La finta scomparsa dell'imprenditore Salvatore Mannino in Scozia

La vicenda di Salvatore Mannino, imprenditore originario di Palermo ma residente nel Pisano, ha tenuto con il fiato sospeso l'opinione pubblica per 41 giorni. Scomparso nel settembre precedente, è stato ritrovato un mese dopo in Scozia, affermando di non ricordare nulla, neanche il proprio nome. La successiva confessione ai medici che lo avevano in cura ha rivelato una realtà ben diversa: l'intera vicenda sarebbe stata una messinscena architettata dall'uomo.

Immagine di Salvatore Mannino

La scomparsa e il ritrovamento

Salvatore Mannino è scomparso da Lajatico, nel Pisano, il 19 settembre. Era uscito di casa come di consueto per accompagnare i figli a scuola e poi recarsi al lavoro. Non vedendolo rientrare in serata, la moglie si è rivolta ai carabinieri. Dell'uomo non vi era traccia, se non un bigliettino con un messaggio cifrato, decodificato dal figlio maggiore, contenente le parole "Perdonami, scusa". La valigetta ritrovata in casa conteneva 10.300 euro in contanti, alcuni documenti (esclusa la carta d'identità), carte di credito e un computer portatile.

Mannino è stato ritrovato il 20 settembre a Edimburgo, in Scozia, nei pressi della cattedrale di St. Giles, dove è stato trovato a terra a seguito di un presunto malore. Privo di documenti, ha finto di non essere in grado di comunicare la propria identità, parlando esclusivamente un inglese di base e affermando di non comprendere l'italiano. La notizia del suo ritrovamento è giunta in Italia, e il 16 ottobre la moglie, accompagnata dal figlio maggiore e da una cugina, si è recata a Edimburgo per incontrarlo. Tuttavia, anche di fronte ai suoi familiari, Mannino ha continuato a fingere di non capire e di non parlare italiano.

Mappa di Edimburgo con evidenziata la zona della cattedrale di St. Giles

La confessione e le motivazioni

Dopo essere stato riportato in Italia il 23 ottobre e ricoverato nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Pisa, le incongruenze nel comportamento di Mannino hanno iniziato a emergere. Le persone nel reparto hanno notato che, nonostante continuasse a parlare solo inglese con un accento pisano, in realtà comprendeva l'italiano. Successivamente, ha ripreso a esprimersi nella sua lingua madre, pur continuando a fingere amnesia e a non riconoscere i familiari. I medici sono diventati sempre più scettici, soprattutto quando è emerso che, prima della sua scomparsa, Mannino aveva effettuato ricerche su Internet riguardanti il meteo di Edimburgo e argomenti come la simulazione di identità.

Dopo una settimana di tentativi da parte dei medici di indurlo a dire la verità, Salvatore Mannino ha infine confessato: ha architettato tutta la sua scomparsa e la conseguente perdita di memoria. La sua intenzione non era quella di fuggire, ma piuttosto di dimostrare alla famiglia la propria importanza e recuperare il suo ruolo in casa. Si sentiva inoltre "oppresso dalla suocera" e voleva capire, osservando la situazione da lontano, come se la cavassero i suoi cari senza di lui.

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Le indagini e le conseguenze

I sospetti sulla veridicità della storia erano sorti quasi immediatamente tra gli inquirenti, che avevano iniziato a indagare prendendo in considerazione anche possibili problemi legati al lavoro. L'uomo, 52 anni, già dirigente d'azienda e poi imprenditore, aveva lasciato Lajatico in circostanze misteriose. Prima di scomparire, aveva lasciato una valigetta con una somma considerevole di denaro contante e un biglietto cifrato, che il figlio 18enne, studente di ingegneria aerospaziale, era riuscito a decifrare.

Le autorità scozzesi avevano identificato Mannino grazie a tatuaggi sul braccio sinistro e sulla spalla destra. Prima di intraprendere la carriera imprenditoriale, aprendo un'agenzia di servizi infermieristici, era stato direttore di un supermercato Pam a Prato, in una zona con una significativa comunità cinese, dove, secondo alcune voci, non sarebbe difficile ottenere nuove identità e sparire nel nulla. I carabinieri, che avevano denunciato Mannino per simulazione di reato e abbandono di minori, stanno ora cercando di accertare se vi siano ulteriori motivazioni dietro la sua messinscena.

Dopo il grande interesse mediatico suscitato dal caso, la famiglia Mannino ha richiesto riservatezza. Tramite il loro avvocato, hanno chiesto agli operatori della comunicazione di lasciare che la vicenda venga affrontata in privato. Sarà lo stesso Salvatore Mannino, se lo riterrà opportuno, a fornire in futuro ulteriori chiarimenti ai giornalisti.

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