La nomina di un nuovo Pontefice è un momento cruciale per la Chiesa Cattolica, preceduto da un complesso e affascinante processo: il Conclave. Questo evento non solo definisce la leadership spirituale di milioni di fedeli, ma riflette anche le dinamiche interne e le visioni future del cattolicesimo.
Il Percorso Verso il Conclave
Le Congregazioni Generali e la Preparazione
Il processo che porta all'elezione del Papa inizia con le congregazioni generali, ovvero le riunioni di cardinali che precedono il Conclave. Se le prime congregazioni generali sono prevalentemente di natura procedurale, dopo le esequie del Pontefice defunto, iniziano le vere e proprie discussioni per individuare le priorità per la Chiesa del futuro e l'identikit del prossimo Papa. Circa 120 cardinali elettori del prossimo Pontefice si riuniscono in questi giorni per organizzare il Conclave, terminati i nove giorni di lutto decretati in Vaticano. Due terzi di questi sono stati nominati da Papa Francesco e rispecchiano in gran parte la sua visione di una Chiesa più inclusiva.
Quando i tempi sono maturi, i cardinali stabiliscono la data di apertura del Conclave. Le riunioni si concludono con la messa Pro Eligendo Pontifice. Il Conclave inizia mercoledì 7 maggio. Il 5 maggio alle 17.30, nella Cappella Paolina, Prima Loggia del Palazzo Apostolico Vaticano, si terrà il giuramento degli officiali e addetti. Mercoledì 7 maggio alle 10, nella Basilica di San Pietro sarà celebrata la messa «per l'elezione del Romano Pontefice», presieduta dal cardinale decano del collegio, Giovanni Battista Re. Dopo il pranzo, alle ore 16.30, ci sarà il vero e proprio ingresso in Conclave, con il giuramento per l'elezione del Romano Pontefice.

L'Ingresso in Conclave e il Giuramento
I cardinali elettori entrano in Conclave. Dalla Cappella Paolina, al canto delle Litanie dei Santi, gli elettori si dirigeranno in processione alla Cappella Sistina dove, dopo il canto del Veni Creator, pronunceranno il giuramento. I cardinali di rito latino indosseranno la veste rossa con la fascia, il rocchetto, la mozzetta, la croce pettorale con cordone rosso e oro, l'anello, lo zucchetto e la berretta; i cardinali delle Chiese Orientali indosseranno ognuno il proprio abito corale. I cardinali entrano in Cappella Sistina in processione invocando l’assistenza dello Spirito Santo col canto del Veni Creator.
Nella Cappella Sistina i cardinali presteranno giuramento di assoluto segreto. Da lì in poi, «Extra Omnes», fuori tutti e porte chiuse a chiave, in attesa della prima fumata. I cardinali si stabiliscono tutti a Casa Santa Marta, l’hotel vaticano costruito proprio a questo scopo, e si chiudono tutti i rapporti con il mondo esterno. Nei giorni del Conclave non possono avere alcun rapporto col mondo esterno; niente giornali e soprattutto ai nostri giorni niente smartphone. Anche per questo il fascino della cerimonia coi suoi riti antichi resta immutato.
Ingresso in Conclave e Giuramento - Conclave 2025
Le Votazioni e le Fumate
Le votazioni si svolgono in Cappella Sistina. Il giorno dell'apertura del Conclave si terrà una sola votazione, mentre gli altri giorni avranno tutti quattro votazioni: due la mattina e due il pomeriggio. Se la votazione non raggiunge il quorum dei due terzi, le schede vengono bruciate con un additivo colorante nero, e dal comignolo montato sopra la cappella esce una fumata nera. Quando invece un candidato raggiunge il quorum ed è eletto Papa, si usa un additivo bianco ed esce una fumata bianca. Se il nome raggiunge i due terzi dei suffragi, alle schede bruciate nella stufa viene aggiunta la miscela che colorerà il fumo di bianco.
Le votazioni possono andare avanti a oltranza, ma dopo un certo numero di scrutini (33 o 34) e dieci-tredici giorni di votazioni andate a vuoto, si passa al ballottaggio tra i due candidati più votati. Il Papa deve però comunque essere eletto con il quorum dei due terzi. Al candidato eletto viene chiesto se accetta l'incarico e, in caso di risposta positiva, quale nome sceglierà per il pontificato. Poi indossa i paramenti papali per la presentazione: tre set di abiti sono preparati dai sarti vaticani per ogni evenienza.

Il Profilo del Futuro Pontefice e le Correnti Cardinalizie
Può essere eletto Papa qualsiasi maschio battezzato celibe, secondo il diritto canonico, cioè che non sia sposato. Impossibile oggi dire chi sia il favorito anche se in molti si esercitano nel "toto nomi". Mediatori, conservatori, progressisti: queste sono le correnti dei porporati pronte a contarsi per scegliere la nuova guida della Chiesa nel solco di Bergoglio o all’insegna della discontinuità.
I "Papabili": Nomi in Evidenza
Dopo un Papa polacco, uno tedesco e uno argentino, molti si interrogano sulla possibilità di un ritorno di un italiano al soglio pontificio. La delegazione più numerosa è quella italiana con 19 cardinali elettori.
- Tra gli Italiani:
- Pietro Parolin: Segretario di Stato di Papa Francesco, 70 anni, vicentino, fine diplomatico. A lui si deve la firma del protocollo con la Cina per la nomina dei vescovi. È il preferito dei betting analyst britannici e appare spesso in pole position.
- Matteo Zuppi: romano, 69 anni, presidente della Cei.
- Pierbattista Pizzaballa: francescano, patriarca di Gerusalemme, costante promotore di pace.
- Claudio Gugerotti: diplomatico poliglotta.
- Tra i Conservatori:
- Péter Erdő: Arcivescovo di Budapest, 72 anni, esperto di diritto canonico, "ratzingheriano di ferro".
- Tra i profili africani e vicini alla visione di Papa Francesco:
- Fridolin Ambongo: Arcivescovo di Kinshasa, frate cappuccino, uno dei cardinali che si oppose alle benedizioni per le coppie omosessuali.
- Tra i più vicini al pensiero del Pontefice defunto o con profili internazionali:
- Luis Antonio Tagle: filippino, 67 anni, creato da Benedetto XVI, nome più quotato per l'Asia.
- Jean-Marc Aveline: Arcivescovo di Marsiglia, 66 anni, teologo francese, nato in Algeria. "Protetto" di Bergoglio e considerato un outsider. Ha vissuto in Algeria e la sua famiglia ha radici profonde in quel paese.
- Anders Arborelius: vescovo di Stoccolma.
- Juan José Omella: Arcivescovo di Barcellona, 78 anni, nato a Cretas nel 1946, presidente della conferenza episcopale spagnola dal 2020, cardinale dal 2017. Da sempre impegnato nella solidarietà, è stato consigliere di Manos Unidas, organizzazione caritativa della chiesa di Spagna contro la lotta alla fame. Da giovane è stato missionario in Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo).

Il Fenomeno delle Scommesse sui "Papabili"
A pochi giorni dalla morte di Papa Francesco, il "toto nomi" sul prossimo pontefice appassiona sia il mondo della fede che quello delle scommesse. Non è certo la prima volta che sacro e profano si intrecciano in questo modo. Le previsioni sul prossimo vicario di Cristo sono iniziate già tempo addietro.
Storia e Divieti delle Scommesse Papali
Le scommesse sulla morte dei pontefici e sugli esiti dei successivi conclavi sono note già dal XVI secolo. La pratica fu vietata ufficialmente il 9 ottobre 1562 con l'emanazione della bolla In eligendis sulla riforma del Conclave da parte di Papa Pio IV. Il divieto venne successivamente rimodulato nel 1591, quando Papa Gregorio XIV con la bolla Cogit Nos depravata (traducibile in «La corruzione morale ci costringe») ne estese l'applicazione anche alle scommesse sulla creazione di cardinali e sulla proclamazione dei santi. Anche al di fuori delle mura vaticane la pratica non è ben accolta. Il decreto ministeriale numero 111 del 2006 prevede infatti che solo eventi autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) possano essere oggetto di scommessa.
Piattaforme e Quotazioni Attuali
Ammonta a oltre 5 milioni e mezzo di dollari il volume complessivamente puntato su Polymarket, piattaforma americana basata su blockchain in cui è possibile piazzare scommesse su vari eventi futuri. La scadenza ufficiale delle previsioni è prevista per il 31 dicembre 2025. Essendo un vero mercato, è possibile vendere e acquistare previsioni, sia positive che negative. Si può puntare da uno a quasi 100 dollari per cardinale e le quotazioni oscillano in continuazione.
Su Polymarket, quattro sono i favoriti: l'ungherese Péter Erdő ha una probabilità di essere eletto dell'8 per cento, mentre poco sopra spunta Matteo Zuppi con il 13 per cento; al 22 per cento c'è il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, mentre al primo posto spicca Pietro Parolin, con il 28 per cento di probabilità di ascendere al soglio pontificio. È possibile scommettere anche che entro la fine dell'anno non si arrivi alla fumata bianca, ipotesi che ha già raccolto oltre un milione di dollari, nonostante abbia solo l'1 per cento di chance di realizzarsi.
Dalla blockchain ai siti più tradizionali, come William Hill, fra i principali bookmaker in Italia e nel Regno Unito, le quote sono aperte. Anche qui, il cardinale Parolin è il favorito: puntando su di lui 8 sterline se ne possono incassare 15, con una possibilità di circa il 35 per cento che venga eletto. A seguire, c'è Tagle, con una quota di 10/3 e una probabilità del 24 per cento. In passato, come nel 2013, l'elezione di Bergoglio ribaltò le aspettative dei bookmaker, che consideravano la sua probabilità di diventare Papa così remota da offrire un ritorno economico sulla scommessa fino a 30 volte la posta iniziale.
Ingresso in Conclave e Giuramento - Conclave 2025
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