La Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo): Missione, Accoglienza e Comunità Sacerdotale

La Piccola Casa della Divina Provvidenza, più comunemente conosciuta come il "Cottolengo" dal nome del suo Fondatore, è un ente morale senza scopo di lucro fondato a Torino nel 1832. La sua finalità è l’assistenza e l’educazione delle persone più bisognose e abbandonate, siano esse sane o malate, prendendosene cura senza distinzione di sesso, razza, età, religione e opinioni politiche, ispirandosi ai principi evangelici a gloria di Dio, come stabilito dall'art. 3 del suo Statuto. L'opera è un’istituzione sia civile che ecclesiale, fondata sulla Divina Provvidenza, animata dalla carità di Cristo, sostenuta dalla preghiera e con i Poveri al centro della sua missione.

La "Casa Madre", e sede legale dell’Ente morale, si trova a Torino in via Cottolengo, 14. Oggi la Piccola Casa è diventata una vera e propria città: 112mila metri quadrati in cui si intrecciano realtà assistenziali, sanitarie, educative, formative e pastorali.

Le Origini e la Visione di San Giuseppe Benedetto Cottolengo

Ritratto storico di San Giuseppe Benedetto Cottolengo

L’opera ha origine nel 1828, quando San Giuseppe Benedetto Cottolengo istituì a Torino un primo “ospedaletto” per accogliere i malati privi di assistenza ospedaliera. Nato il 3 maggio 1786 a Bra, in provincia di Cuneo, da una famiglia medio borghese con salde radici cristiane, fin dall’adolescenza dimostrò grande sensibilità verso i poveri. Per dare concretezza a questa sua predisposizione scelse presto la via del sacerdozio, seguito anche da due dei suoi fratelli.

Il 2 settembre 1827 fu il giorno della svolta: don Giuseppe venne chiamato al capezzale di una donna, madre di tre bambini e in attesa del quarto, non accolta negli ospedali cittadini. Spettatore della sua morte, rimase fortemente colpito dal triste episodio. Questo evento turbò il suo animo che, al culmine di una crisi personale, nell’accogliere la sofferenza dell’altro, trovò in sé una speciale vocazione al servizio della carità. I poveri sono Gesù e come tali bisogna servirli.

Il 17 gennaio 1828, infatti, nel cortile detto della Volta Rossa, don Giuseppe diede vita a un ricovero per i poveri, assistendo per quattro anni centinaia di malati che non potevano contare su altre forme di assistenza. Dopo la chiusura forzata dell’“Ospedaletto”, Giuseppe Cottolengo non si scoraggiò e sempre a Torino, in zona Valdocco (l’attuale sede centrale), diede inizio alla "Piccola Casa della Divina Provvidenza". L'opera fu trasferita il 27 aprile 1832 nella zona di Borgo Dora e riconosciuta ufficialmente da re Carlo Alberto il 27 agosto 1833. Il motto e il programma scelto da don Giuseppe Cottolengo per animare la casa furono le parole di san Paolo: «Charitas Christi urget nos» (la carità di Cristo ci spinge).

Confidando solo nella Divina Provvidenza, don Giuseppe acquistava locali per ospitare nuovi malati e, ogni volta che se ne presentava la necessità, accoglieva le persone bisognose creando locali appositi, senza pensare alla disponibilità di risorse per sostenerle. È così che nacquero numerosi gruppi che denominò “famiglie”: l’ospedale per i malati, la casa per uomini e donne anziani, le famiglie dei sordomuti, degli epilettici, dei disabili psichici detti “Buoni Figli” e “Buone Figlie”, ecc. Dopo la sua morte, la Piccola Casa ha continuato a espandersi, rispondendo alle necessità del momento.

La Struttura Organizzativa e la Comunità Sacerdotale

Le attività della Piccola Casa della Divina Provvidenza vengono realizzate grazie all’impegno congiunto dei religiosi appartenenti ai tre istituti - suore, fratelli e sacerdoti - fondati da San Giuseppe Cottolengo, dei laici volontari e del personale retribuito. Nel 1830 il futuro santo diede inizio a una congregazione di suore; verso la fine del 1833 si formò una comunità di religiosi laici, i Fratelli, e successivamente, nel 1839, una comunità di sacerdoti. Negli ultimi anni della sua vita, Cottolengo fondò anche monasteri di vita contemplativa. Queste tre comunità avevano lo scopo di coadiuvarlo e di continuare nel tempo a realizzare il suo ideale di carità.

Il santo vedeva nei poveri l’immagine più amabile di Gesù, e a guidarlo era una convinzione profonda, che ripeteva spesso a quanti operavano nella Casa: «I poveri sono Gesù e come tali bisogna servirli. Se voi pensaste, e comprendeste bene, qual personaggio rappresentano i poveri, di continuo li servireste in ginocchio».

L'Impegno dei Religiosi e dei Laici

La Piccola Casa, fin dai tempi della fondazione, si è costituita in diverse comunità di ospiti e di religiosi e ha realizzato una varietà di servizi prestati alle persone in stato di abbandono. Quello sanitario, di pronta accoglienza, il servizio a domicilio, l’istruzione e l’educazione. Tenendo fede agli insegnamenti del Santo Cottolengo, la Piccola Casa oggi risponde alle necessità dei bisogni più scoperti in linea con gli orientamenti delle politiche sociali odierne, privilegiando sempre le persone in situazione di maggior difficoltà. Nel servizio agli Ospiti viene prestata una particolare attenzione alla realizzazione globale della persona e ai processi di integrazione sociale.

Servizi di Accoglienza e Assistenza

La Piccola Casa della Divina Provvidenza persegue le proprie finalità attraverso l’allestimento e la gestione di servizi soprattutto in ambito socio-assistenziale, sanitario, educativo e attraverso l’attività pastorale. È un vasto complesso di ospedali, scuole e ricoveri per l'assistenza di anziani, malati, minori, tossicodipendenti e in genere poveri senza fissa dimora. Una vera e propria cittadella della pietà e della carità, retta da quasi due secoli esclusivamente dalla determinazione e dalla generosità di religiosi e volontari e dalle elargizioni di benefattori.

Esempio di Struttura Residenziale: La Casa di Trentola Ducenta

Foto di interni di una struttura residenziale Cottolengo (es. sala da pranzo o soggiorno)

Per fornire un'idea delle strutture di accoglienza, la casa "Cottolengo" di Trentola Ducenta dispone di ambienti organizzati per ogni gruppo di vita, includendo spazi dedicati alla zona giorno (sala da pranzo, soggiorno, angolo TV, terrazzo esterno e salotto per le visite) e camere singole o doppie con servizi interni per la zona notte. Tutti i locali sono climatizzati. La Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo di Trentola Ducenta ha ingresso sulla strada, con un cancello a livello strada non particolarmente ampio. Per favorire lo scambio di rapporti degli ospiti con familiari e amici, non sono stati stabiliti orari particolari di visita. In generale, parenti ed amici degli ospiti hanno libero accesso alle strutture Cottolengo negli orari di apertura.

La Presenza del Cottolengo nel Mondo

Mappa mondiale che mostra la presenza del Cottolengo

La Piccola Casa è presente in quattordici regioni italiane e persegue le proprie finalità attraverso l’allestimento e la gestione di servizi. I religiosi cottolenghini operano anche in alcuni paesi esteri organizzati in soggetti giuridici autonomi dalla Piccola Casa. Fin dalle origini, don Giuseppe Cottolengo manifestò il suo desiderio di raggiungere tutte le persone bisognose anche in altre località, al di fuori di Torino e dell’Italia.

Espansione e Adattamento ai Bisogni Attuali

Si sono così andate formando comunità in Svizzera, in India (negli stati del Kerala, del Tamil Nadu, del Karnataka, di Delhi, di Goa e di Uttar Pradesh), nel Continente africano (in Kenia, Etiopia, Tanzania), nell’America Latina in Ecuador e nell’America del Nord in Florida. La casa-madre di Torino ha dato vita a centinaia di succursali in Italia e nel mondo, dimostrando la continua espansione e adattamento dell'opera per rispondere ai bisogni più urgenti, mantenendo sempre al centro la carità di Cristo e il servizio ai più poveri e vulnerabili.

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