Il termine Costituzioni Apostoliche può riferirsi a diversi documenti di importanza ecclesiastica. Tra i più antichi, le Costituzioni Apostoliche (in latino Constitutiones Apostolorum, in greco Διαταγαὶ τ˜ων ἂγίων ἀποστόλων διὰ Κλήμεντος, Diatagaì ton àghíon apostólon dià Klémentos) sono un testo in otto libri redatto nel tardo IV secolo, precisamente fra il 375 e il 380. L'argomento canonico-liturgico trattato è concepito come un manuale di orientamento per il clero e in qualche misura per i laici, che sarebbe stato dettato direttamente dai Dodici Apostoli.

Il Fondamento Teologico della Santità e la Venerazione dei Santi
Il Maestro divino della perfezione e il modello, Cristo Gesù, che insieme al Padre e allo Spirito Santo «unico santo», amò la Chiesa come una sposa e diede se stesso per lei, per santificarla e renderla gloriosa ai suoi occhi. Pertanto, dato il precetto a tutti i suoi discepoli, affinché imitassero la perfezione del Padre, inviò lo Spirito Santo su tutti, che li muova internamente, affinché amino Dio di tutto cuore, e affinché si amino reciprocamente, allo stesso modo in cui lui li amò.
Invero la Chiesa, che fin dagli inizi della religione cristiana ha sempre creduto che gli Apostoli e i Martiri siano con noi strettamente uniti in Cristo, li ha celebrati con particolare venerazione insieme con la beata Vergine Maria e i santi Angeli, e ha implorato piamente l'aiuto della loro intercessione. Senza dubbio, avendo una tal moltitudine di testimoni, attraverso i quali Dio si fa presente a noi e ci parla, siamo attratti con grande forza a guardare il Regno suo nei cieli.
L'Ordinamento delle Cause di Canonizzazione: Storia e Procedura
Evoluzione Storica dell'Ordinamento
L'Ordinamento delle cause di canonizzazione, che il Nostro predecessore Sisto V affidò alla Congregazione dei Sacri Riti da lui stesso fondata, è stato sviluppato nel corso dei tempi da sempre nuove norme. Ciò avvenne soprattutto ad opera di Urbano VIII, che, insieme a Prospero Lambertini (poi divenuto Benedetto XIV) e raccogliendo anche esperienze del tempo passato, lasciò ai posteri l'opera intitolata Beatificazione dei Servi di Dio e canonizzazione dei Beati. Quest'opera rimase come regola per quasi due secoli presso la Sacra Congregazione dei Riti.
Il progresso delle discipline storiche, che ha fatto grandi passi nel nostro tempo, ha mostrato la necessità di arricchire la competente Commissione di uno strumento di lavoro più adeguato, per rispondere meglio ai postulati dell'arte critica. Per questo, il predecessore Pio XI, con la Lettera apostolica «Già da qualche tempo» (Motu proprio) pubblicata il 6 febbraio 1930, istituì presso la Sacra Congregazione dei Riti la «Sezione storica» e le affidò lo studio delle cause «storiche».
Paolo VI poi, con la Lettera apostolica «Sanctitas clarior» del 19 marzo 1967, stabilì che, anche nelle cause più recenti, si facesse un unico processo per quanto riguarda l'istruzione, cioè per raccogliere le prove, che il Vescovo istruisce, previo permesso tuttavia della Santa Sede.

Le Norme introdotte nel 1983
Dopo le più recenti esperienze, infine, è parso opportuno rivedere la via di istruzione delle cause e dare un ordinamento alla stessa Congregazione per le cause dei Santi, per venire incontro alle esigenze degli studiosi e ai desideri dei fratelli nell'Episcopato, che hanno più volte sollecitato l'agilità del modo di procedere, mantenendo tuttavia ferma la sicurezza delle investigazioni in una questione di tanta gravità. Le norme stabilite con questa Nostra costituzione cominciano ad entrare in vigore da oggi. Roma, San Pietro, 25 gennaio 1983, V anno del nostro Pontificato.
Competenze dei Vescovi Diocesani
Ai Vescovi diocesani o alle autorità ecclesiastiche e agli altri equiparati nel diritto, entro i confini della loro giurisdizione, compete il diritto di investigare:
- Circa la vita, le virtù o il martirio e fama di santità o martirio, i miracoli asseriti e, se è il caso, l'antico culto del Servo di Dio, del quale viene chiesta la canonizzazione, sia d'ufficio, sia su istanza dei singoli fedeli o di legittime aggregazioni e dei loro procuratori.
- Se da quanto fatto finora il Vescovo riterrà nella sua prudenza che si possa procedere oltre, faccia interrogare i testimoni addotti dal postulatore e gli altri che d'ufficio devono essere chiamati secondo il rito.
- Terminate le indagini, si trasmettano tutti gli atti in duplice copia alla Sacra Congregazione, insieme a un esemplare dei libri del Servo di Dio esaminati dai censori teologici con il relativo giudizio.
Il Ruolo della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi
È compito della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi, presieduta dal Cardinale Prefetto, con l'aiuto del Segretario, fare ciò che concerne la canonizzazione dei Servi di Dio, sia assistendo i Vescovi nell'istruire le cause con il consiglio e le istruzioni, sia studiando a fondo le cause, sia infine pronunziandosi con il voto.
La Figura del Promotor Fidei
Presso la Sacra Congregazione c'è un «Promotor fidei» o Prelato teologo, che ha il seguente compito:
- presiedere il Congresso dei teologi, in cui ha diritto di voto;
- preparare la relazione sullo stesso Congresso;
- partecipare alla Congregazione dei Padri Cardinali e dei Vescovi come esperto, senza tuttavia diritto di voto.
L'Esame della "Positio"
Nelle cause antiche e in quelle recenti, la cui indole particolare richiederà il giudizio del Relatore generale, la «Positio», una volta stesa, dovrà essere sottoposta all'esame dei Consultori esperti specifici della materia, perché esprimano il voto sul suo valore scientifico e sulla sua sufficienza all'effetto.

La Virtù nella Vita Cristiana: Principi e Pratica
Cristo come Modello di Perfezione e l'Amore di Dio
Cristo Gesù è il Maestro divino della perfezione e il modello, e il suo amore per la Chiesa è il fondamento. Dato il precetto a tutti i suoi discepoli di imitare la perfezione del Padre, inviò lo Spirito Santo che li muove internamente, affinché amino Dio di tutto cuore e affinché si amino reciprocamente.
Tutti tendono ad assomigliarsi a Dio e a tal fine purificano se stessi, non deviando mai da questo santo proposito. La giustizia è associarsi con legame perpetuo a Dio imitandolo perfettamente, portando ad anime perfettissime, che praticano virtù interne ed esterne quale mezzo di perfezione.
L'Importanza e le Qualità della Virtù
Qui risiede l'importanza data alla virtù dall'ascetica e mistica cristiana, che è radicata nella Fede. La virtù è per l'anima ciò che le scienze sono per l'intelletto. Essa attrae gli uomini ad amare, non si cura delle tristezze e delle ingiurie, non ha bisogno di essere ricco, si accontenta anche dell'uomo spogliato di tutto, e non teme un corpo meschino e deforme, né alcun danno. La virtù è armata e per ciò stesso è invincibile. Senza dubbio, "la gloria è la virtù", come proclama San Bernardo. Da questa madre, la gloria è feconda; senza questa madre, è gloria effimera, è bellezza fallace. La virtù è vivida sorgente di gioia, conferisce facilità e felicità, e rende eternamente beata, mostrando la varietà dei suoi vivaci colori. Ma ciò non basta: la virtù innalza dalle bassezze della terra verso il cielo, e a differenza di altre qualità che rimangono nascoste di giorno, essa si mostra nella prosperità e non può far a meno di mostrarsi nelle avversità. L'uomo virtuoso è un cielo, e la virtù soprattutto rende angeli, se non per natura, certo per volontà.

La Caduta dell'Uomo e la Natura del Peccato
Il primo grande dono uscito dal cuore del Padre che sta nei cieli fu l'uomo creato a sua immagine e somiglianza, nello stato di giustizia originale con la grazia santificante. La morte è un castigo tremendo, ma infinito è il bene connesso con la fedeltà e la somiglianza soprannaturale di Dio Santificatore. La nostra sventura non cessò qui. Il Decalogo e la condotta empia mostrano le tenebre nel cuore stolto dell'incorruttibile, portando alla venerazione di volatili, quadrupedi e rettili. Ciò conduce a sentimenti reprobi e a fare ciò che non si deve, non solo compiendo tali azioni, ma anche approvando chi le fa. Tra i peccati che gridano ci sono la privazione della grazia altrui, l'ostinazione nei peccati e l'impenitenza finale, considerati peccati contro lo Spirito Santo. Come il corpo muore per la morte fisica, così l'anima muore per il volontario consenso. Come il corpo viene portato alla sepoltura per l'opera cattiva, così l'anima per la pessima abitudine. La divisione tra voi e il vostro Dio è un masso.
Le Virtù e l'Apostolato Salesiano
L'importanza della virtù è fondamentale nel difficile compito di educare e formare cristianamente i giovanetti. Don Bosco e i Salesiani furono tra i primi a praticarla, vivendo una vita virtuosa e santa. La scuola di Don Bosco era tale che si diceva: "aveva più viva della sua conversazione". Egli stesso era un miracolo di azione e di opere, una non interrotta serie di miracoli, che testimonia la preziosità della virtù. Tra virtù e apostolato è evidente un legame inscindibile, in quanto il nostro Santo Fondatore, secondo il Vangelo, «incominciò a fare e a insegnare». Le virtù proprie dello spirito e dell'apostolato salesiano sono essenziali per servire i giovani, anche nel nostro stesso ordinario lavoro. L'apostolato specifico tra la gioventù richiede speciali ed elette virtù.
DOCUMENTARIO del COLLE DON BOSCO
La Formazione del Carattere: Intelletto, Volontà, Affetti
La Coltivazione dell'Intelletto
L'intelletto umano, paragonato al sole, illumina e misura la nobiltà e la perfezione, rendendolo il più meraviglioso e preziosissimo dono del Creatore. Dobbiamo perfezionare noi stessi mediante lo studio e coltivare l'intelligenza dei giovanetti da noi beneficati. Il nostro santo Fondatore nel Regolamento per gli Allievi (Capo II, Dell'accettazione, art. 5) poneva attenzione anche alla pensione per liberarsene. È necessario dominare la fantasia troppo esaltata e, in alcuni casi, ricorrere a cure speciali da parte del Superiore e anche del medico specialista.
La Forza della Volontà
La volontà è fondamentale nella formazione. I giovani dovevano fare «come i ballerini sulla corda», che portano il piombino e poi camminano senza guardare né a destra né a sinistra, perché il piombino è la volontà di far bene. La volontà, se instabile, può compromettere le più grandi speranze. Coloro che hanno una volontà ferma non si tirano indietro e progrediscono nel bene, quantunque non paia tanto ardente e infervorato in esso. La volontà deve essere risoluta e ferma nella docilità alla ragione e alla Religione, specialmente in confessione, per non essere propensi verso la terra.
La Disciplina degli Affetti
Tutto il cuore consiste in quattro principali affetti. Dobbiamo coltivare affetti più sani e più generosi. Don Bosco mostrava per i suoi alunni un cuore di padre, basando il suo approccio sull'amorevolezza (Regolamento, art. 305). È fondamentale il candore verginale, la mirabile purezza e semplicità di costumi. Il pensiero di Sant'Agostino insegna che in ogni virtù vi è un amore ordinato, e che l'ordine nell'amore è la virtù, mentre il peccato è il disordine dell'amore. È bene essere amici di tutti o di nessuno, evitando predilezioni e relazioni particolari fra i compagni che possono far trovare gli amici impigliati nel laccio senza che se ne accorgano.
La Custodia dei Sensi e la Lotta contro le Cattive Abitudini
L'uomo che vive la vita dei sensi è anche curioso, non si sazia di vedere, né mai è pieno l'orecchio d'ascoltare. Ci furono nobili richiami alla custodia dei sensi: "sii astinente, non soltanto le mani, ma anche gli occhi e la lingua". La debolezza umana spesso deriva da numerose colpe e negligenze personali. La via della perfezione richiede di interrogarsi sulla propria passione dominante e su come la si combatte.
Dobbiamo affrontare le cattive abitudini, che sono i difetti che ciascuno ha. Piccoli difetti, come un "capello che cresce" (ad esempio, fumare nascostamente, bere un bicchierino, calunniare), se non "tagliati" con la buona educazione o la confessione, diventano "corde" che tirano alla rovina. Le tentazioni assaltano e, se si cede, ecco la corda, e che corda! La frequenza ai Sacramenti è un antidoto essenziale. Il demonio non riuscirà ad afferrarvi e a strascinarvi se si ha buona volontà. Le Costituzioni salesiane ammoniscono a non contrarre abitudini di nessun genere, neanche di cose indifferenti. Il nostro corpo è insaziabile: quanto meno gli si dà, meno egli domanda, seguendo le indicazioni del medico. Le responsabilità in questo incombono in gran parte sui superiori, ma anche i sudditi devono cooperare. Senza questa cooperazione, la natura umana farà sì che si perdano tante virtù.

La Coscienza Morale e l'Azione Virtuosa
L'atto umano, non un mero atto dell'uomo, è quello compiuto con avvertenza della mente e da deliberato consenso della volontà, e può essere mortale. Dobbiamo ripudiare tutto ciò che è contrario alla legge di Dio e le soddisfazioni pericolose, temerarie e benanche illecite, per evitare i maggiori derivanti dalla sua temerarietà. Le azioni che si fanno hanno relazioni con la natura umana, la quale, meno si dedica al suo dovere, più disonora se stessa.
L'atto, considerato in concreto, ha varie relazioni: con il primo principio e l'ultimo fine. Per conseguire il suo fine, gli atti possono divenire buoni se compiuti per un fine buono. I nostri atti sono mezzi per ottenere il fine voluto. Un atto in se stesso buono può essere viziato nel suo fine o nel suo modo. L'apostolato salesiano, la pietà (art. 101) e l'importanza del Confessore stabile a cui aprire ogni segretezza del cuore sono elementi chiave. Occorre seguire con attenzione le prediche e le istruzioni morali, il Catechismo, e che il vizio sia biasimato. Avere a che fare con una coscienza retta, delicata e senza scrupoli è preferibile a una coscienza imbrogliata. Dobbiamo poter sempre rispondere affermativamente alla domanda se abbiamo una coscienza retta.
Il Giusto Mezzo e la Prudenza nelle Virtù
Ogni virtù è come un fiore che espande un suo particolare profumo. Difatti, tutte le virtù si trovano fra due estremi, tra il troppo e il troppo poco. Non è pazienza l'indifferenza colpevole. Non si può definire umile chi non cerca profitto spirituale e la sua eterna salvezza. È necessario attendere al proprio ufficio perché torni gradita la devozione, o contemperare una virtù con le altre. La prudenza suggerisce di applicare opportunamente il castigo o di sospendere un'azione virtuosa per compierne un'altra più urgente e necessaria a beneficio del prossimo. Il giusto mezzo dipende dalla qualità di colui che agisce: ciò che per l'uno è troppo, per l'altro è troppo poco. La virtù non si perde mai nella stranezza e nella follia, né in esagerazioni che offendono la retta ragione, ma opera ciò che è conforme alla nostra ragione e al bene. I suoi atti non possono più dirsi virtuosi se non cercano questo equilibrio. La virtù illumina e il corpo acquista candore di vita dalla incorruzione della verginità. Nel cuore la regale porpora è per il cielo.
La Via della Perfezione e il Ruolo della Grazia Divina
È fondamentale far nascere e crescere in noi le virtù, specialmente quelle native alla virtù della pietà. È la grazia di Dio che ci permette di resistere alle tentazioni con energia e successo. La lotta personale, unita alla preghiera, è indispensabile per progredire nel cammino della perfezione. San Tommaso d'Aquino spiega che il Maestro divino ci fortifica con il suo aiuto, e l'espressione di San Paolo indica un progresso nelle virtù.
La conoscenza della verità meriterebbe già la nostra riconoscenza, poiché nel pensiero è la verità. Coltivare giovanetti studenti e giovani artigiani e agricoltori, fornendo loro gli strumenti più appropriati, è essenziale. Questo rientra nello splendore del vero e del bello, coltivando l'intelletto pratico e la vita intellettuale.
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