Il Credo degli Apostoli: Una Guida alla Fede Cristiana per i Giovani

Il Credo è una delle preghiere più importanti della fede cristiana. Non è solo una formula da imparare a memoria, ma una sintesi di ciò che crediamo come Chiesa e come discepoli di Gesù. Per i bambini e i ragazzi, imparare il Credo è un passaggio fondamentale: è come ricevere una mappa che indica la strada per vivere da cristiani.

Questa preghiera speciale racconta in cosa crediamo ed è una dichiarazione d’amore tra Dio e l’uomo, un testo che ci ricorda che non siamo mai soli e che la nostra vita ha un senso. Spiegandolo così, i giovani non lo percepiscono come un "compito a memoria", ma come una preghiera che nasce dal cuore.

Il Significato della Parola "Credo"

Nel Simbolo, la parola credo ricorre quattro volte: per tre volte è seguita dalla preposizione "in" e per una volta da nessuna preposizione. Con il "credo in" si intende esprimere un atteggiamento di fiducia, di incontro e di abbandono a Dio. "Credo in Dio" è un'espressione che va ben oltre il ritenere vero che Dio esiste, perché questo lo sanno anche i demòni (Gc 2, 19).

La quarta occorrenza della parola credo («credo la Chiesa») è ben diversa. Non si dice: "credo nella Chiesa", perché non si affida la vita agli uomini che formano la Chiesa. Si dice: "credo la Chiesa", per affermare che la Chiesa è opera di Dio e quindi Gliene si è riconoscenti e ci si onora di farne parte.

Si può dire insieme «Noi crediamo», per sottolineare l’essere una comunità, oppure «Credo» o più enfatico «Io credo» per sottolineare che la fede è prima di tutto personale.

Origini e Importanza del Credo

Per rendere il racconto interessante, si può spiegare che il Credo ha radici antiche.

La Parola "Simbolo"

La parola Simbolo, dal greco syn-ballein, letteralmente “mettere insieme”, consisteva nel ricongiungere un oggetto spezzato, le cui metà ricongiunte garantivano l’identità di chi le portava. È molto semplice, essenziale e immediato, una sorta di sommario di verità fondamentali indispensabili all’identità cristiana. Simbolo significa anche essenza di ciò che il cristianesimo crede.

Il Simbolo degli Apostoli

Il Simbolo degli Apostoli, secondo la tradizione, fu composto dai primi discepoli di Gesù, anche se storicamente non si può dimostrare. Una tradizione antica, riferita da Rufino di Aquileia (inizi V secolo), lo attribuiva agli apostoli stessi, i quali lo avrebbero redatto a Gerusalemme prima di dividersi per le vie del mondo. Al di là degli aspetti leggendari di questa spiegazione, rimane la verità che esso è composto tutto di affermazioni appartenenti alla più originaria tradizione apostolica.

Questo simbolo, anch’esso di origine battesimale, realizza una suggestiva sintesi della duplice preoccupazione: rispettare lo schema trinitario ed esprimere però insieme i momenti salienti dell’opera di salvezza. La sostanza del testo venne estrapolata da brani presi sia dall’Antico Testamento che dal Nuovo Testamento, da parte dei Padri conciliari.

Ecco la formula completa:

«Io credo in Dio, Padre onnipotente; creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore; il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine; patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen».

Il Credo Niceno-Costantinopolitano

Nel III secolo si aprirono due strade: la Chiesa orientale si mosse verso la direzione del Simbolo di fede approvato durante i concili. Il Credo Niceno-Costantinopolitano, invece, è la versione che recitiamo durante la Messa e fu definito nei Concili di Nicea (325) e di Costantinopoli (381). Esso risulta arricchito da affermazioni cristologiche definite dal concilio di Nicea e da affermazioni pneumatologiche dal concilio di Costantinopoli. Questo simbolo, proprio per la sua formulazione più corposa e ricca di aspetti teologici, viene usata nelle catechesi e durante la liturgia cristiana. Nelle Chiese occidentali questa preghiera viene proclamata con l’aggiunta del “procede dal Padre e dal Figlio”, la cosiddetta questione del filioque.

Ai bambini e ragazzi può essere detto così: «Il Credo non l’ha inventato qualcuno a caso, ma è frutto della preghiera e dell’esperienza di tanti cristiani guidati dallo Spirito Santo».

illustrazione di apostoli che scrivono o riflettono insieme su un testo antico, oppure una rappresentazione stilizzata dei concili di Nicea e Costantinopoli

Spiegazione del Credo Passo Dopo Passo

I. Credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra

Professiamo l'esistenza di un solo Dio perché Egli stesso si è rivelato al popolo d'Israele come l'Unico: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore» (Dt 6,4) e ancora «perché io sono Dio, non ce n'è altri» (Is 45,22). Cristo stesso l'ha confermato: «Il Signore nostro Dio è l'unico Signore» (Mc 12,29).

Dio è come un papà buono che ci ama e ha creato tutto: il cielo, le stelle, gli alberi, gli animali e ciascuno di noi. Gesù Cristo ha reso possibile che noi ci rivolgessimo al Signore, come ad un buon padre. Padre è il nome che Gesù stesso ci insegna ad usare per rivolgerci a Dio. Un termine che ci eleva, rendendoci più vicini a Lui, che conferma la Sua superiorità e la grandezza del Suo amore, ma anche la Sua tenerezza e la Sua vicinanza alla vita e alle vicende umane, come un padre con i suoi figli.

Onnipotente vuol dire che può ogni cosa di ciò che vuole. Non significa che possa fare cose ingiuste o per capriccio. L'onnipotenza di Dio è universale, misteriosa, e si manifesta nel creare il mondo dal nulla e l'uomo per amore, ma soprattutto nell'Incarnazione e nella Risurrezione del Suo Figlio, nel dono dell'adozione filiale e nel perdono dei peccati.

Creatore del cielo e della terra: anche nel periodo della scienza e della tecnica, qui ci viene ricordato che questo universo è una creazione di Dio, ed insieme che la nostra vita ed il nostro mondo hanno un senso perché non sono nati dal caso, ma dalla volontà santa di Dio. La creazione è il fondamento di tutti i divini progetti di salvezza; manifesta l'amore onnipotente e sapiente di Dio; è il primo passo verso l'Alleanza dell'unico Dio con il suo popolo; è l'inizio della storia della salvezza culminante in Cristo. Affermare che Dio è creatore di tutto significa anche affermare che tutto ciò che esiste ha uno scopo, che nulla è inutile, che tutto è stato fatto con Sapienza. Di ogni creatura «Dio vide che era cosa buona».

Per quanto creatore di ogni cosa, Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male. La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene. Dio questo l'ha già mirabilmente realizzato in occasione della morte e risurrezione di Cristo: infatti dal più grande male morale, l'uccisione del suo Figlio, Egli ha tratto i più grandi beni, la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione.

illustrazione di Dio che crea il mondo con elementi stilizzati come sole, stelle, alberi, acqua e persone, in uno stile adatto ai ragazzi

La Santissima Trinità

Dicendo Dio, ci riferiamo all’unico Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Professare la Trinità, cioè credere che Gesù e lo Spirito Santo sono anch'essi Dio e Signore non introduce alcuna divisione nel Dio Uno e non significa che esistano tre divinità, tre dèi. Il termine Trinità non compare esplicitamente nei Simboli, così come non compare nella Sacra Scrittura: esso è frutto di una riflessione su Dio, come ci è manifestato da Gesù, che parla di Sé come del Figlio unico del Padre e parla dello Spirito Santo come di un Altro: è la Tri-unità, la Trinità. Dio rimane Uno nella Sua essenza, benché la Luce percepita dai nostri occhi risponda a Tre colori diversi. L'esatta natura della Trinità è per l'uomo un mistero insondabile con la sola ragione.

Le persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo sono un unico Dio pur differenziato. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il principio unico e indivisibile del mondo, anche se l'opera della creazione del mondo è particolarmente attribuita a Dio Padre. Come affermava anche Sant'Agostino, tutto il Creato è segno, indicazione, che porta a conoscere la Trinità.

Piccola catechesi sulla SS ma Trinità

Angeli e Demòni

A queste entità, che sfuggono alla normale osservazione dell'uomo, ci riferiamo comunemente come ad angeli e demòni. Di loro sappiamo che sono creature di Dio puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà e che, come l'uomo, non sono pari a Dio né tantomeno al di sopra di Lui.

Anche i demòni sono creature di Dio, in quanto creature esistenti (Egli è il Creatore di tutto ciò che esiste) libere di scegliere. La loro esistenza dipende solo da Dio, l'abominio che sono divenuti dipende solo dalla loro libera scelta di compiere il male. È bene ribadire che, per quanto il principe di questo mondo voglia farci credere il contrario, esso è una creatura come noi e in nulla accostabile all'unico Dio. Satana non è quindi propriamente in lotta con Dio, perché Dio ha già vinto dall'eternità e nessuna creatura potrà mai porsi in competizione con Lui.

È altresì cosa buona sgomberare il campo da ogni fraintendimento: Satana esiste, non come entità simbolica, personificazione mitica del male del mondo, ma come entità spirituale reale, personale, agente nel mondo, per quanto non corporea e dunque priva, in senso stretto, di corna, coda e forcone! Negare l'esistenza del demonio è negare parte di quanto affermato da Cristo: la vita di Gesù è stata una lotta continua al maligno per smascherarlo e scacciarlo dall'uomo. Benché terribile nel Suo abominio, il nemico di Dio e dell'uomo non deve fare paura, perché il giusto sa bene di chi è figlio.

II. Credo in Gesù Cristo, Suo Unico Figlio, Nostro Signore

Gesù è il Figlio di Dio ed è il nostro amico speciale. È venuto sulla terra per insegnarci ad amare e a vivere bene. Il nome Gesù in ebraico significa: Dio salva. Cristo non è il cognome, ma il titolo di Messia in greco. È colui che Israele stava aspettando.

Dando a Cristo (l'Unto, in greco; Messia in ebraico) il titolo di Signore riconosciamo la Sua divinità: nella Bibbia, questo titolo designa abitualmente Dio Sovrano. Gesù lo attribuisce a Sé stesso, rivelando la Sua sovranità divina mediante il Suo potere sulla natura, sui demòni, sul peccato e sulla morte, soprattutto con la sua Risurrezione. Dio non ha dato a nessun altro, se non al Suo Cristo, potere e autorità. Non è un caso che in entrambe le versioni del Simbolo il passo che fa riferimento a Cristo è il più lungo: è Lui che ci fa conoscere il Padre e ci conduce a Lui, ed è in Cristo che si è manifestato lo Spirito Santo. Conoscere Gesù e seguirlo è la via per conoscere Dio.

Gesù è l'Unigenito, perché nessuna creatura, uomo o angelo che sia, poté, può o potrà mai arrogarsi diritti divini. Chiunque pretenda per sé questo diritto è un anticristo. Cristo è generato da Dio come Dio e non creato come una creatura (angeli, uomini...). Non è "un altro" Dio, alternativo al Padre, ma Seconda Persona della Trinità. Non è neppure soltanto un profeta, ma Dio-con-noi. È Luce che dà la vita e che non contiene traccia di male. È Dio vero e completo, non fasullo, parziale, apparente.

immagine di Gesù con i bambini, in un ambiente accogliente e sereno

Il Mistero dell'Incarnazione: Concepito di Spirito Santo, Nato da Maria Vergine

L'incarnazione del Figlio, il Suo farsi prossimo all'uomo assumendone pienamente la natura, è un atto d'amore nei confronti di tutti gli uomini di ogni epoca:

  • per riconciliare noi peccatori con Dio;
  • per farci conoscere il suo amore infinito;
  • per essere il nostro modello di santità;
  • per farci «partecipi della natura divina» (2Pt 1,4).

L'Incarnazione è il Mistero dell'ammirabile unione della natura divina e della natura umana nell'unica Persona divina del Verbo, Cristo. L'Incarnazione di Cristo nel grembo della Vergine Maria è avvenuta per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo, secondo quanto l'Angelo aveva annunciato a Maria: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35).

Cristo è Figlio del Padre secondo la natura divina e Figlio di Maria secondo la natura umana, ma propriamente Figlio di Dio nelle due nature, essendoci in lui una sola Persona, quella divina. Maria è rimasta Vergine nel concepimento del Figlio suo, Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua (sant'Agostino), Vergine cioè prima, durante e dopo la nascita di Cristo. Quando i Vangeli parlano di "fratelli e sorelle di Gesù" si riferiscono a parenti prossimi (cugini) di Gesù, secondo un'espressione frequente nella Sacra Scrittura, sin dall'Antico Testamento. Maria è Madre di Dio, perché madre di Gesù, che è Dio, e perché ha compiuto la volontà di Dio: «Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (Mc 3, 35).

L'incarnazione del Figlio di Dio è una delle affermazioni basilari della fede, tanto che San Giovanni avverte: «ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo» (1Gv 4,2-3).

rappresentazione dell'Annunciazione a Maria, con l'Angelo Gabriele e Maria, in uno stile delicato e ispirato

Patì Sotto Ponzio Pilato, Fu Crocifisso, Morì e Fu Sepolto

Gesù ha donato la sua vita per noi. Non è una fine tragica, ma l’atto più grande di amore. Dalla nascita si passa subito al patire, grande importanza ha la predicazione di Gesù, ma fondamentale è la sua sofferenza e la sua morte. Gesù Cristo nella sofferenza è fratello con tutta l’umanità che soffre.

Cristo venne accusato da alcuni capi d'Israele di agire contro la Legge, contro il tempio di Gerusalemme e in particolare contro la fede nel Dio unico, perché Egli si proclamava Figlio di Dio. Questo equivale a dire quando esattamente si sono verificati dei fatti. Non un mito, ma una persona vera, storica.

La crocifissione era la pena dei malfattori, una tortura “esemplare”. Qui abbiamo il centro della fede cristiana la croce, cioè la morte del Figlio di Dio per noi. La croce di Cristo realizza il giusto giudizio di Dio contro tutte le ingiustizie del mondo, comprese le nostre, ma ci riscatta dalle potenze di questo mondo e ci dona salvezza: perché Gesù, l’unico che poteva, ha preso tutto su di sé. Come vero uomo, la sua fu una vera morte, con tutto lo strazio che la precede e ciò che segue. Gli interventi di Dio sono concreti, reali, avvengono nel tempo, in un luogo preciso, con testimoni oculari.

La croce è stata, ed è ancora per molti, scandalo e stoltezza. L'affermazione del Simbolo educa l'uomo ad accettare la morte come passaggio normale e sano della vita, partecipazione a quella di Cristo, e in preparazione ad essa a vivere con distacco dal mondo. Se il Figlio di Dio l'ha vissuta e vinta, la morte per l'uomo non è più un valico insormontabile.

dipinto o illustrazione della crocifissione di Gesù, con un'espressione di speranza o di redenzione

Discese agli Inferi, il Terzo Giorno è Risuscitato dai Morti

Nel Simbolo degli Apostoli troviamo anche "discese agli inferi". Gli inferi - diversi dall'inferno della dannazione - costituivano lo stato di tutti coloro, giusti e cattivi, che erano morti prima di Cristo. Con l'anima unita alla sua Persona divina Gesù ha raggiunto negli inferi i giusti che attendevano il loro Redentore per accedere infine alla visione di Dio. In questo modo anche i giusti vissuti prima di Cristo sono stati salvati da Lui.

Questo è il cuore della fede: Gesù è vivo! L’amore ha vinto la morte. Come scrive l’apostolo Paolo: «se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede». La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo e rappresenta, con la Croce, una parte essenziale del Mistero pasquale. Anche nella Risurrezione scorgiamo l'opera della Trinità. Le tre Persone agiscono insieme secondo ciò che è loro proprio: il Padre manifesta la Sua potenza; il Figlio riprende la vita che ha liberamente offerto (Gv 10,17) riunendo la Sua anima e il Suo corpo, che lo Spirito vivifica e glorifica. La Risurrezione è il culmine dell'Incarnazione: conferma la divinità di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza tutte le promesse divine in nostro favore.

Con l'espressione "secondo le Scritture" non si intende sminuire la veridicità della Risurrezione. Gesù è risuscitato, non è tornato in vita come Lazzaro, la figlia di Giairo o il figlio della vedova di Nain: essi hanno ripreso la vita di prima e poi sono morti nuovamente. La risurrezione di Gesù è diversa: «Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore».

immagine stilizzata di Gesù che risorge dalla tomba, con luce e simboli di speranza

Salì al Cielo, Siede alla Destra di Dio Padre Onnipotente

Gesù non ci ha abbandonati: è con Dio, ma continua a guidarci e ad ascoltarci. Non solo come Dio, ma anche come uomo è accolto da Dio. Questa è garanzia che anche noi lo saremo. Gesù Cristo è dunque come il “braccio destro” di Dio padre onnipotente. Il Padre è sempre onnipotente, ma questa onnipotenza la esercita il Figlio, vero Dio e vero uomo, che quindi “simpatizza” per noi.

Di Là Ha da Venire a Giudicare i Vivi e i Morti

Il giudizio di Dio arriverà necessariamente per tutti: i vivi e i morti, anche se non sappiamo come e quando. Colui che ci giudicherà sarà però proprio il nostro Salvatore. Ecco perché non dobbiamo temere né la morte né ciò che c’è dopo. Anzi, dobbiamo celebrare i nuovi cieli e la nuova terra. La venuta gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella parusia e con il giudizio che compirà così il Regno di Dio per l’eternità.

III. Credo Nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la Remissione dei Peccati, la Risurrezione della Carne, la Vita Eterna

La terza parte del Credo non è meno importante di ciò che c'è prima, e si apre con la fede nello Spirito Santo e il risultato della Sua azione.

Credo nello Spirito Santo

Lo Spirito Santo è la terza persona divina. È Dio insieme ed allo stesso livello del Padre e del Figlio. È come un vento invisibile che ci dà forza, ci aiuta a fare il bene e a capire la Parola di Dio.

La Santa Chiesa Cattolica

La Chiesa è una grande famiglia: siamo tutti uniti nella fede e abbiamo l’esempio dei santi come amici di Dio. L’unica Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica cioè universale ed è santa per la santità donata da Dio suo autore e per la vocazione di ogni suo membro.

La Comunione dei Santi

Sono i santi, cioè i cristiani e le cristiane di ogni tempo e paese, che formano la Chiesa di Cristo. Questa è un organismo, un insieme di persone in comunione, e questa comunità, è come il corpo di Cristo.

La Remissione dei Peccati

Quando sbagliamo, Dio non ci abbandona: ci perdona e ci rimette in cammino. È come una carezza che ci rialza. Credere nella remissione dei peccati significa credere dunque che il sacrificio della Croce di Cristo abbia veramente effetto e quindi ci può essere vittoria sulla morte.

La Risurrezione della Carne e la Vita Eterna

La promessa più bella: un giorno vivremo per sempre con Dio in un mondo pieno di amore. Proprio la risurrezione di tutta la nostra persona, non solo una parte. L’ultima frase del Simbolo elenca le speranze e le attese del cristiano per il futuro che verrà dopo la morte. La speranza è quella di raggiungere una perfetta felicità e beatitudine con la visione gloriosa del Cristo.

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