Il nome "Carmelo" evoca una ricca storia spirituale che affonda le radici in un luogo geografico specifico e si estende attraverso secoli di devozione e pratica contemplativa. La tradizione carmelitana, centrata sulla figura della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, ha dato vita a ordini religiosi, confraternite e associazioni di fedeli che ne perpetuano la spiritualità.
Le Origini Storiche del Carmelo
Il Carmelo è una catena montuosa che si estende dal golfo di Haifa, sul Mediterraneo, fino alla pianura di Esdrelon. È su questo monte, già spiritualmente collegato al profeta Elia nella tradizione, che nella seconda metà del secolo XII alcuni devoti Deo peregrini iniziarono un'esperienza eremitica. Probabilmente congiunti con le ultime crociate del secolo, essi furono riuniti in collegium da Alberto Avogadro, patriarca di Gerusalemme (1206-1214), dal quale ricevettero anche la Vitæ formula (Regola).
Nel I libro dei Re si racconta che il profeta Elia, sul monte Carmelo, si radunò con alcuni uomini per difendere la purezza della fede, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. A partire da questa esperienza, si stabilirono gruppi di monaci che si rifacevano al profeta Elia, seguendo la regola di san Basilio: di questo c’è traccia nell’XI secolo, quando i crociati raggiunsero il luogo.
Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia. Fu deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine, e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

La Confraternita Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
La Confraternita Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, già nota come Confraternita Maria SS. del Rosario, è un'associazione privata di fedeli. Ha ricevuto l'approvazione di S. E. R. il Vescovo di Trapani, Mons., nel 2003. I membri di questa associazione avevano già iniziato a raccogliersi in preghiera e ascolto della Parola dal 1998, sotto la guida di Mons. Il Moderatore della Confraternita è S.E.R. Mons.
I Pilastri della Spiritualità della Confraternita
La vita spirituale della Confraternita si fonda su elementi essenziali che guidano i fedeli nel loro cammino di fede e devozione.
L'Orazione
Nell’orazione si eleva il cuore a Dio, ci si unisce a Lui che è il centro e il fine di ogni creatura. L’orazione è dialogo e comunione tra Dio e l’uomo, è partecipazione alla vita della Trinità e si costituisce come «uno dei pilastri fondamentali della vita cristiana perché tutta la vita di Gesù Cristo non è stata altro che un’orazione perpetua […] L’orazione è la vera e propria funzione dell’uomo e del cristiano, perché l’uomo è creato solo per Dio, per essere in società con lui, e il cristiano è sulla terra soltanto per continuare ciò che Gesù Cristo vi ha fatto nel periodo in cui vi è stato».
La Lettura Spirituale
Nella lettura spirituale vengono letti i testi della Rivelazione. Consiste in una lettura lenta e meditata del testo, fatta più con il cuore che con l’intelligenza. È uno studio dei testi della Tradizione cristiana ed è al contempo incontro personale con Dio. È un lasciarsi permeare e trasformare dalla Parola di Dio.
La Partecipazione alla Liturgia
La preghiera e la lettura spirituale si intrecciano e culminano nella liturgia della Chiesa, principalmente la celebrazione dei sacramenti e la preghiera delle ore, a cui i membri della Confraternita avranno cura di partecipare secondo la propria condizione.
L'Apostolato
L’apostolato si esercita nella fede, nella speranza e nella carità e trova il suo fondamento nell’orazione e nella lettura spirituale, dove ognuno offre in Cristo se stesso al Padre per la salvezza delle anime. «Siccome la fonte e l’origine di tutto l’apostolato della Chiesa è Cristo, mandato dal Padre, è evidente che la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo, secondo il detto del Signore: “Chi rimane in me ed io in lui, questi produce molto frutto, perché senza di me non potete far niente” (Gv 15,5).»
Il Vaticano II afferma che «Questa vita d’intimità con Cristo viene alimentata nella Chiesa con gli aiuti spirituali comuni a tutti i fedeli, soprattutto con la partecipazione attiva alla sacra liturgia. […] I laici devono usare tali aiuti in modo che, mentre compiono con rettitudine i doveri del mondo nelle condizioni ordinarie di vita, non separino dalla propria vita l’unione con Cristo, ma crescano sempre più in essa compiendo la propria attività secondo il volere divino».
La Devozione a Maria nel Carmelo
La dedicazione dei Fratelli del Carmelo costituiva i membri persone poste al totale servizio della Patrona con un culto speciale. Il riferimento che, nel nome della Madonna, si dà al monte, è semplicemente geografico, tanto è vero che nella manifestazione concreta della loro pietas, espressa subito anche nei titoli delle varie chiese, i carmelitani accentueranno per lo più gli aspetti della maternità divina, della verginità, dell’immacolata concezione, dell’annunciazione.
Perciò, nella tradizione primitiva, Santa Maria del Monte Carmelo è semplicemente la Madonna quale risulta dal contesto del Vangelo, la purissima vergine Maria che accoglie e custodisce la Parola e col suo sì diventa madre del Figlio di Dio fatto uomo.
Maria: Modello di Fede e Obbedienza
Nel giorno della memoria (facoltativa) della Madonna del Carmelo, la liturgia presenta il brano di Matteo (Mt 12,46-50) riguardante il grado di “familiarità” con Gesù:
Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».
Questo brano sottolinea come un grado di “familiarità” con Gesù non sia di sangue, ma di imitazione: “Chiunque fa la volontà del Padre mio... questi è per me fratello, sorella e madre”. Si entra a far parte della “sua famiglia” non per mezzo del sangue o comunanza religiosa, ma da una scelta libera e personale che si traduce nell’impegno a fare la volontà del Padre.
A conferma di quanto appena detto, sarà Gesù stesso a rispondere a una donna che esaltava la Madre: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!” Ma Gesù rispose: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” (Lc 11,27-28).
Maria è colei che sa ascoltare, che sa custodire, che sa rimandare al Figlio - “Fate quello che egli vi dirà” (Gv 2,5). Maria è Colei che non abbandona mai il Figlio Gesù, neppure lungo la via della Croce, e “sta” sotto la Croce. È una discepola che mai abbandona il Signore Gesù, che sempre “sta dietro”. Tutto questo porta a imitare la Vergine Maria. Sul Monte Carmelo lo hanno fatto e lo stanno facendo i monaci, ma ogni cristiano è chiamato a guardare a Maria per imparare da lei, per affidarsi alla sua intercessione per custodire “la purezza della fede” contro gli idoli di Baal di oggi.

Lo Scapolare del Carmelo e la sua Promessa
Nel 1642 Giovanni Cheron parlò del 16 luglio come data del dono dello scapolare da parte della Madonna a san Simone Stock, generale dell’ordine. Si tratta della nota visione della Vergine gloriosa che gli apparve recando in mano lo scapolare e dicendogli: “Questo sarà il privilegio per te e per i tuoi.” La festa liturgica della Vergine del Monte Carmelo fu istituita per commemorare questa apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock.
A san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo Scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio.
Nella nuova orazione di colletta della Chiesa latino-romana s’invoca l’aiuto della Madonna per poter giungere alla santa montagna che è Cristo. Indubbiamente si è voluto sommessamente accennare al Monte Carmelo e alla Vergine della salita e delle notti, il cui munus proprio nell’economia della salvezza è di condurre alla perfezione della carità, significata dal monte che è Cristo.

Il "Flos Carmeli": Inno alla Vergine
L'inno "Flos Carmeli", composto da San Simone Stock, è una preghiera di grande devozione alla Vergine Maria, esprimendo la sua bellezza, la sua protezione e il suo ruolo di guida.
- Fior del Carmelo, vite fiorente, splendor del cielo, tu solamente sei vergin Madre.
- Madre mite e intemerata, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare.
- Ceppo di Jesse, che il fior produce, a noi concedi di rimanere con te per sempre.
- Giglio cresciuto Tra le alte spine, pure conserva le menti fragili e dona aiuto.
- Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria: poni a difesa lo scapolare.
- Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura dal cielo impètra consolazione.
- Madre e Signora del tuo Carmelo, di quella gioia che ti rapisce sazia i cuori.
- O chiave e porta del Paradiso, fa' che giungiamo ove di gloria sei coronata. Amen.