Il Convento del Rosario di Scicli rappresenta un luogo di profondo valore storico e spirituale, strettamente legato alla devozione verso la Madonna di Monserrato e alla storia dell'ordine domenicano in Sicilia. Situato in una posizione panoramica, il complesso è oggi un punto di riferimento non solo per i fedeli, ma anche per chi desidera approfondire la ricchezza culturale della città barocca.

Origini e vicende storiche
La chiesa, originariamente dedicata alla Madonna di Monserrato e nota oggi come chiesa del Rosario, fu ampliata nel corso del tempo grazie al sostegno dei devoti sciclitani. Secondo l'Historia Domenicana di Pirri, il convento iniziò la sua attività nel 1556 sotto la guida di P. Merlino, grazie alla concessione del Vescovo di Siracusa Giovanni Orosco.
Nel 1652, il complesso subì una soppressione con Bolla di Papa Innocenzo X a causa della mancanza di mezzi per il mantenimento dei monaci. Tuttavia, l'attività riprese in seguito a generose donazioni di terre da parte di famiglie locali. Il convento divenne un importante centro di studi, ospitando fiorenti Scuole di Teologia e Filosofia, che formarono sacerdoti distintisi per la loro sapienza e santità. Tra i personaggi illustri legati a questo luogo si ricordano il missionario P. Fr. Marni e i vari esponenti della famiglia Rosa, come P. Domenico, P. Baldassarre e P. Antonio.

La devozione mariana e i prodigi
La spiritualità del convento è indissolubilmente legata alla statua della Vergine Maria, collocata nella Cappella dell’Altare Maggiore nel 1648 da P. Domenico Rosa. Questa effigie fu protagonista di numerosi prodigi e guarigioni, i cui racconti sono meticolosamente raccolti in un libro custodito all'interno del convento. Un altro episodio prodigioso tramandato nel volume "Madonne Sciclitane" riguarda il ritrovamento di un'ampolla d'olio risalente al 1600, il cui contenuto non finiva mai.
Il complesso oggi: architettura e museo
Il complesso religioso fu interessato dal terremoto del 1693, che danneggiò in parte la struttura, pur permettendone la conservazione. Oggi, l'architettura si presenta con uno stile neoclassico sobrio ed elegante. Al suo interno, presso l'area del monastero, è possibile visitare un'esposizione di beni preziosi, tra cui:
- Il SS. Crocifisso, che la tradizione vuole abbia parlato al sac. Girolamo Ribera nel 1703.
- Statue di grande rilievo, come quella di San Vincenzo Ferrer e della Madonna degli ammalati.
- Paramenti sacri, tra cui pianete e dalmatiche.
- Oggetti personali dei co-fondatori del convento e strumenti di penitenza.
- Una monumentale acquasantiera in pietra pece scolpita.
Oltre alla valenza storica, il convento assolve a una funzione sociale attiva come sede di un Centro Diurno che offre sostegno ai bambini delle famiglie meno fortunate di Scicli.

Informazioni per la visita
Il convento offre ai visitatori un panorama unico, con una veduta suggestiva sul centro storico di Scicli e sulla costa. È possibile accedere alla struttura seguendo questi orari:
| Giorni | Orari |
|---|---|
| Lunedì - Venerdì | 09:00 - 12:30 / 15:00 - 19:00 |
| Sabato | 09:30 - 12:30 |
L'ingresso prevede un ticket di 3€. Per raggiungere il complesso, si consiglia di percorrere via Villari e la piccola via San Domenico a piedi partendo dal centro, oppure, per chi giunge in auto, imboccare via Padre Timoteo Longo tramite i tornanti di via San Nicolò (si avvisa che la zona parcheggio è limitata).