L'Eucaristia ci immerge nella vita divina e ci dona la Vita nuova che da Gesù si diffonde alle membra del suo Corpo, che siamo noi. La celebrazione liturgica, costituita da parole e gesti, è la modalità offerta a noi per accedere a questa vita «altra» affinché, accolta, diventi la nostra vita.
La grande Preghiera eucaristica si conclude con l'Amen finale, detto da tutti a voce alta e forte, come fosse la firma a ciò che il sacerdote ha chiesto al Padre, a nome dell'intera comunità, e l'adesione di ognuno ad accogliere quanto il Padre ci offre. Dio, per il sacrificio del Figlio, ci riconcilia nel suo amore e ci ridona la dignità di figli. Per questo possiamo rivolgerci a lui con la preghiera che Gesù ci ha consegnato e chiamarlo Padre nostro.
La Frazione del Pane: Gesto Originario dell'Eucaristia
Segue il rito della pace, «con il quale la Chiesa implora la pace e l'unità per se stessa, e per l'intera famiglia umana, e i fedeli esprimono la comunione ecclesiale e l'amore vicendevole prima di comunicare al Sacramento» (OGMR, 2014, n. 82). Subito dopo il sacerdote spezza il Pane eucaristico. Il gesto compiuto da Gesù nell'ultima Cena è diventato, secondo il racconto di Emmaus (Lc 24,30-31) e la prassi delle prime comunità (1Cor 10,17), il gesto originario dell'Eucaristia.
Nel sommario degli Atti è richiamato come uno dei quattro pilastri della comunità delle origini: «Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere» (At 2,42), facendo della fractio Panis uno dei primi nomi dell'Eucaristia. Alla vigilia della sua passione, Gesù spezzando il pane manifesta, in quel gesto, il mistero della sua vita. I suoi apostoli, dopo la risurrezione, ricorderanno proprio quei gesti compiuti da Gesù nell'ultima Cena: prendere, rendere grazie, spezzare, dare e dire.

I due discepoli di Emmaus racconteranno agli altri «come fu riconosciuto da loro nello spezzare il pane» (Lc 24,35). La fractio Panis del Risorto è la modalità consegnata da lui ai suoi discepoli e a noi, per riconoscerlo e fare esperienza di lui. Questo gesto deve risplendere in tutta la sua semplice ed eloquente bellezza affinché manifesti il gesto stesso di Gesù e sveli il senso profondo del gesto umanissimo della condivisione e della comunione fra le persone: un pane intero rimane nelle mani di uno solo, un pane spezzato arriva lontano e a più persone. Così il nostro amore: si moltiplica, dividendolo e distribuendolo fra tutti. È importante che questo sia guardato senza distrazioni nelle nostre celebrazioni e colto come gesto eucaristico per eccellenza. Quel pane spezzato si vede? È in parte condiviso?
La Comunione Eucaristica: Trasformazione e Impegno
«Beati gli invitati alla cena dell'Agnello» (Ap 19,9) è l'invito che, nella celebrazione, introduce alla Comunione. La Vita nuova, che riceviamo dal Figlio, dà forma cristiana alla nostra esistenza perché fa di noi il Corpo di Cristo e ci impegna alla comunione e alla fraternità. Quando mangiamo quel Pane noi siamo trasformati in Gesù e diventiamo le membra vive del suo Corpo che è la Chiesa.
San Giovanni Crisostomo chiedeva: «Che cos'è infatti il pane? È il Corpo di Cristo. Cosa diventano quelli che lo ricevono?» In processione ci accostiamo al Sacramento della salvezza e, con fede, tendiamo le mani per prenderlo e mangiarlo, ricevendo e gustando quel cibo che è segno di unità e vincolo di carità. Quando il sacerdote spezza il Pane consacrato, tutti dobbiamo volgere gli occhi all'altare, per cogliere la bellezza di quel gesto compiuto da Gesù e per riconoscere il Corpo di Cristo, crocifisso, morto e risorto per noi. Il movimento della processione ci fa sentire popolo in cammino verso il regno del Padre, in ricerca della vita del Signore, come il cervo cerca la fonte dell'acqua e come il pellegrino cerca il nutrimento per il suo viaggio. Gesù spezza il pane e lo condivide; nella comunione eucaristica egli stesso si dona a noi come Pane di vita e di comunione; e noi siamo spinti, dalla potenza del suo dono, a condividere e a creare comunione.
L'Eucarestia Spiegata ai bambini - il significato - la Consacrazione
Cosa Contiene il Pane Eucaristico: Tra Fede e Comprensione
Seguendo la “buona” teologia eucaristica, lo sguardo e il cuore si concentrano sul pane eucaristico: quando viene innalzato alla consacrazione, quando l’abbiamo davanti nell'adorazione e quando cammina con noi nella processione. La mente tenta di immaginare il contenuto di quel pane e si domanda come sia possibile che contenga il Corpo del Signore, la sua anima e divinità. Ragione e immaginazione non resistono in questa arrampicata e ben presto cedono. La domanda tuttavia insiste: in quale modo è presente?
La mentalità fisicista dei bambini immagina Gesù “piccolo” nascosto sotto le specie del pane e del vino. Come farà a starci dentro, con quale figura, quale età... Già, è fatica “restringere” il Figlio eterno nel tessuto di un corpo umano. Come immaginare il corpo che si fa pane, cosa inanimata, cibo da mangiare? I mistici e soprattutto le sante mistiche “vedono” realmente Gesù nel pane eucaristico, come documentano anche straordinari miracoli. C’è chi realmente vedeva Gesù bambino o Gesù adulto, Gesù coronato di spine o crocifisso. E dunque, si crede non solo per fede ma anche attraverso i testimoni.
La Presenza Reale e la Dimensione Simbolica
La presenza reale di Gesù nell’Eucaristia si dilata quando, seguendo gli antichi scrittori, noi la consideriamo secondo uno sguardo “simbolico”. Il pane - nessun pane - è soltanto un oggetto da mangiare. Si mangia il pane in compagnia; si mangia e si gusta e si commenta. Il pane porta in sé la storia del grano e del seminatore, la storia della fame e della guerra, del perdono e della pace. Padre Cristoforo ha conservato per tutta la vita il pane del perdono. Noi custodiamo per sempre il profumo e il sapore del pane. Gli ebrei hanno conservato fino ai tempi di Gesù la nostalgia della manna. Non vale solo la materialità del pane, con cellule e molecole.
Il pane eucaristico è pieno di memoria evangelica: la donna con il lievito nella farina, il pane moltiplicato nel miracolo, lo struggimento dell'Ultima Cena. Il pane si carica della memoria del sacrificio, triturato sulla croce. Gesù spinge decisamente a “fare questo”: offrire il suo corpo e il suo sangue. Non è una presenza statica.

La Spiegazione Teologica: Sostanza e Accidenti
Quando san Tommaso dice che nella consacrazione eucaristica cambia la sostanza ma rimangono gli accidenti del pane, che cosa succede? La memoria eucaristica emerge dal profondo della storia sacra e si allarga al corpo della Chiesa. L’offerta di Cristo si dilata nella carità che abbraccia il mondo. Il Corpo di Cristo contiene non solo se stesso, ma tutti coloro che Egli incorpora a sé. La comunione eucaristica è una corrispondenza amorosa, un’unione amorosa, come descrive Maddalena de' Pazzi.
Corpo di Cristo e Corpo della Chiesa
Corpo di Cristo e corpo della Chiesa, con la promessa del futuro che si srotola momento per momento, fatto dopo fatto, persona dopo persona. Eucaristia di Pane e Corpo, realtà e simbolo, passato e presente e futuro… Ecco cosa ci ricorda e ci dice la festa del Corpus Domini. Lo sguardo e il cuore si concentrano sul pane eucaristico: quando viene innalzato alla consacrazione, quando l’abbiamo davanti nell'adorazione e quando cammina con noi nella processione.
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