Le Congregazioni Lauretane: Storia e Missione

Il termine "Congregazioni Lauretane" racchiude diverse realtà che, nel corso dei secoli, hanno sviluppato un profondo legame con il Santuario della Santa Casa di Loreto e la devozione mariana ad esso associata. Questo articolo si propone di esplorare la storia e la missione di alcune di queste entità, distinguendo tra gli organismi della Santa Sede preposti all'amministrazione del Santuario e i vari istituti religiosi femminili che si sono ispirati al carisma lauretano.

La Congregazione Lauretana della Santa Sede: Amministrazione del Santuario

La storia dell'amministrazione del Santuario di Loreto è complessa e ricca di vicende. Papa Sisto IV, il 28 novembre 1476, pose inizialmente il Santuario sotto l'immediata giurisdizione della Santa Sede, disponendo l'elezione di un vicario in spiritualibus e un governatore in temporalibus, oltre alla presenza di otto cappellani. Tuttavia, a seguito delle rimostranze dei recanatesi, l'8 febbraio 1477 lo stesso pontefice ristabilì la giurisdizione del vescovo di Recanati.

Fu Giulio II, con la bolla In sublimia del 21 ottobre 1507, a sottrarre definitivamente il Santuario della Santa Casa e il castello di Loreto rispettivamente al vescovo e al comune di Recanati. La chiesa del santuario fu elevata a basilica e passò sotto il diretto controllo della Sede Apostolica in qualità di Cappella Pontificia. Il governo del santuario fu posto sotto un cardinale protettore e l'amministrazione in loco affidata a un governatore. Lo stesso pontefice precisò che la competenza del governatore si riferiva al solo complesso della Santa Casa e che comprendeva tutto ciò che riguardava il culto e l'amministrazione economica del considerevole patrimonio. Il primo cardinale protettore fu Antonio Maria Ciocchi del Monte e il primo governatore fu il dottore Domenico Sebastopoli d'Anguillara.

Molti altri pontefici emisero particolari disposizioni sul governo di Loreto, tra questi Leone X, Clemente VII, Paolo III e Sisto V, che con la bolla Pro excellenti praeminentia del 17 marzo 1586 elevò Loreto alla dignità di diocesi con proprio vescovo, per cui la chiesa passò da collegiata a cattedrale, e conferì al castello il grado di città. Clemente VIII, l'8 febbraio 1592, unì le chiese di Loreto e Recanati aeque principaliter sotto un unico vescovo, una forma durata, tra vicende alterne, fino al 1934.

Le dispute tra ordinario e cardinale protettore non cessarono, e Innocenzo XII, dopo la conferma delle esenzioni disposte dai suoi predecessori, eliminò la carica del cardinale protettore assoggettando Loreto direttamente al Papa. Con la bolla Sacrosancta Redemptoris del 9 agosto 1698, istituì una Sacra Congregazione di cardinali e prelati, incaricata di assumere l'amministrazione del patrimonio del santuario, esercitata in loco da un prelato governatore. A questa congregazione, che prese il nome di Lauretana, fu affidato il compito di decidere ogni controversia riguardante il santuario di Loreto. Il cardinale Segretario di Stato ne era il pro-prefetto e un prelato ne assumeva il segretariato. La ragione che indusse il Papa a istituire la Congregazione Lauretana fu il desiderio di dare al santuario una forma di governo che eliminasse i dissidi e le controversie e rendesse sempre più florida la sua vita.

Veduta storica della Santa Casa di Loreto e del suo Santuario

Dopo l'occupazione francese del 1797 e il saccheggio del tesoro del santuario, compresa la statua della Vergine che fu portata a Parigi ed esposta al museo del Louvre, nel 1800 papa Pio VII con la bolla Post diuturnas ridimensionò i privilegi del foro Lauretano. Lo stesso pontefice ottenne da Napoleone la restituzione dell'effige mariana.

Papa Leone XII con il breve del 21 dicembre 1827 Laureti civitas riaffidò a un prelato il governo di Loreto con giurisdizione sulla città e territorio di Loreto, che prese il titolo di commissario apostolico della Santa Casa di Loreto. A questa nuova figura, che doveva rendere conto al cardinale prefetto della Congregazione Lauretana, fu affidata l'amministrazione di tutti i beni della Santa Casa. La congregazione comprendeva un cardinale prefetto (l'incarico era affidato al cardinale segretario di stato pro tempore), sei membri cardinali, un prelato segretario (incarico affidato al sottodatario), prelati, un assessore e un giudice relatore. In seguito furono istituiti nuovi tribunali per l'amministrazione della giustizia e definiti i diversi gradi di giurisdizione stabiliti nel regolamento di Gregorio XVI del 1831.

La Congregazione Lauretana perse le sue funzioni dopo l'occupazione delle Marche da parte delle truppe italiane nel 1860, ma tra vicende alterne, restò in vita fino al 1908 quando papa Pio X operò una radicale riforma della Curia romana e dei suoi dicasteri con la costituzione Sapienti consilio del 29 giugno.

La Delegazione Pontificia Attuale

La Santa Casa con la chiesa di Santa Maria di Loreto, da cui trae origine il Santuario, ha sempre goduto di uno speciale status giuridico. Dopo l'Unità d'Italia, e in seguito al Concordato tra la Santa Sede e l'Italia, una «Commissione mista» dispose che parte del patrimonio del «Pio Istituto della Santa Casa di Loreto» fosse assegnata alla Santa Sede assieme alla Basilica e alle opere annesse.

Il 24 giugno 1965, Papa Paolo VI ha dato un nuovo assetto giuridico al Santuario della Santa Casa di Loreto con la Costituzione Lauretanae Almae Domus. Questa ha soppresso la Pontificia Amministrazione della Basilica e ha costituito la Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto. Ha istituito inoltre la Prelatura della Santa Casa con giurisdizione canonica sul territorio comunale di Loreto, erigendo la Basilica della Santa Casa a cattedrale e designando lo stesso Delegato Pontificio a reggerla in qualità di Prelato.

L'Amministrazione del Santuario, con le sue opere e pertinenze, è affidata a un Consiglio di Amministrazione, composto dall'Arcivescovo Delegato Pontificio (che è anche Presidente), dal Vicario Generale, dal Segretario Generale e da tre laici. Tutti i membri del Consiglio di Amministrazione sono nominati dalla Segreteria di Stato.

La Diffusione del Culto Mariano-Lauretano nel Mondo

La Congregazione Universale della Santa Casa, da circa trent'anni, si dedica alla ricerca e alla promozione della presenza del culto verso la Madonna di Loreto nel mondo cattolico, documentando repliche della Santa Casa, chiese, parrocchie, oratori, immagini e altre testimonianze. Questo fenomeno riveste una notevole importanza storica e devozionale.

Mappa schematica della diffusione del culto mariano-lauretano nel mondo

Geografia e Significato del Culto

  • Italia: Il Paese con più testimonianze è l'Italia, e in particolare le Marche, che custodiscono la preziosa reliquia nazaretana e il suo imponente santuario, e hanno per Patrona la Vergine Lauretana.
  • Europa: Quasi tutti i Paesi d’Europa hanno luoghi di culto o testimonianze mariano-lauretane. La fascia del nord-est d’Europa è particolarmente ricca, dal Tirolo all’Austria, alla Svizzera, alla Baviera e alla Boemia. Numerosi luoghi riproducono l’interno - e talvolta anche l’esterno marmoreo - della Santa Casa. Questo fenomeno è significativo perché tali luoghi di culto, tramite un transfert di sacralità, costituivano vere e proprie sentinelle di devozione mariana nei Paesi a contatto con il mondo protestante, tendendo a ravvivare la fede nel mistero dell’Incarnazione. Spesso erano il risultato di pellegrinaggi a Loreto di persone devote e abbienti. Inoltre, tali luoghi costituiscono spesso monumenti pregevoli di arte, soprattutto barocca. Queste "filiali" spirituali del santuario di Loreto sono state promosse spesso dai frati cappuccini. Anche in Francia, con chiese di notevole importanza come «Notre Dame de Lorette» di Parigi, e in Spagna, dove nei secoli XVI-XVII sono sorti diversi «Eremi di Nostra Signora di Loreto» (Ermitas), piccole cappelle isolate per la contemplazione.
  • America Latina: Specialmente nei secoli XVI-XVII, il culto mariano-lauretano è stato diffuso dai gesuiti e talora anche dai frati minori, con la costruzione di chiese e cappelle. Il nome «Loreto» fu dato dai gesuiti alla prima «riduzione» fondata nel Paraguay nel 1610, alla missione tra gli Uroni nel Quebec (1648), e alla missione della Bassa California (Messico, 1697). Il nome di «Loreto» fu dato anche a una estesa regione del Perù.

Nuovi Impulsi e Censimento Mondiale

La diffusione del culto mariano-lauretano ha avuto un nuovo impulso nel XX secolo con la proclamazione della Madonna di Loreto a Patrona universale dei viaggiatori in aereo, fatta da Benedetto XV nel 1920. Da allora, in numerosi aeroporti dei Paesi cattolici sono state aperte cappelle dedicate alla Vergine Lauretana, dove è stata collocata una sua immagine.

Risultati del Censimento

Un aggiornato censimento di alcuni anni fa, relativo alle testimonianze mariano-lauretane nel mondo cattolico, ha rilevato dati significativi:

  • Italia: In 1.139 comuni si conoscono 2.388 luoghi mariano-lauretani, che includono 401 chiese, 80 parrocchie, 91 riproduzioni della Santa Casa, 34 ulteriori edifici intitolati alla Madonna di Loreto, 217 edicole, 246 località, 899 statue, 885 dipinti, altre 213 immagini di vario genere, 105 plastici processionali, 32 comunità religiose e 332 ulteriori «segni» di devozione.
  • Estero: In 91 Stati esteri dei cinque Continenti si conoscono 1.821 luoghi mariano-lauretani, tra cui 299 chiese, 76 parrocchie, 260 riproduzioni della Santa Casa, 277 cappelle (molte negli aeroporti), 239 ulteriori edifici, 29 edicole, 206 località, 577 statue, 169 dipinti, 186 immagini di vario tipo, 161 comunità religiose lauretane e 221 ulteriori «segni» di devozione.

Il numero totale dei luoghi che fino al presente censimento si conoscono è di 4.209.

Le Suore Lauretane del Terz'Ordine di San Francesco (Faenza)

Le Suore Lauretane del Terz’Ordine di S. Francesco costituiscono oggi un'unica famiglia con le Francescane Ancelle di Maria. La loro presenza a Faenza, in provincia di Ravenna, risale a più di 300 anni fa e sono meglio conosciute come “Istituto Ghidieri”, dal nome del loro fondatore, don Lorenzo Ghidieri, sacerdote faentino vissuto dal 1632 al 1710. La sua intenzione originaria fu quella di provvedere alla salvezza della vita morale di giovani povere.

Negli ultimi anni della sua vita, Ghidieri, a prezzo di grandi sacrifici, vide nascere la “Casa per le giovani di S. Maria di Loreto” o “Conservatorio” nella sede che ancora oggi è quella dell’Istituto. Nel 1901, riacquistata l’autonomia, il Vescovo di Faenza Mons. Vincenzo Bacchi, il 14 settembre 1921, approvò il nuovo assetto dell’Istituto religioso di diritto diocesano, che da allora ebbe il nome di Convento delle Suore Lauretane.

Richiamarsi a Nazareth attraverso il carisma francescano ha significato per le Suore dell’Istituto ricercare e percorrere la via per conformarsi al “genere di vita verginale e povera che Cristo scelse per Sé e che la Vergine Madre sua abbracciò” (LG 46), per accettare e vivere la norma ultima della vita consacrata che è la sequela di Cristo.

Foto delle Suore Lauretane del Terz'Ordine di San Francesco durante un'attività caritativa a Faenza

Missione e Opere Attuali

L’opera più antica dell'Istituto Ghidieri è quella per l’adorazione Eucaristica e l’aiuto alle chiese povere con la confezione di arredi sacri (Pia Opera dei Tabernacoli).

Attualmente, presso la sede di Faenza (RA), l'Ente Religioso Congregazione delle Ancelle di Maria (che include le Suore Lauretane) partecipa al Programma di Aiuti Europei agli Indigenti (PO I FEAD) in qualità di Organizzazione partner Territoriale (OpT), provvedendo alla distribuzione di aiuti alimentari cofinanziati dal Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD) e all’erogazione di misure di accompagnamento per orientare e sostenere le persone in condizione di bisogno.

Le Suore di Santa Maria di Loreto (Livorno Ferraris)

La storia di questa congregazione a Livorno Ferraris si lega a un luogo di culto preesistente, una "fabbrica di Santi Esercizi" conosciuta come la Madonna di Loreto. Nel 1891, la fondatrice delle future Suore di S. Maria di Loreto entrò in questa chiesa, situata tra Livorno Piemonte e S. Antonino. Qui si affidò a Maria Santissima e, con il Parroco di S. Antonino, don Emilio Degiani, iniziò una novena di preghiere.

Nell'estate del 1895, l'Arcivescovo di Vercelli diede alle prime religiose della Congregazione il nome di "Suore di S. Maria di Loreto", assegnando all'Istituto lo scopo di "l'istruzione dei fanciulli poveri, specialmente negli asili e il ricovero dei poveri vecchi". Nella solennità dell'Assunta del 1896, Mons. Gorrino benedisse e impose il nuovo abito religioso alle Suore, e la chiesa di Loreto divenne la culla spirituale del nuovo Istituto religioso.

Foto del

Nel 1895, Suor Buon Consiglio, la fondatrice (conosciuta anche come Madre Natalina), si recò a Livorno Ferraris per acquistare il "Conventino". Nonostante la proposta di acquisto del vasto caseggiato per 16 lire sembrasse quasi una follia, una promessa risuonò forte: "Io Ti aiuterò", ponendo l'opera sotto la protezione di Maria. Le suore, con emozione, incominciarono a organizzare la vita di preghiera, la vita fraterna e la missione apostolica.

La Casa di Spiritualità: Missione Attuale

Oggi, dopo che la proprietà originaria, che comprendeva anche una vasta area di terreno coltivato, fu venduta a lotti (con la Cappella restaurata nel 1946 e sempre a disposizione della Parrocchia), nel 1991 si è stabilita qui la prima Comunità Locale, accolta con festosa esultanza. La Casa di Spiritualità, di recente restaurata per riportarla il più possibile alla sua struttura originale, è a servizio della Diocesi. Offre un aiuto nel cammino cristiano e nella crescita della fede, accogliendo vari gruppi per giornate di ritiro, incontri di preghiera, tempi di silenzio e riflessione, in un ambiente che favorisce la tenerezza di Maria, il silenzio dai rumori e la conseguente pace interiore.

Le Suore di Loreto (Institute of the Blessed Virgin Mary) e Madre Teresa di Calcutta

La storia delle "Suore di Loreto" (formalmente Institute of the Blessed Virgin Mary), di origine irlandese, è indissolubilmente legata alla figura di Madre Teresa di Calcutta, una delle più insigni personalità del cattolicesimo moderno.

La Vocazione e la Formazione nelle Suore di Loreto

Anjeza Gonxhe Bojaxhiu, nata a Skopje il 26 agosto 1910, sentì la sua chiamata a soli 12 anni presso il Santuario della Madonna Nera di Letnice (vicino a Skopje). Affascinata dai racconti dei missionari gesuiti nel Bengala, a 18 anni, nel 1928, entrò come aspirante nelle Suore di Loreto. Dopo aver studiato l'inglese, ricevette il velo di postulante e l'anno successivo raggiunse l'India, venendo inviata a Darjeeling, alle pendici dell'Himalaya. Qui, Anjeza completò il noviziato, imparò inglese e bengali e si impratichì come infermiera.

Nel 1931, prese i voti temporanei e scelse il nome di Maria Teresa. Dopo aver pronunciato i voti perpetui nel 1937, visse per diciassette anni presso il collegio cattolico di Saint Mary’s High School a Entally, nei pressi di Calcutta (oggi Kolkata), diventando direttrice. La regola delle Suore di Loreto, all'epoca, non le consentiva di allontanarsi dal convento.

Foto di Madre Teresa da giovane, nel suo abito delle Suore di Loreto

La "Chiamata nella Chiamata" e l'Inizio di una Nuova Missione

Nel 1946, Calcutta fu sconvolta da scontri politici e sociali. Teresa, costretta a uscire dal collegio, fu profondamente segnata dalle condizioni di povertà più estreme. La sera del 10 settembre, durante un viaggio in treno verso Darjeeling, ebbe la "chiamata nella chiamata": dedicare la sua vita ai reietti ignorati da tutti, vivendo in mezzo a loro, nelle baraccopoli con bimbi nudi e sporchi, lebbrosi, storpi e moribondi agonizzanti sui marciapiedi. Questo momento segnò una svolta radicale nella sua missione personale.

Nel 1948, dopo molte insistenze, Madre Teresa ottenne l’autorizzazione dal Vaticano (per mano di Pio XII) per vivere fuori dal convento. Abbandonò il velo nero delle Suore di Loreto e adottò il sari di cotone bianco bordato d'azzurro, la semplice veste delle donne indiane. Iniziò a operare nelle strade di Calcutta, lavando bambini, vecchi piagati e donne sofferenti, mendicando cibo e medicine. Iniziò una scuola improvvisata sotto un albero. Questa fase della sua vita la condusse, nel 1950, a fondare la Congregazione delle Missionarie della Carità, con l'obiettivo di prendersi cura delle persone più povere, degli emarginati dalla società e dagli ospedali. L'opera crebbe rapidamente, con l'apertura di Case per i morenti (come Casa Kalighat o Nirmal Hriday), centri per malati di lebbra e strutture per bambini abbandonati.

MADRE TERESA – UN ANGELO DALL'INFERNO. Cosa nasconde la suora "più santa" della Chiesa cattolica?

Papa Paolo VI, nel 1965, concesse alle Missionarie della Carità la possibilità di prestare servizio ai poveri anche fuori dai confini indiani, portando all'apertura di case in Venezuela, Sri Lanka, Africa, America e Asia. La fama di Madre Teresa crebbe globalmente, culminando nel Premio Nobel per la pace del 1979.

L'Eredità Spirituale e la Devozione Mariana di Madre Teresa

Nonostante la fondazione di una nuova congregazione, la relazione esistenziale di Madre Teresa con la Madre di Dio rimase forte e radicata nella sua formazione lauretana. Le Suore Missionarie della Carità impegnano la propria vita per Dio, fidenti nell’aiuto "del Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia e Regina del mondo". Maria è considerata la madre della comunità, e ad essa si chiede aiuto per edificare la comunità "come quella di Nazareth". La devozione mariana, frutto dell’Incarnazione di Gesù, è vista come un impegno a un amore tenerissimo e filiale.

La preghiera a Maria costituiva un'esperienza centrale per Madre Teresa, che confidò: "fu la Madonna di Letnice che intercedette per me e mi aiutò a scoprire la mia vocazione". Pregava Maria non solo con formule tradizionali come il Rosario, ma anche stando "dentro le realtà dell’esistenza", coinvolgendo la presenza celeste nelle miserie terrestri, come nella preghiera per gli oltraggiati: "O madre, Maria! Quanti oltraggiati e offesi in questo mondo! [...] Amore e tenerezza ti chiediamo e un cuore pulito e puro." E ancora, la preghiera per un bambino non ancora nato: "O madre, Maria, tu che tutto conosci sulla gioia e la felicità e l’incertezza che ogni madre sente per il proprio figlio non ancora nato! [...] Proteggi questa piccola vita con tutta la tua forza, con tutta la tua attenzione."

Madre Teresa si considerava una discepola di Maria, prendendo ispirazione dalla sua umiltà, semplicità e vita ordinaria, esemplificata dalla famiglia di Nazareth. "Chiediamo a nostra Signora [Santa Maria] che renda i nostri cuori ‘miti e umili’ come quello di suo Figlio. [...] Quanto possiamo imparare dalla Madonna! Ella è stata tanto umile, perché era tutta dedita a Dio", diceva, sottolineando come Maria fosse "assolutamente vuota di superbia, di invidia, di gelosia". La sua familiarità con Maria era tale da considerarla una "accompagnatrice durante i viaggi".

Madre Teresa di Calcutta, morta il 5 settembre 1997 all'età di 87 anni, è stata proclamata Beata il 19 ottobre 2003 e Santa da Papa Francesco il 4 settembre 2016, rimanendo un'icona universale di carità e devozione, il cui percorso spirituale ha avuto inizio e profonda influenza dalle Suore di Loreto.

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