Non sono qui perché voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che io vi dirò. E le cose che io vi dirò sono un'esperienza che è l'esito di un lungo passato: duemila anni.» Don Giussani era profondamente persuaso che una fede che non potesse essere reperita e trovata nell'esperienza presente, confermata da essa, utile a rispondere alle sue esigenze, non sarebbe stata una fede in grado di resistere in un mondo dove tutto, dice e ha detto l'opposto.

Mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita e, quindi, dimostrare la razionalità della fede, implica un concetto preciso di razionalità. Dire che la fede esalta la razionalità, vuol dire che la fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo.

Le tre dimensioni di CL: cultura, carità e missione

L'esperienza di CL segue tre dimensioni, che Giussani indicava come fondanti l'esperienza cristiana: cultura, carità e missione. Fin dai primi tempi di Gioventù Studentesca, Luigi Giussani ha stabilito come scopo primario l'educazione alla maturità cristiana e la collaborazione alla missione della Chiesa in ogni aspetto della vita.

  • Educazione e cultura: Strumento fondamentale di formazione degli aderenti al movimento è la catechesi settimanale denominata «Scuola di comunità». Il suo carisma consiste nel richiamo a vivere nel presente l'esperienza cristiana propria della Tradizione. La vita di CL ha lo scopo di proporre la presenza di Cristo come unica vera risposta alle esigenze profonde della vita umana di ogni tempo. La passione di don Giussani per la musica e il canto sono un aspetto essenziale del movimento; secondo don Giussani il canto è «l'espressione più alta del cuore dell'uomo», «la carità più grande di tutte perché il canto rende vicino e visibile il mistero».
  • Carità: Gli aderenti al movimento sono educati alla carità attraverso la "caritativa". Dall'ambiente di CL è nata la fondazione Banco Alimentare, una ONLUS per la raccolta e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari. Ogni anno viene organizzata la Colletta alimentare, grazie alla disponibilità di oltre 100.000 volontari che raccolgono alimenti donati dagli acquirenti nei supermercati italiani.
  • Missione e presenza nella società: Tutto il movimento di CL è missionario, nel senso che si propone di portare a ogni uomo la persona viva di Gesù. La fede ha a che fare con ogni aspetto della vita, da cui la nascita in seno al movimento di circoli culturali, opere educative, cooperative di lavoro, attraverso cui Comunione e Liberazione si è diffusa. Alcuni aderenti al movimento partecipano attivamente alla politica universitaria mediante liste universitarie (dichiaratamente apartitiche e indipendenti), così come alla politica locale, nazionale ed europea, per portare Cristo in tutti gli ambienti della società. La presenza di CL nelle università, con la sigla informale CLU (Comunione e Liberazione - Universitari), ha espresso posizioni nette su temi scottanti come l'aborto, l'utilizzo delle cellule staminali embrionali, il divorzio e il riconoscimento legale di coppie omosessuali, sostenendo la parità dei diritti tra scuole statali e private e l'insegnamento della religione cattolica.

La vita del Movimento e la fraternità

Nella vita ordinaria del Movimento - incentrata in particolare sulla catechesi (scuola di comunità), su gesti di carità (caritativa) e sulla vita comune (ritiri, assemblee e vacanze) - le famiglie trovano una compagnia che libera dalla solitudine e con cui poter approfondire e giudicare la propria vocazione, il proprio compito dentro il lavoro, la scuola, la vita sociale e politica. Luoghi privilegiati e stringenti sono poi i gruppi di fraternità, dove singoli e famiglie insieme fanno esperienza di una prossimità quotidiana, di una comunione possibile, della ricchezza che la vita riceve quando è condivisa.

Nei gruppi di fraternità, come dentro la vita di ogni singola famiglia, si tocca nella carne la bellezza e la fatica della diversità, il desiderio autentico e radicale di unità e la fatica a costruirla a causa della propria miseria. Papa Francesco, in Amoris Laetitia, insiste molto sulla generatività ecclesiale e sociale degli sposi. La famiglia è chiamata “a lasciare la sua impronta nella società dove è inserita, per sviluppare altre forme di fecondità che sono come il prolungamento dell'amore che la sostiene” (AL 181).

Il contributo che CL porta nella Chiesa e nel mondo è dunque segnato da tre parole: educazione, fraternità e opere. La struttura organizzativa di un movimento come CL è per natura flessibile, con un Consiglio generale presieduto da don Julián Carrón e diaconie a livello locale che guidano la vita della comunità.

I Sacramenti e il Movimento: un'esperienza di incontro con Cristo

Benedetto XVI, nel suo messaggio ai giovani in vista della XXIII GMG, ha offerto una profonda catechesi sullo Spirito Santo e sui sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Eucaristia. Il Papa ha spinto a un rapporto intenso, unico e personale con Gesù che passa attraverso la Chiesa e i suoi gesti profondi e mistici, quelli che informano la pratica sacramentale.

Don Julian Carron ha ricordato un passo di mons. Luigi Giussani: solo il divino può salvare l'Uomo, può far emergere tutto quanto noi siamo... in modo tale che possiamo dire quando Cristo c'è, non perché “diciamo” il Suo Nome (che può essere detto in modo formale e vuoto); sappiamo che Cristo c'è, che c'è Cristo presente perché fa emergere tutto il nostro io, perché ci porta una pienezza che noi non possiamo raggiungere. Sperimentiamo il presentimento del divino in uno sguardo così.

Cristo è presente nei sacramenti ricevuti: nel Battesimo che incorpora a Cristo, nella Confermazione che rende testimoni impavidi di questa appartenenza, nell'Eucaristia che attualizza nel quotidiano l'incontro con Cristo. Accostarsi all'Eucaristia, ricorda il Papa ai giovani, è vivere in una «Pentecoste perpetua» e diventare per ciò stesso Testimoni di questa grazia.

Testimoniare la propria appartenenza a Cristo non significa imporre il proprio credo, come duemila anni or sono dodici Apostoli hanno dato la vita affinché Cristo fosse conosciuto e amato. Il Vangelo continua nei secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati dallo stesso zelo missionario. Oggi occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo, giovani che lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto tanti beati e santi del passato e di tempi a noi vicini.

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