Introduzione alla Devozione
Il Rosario a Maria che scioglie i nodi, conosciuto anche come Novena, è un profondo richiamo alla Vergine affinché possa intercedere per noi direttamente con Dio, con una particolare intenzionalità. Quando si parla di "nodi" si intendono tutte quelle problematiche, i conflitti e i dispiaceri che possono accadere nella nostra vita, dei quali molto spesso non si sa come poterli risolvere concretamente.
Questi "nodi" ci impediscono altresì di poterci mettere in contatto con Dio, accogliendolo nella nostra vita, riempiendoci anche di odio, malumori e rancori che molto difficilmente potranno farci stare bene e far stare bene chi abbiamo intorno. La pesantezza dei nodi e delle problematiche non fa altro che abbatterci e toglierci vitalità, gioia e amore dal nostro cuore, e molto spesso questo dispiacere potrebbe portare anche a non voler continuare a vivere. La parola “nodi” indica tutti quei problemi che portiamo molto spesso negli anni e che non sappiamo come risolvere; tutti quei peccati che ci incatenano e ci impediscono di accogliere Dio nella nostra vita e di gettarci tra le sue braccia come bambini.
«Tutti - ha spiegato più volte l'allora cardinale Bergoglio - abbiamo nodi nel cuore e attraversiamo difficoltà. Il nostro Padre buono, che distribuisce la grazia a tutti i suoi figli, vuole che noi ci fidiamo di Lei, che le affidiamo i nodi dei nostri mali, che ci impediscono di unirci a Dio, affinché Lei li sciolga e ci avvicini a suo figlio Gesù.»
Come Rendere Efficace la Preghiera
Per poter rendere effettivamente efficace il rosario a Maria che scioglie i nodi, sarà importante farlo pregandola con estrema fede, semplicità ma soprattutto umiltà. Allo stesso modo, bisognerà anche perseverare in questa preghiera, poiché non è detto che Dio possa esaudire nell'immediatezza il nostro desiderio.
Per poter pregare correttamente il rosario a Maria che scioglie i nodi sarà fondamentale trovarsi in uno stato di tranquillità, quasi di "grazia": per questa motivazione potrebbe essere utile richiedere a Dio Padre la Riconciliazione e il perdono per i nostri peccati. Ogni novena che compone il rosario scioglierà un solo nodo: per questo motivo, si dovrà pregare per ognuno dei nodi/problemi che stanno offuscando la gioia nella nostra vita. Il Rosario non è una formula magica, ma un’arma vera e propria per affrontare ogni lotta quotidiana.
Origini e Diffusione della Devozione
La devozione a Maria che scioglie i nodi è una tradizione popolare molto antica e anche molto dolce. Essa nasce in Germania nel XVII secolo, ispirata da un’immagine che la raffigura mentre scioglie i nodi di un nastro, simbolo delle difficoltà e dei problemi che ogni fedele può incontrare nella vita. Papa Francesco era molto devoto a Maria che scioglie i nodi, in quanto ricordava bene la devozione che ha conosciuto quando da sacerdote gesuita si trovava in Germania.
La "Madonna che scioglie i nodi" (in tedesco Maria Knotenlöserin) è anche un’immagine mariana profondamente venerata, la cui devozione ha avuto origine in Germania e si è diffusa in tutto il mondo, anche grazie al sostegno di Papa Francesco. L’arte cristiana ha costituito da sempre un mezzo efficace di espressione della fede profonda dell’animo umano, donando all’umanità splendidi capolavori che sono sintesi di bellezza e compendi di verità di fede. È questo il caso del quadro che raffigura la Vergine Maria nell’atto di sciogliere una serie di nodi da un nastro.
La Storia di Wolfgang Langenmantel
All’origine della devozione a “Maria che scioglie i nodi” non c’è un’apparizione della Vergine, ma una storia di vita quotidiana, una storia familiare. Il nobile Wolfgang Langenmantel si era sposato con Sophie Imhoff nel 1612. Pochi anni dopo il loro matrimonio entrò in crisi, tanto che i due sposi iniziarono a considerare l’idea della separazione. Le incomprensioni e i litigi avevano logorato il loro legame e stavano per procurare la rottura definitiva.
Prima della completa separazione Wolfgang decise di recarsi a Ingolstadt - a circa 70 km a nord di Augsburg - per consultarsi col padre gesuita Jakob Rem. Padre Jakob, grazie alla sua esperienza e al suo discernimento, ebbe l’illuminazione di affidare la situazione di Wolfgang alla Vergine Maria, invocata col titolo di “Madre tre volte ammirabile” (Mater ter admirabilis), titolo da lui stesso coniato. Il nobile si recò al monastero in quattro occasioni diverse - in un lasso di tempo di 28 giorni - e, grazie alla preghiera recitata alla Vergine Maria in compagnia del gesuita, ottenne dei cambiamenti positivi nella sua situazione familiare.
L’ultimo sabato del mese, il 28 settembre 1615, padre Jakob Rem, mentre stava pregando di fronte all’immagine della Vergine che si trovava nella cappella del monastero, sollevò il nastro matrimoniale dei coniugi Langenmantel, chiedendo che si sciogliessero tutti i nodi. Il nastro, a cui si fa riferimento nel racconto, era legato a una precisa tradizione dell’epoca: durante la celebrazione del sacramento, le mani congiunte dei due sposi venivano legate da un nastro bianco, appositamente preparato, come segno di un nodo invisibile e indissolubile che li avrebbe uniti per tutta la vita. Ad ogni discussione Sophie aveva fatto un piccolo nodo sul suo nastro matrimoniale; quello stesso nastro, pieno di nodi, fu affidato al padre gesuita per la speciale preghiera. I nodi si sciolsero miracolosamente e il nastro divenne bianco come nel giorno del matrimonio. Dopo questo fatto, la coppia sperimentò gli effetti positivi della preghiera evitando così la separazione. Quindi, il nastro finalmente privo dei nodi indicava il legame coniugale pacificato.
L'Ex-Voto e la Commissione del Dipinto
Passarono gli anni e il nipote di Wolfgang e di Sophie, Hieronymus Ambrosius Von Langenmantel (1641 - 1718), scelse la vita religiosa divenendo canonico nella chiesa di Sankt Peter di Augsburg (1666 - 1709). Hieronymus decise di dedicare una delle cappelle della chiesa alla memoria della sua famiglia e per questo motivo commissionò una pala d’altare che raccontasse la storia del matrimonio dei suoi nonni, salvato grazie all’intercessione della Vergine Maria. L’altare fu dedicato alla beata “Vergine del buon consiglio” e il quadro fu commissionato a Johann Georg Melchior Schmidtner che, nel singolare e suggestivo dipinto, rappresentò la Vergine Maria come colei “che scioglie i nodi del nastro della vita coniugale”.
Il Dipinto: "Maria che Scioglie i Nodi"
Il bellissimo dipinto, recentemente attribuito al pittore bavarese Johann Georg Melchior Schmidtner (1625 - 1705), fu realizzato verso l’anno 1700 per incarico di un nobile prelato e posto nella chiesa di Sankt Peter am Perlach, tenuta dai Gesuiti nel cuore della città di Augsburg, in Baviera (Germania).

Descrizione e Simbolismo
Il dipinto raffigura la Vergine Maria mentre scioglie i nodi di un lungo nastro bianco, simbolo delle difficoltà e dei peccati dell’umanità. Ai suoi piedi, Maria schiaccia la testa di un serpente, rappresentazione del male.
La Colomba dello Spirito Santo
Ben visibile sulla parte alta del quadro vi è la colomba, il simbolo più usuale per indicare lo Spirito Santo, in riferimento al battesimo di Gesù nelle acque del Giordano (Mc 1,10; Mt 3,16; Lc 3,22; Gv 1,32). Nel nostro caso lo Spirito è la forza soave e mite che viene riversata su Maria. Ella infatti è tutta circondata dalla luce di Dio e vive in Dio. Questo simbolo esprime chiaramente una condizione che riguarda tutto l’essere di Maria: lei è la “piena di grazia”, ricolma dell’amore di Dio. Possiamo ravvisare la presenza dello Spirito Santo anche nel vento che muove il manto della Madonna. Tutta la vita di Maria si snoda sotto l’azione dello Spirito Santo, di cui ella è la sposa (Lc 1,35), per una maternità universale nei confronti di tutti coloro che sono generati da Dio per la fede in Cristo.
La Figura di Maria e il suo Abito
L’immagine centrale del quadro è quella di una giovane donna, bella e dolcissima, a figura intera. Sopra le spalle e i fianchi porta un mantello blu, come mosso dal vento. A partire dal XIII secolo la Chiesa stabilì che nei quadri il manto di Maria dovesse essere azzurro, per la precisione “blu oltremare”, il colore più raro e costoso nella tavolozza dei pittori medievali, ottenuto dalla polvere di preziosi lapislazzuli. Il blu oltremare simboleggia, quindi, la trascendenza, la vita divina. Il mantello che ricopre Maria è pertanto il segno della grazia divina che l’ha ammantata fin dal concepimento verginale. Il colore rosso, tratto dalla terra, indica la dimensione umana. La tunica rossa indossata dalla Madonna vuole indicare la sua totale sottomissione alla volontà del Padre che ha reso possibile l’incarnazione del Figlio. Perciò Maria ha la veste di colore rosso, perché è una creatura, ma il suo manto è blu a indicare che è la “piena di grazia”, ricolma dell’amore di Dio. Dal punto di vista umano, Maria è solo un’umile ragazza del popolo, non può vantare titoli o ruoli particolari nella società, ma nell’ordine della grazia lei è la tutta santa, la tutta bella; la sua mente, la sua volontà, il suo cuore sono aperti alla grazia di Dio, attenti a cogliere ogni ispirazione divina in una completa disponibilità a compiere la sua volontà; «Ecco la serva del Signore» (Lc 1,38).

La Corona di Dodici Stelle
Sul capo, Maria ha una corona di dodici stelle, simbolo di trionfo e di vittoria. Il numero dodici è tradizionalmente ricco di simboli: essendo il prodotto di tre (che simboleggia la divinità) per quattro (che simboleggia l’umanità), sta ad indicare la perfetta unione tra l’umano e il divino. Nel mondo ebraico il dodici rappresentava la pienezza: dodici sono le tribù in cui è suddiviso il popolo d’Israele, dodici gli apostoli scelti da Gesù. Un numero perfetto a indicare la grande famiglia dei credenti. La corona richiama il capitolo 12 dell’Apocalisse, in cui si presenta la visione della lotta tra la donna e il drago. Si tratta della lotta tra il popolo di Dio, la Chiesa, e Satana. Maria è primizia e immagine della Chiesa. Maria, anche se è ormai entrata nella gloria del cielo, non è lontana da noi; ci accompagna, lotta con noi, sostiene i cristiani nel combattimento contro le forze del male. La preghiera con Maria, in particolare la recita del Santo Rosario, ha anche questa dimensione di “lotta”, cioè è una preghiera che sostiene nella battaglia contro il maligno i suoi complici. Il Rosario ci sostiene nella battaglia. La Vergine ha un volto tenerissimo e dolcissimo, in un atteggiamento pieno di pace; ha gli occhi bassi perché è tutta concentrata sul compito che le è affidato: sciogliere i nodi, sia grossi che piccoli, di un nastro bianco aggrovigliato. La mediazione materna di Maria si esplica in particolare con la sua intercessione. Come a Cana disse a Gesù: «Non hanno vino» (Gv 2,4), così ora in cielo presenta al Figlio tutte le nostre necessità e interpone costantemente la sua materna intercessione.
La Luna e il Serpente
Maria ha la luna sotto i suoi piedi (Ap 12,1-2), con i quali schiaccia la testa al serpente (Gen 3,15): ella è la riparatrice del peccato, colei che recupera l’integrità primitiva vincendo il male. Ella pertanto è la nuova Eva, l’inizio della nuova creazione: Maria è l’Immacolata, ma anche la Regina dell’universo. Ella, infatti, è pienamente associata alla vittoria di Gesù Cristo, suo Figlio, sul peccato e sulla morte. Per questo schiaccia la testa al serpente, simbolo di Satana. Dice San Bernardo: «O quanto tremano i demoni soltanto nel sentire pronunciare il nome di Maria!». È chiaro che durante tutto il corso della storia umana, come nel corso della vita di ciascuno di noi, Maria ci sostiene perché non cadiamo nell’errore dei progenitori, ma rimaniamo fedeli a Dio, vincendo gli assalti del demonio.
Gli Angeli nel Quadro
Anche gli angeli, servitori e strumenti di Dio per accompagnare gli uomini e per custodirli sul cammino (Es 23,20-22), occupano un posto di rilievo nel quadro. A destra si vede un angelo che porge a Maria un nastro con nodi di tutti i tipi. Con i suoi occhi rivolto alla Vergine ci invita a non dubitare anche se i nodi sono tanti e difficili da sciogliere. All’altro lato, il sinistro, in cui si rispecchiano la luce della misericordia e della salvezza divina, un altro angelo riceve il nastro che scivola ormai liscio nelle sue mani. L’angelo guarda il fedele, al quale mostra con uno sguardo eloquente il nastro privo di nodi per indicare che la sua preghiera è stata ascoltata e che il nodo è stato sciolto per l’intercessione di Maria.

Infine, nella parte inferiore del quadro, si distingue un altro angelo: è Raffaele (che significa “Dio guarisce”). La sua presenza è il segno della delicatezza di un Dio che si serve di intermediari per soccorrere subito chi confida in lui (Tb 3,16-17). Un Dio che si mette al passo degli uomini e cammina con loro, rispettandone i tempi, ma insieme conducendoli verso la felicità. L’arcangelo tiene per mano Tobia (egli si riconosce dal pesce che ha in mano e dal cane che lo segue: il cane è segno della fedeltà di Dio) e lo conduce lungo il cammino.
La storia di Tobia è narrata nella Bibbia nel libro che da lui prende il nome. In essa si racconta di come Dio, servendosi di Raffaele, conduce due coppie di sposi - Tobi e Anna, Tobia e Sara - a liberarsi dal male presente nella loro relazioni familiari e coniugali. La loro storia ci insegna che solo la preghiera e l’affidamento a Dio possono scacciare il male e il demonio la cui misteriosa, ma reale azione, spesso interviene all’interno della famiglia per distruggerla. In Tobia, infine, si può leggere la figura di Wolfgang Langenmantel che, accompagnato dall’angelo custode per chiedere aiuto a Dio in un momento di difficoltà, cammina verso il convento dei Gesuiti, che nel quadro è posto sul monte tra cielo e terra, ancora nel buio, ma già illuminato dalla luce della grazia divina.
Il Ruolo di Papa Francesco nella Diffusione della Devozione
Nel 1986 papa Francesco, allora semplice sacerdote gesuita, si trovava in Germania per la sua tesi di dottorato. Durante uno dei suoi numerosi viaggi di studio a Ingolstadt, vide nella chiesa di Sankt Peter l’immagine della Vergine che scioglie i nodi e se ne innamorò all’istante. Ne rimase talmente colpito da portarne alcune riproduzioni a Buenos Aires che cominciò a distribuire ai sacerdoti e ai fedeli, incontrando grande rispondenza. Una delle immagini venne esposta all’Università El Salvador. Ed è proprio da qui che cominciò la diffusione della nuova devozione.
Divenuto poi vescovo ausiliare di Buenos Aires, padre Jorge Mario Bergoglio ne consolidò il culto, continuando a inaugurare cappelle in suo onore e a servirsi dell’immagine anche come biglietto personale da visita, inserendola - insieme a un’immagine di San Giuseppe - nella sua corrispondenza. Con la stessa immagine faceva anche gli auguri di Natale e di Pasqua. Ed è stata l’immagine che ha usato come ricordino il giorno della sua ordinazione episcopale. Monsignor Bergoglio proseguì sempre instancabilmente nella sua opera di diffusione di questa devozione, dando il proprio imprimatur alla pubblicazione della “Preghiera a Maria che scioglie i nodi”.
Nel settembre del 1996, padre Rodolfo Arroyo, che era stato nominato pochi mesi prima parroco di San José del Talar, decise di portare l’immagine nella sua chiesa, situata al centro di Buenos Aires. In meno di tre mesi un artista locale, Anna María Betta de Berti, dipinse una riproduzione del quadro originale tedesco e la donò alla parrocchia. Il cardinale Bergoglio, celebrando la messa a San José del Talar l’8 dicembre del 2011, dichiarò la chiesa “Santuario di Nostra Signora che scioglie i nodi”. Da quel giorno si usa celebrare la sua festa l’8 dicembre e poi ogni 8 del mese. Nel 1997 una riproduzione del quadro fu sistemata nella chiesa di San Juan Bautista. Il parroco, padre Juan Ramon Celeiro, vedendo il continuo flusso di fedeli, decise di scrivere una novena per aiutare la gente a pregare.
Esempio di Preghiera a Maria che Scioglie i Nodi
Santa Madre mia amata, Santa Maria, che Sciogli i nodi che opprimono i Tuoi figli, stendi le Tue mani misericordiose verso di me. Ti do oggi questo nodo (nominarlo se possibile...) e ogni conseguenza negativa che esso provoca nella mia vita. Ti do questo nodo che mi tormenta, mi rende infelice e mi impedisce di unirmi a Te e al Tuo Figlio, Gesù Salvatore. Ricorro a Te, Maria che sciogli i nodi, perché ho fiducia in Te e so che non hai mai disdegnato un figlio peccatore che Ti supplica di aiutarlo. Credo che Tu possa sciogliere questi nodi perché sei mia Madre. So che lo farai perché mi ami con amore eterno. Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. Vergine Maria, Madre del bell’Amore, Madre che non ha mai abbandonato un figliolo che grida aiuto, Madre le cui mani lavorano senza sosta per i suoi figlioli tanto amati, perché sono spinte dall’amore divino e dall’infinita misericordia che esce dal Tuo cuore volgi verso di me il tuo sguardo pieno di compassione. Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore. Sai quanto mi paralizzano questi nodi. Maria, Madre incaricata da Dio di sciogliere i “nodi” della vita dei tuoi figlioli, ripongo il nastro della mia vita nelle tue mani. Madre Onnipotente, con la grazia e il tuo potere d’intercessione presso tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, ricevi oggi questo “nodo” (dire il “nodo” che ci opprime). Per la gloria di Dio ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Sei l’unica consolatrice che Dio mi ha dato. Sei la fortezza delle mie forze precarie, la ricchezza delle mie miserie, la liberazione di tutto ciò che mi impedisce di essere con Cristo. Accogli il mio richiamo. Maria che scioglie i nodi, prega per noi tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore.
Significato Teologico Profondo
La scena descritta nel dipinto, e in particolare il gesto di Maria che scioglie i nodi, sono ricchi di significati teologici molto profondi, sottolineati e suggeriti da Bergoglio, che rimandano alla prima dottrina mariana che si è sviluppata nella Chiesa già all’inizio del II secolo sulla contrapposizione tra Maria ed Eva, derivata da quella tra Cristo e Adamo. Essa mette in luce con straordinario vigore il ruolo di Maria accanto a Cristo ed è di grande attualità nell’attuale riflessione mariologica. Questo insegnamento è stato ripreso e sintetizzato mirabilmente in documenti successivi, come quelli del Concilio Vaticano II.