Vita e opere di Roland Breytenbach

Nonostante la vasta ricerca condotta, le informazioni specifiche sul sacerdote Roland Breytenbach non sono reperibili nel testo fornito. Il testo si concentra principalmente su un'analisi della storia della religione, la psicologia del cristianesimo delle origini, e il teatro rinascimentale, senza menzionare direttamente un sacerdote di nome Roland Breytenbach.

Contesto della ricerca religiosa e psicologica

Il documento fa riferimento a studi sulla psicologia della religione cristiana delle origini, citando il lavoro di Gerd Theissen e il suo libro "Vissuti e comportamenti dei primi cristiani: Una psicologia del cristianesimo delle origini". Questo libro è dedicato alla Facoltà Teologica Protestante dell'Università Mare Bloch di Strasburgo.

Programma di una dilucidazione psicologica della religione

Un programma di dilucidazione psicologica della religione ha una tradizione ad Heidelberg. All'inizio del secolo scorso (1904-1909), si riunirono nell'Eranos-Kreis studiosi come Albrecht Dieterich e Adolf Deissmann, interessati all'analisi scientifica della religione e della storia della religione. Fecero parte di questo circolo anche Max Weber ed Ernst Troeltsch. In tale contesto, Eberhard Gothein tenne una conferenza sulle «Possibilità di una psicologia storica».

Dopo la prematura morte di Albrecht Dieterich, il circolo si sciolse. Adolf Deissmann si trasferì a Berlino, dove permise a un giovane esegeta del Nuovo Testamento, Martin Dibelius, di conseguire l'abilitazione alla libera docenza, con un lavoro sulla vocazione di Paolo sotto l'aspetto storico e psicologico. Nel 1915, Martin Dibelius fu chiamato ad Heidelberg.

Contributi recenti ad Heidelberg

Negli ultimi venticinque anni, ad Heidelberg sono emersi diversi contributi per una psicologia della religione cristiana delle origini:

  • Il lavoro di Gerd Theissen, "Psychologische Aspekte der paulinischen Theologie" (1983), che utilizza le conoscenze teoretiche sull'apprendimento, le conoscenze psicologiche e cognitive della psicologia moderna.
  • Il saggio di Klaus Berger, "Historische Psychologie des Neuen Testaments" (1991), che rinuncia deliberatamente alle conoscenze teoretiche della psicologia attuale.
  • Le tesi di laurea di Thea Vogt su "Angst und Identität im Markusevangelium" (1993) e di Martin Leiner sulla legittimazione di un'esegesi psicologica: "Psychologie und Exegese" (1995).

Questi lavori hanno contribuito a portare avanti in modi diversi le istanze dell'Eranos-Kreis.

Cosa pensava SIGMUND FREUD della religione?

La psicologia della religione cristiana delle origini

La realizzazione del desiderio di Gerd Theissen di scrivere una psicologia della religione del cristianesimo delle origini è stata resa possibile da un anno di ricerche nell'ambito dell'Heidelberger Altertumswissenschaftlichen Kolleg (Simposio di Heidelberg sull'antichità) nel 2005/6. In questo contesto, Theissen ringrazia i promotori, prof. Tonio Hölscher e prof. Stefan Maul, e i colleghi partecipanti.

Il libro è nato da un dialogo tra esegesi neotestamentaria e antropologia culturale, con scambi avuti con il prof. Thomas Hauschild (Tubinga) e il dr. Christian Strecker (Neuendettelsau). È stato anche arricchito dallo studio dell'opera di Nasir Khusraw (1004-1077 d.C.), teologo islamico, e da contatti con l'islamologo prof. Lutz Richter-Bernburg (Tubinga).

Theissen esprime gratitudine anche al prof. Nils G. Holm (Psicologia della religione, Åbo), al prof. Joachim Funke (Psicologia generale, Heidelberg), al prof. Hermes Kick (Psichiatria e Etica medica, Mannheim), al prof. Martin Leiner (Teologia sistematica, Jena) e alla prof.ssa Petra v. Gemünden (Teologia biblica, Augusta) per i loro preziosi contributi.

Simposio sull'antichità e discussioni

Il simposio sull'antichità ha permesso di discutere problemi di una psicologia della religione cristiana delle origini in un gruppo di esegeti del Nuovo Testamento. Theissen ringrazia per queste stimolanti discussioni il prof. Pierre-Yves Brandt (Losanna), il prof. Pieter Craffert (Pretoria), il dr. Istvan Czachesz (Groninga), la prof. Petra v. Gemünden (Augusta), il prof. Gudrun Guttenberger (Hannover), il dr. David G. Horrell (Exeter), Anke Inselmann (Augusta), il dr. Dieter Mitternacht (Lund), il dr. Christian Strecker (Neuendettelsau), il dr. Bernhard Mutschler (Heidelberg), il prof. Takashi Onuki (Tokyo) e Kristina Wagner (Heidelberg).

I contributi di questo simposio saranno pubblicati in un volume in collaborazione con l'editrice Gütersloher Verlagshaus. Theissen ringrazia Diedrich Steen per aver curato la pubblicazione di entrambi i volumi.

Per la stesura e la rifinitura del libro, Gerd Theissen è stato aiutato dagli studenti Ines Pollmann, Corina Cloutier, Eric Weidner e dalla sua segretaria, signora Elfriede Lucius. Kristina Wagner ha curato lo stile dei manoscritti.

Theissen ringrazia in particolare la moglie, dr.ssa Christa Theissen, laureata in psicologia dello sviluppo e psicoterapeuta, per le numerose conversazioni su conoscenze e teorie psicologiche. Le attribuisce il merito di aver mantenuto vivo il suo interesse per la psicologia. Il libro è dedicato alla Facoltà protestante dell'Università Mare Bloch di Strasburgo, che nel maggio del 2006 gli ha conferito il titolo di dottore honoris causa.

Problematiche e metodica di una psicologia della religione cristiana delle origini

La nascita del cristianesimo è uno dei problemi più affascinanti della storiografia, e ancora non è pienamente compreso cosa nel I secolo d.C. divenne l'informazione culturale fondamentale della nostra storia sotto forma di una nuova religione. Una delle cause è che la psicologia della religione cristiana delle origini non è stata finora una parte costitutiva delle scienze bibliche e di una continua tradizione di ricerche, esistendo solo in frammenti e spunti.

Il compito della psicologia della religione cristiana delle origini è descrivere, inquadrare, comprendere e spiegare il comportamento e l'esperienza religiosa dei primi cristiani. Le difficoltà principali sono la mancanza di informazioni e le obiezioni fondamentali riguardo alle possibilità di applicazione della psicologia alla storia e la trascuratezza dello studio psicologico della religione. La psicologia storica e la psicologia religiosa sono più visioni affascinanti che progetti realizzati.

La psicologia è la scienza del comportamento e del vissuto dell'uomo. Le basi di una metodica psicologica rigorosa furono poste da Wilhelm Wundt (1832-1920), che sostenne un pluralismo metodico, fondando la psicologia sperimentale ma riconoscendo che essa coglie solo processi momentanei. Le manifestazioni superiori della vita psichica, come l'éthos e la religione, erano per lui oggetto della "psicologia dei popoli".

Assunti di base

Gli assunti di base per una psicologia della religione cristiana delle origini includono:

  1. La differenziazione dei vissuti e dei comportamenti religiosi nella prima antichità.
  2. L'ipotesi di quattro fattori della religiosità: esperienza, mito, rito ed éthos.
  3. L'ipotesi di due gradi della realtà religiosa: la religiosità normale e la religiosità limite o estrema.
  4. L'ipotesi dell'esistenza di due correnti religiose estreme nel cristianesimo delle origini: il radicalismo profetico e la gnosi mistica.
  5. L'ipotesi di un'integrazione cristologica delle molte varianti del vissuto e del comportamento religioso nel cristianesimo delle origini.

L'invenzione dell'uomo interiore e i fattori della religione

L'anima, che il mondo moderno ha "smarrito", fu "inventata" molto tempo fa. La riflessione dell'uomo su se stesso avvenne originariamente attraverso "anime esteriori", non localizzate nell'uomo. Solo attraverso l'interiorizzazione dell'anima esterna e la concentrazione delle forze interiori nacque l'"anima" come unità interiore. Nel primo capitolo si studierà l'invenzione dell'interiorità come centro unitario nel "tempo assiale" e il rinnovamento dell'"uomo interiore" nel cristianesimo delle origini. L'uomo costruì un mondo ordinato tramite la propria autointerpretazione, e le irruzioni in questo mondo divennero esperienze dirompenti, differenziando le esperienze religiose normali da quelle limite. Questo è riconoscibile nell'antico giudaismo con la sapienza esperienziale e i profeti, e nella cultura greca con la filosofia e la tragedia. Nel cristianesimo delle origini, si cercherà una differenziazione simile in varianti religiose normali e limite, una tensione che forse spiega il dinamismo storico che portò alla fondazione di una nuova religione.

Grafico sui fattori della religione

Quattro fattori della religione: esperienza, mito, rito ed éthos

Non esiste una definizione riconosciuta della religione, anche a causa della sua apparente "dissoluzione" nella secolarizzazione. La secolarizzazione è un'individualizzazione e una "frammentazione" della religione, i cui diversi fattori si autonomizzano. Questi fattori sono: esperienza, mito, rito ed éthos.

Il teatro nel Rinascimento e le riscritture bibliche

Nel panorama socioculturale del Rinascimento, la pubblicazione e l'esegesi della Bibbia in edizione moderna non fu destinata solo alla pratica devota ma riscosse anche l'interesse degli eruditi. Da tale attitudine scaturisce un multiforme indirizzo di rilettura del "grande codice" che si estende anche al teatro. Ne sono un esempio opere come il "Christus" di Coriolano Martirano, che innesta il tema della Passio in una tragedia di impianto classico. Questa tragedia, sebbene testimone di un sincretismo tra classicismo e cristianesimo, si mostra già protesa alla ricezione della materia biblica in ambito letterario. Nonostante l'aderenza al modello aristotelico, come altri esempi coevi, quello di Martirano non è uno scritto drammaturgico "progettato" per la scena, essendo piuttosto un esercizio di stile, frutto degli interessi classicistici del dotto prelato.

Coriolano Martirano (Cosenza, 1503 - Napoli, 27 agosto 1557) fu designato vescovo di S. Marco Argentano nel 1530 e partecipò al Concilio di Trento. Sostituì a Napoli il fratello Bernardino nel ruolo di segretario imperiale di Carlo V. Si occupò di erudizione, traducendo in latino opere di Euripide, Sofocle, Eschilo, Aristofane, Apollonio Rodio e Omero, pubblicate a Napoli nel 1556. La sua produzione letteraria è probabilmente molto più vasta di quella edita. Le notizie sulla sua vita sono scarse, limitate a un volume di Epistolae Familiares. Non del tutto convinto di pubblicare i suoi scritti, Martirano meditò di distruggerli; ciò che è stato pubblicato è frutto delle cure del nipote Mario, che nel 1556 fece stampare a Napoli da Simonetta le traduzioni in latino delle tragedie "Medea", "Baccanti", "Fenicie", "Ippolito", il dramma satiresco "Ciclope" di Euripide; "Prometeo" di Eschilo; "Elettra" di Sofocle; le commedie "Pluto" e "Nuvole" di Aristofane; i primi dodici libri dell'Odissea, la Batracomiomachia e il primo libro delle Argonautiche di Apollonio Rodio; e il "Christus". La figura stessa dell'autore, caduta nell'oblio dopo la sua morte, fu riportata in auge solo nell'Ottocento.

La composizione del "Christus" risalirebbe al 1542. Tra le fonti, la tragedia di Martirano mostra congruenze con il "De morte Christi domini ad mortales lamentatio", carme sacro composto da Jacopo Sannazaro tra il 1500 e il 1505, probabilmente conosciuto da Martirano. Sarà la drammaturgia e la pratica scenica dei Gesuiti, affermatasi di lì a poco, a prospettare la piena realizzazione di quegli indirizzi di rilettura che traducono in drammaturgia i testi sacri, le figure bibliche in personaggi agìti, i luoghi della predicazione in apparati scenici costruiti sulla fusione tra cicli figurativi e immagini liturgiche, la rappresentazione teatrale congiunta alla pratica pedagogia devozionale.

Illustrazione del teatro gesuita

Riscritture di Susanna nell’oratorio latino

In età rinascimentale, la storia biblica di Susanna fu rivestita dalle forme musicali del mottetto e del madrigale (Palestrina, Willaert, Di Lasso) e delle chansons spirituelles francesi (Didier Lupi). Nel secolo successivo, entrò a pieno titolo nel tempio dell’oratorio: cantando in volgar lingua la "Susanna" dello Stradella (Modena, 1681), e nell’idioma latino la "Susanna a propheta Daniele vindicata" (Roma, 1698) del canonico Antonio Giovanni Magnani. Questa "Susanna latina" di Magnani, accademico infecondo come pure lo fu Arcangelo Spagna, l’indefesso riformatore del nuovo stile oratoriale, proprio nella sua vocazione melodrammatica si pone in linea di coerenza e di continuità con le derive operistiche del suo tempo. L'evidente tensione verso il gusto e la scena erotica, espressione di una irresistibile vocazione dell’oratorio di fine Seicento a cogliere le "sconcezze" del teatro profano, ha condizionato la scrittura del Magnani, vincolandola a un corollario di stilemi e motivi della tradizione letteraria di argomento erotico-amoroso.

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