Il coronavirus non ha risparmiato gli istituti religiosi, con diversi focolai emersi nel Lazio. Le autorità sanitarie regionali hanno annunciato l'isolamento di più comunità di suore a seguito della scoperta di numerosi casi di positività al Covid-19.
Focolai a Roma e Grottaferrata: Le Figlie di San Camillo e Le Suore Angeliche di San Paolo
Nella mattinata di venerdì 20 marzo, l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha comunicato l'isolamento di due comunità di suore con un totale di 59 casi positivi. Le situazioni specifiche sono le seguenti:
- Figlie di San Camillo a Grottaferrata: Presso la casa generalizia delle Figlie di San Camillo, situata a Grottaferrata (via Anagnina), sono risultate positive 40 religiose. L'istituto ospita studentesse e suore anziane. Sebbene non si occupi direttamente di assistenza sanitaria, molte delle suore sono infermiere o hanno studiato per diventarlo, il che consente loro di affrontare l'emergenza con maggiore serenità e competenza.
- Suore Angeliche di San Paolo a Roma: La congregazione delle Suore Angeliche di San Paolo, sulla via Casilina (zona Torre Gaia), ha registrato 19 casi di positività su 21 test totali.
Di entrambe le situazioni sono stati avvisati il Prefetto di Roma e sono in corso le indagini epidemiologiche delle ASL competenti, con la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive dello Spallanzani.
La Situazione presso le Figlie di San Camillo a Grottaferrata
Suor Bernadette Rossoni, postulatrice generale delle Figlie di San Camillo, ha fornito aggiornamenti sulla situazione interna: «Nel complesso, posso dire che stiamo bene. Abbiamo tre suore ricoverate, mentre le sorelle positive rimaste in casa non sono in gravi condizioni, alcune di loro non hanno neanche sintomi». Ha sottolineato che la ASL ha pubblicato dati, ma il numero esatto di casi positivi era ancora in fase di accertamento al momento della dichiarazione, con test ancora in corso.
L'istituto di Grottaferrata, essendo la casa generalizia, non ha contatti diretti con i malati. Il vantaggio, tuttavia, risiede nella preparazione delle suore nell'affrontare rischi sanitari e nell'occuparsi dei malati. Le sorelle contagiate sono state isolate, e le altre si occupano di accudirle, portando loro il pranzo e facendo fronte alle loro esigenze. La comunità si è riorganizzata, con chi non era addetto alla cucina che ora si impegna in quel ruolo.
Il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti, ha rassicurato la cittadinanza affermando che «le suore risultate positive al tampone sono rimaste tutto il tempo nel convento. Nessuna zona rossa per la nostra città» perché «il cluster è contenuto interamente e unicamente all'interno dell'istituto religioso».

Indagini sulle Cause del Contagio
Non è ancora chiaro come il Covid-19 abbia raggiunto gli istituti. Si stanno ricostruendo i contatti avuti dalle suore contagiate. Un'ipotesi riguarda la possibilità che una suora delle Figlie di San Camillo abbia contratto il virus visitando il policlinico Casilino o l'ospedale Madre Vannini. Per quanto riguarda le Suore Angeliche di San Paolo, la prima suora a sentirsi male è stata ricoverata a Tor Vergata, e si occupava di bambini della scuola materna. Si ipotizza che il virus possa essere stato portato all'interno da qualcuno asintomatico quando le scuole erano ancora aperte.
Il convento di Grottaferrata è collegato con un altro convento delle Figlie di San Camillo, in via Labico a Tor Pignattara, le cui sorelle gestiscono l'ospedale M.G. Vannini. Al momento, presso l'ospedale "c'è solo un caso positivo, un medico tornato dalla settimana bianca e opportunamente isolato".
Aggiornamento del 22 marzo 2020: Esiti Negativi all'Ospedale Madre Giuseppina Vannini
L’assessore alla Sanità Alessio D'Amato ha comunicato che «Tutte le suore che lavorano come caposala all'ospedale Madre Giuseppina Vannini sono risultate negative al tampone. A conferma che il cluster è focalizzato e isolato presso l'istituto di Grottaferrata posto sotto isolamento. Proseguiranno ora i tamponi ai contatti stretti delle suore».
Coronavirus, nuovi focolai nel Lazio: si rischia il lockdown?
Altri Focolai di Contagio nel Lazio e Altrove
Bagnoregio e Tuscania: Centri di Nuovi Focolai
Dopo i casi di Roma e Grottaferrata, si sono verificati altri focolai tra le suore nel Lazio:
- Convento di San Francesco a Bagnoregio: Nel comune di Bagnoregio (provincia di Viterbo), sono state riscontrate 105 suore positive al Covid su 115 che vivono nel convento. Il virus, prima di essere scoperto, ha avuto il tempo di diffondersi quasi indisturbato, complice la vita di comunità. Il cluster ha fatto salire a 125 il totale dei cittadini colpiti dal virus nel paese, con altri 20 casi non legati alle suore. La ASL e la Croce Rossa Italiana, con il supporto del Comune e della Diocesi, hanno attivato operazioni per l'approvvigionamento di beni di prima necessità e la distribuzione di pasti caldi.
- Struttura a Tuscania: Un altro focolaio è emerso in una struttura a Tuscania, sempre in provincia di Viterbo. L'indagine epidemiologica si è conclusa e sono state attivate tutte le misure di isolamento e prevenzione.
Situazione Generale del Contagio nel Lazio e Misure Speciali
Il Lazio si è dimostrato essere la terza regione italiana per numero di tamponi eseguiti, superando gli 11mila esami. Questo indica un considerevole sforzo nel contrasto all'epidemia. A causa dell'alto numero di contagi, il 19 marzo è stata decisa la chiusura della cittadina di Fondi, con l'interruzione dei servizi pubblici di trasporto e della linea ferroviaria per impedire l'ingresso o l'uscita dal Comune.
Nel Lazio, al momento delle rilevazioni aggregate delle ASL, si registravano 834 casi positivi, di cui 509 a Roma e provincia. La ASL Roma 6, insieme alla Prefettura, ha disposto un'indagine epidemiologica sul territorio. La Regione Lazio sta inoltre valutando la realizzazione di un nuovo Covid Hospital ai Castelli Romani, ipotizzando la riapertura di ospedali chiusi o la requisizione di strutture esistenti.

Il Contagio tra Religiosi Oltre il Lazio
Il virus ha varcato la soglia dei conventi anche in altre aree. Da Pinerolo (Piemonte) è giunta la notizia della positività del vescovo, monsignor Derio Olivero, ricoverato in isolamento dopo aver manifestato sintomi influenzali. La notizia ha suscitato un grande affetto e vicinanza da parte della comunità pinerolese.
Le notizie che arrivano da Bergamo, Brescia, Cremona, Milano, Lodi, dove sono morti oltre venti sacerdoti e sono stati chiusi seminari, hanno generato grande preoccupazione anche in Vaticano, in particolare per l'età media avanzata delle religiose contagiate.
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