Don Giovanni Coniglio: Il Trasferimento e la "Guerra delle Campane" nella Locride

La recente storia della Locride è stata animata da eventi che hanno coinvolto il clero locale, in particolare Don Giovanni Coniglio, parroco che ha ricoperto il suo mandato pastorale per anni nelle comunità di Riace e Camini, per poi essere trasferito a Stilo.

Il Contesto: Un Trasferimento Pastorale Pianificato

Il trasferimento di Don Giovanni Coniglio è stato oggetto di discussione e diverse interpretazioni. Secondo quanto emerso, lo spostamento di sede di Don Giovanni era stato predisposto dal vescovo monsignor Francesco Oliva già da qualche settimana, in osservanza a quanto fissato dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) a inizio anni Ottanta, che stabilisce per le nomine dei parroci ad certum tempus una durata di nove anni.

Don Giovanni Coniglio ha assolto il suo mandato pastorale a Riace e nella limitrofa Camini per ben 11 anni. La "rotazione", come scritto dal parroco del borgo, in Santa Maria Assunta, unitamente a Don Giovanni Piscioneri, pastore in Santa Maria Stella, nella frazione marina, è maturata per volontà del vescovo monsignor Oliva, il quale ha inteso "unire sotto la stessa guida le due comunità", affidando entrambe le parrocchie al secondo sacerdote. L'uno e l'altro affermano di essersi "sforzati di essere servitori" delle comunità "interiormente liberi, senza adattarci a cose e persone".

Don Coniglio ha accettato il nuovo incarico a Stilo "in spirito di obbedienza desiderando dare tutto me stesso alla nuova comunità", vedendo nel cambio di parrocchia "un’occasione di rinnovamento pastorale". Il suo insediamento nella nuova sede è previsto per il 1° ottobre.

Foto di Don Giovanni Coniglio o di un sacerdote in veste

L'Incidente delle Campane a Riace e le Accuse

L'episodio che ha generato maggiore risonanza è avvenuto di recente a Riace. Il tintinnio festoso delle campane della chiesa che richiamava a raccolta i fedeli per la messa del mattino è stato percepito come provocatorio dall'ex sindaco Domenico Lucano e dal giornalista Pietro Melia. Il suono delle campane aveva disturbato la loro conferenza stampa in piazza. Don Giovanni Coniglio, parroco di Riace, ha fermamente rifiutato l'accusa di aver disturbato intenzionalmente la conferenza stampa dell'ex sindaco.

La Difesa di Don Coniglio e le Precisazioni

Il sacerdote, dai conferenzieri bollato come "leghista e provocatore", ha scritto ai fedeli chiedendo scusa "se ho dato l'impressione - come ho letto sulla stampa - di essermi schierato politicamente. Non era nelle mie intenzioni. Tutt'altro". Ha ribadito di non aver mai fatto campagna elettorale e di aver sempre votato secondo coscienza, un aspetto che "può sapere solo Dio, che vede nel segreto dell'urna".

Don Coniglio ha sottolineato il ruolo della Chiesa: "Come Chiesa il nostro compito è di formare le coscienze secondo la dottrina sociale senza schierarci con alcun partito". Ha dichiarato di essere una persona "libera sotto questo aspetto, non ho legami e non ne voglio avere con nessuno", affermando che il suo unico legame è quello con Cristo Signore, a cui ha donato la sua vita "con tutte le mie fragilità e pregi".

Riguardo all'incidente, ha spiegato: "Non so se ci siamo riusciti. Chiedo scusa se non ho dato quello che ognuno si aspettava da me. (...) Non so di che cosa si tratti di una conferenza stampa. Ho suonato le campane come ogni domenica alle 11. Riace partecipa alla celebrazione eucaristica di metà mattina". Ha concluso, ringraziando chi gli ha offerto solidarietà: "Nessuna provocazione, non era mia intenzione. Io non ce l'ho con nessuno. Il mio primo pensiero è che un uomo è libero da ogni compromesso. Ancor di più chi porta la veste ecclesiastica".

Foto della piazza di Riace o della chiesa con le campane

Le Reazioni e le Interpretazioni del Trasferimento

Il segretario del Consiglio Pastorale Parrocchiale e del Santuario dei Santi Cosma e Damiano, Renzo Valilà, ha confermato che il trasferimento di Don Coniglio era nell'aria già da qualche settimana, chiarendo che "non si tratta di una 'punizione' per i fatti di domenica scorsa. Anzi, si tratta di una promozione". La nuova sede, dove il sacerdote "incline alle tradizioni religiose" si insedierà, sarà "motivo per rinvigorire, ad esempio, i singolari riti della Settimana Santa di Stilo", che "per il sacerdote di origine cauloniese" sono molto significativi.

Anche il sindaco di Riace, Antonio Trifoli, si è detto convinto che la "decisione del trasferimento di Don Coniglio - al quale sono grato per quanto ha fatto nelle nostra comunità - era stata pianificata da tempo e che nulla ha a che vedere con lo scampanio di domenica". Una fedele anonima si è detta "certa di un disegno già programmato dalla Chiesa di Locri", aggiungendo però che, "considerato quanto era accaduto domenica si poteva far trascorrere qualche giorno prima di rendere pubblica la decisione". Ha concluso: "Nessuna provocazione. E tanto meno nulla di personale".

Entra in chiesa a confessarsi e accoltella il parroco - Vita in Diretta 24/10/2025

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