Santa Maria Capua Vetere: Un Viaggio nella Storia e nell'Archeologia

Santa Maria Capua Vetere, spesso abbreviata in Santa Maria C. V. o S. M. C. V., è un luogo ricco di storia e cultura, eretto come comune con il nome di Santa Maria Maggiore nel 1806 e assumendo la denominazione attuale con Regio Decreto n. 802 del 24 settembre 1863. La cittadina sorge sulle rovine dell’antica città di Capua, come testimoniano numerosi resti di architetture, monumenti ed edifici antichi, rendendola una destinazione imperdibile per chi desidera esplorare le meraviglie dell'antica civiltà romana.

Nel punto in cui sorgeva il piccolo insediamento osco di Volturnum, gli Etruschi fondarono Capua, che divenne capitale di una federazione di città, la cosiddetta dodecapoli campana. Il suo territorio, riparato dal Monte Tifata e situato a poca distanza da una grande ansa del fiume Volturno, era particolarmente fertile, tanto che i Romani lo consideravano "FELIX" (ferace), estendendo poi il concetto dalla natura all’intera Campania. Santa Maria Capua Vetere si presenta oggi come uno dei tanti vivaci centri che popolano l’affollata pianura Campana. Oltre alle attività agricole di antica tradizione, nel tempo si sono affiancate molte industrie (ora in gran parte dismesse). È, inoltre, un importante polo terziario che ospita il tribunale, altri enti territoriali, facoltà universitarie di primaria importanza dell'Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, nonché notevoli attività commerciali e moderni centri culturali.

La Storia Millenaria di Antica Capua

Origini e Dominazioni Pre-Romane

La base dello sviluppo della futura Capua, la cui urbanistica fu ampliata nei secoli successivi dagli Osci e dagli Etruschi, risiede nella scoperta di vari villaggi di tipo Villanoviano e nella loro successiva fusione in un unico abitato. Passata sotto il dominio dei Sanniti nel corso del IV secolo, la città diventò addirittura - secondo lo storico romano Tito Livio - la più grande e ricca d’Italia. La storia trimillenaria della città si snoda attraverso una serie ininterrotta di splendori e di miserie, di grandezza e di rovine. L’aspetto attuale della cittadina nasconde la sua origine tanto antica, ma alcune testimonianze permangono irriducibili.

Capua Romana: L'Altera Roma

I rapporti tra Capua e Roma conobbero varie crisi, come nel corso della Seconda Guerra Punica, quando la città accolse il condottiero cartaginese Annibale che, approfittando della ricchezza e della prosperità del luogo, vi trascorse con il suo esercito il periodo dei proverbiali "ozi di Capua". In seguito, i Romani punirono duramente la città per essere passata dalla parte del nemico, conquistandola nel 211 a.C. e privandola di ogni autonomia politica e amministrativa. Questa autonomia fu parzialmente ristabilita solo ai tempi di Cesare, che ne fece una colonia chiamata poi da Augusto "Colonia Julia Augusta Felix". Da allora fino alla caduta dell’impero, Capua rimase la città più importante e ricca dell’Italia meridionale. Cicerone nel I secolo a.C. la definì "Altera Roma", l'altra Roma.

Mappa dell'antica Capua con le principali aree archeologiche

Il Cristianesimo Primitivo

A dare linfa alla città fu il seme nuovo del Cristianesimo. La tradizione racconta che San Pietro, diretto a Roma e proveniente da Antiochia, dopo una sosta a Napoli sarebbe arrivato a Capua dove consacrò Vescovo Prisco (uno dei 72 discepoli di Cristo e, forse, padrone del cenacolo di Gerusalemme), affidando a lui la cura della nascente comunità della chiesa Capuana. San Prisco fu martirizzato nel 64 d.C. Da allora decine di martiri gettarono le fondamenta delle prime comunità cristiane di questa antica terra. Non a caso si svolse a Capua il Concilio Mariano del 391-392 e, in occasione del XVI centenario, Giovanni Paolo II, il 24 maggio 1992, lo ha voluto celebrare con la sua solenne visita. Addirittura S. Ambrogio di Milano definì questa città "Portum Tranquillitatis".

Declino e Rinascita Medievale

Durante la tarda antichità e l’alto medioevo, la posizione di Capua - un tempo rinomata per la sua salubrità - si rivelò troppo vulnerabile. Devastata dai Vandali di Genserico nel 456, la città fu distrutta nuovamente durante un’incursione dei Saraceni nell’841. L’Antica Capua venne distrutta a seguito di incursioni Vandaliche prima e successivamente saracene nell’841 d.C., dopo oltre 16 secoli di storia. La popolazione poco alla volta l’abbandonò a favore di un insediamento omonimo, l'attuale Capua, in un luogo più arroccato e difendibile, protetto dall’ansa del fiume. In una notte dell’anno 787 sarebbe rimasto, nella chiesa di S. Maria Maggiore, Carlo Magno, allora re dei Franchi, che aveva deciso di punire Arechi, principe di Benevento, colpevole di ribellione. Il principe fu salvato per intercessione del vescovo di Capua e dei vescovi delle vicine diocesi. Nell’841, in seguito alla quasi totale distruzione della città eseguita da bande di Saraceni assoldate da Radelchi, la popolazione superstite restò aggregata alla chiesa di S. Maria Maggiore, e lentamente la città si ricostituì intorno alle basiliche cristiane. Il culto e la devozione diventavano sostegno e protezione per la città e per la sua popolazione. Sul luogo della città antica, intorno alla chiesa di S. Maria Maggiore (l’attuale Duomo), si formò un piccolo nucleo che solo nel 1315 assunse il nome di Santa Maria Maggiore e fu designata come "Casale" di Capua. L’abitato moderno cominciò lentamente a rinascere a partire dal XII secolo con la nascita di tre diversi casali attorno alle basiliche cristiane di S. Maria Maggiore (o detta dei Surechi), S. Pietro in Corpo e S. Pietro ad Baiam.

Dal Periodo Angioino all'Unificazione d'Italia

Con il periodo Angioino il casale di S. Maria Maggiore cominciò ad acquistare una certa preminenza rispetto ad altri casali di Capua (città rifondata nel 856 dai Longobardi sull’antica Casilinum). Infatti, Re Roberto il Saggio, nacque a S. Maria nel 1278 e fu battezzato l’anno dopo nella chiesa di S. Maria Maggiore. I sovrani d’Aragona nel XV secolo amavano venire a S. Maria alla festa che si celebrava in onore della Madonna Assunta. Per la costruzione della vicina reggia di Caserta molte famiglie nobili vi si stabilirono dando uno sviluppo economico e sociale. Il 1° ottobre 1860 si svolse alle porte della città la Battaglia del Volturno, con la quale Garibaldi mise fine al regno Borbonico e consentì l’unificazione nazionale. Santa Maria fu uno dei centri di diffusione delle idee democratiche e repubblicane: il sammaritano Errico Malatesta rappresenta uno dei maggiori esponenti del pensiero anarchico.

Sviluppo Moderno

Dal Novecento ad oggi la cittadina è passata da un’economia agricola gestita da una borghesia agraria ad un’economia post-industriale catapultata nell’era della globalizzazione senza un’adeguata preparazione. La cittadina si è estesa nell’arco degli anni, prima verso nord (direzione Sant’Angelo in Formis) e quindi verso sud (direzione Aversa-Napoli, principalmente nella zona di Sant’Andrea dei Lagni) e relativamente meno nella direzione est-ovest, contribuendo a rendere un’unica conurbazione il percorso Capua - Caserta, attraversato dall’Appia (SS 7), nonché dalla ferrovia Roma-Cassino-Napoli.

Il Circuito Archeologico di Santa Maria Capua Vetere

Un’altra meraviglia che non bisogna assolutamente farsi scappare è il circuito archeologico di Santa Maria Capua Vetere, che vanta al suo interno uno dei più antichi anfiteatri di epoca romana ed il secondo in ordine di grandezza, superato soltanto dal Colosseo. Contrariamente a quanto ritenuto dagli archeologi del secolo scorso (Heurgon, Beloch, ecc.), la Capua antica, a seguito dei rinvenimenti nel corso di questi ultimi decenni, ha dimostrato di essere molto più estesa come abitato urbano, mettendo in discussione il perimetro delle mura stabilito dai vecchi studiosi e confermando la descrizione in parte fatta da Giacomo Rucca nella fine dell’Ottocento. L’Antica Capua fu anche il luogo d’origine della rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco.

Anfiteatro Campano di Capua

L'Anfiteatro Campano di Capua, secondo in ordine di grandezza tra tali tipi di monumenti nell’Italia antica dopo il Colosseo, fu innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. Fu popolarissimo per i combattimenti dei gladiatori ed, infatti, l’antica città di Capua divenne famosa per la vicenda del ribelle Spartaco. Con i suoi sotterranei perfettamente conservati e con i musei annessi, in cui è possibile ammirare i reperti provenienti dall’anfiteatro e dalle tombe sannitiche circostanti, è davvero uno spettacolo da non perdere, anche perché è proprio qui che sorgeva l’antica scuola di gladiatori da cui prese piede la celebre rivolta di Spartaco. Dopo la distruzione della città nell’841 d.C. ad opera dei Saraceni, venne trasformato in una fortezza.

Come funzionava realmente il Colosseo

Museo dei Gladiatori

A poca distanza dall’anfiteatro si trova il Museo dei Gladiatori, con ricostruzioni e disegni illustranti gli spettacoli che si svolgevano nell’anfiteatro e alcune delle splendide balaustre che separavano tra l’oro i diversi settori delle gradinate. Sono esposti anche elmi in bronzo da gladiatore.

Mitreo

Da visitare anche il Mitreo sotterraneo, luogo di culto del Dio Mitra sorprendentemente ben conservato. È un sacello dedicato al culto di Mitra, antica divinità di origine persiana, e costituisce uno dei maggiori esempi tra i rari santuari mitraici con decorazione pittorica. Si tratta di un tempio sotterraneo, il cui culto, di origine orientale, si diffuse in età imperiale in tutta la penisola italica, soprattutto tra i soldati dell’esercito romano. Scoperto nel 1922, il Mitreo si compone di una sala sotterranea con banchi per i fedeli disposti sui lati lunghi. Gli affreschi che decorano l’ambiente, costituiscono il ciclo più completo che si conosca sul culto della divinità.

Affreschi interni del Mitreo di Santa Maria Capua Vetere

Museo Archeologico dell’Antica Capua

Il Museo Archeologico dell’Antica Capua raccoglie i materiali rimessi in luce nel corso degli scavi effettuati nella seconda metà del XX secolo in quello che fu il territorio di Capua. Vi sono reperti dell’età del Bronzo, una serie di corredi tombali comprendenti bronzi e ceramiche etrusche di epoca orientalizzante, del periodo arcaico e di quello classico, nel quale convivono elementi greci e campani. La dominazione sannitica rivive attraverso reperti provenienti dalle cosiddette tombe dipinte. Ai secoli che vanno dalle guerre di Annibale alla deduzione della colonia da parte di Cesare, avvenuta nel 59 a.C., è dedicata un’apposita sala.

Altri Siti Archeologici e Monumenti

  • Anfiteatro repubblicano: Costruito prima dell’Anfiteatro Campano, è uno dei più antichi anfiteatri d’Italia e a questo luogo è legata la figura dello schiavo Spartaco.
  • Arco di Adriano: Imponente arco trionfale di epoca romana.
  • La Conocchia e le Carceri Vecchie: Si tratta dei due sepolcri romani meglio conservati di tutto il territorio. Il primo, riconoscibile a destra in un piccolo giardino tra case e capannoni, è la cosiddetta Conocchia, già restaurata sotto Re Ferdinando IV e formata da un corpo quadrangolare dai lati curvilinei e torrette angolari su cui poggia un tamburo. Avanti a sinistra sorgono le Carceri Vecchie, il maggior edificio funerario della regione, chiamato così a causa della credenza popolare che voleva che qui venissero reclusi i gladiatori. Il mausoleo è articolato in due corpi cilindrici sovrapposti (in quello inferiore, semicolonne si alternano a nicchie), ed è sovrastato dalla chiesetta ottocentesca della Madonna della Libera.
  • Officina dei Bronzi: Scoperta nel 1992, questa installazione si trovava sotto ambienti adibiti a deposito di botteghe e fu realizzata nel I secolo d.C. per produrre piccoli oggetti di bronzo.
  • Domus di Confuleius e Domus di Via Degli Orti: Quest'ultima conserva una sala da banchetto estiva pavimentata con lastre di marmo, di fronte alla quale si trova una fontana monumentale.

Punti di Interesse Culturali e Moderni

Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore è il duomo della città e ha origini molto antiche: fondata nel V secolo dal vescovo di Capua San Simmaco (patrono di Santa Maria Capua Vetere), venne ampliata nell’VIII secolo con l’aggiunta di due navate esterne che si sommarono alle tre originarie. Altre trasformazioni avvennero nel 1666 - con l’aggiunta dell’abside attuale - e poi nel ’700 e nell’800. All’interno, le navate, decorate in stile barocco, sono sostenute da una selva di colonne di diversa fattura, tutte provenienti da templi e monumenti della città antica.

Museo del Risorgimento

Il Museo del Risorgimento di Santa Maria Capua Vetere, allestito in piazza Angiulli nell’ex convento degli Agostiniani (edificio che ospitò anche un carcere minorile), possiede una delle più importanti raccolte dedicate al Risorgimento italiano nel Meridione. Il nucleo principale della collezione è frutto delle ricerche intraprese da Ernesto Papa, ispettore onorario dei monumenti e scavi a Santa Maria Capua Vetere, che nel 1910 passò al setaccio, alla ricerca di cimeli, tutte le località in cui si erano svolte le azioni della battaglia del Volturno.

Teatro Garibaldi e Piazza Bovio

Il Teatro Garibaldi, opera di Antonio Curri, è la sede di numerosi eventi artistici e si affaccia su Piazza Giovanni Bovio, dove si trova anche il Liceo classico Cneo Nevio.

Piazza Mazzini e Villa Comunale

Il centro di Santa Maria Capua Vetere è collocato idealmente in Piazza Mazzini, caratterizzata da un ampio giardino e da una fontana ornata da leoni. Secondo la tradizione, questo spazio urbano corrisponderebbe all’antica agorà Seplasia, la piazza più importante della città antica. La Villa Comunale, al cui centro si innalza il Monumento ai Garibaldini, offre un ulteriore spazio verde.

Altri Musei

  • Museo delle Carrozze
  • Museo civico e archivio storico di Santa Maria Capua Vetere

Passeggiate e Sapori Locali

Il corso principale di Santa Maria Capua Vetere, Corso Garibaldi, offre tante occasioni per fare una passeggiata e intrattenersi in qualche locale per una dolce pausa. Le numerose pizzerie, pub e ristoranti circostanti permettono di gustare le tante e genuine eccellenze del territorio.

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