Il Santuario dell'Amore Misericordioso a Collevalenza, un luogo di forte spiritualità in Umbria, è considerato da molti la Lourdes dell'Italia centrale. Situato appena fuori dal borgo antico di questa cittadina umbra, a 7 chilometri da Todi, il santuario è un'oasi di pace e riconciliazione che attira migliaia di pellegrini. Visitare questo luogo è come rinascere, ritrovarsi e sentirsi avvolti dall'Amore misericordioso, che si impegna a far conoscere a tutti un Dio pronto ad accogliere il figliol prodigo, un Padre che ama, perdona, dimentica e non tiene in conto i peccati dei suoi figli quando li vede pentiti.
L'apertura della Porta Santa a Collevalenza, nel pomeriggio di domenica 13 dicembre, ha visto monsignor Tuzia ricordare la vocazione originaria «di una così singolare messaggera dell'amore misericordioso, quale è stata la beata madre Speranza, la cui testimonianza risplende ancora più forte e attuale per il nuovo anno di grazia che ci apprestiamo a vivere».

Madre Speranza: La Fondatrice e la Sua Eredità
La fondatrice del santuario dell’Amore Misericordioso a Collevalenza, in cui è aperta l’unica Porta santa della diocesi di Orvieto-Todi, è la beata madre Speranza. Ella diceva: «Un amore che non opera non è amore, se non riscalda e non brucia non è amore». Queste parole sono state citate dalla Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata nel Messaggio della Cei per la ventesima Giornata mondiale della vita consacrata, celebrata lo scorso 2 febbraio. Madre Speranza ha dato un volto alla tenerezza di Cristo.
Madre Speranza, al secolo María Josefa Alhama Valera, era venuta alla luce in Spagna il 29 settembre 1893, mentre morì l’8 febbraio 1983 proprio a Collevalenza, dov'era approdata nell’agosto di 32 anni prima. Beatificata il 31 maggio di due anni fa, è sepolta nella cripta del santuario, meta di migliaia e migliaia di pellegrini. È lei che dà origine alle Ancelle dell’Amore Misericordioso e dei Figli dell’Amore Misericordioso, che continuano a diffondere il suo messaggio. Trentadue anni vissuti in questo luogo di pace e riconciliazione l'hanno vista mettersi al servizio dell'altro, ricevendo giornalmente centinaia di persone, ascoltando e infondendo speranza al prossimo.
“Stiamo attenti a non ferire i nostri fratelli e, invece di parlare, con o senza fondamento, dei difetti degli altri, esaminiamoci e vediamo se noi stessi li abbiamo come quelli, o anche più gravi”, scrisse questa Ancella, che ha dato un volto alla tenerezza dell’amore di Cristo, in questo santuario che è, tra l’altro, l’unico intitolato alla Misericordia.
Madre Speranza, come altre figure mistiche, è stata protagonista di fenomeni di bilocazione. Spesso essudava sangue, stigmatizzata sulle mani, sui piedi e al costato per più di cinquant’anni. Il 13 maggio 1981, iniziò a vomitare sangue, tanto da impregnare quattro asciugamani, sapendo che mancavano poche ore all’attentato di Ali Agca contro Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro. Sfama più di 3000 persone ogni giorno a Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale, moltiplicando gli alimentari che aveva a disposizione, compiendo “Todo por amor” (tutto per amore): l’espressione che riassume tutta la vita di questa piccola grande donna.
L’8 ottobre 1983, a 89 anni, morì e venne sepolta nella cripta del santuario, in un particolare sepolcro che rappresenta una zolla di terra sollevata, riecheggiante le parole evangeliche: “Se il chicco di grano non muore, rimane solo… Se invece muore, produce molto frutto”. In seguito alla guarigione immediata, nel 1999, di un bambino colpito da grave intolleranza, è stata dichiarata beata. Questo miracolo è stato di terzo grado, ossia “quoad modum” (riguardante le modalità), significando che la guarigione è stata pressoché istantanea, totale e duratura.
Madre Speranza è stata una donna che con gli altri ha vissuto l'Amore. Tutti avevano la certezza di essere speciali per lei. Il suo amore, umano ma profondo, era soprattutto misericordioso. Ella usava sempre l'espressione: il buon Gesù. La sua spiritualità invitava a desiderare e volere nulla all’infuori di Dio, riconoscendo il suo amore come bene supremo e fonte di ogni bene. Come il chicco di grano che si svuota, così lei ha spogliato se stessa, svuotandosi di sé per amore di Dio.
La perfezione, secondo Madre Speranza, consiste nell'amore e nel sacrificio, nell'accettarlo per amore di Dio, nel portare il peso della propria fragilità, soprattutto fisica ed emotiva, e nell'unire l'anima con Dio, il fine di ogni vocazione. La misericordia diventa lo strumento per incontrare la miseria e la fragilità umana, risanate con il perdono: “Se abbiamo avuto la sventura di perdere la vita della grazia con il peccato, ricorriamo al Sacramento della Riconciliazione, che laverà le nostre colpe con il Sangue preziosissimo del buon Gesù” (Madre Speranza).
Il Volto di Cristo nei Vangeli
Contemplare il volto di Cristo significa meditare su quanto di grazia e di rivelazione proviene dall'alto, ciò che è stato rivelato ai piccoli, poiché così è piaciuto al Padre. I Vangeli ci rivelano il volto del Figlio in tre aspetti principali: il volto mite, il volto dolente e il volto del Risorto.
Il Volto Mite di Gesù
Gesù Cristo si manifesta come una persona mite e umile di cuore. Egli invita: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore; troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11,28-30). È ai miti che è promessa l'eredità della terra.
Isaia lo descrive: «Ecco il mio servo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Egli porterà il diritto alle nazioni. Non spezzerà la canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta» (Is 42,1-3). Gesù è anche un contemplatore delle meraviglie della creazione, come si evince dal suo invito a osservare gli uccelli del cielo che non seminano né mietono, eppure il Padre celeste li nutre, e i gigli del campo che, senza lavorare né filare, sono vestiti di una gloria superiore a quella di Salomone.
Gesù rivela tratti ben chiari della sua personalità, ad esempio quando incontra Filippo e Natanaele. Egli stabilì di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi". Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaele e gli disse: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazaret". Natanaele gli disse: "Da Nazaret può venire qualcosa di buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e vedi". Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità".
La sua misericordia si manifesta nell'accoglienza dei peccatori. Seduto al banco delle imposte, incontrò un uomo chiamato Matteo, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì. Molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con lui e con i discepoli. I farisei e i loro scribi mormorarono: "Perché mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?". Gesù rispose loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".
Nel santuario, i confessionali si trovano sia all’entrata della Cripta (sulla destra) che lungo le cappelle, testimoniando l'importanza del Sacramento della Riconciliazione come il miracolo più grande di Gesù per portare le anime a sé.
Il Volto Dolente di Gesù
Il volto di una persona si manifesta spesso nei momenti difficili della vita. Il volto di Gesù si rivela sincero e libero proprio nel momento drammatico e terribile della Passione. La sua nobiltà alta e decisa emerge in modo inequivoco.
Durante la sua Passione, Gesù fu interrogato dal sommo sacerdote riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù rispose: «Io ho parlato palesemente al mondo; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che mi hanno udito; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Detto questo, una delle guardie gli diede uno schiaffo, dicendo: "Così rispondi al sommo sacerdote?". Gesù gli rispose: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Questo episodio mostra la dignità e la forza interiore di Cristo di fronte all'ingiustizia.
Più tardi, Pilato, entrato di nuovo nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: "Tu sei il re dei Giudei?". Gesù rispose: "Dici questo da te, oppure altri te l'hanno detto di me?". Pilato rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?". Rispose Gesù: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù". Allora Pilato gli disse: "Dunque tu sei re?". Rispose Gesù: "Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce".
Durante la flagellazione e l'incoronazione di spine, il suo volto appare straziato, umiliato, oscurato. Poi lo condussero nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Lo vestirono di porpora, intressero una corona di spine e gliela posero sul capo. Cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e piegavano le ginocchia per fargli riverenza. Alla fine, dopo essersi beffati di lui, lo spogliarono della porpora e gli misero le sue vesti e lo portarono via per crocifiggerlo.
Il Volto Glorioso del Risorto
Il volto del Risorto, pieno di grazia e di verità, ci viene rivelato già nella Trasfigurazione. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E si trasfigurò davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
L'Apostolo Giovanni, nell'Apocalisse, descrive il Cristo glorioso: «Egli aveva sul petto una fascia d'oro. I capelli della sua testa erano bianchi, come la lana candida, come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. I suoi piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. La sua faccia somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza» (Ap 1,12-16). In questa visione, la sua lampada è l'Agnello, e coloro che lo seguono regneranno nei secoli dei secoli.

La Misericordia come Volto del Padre
La parola «misericordia» racchiude la sintesi della rivelazione del mistero della Santissima Trinità. Essa è la parola che rivela il mistero del Padre e la pienezza dell'amore divino. La misericordia non è un atteggiamento benevolo per un certo tempo, ma è il nome di Dio stesso che si manifesta liberamente e gratuitamente.
L'agire del Padre è caratterizzato dalla misericordia, che si riversa sul mondo umano moderno. L'amore della Santissima Trinità si rende visibile nella vita di Gesù, la cui esistenza è stata plasmata dalla presenza della misericordia fatta carne. Tutte le sue azioni e i suoi gesti, soprattutto verso i malati e i sofferenti, sono all'insegna della misericordia. Egli annuncia il Padre, il cui volto è la misericordia. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9).
La giustizia di Dio non è una giustizia giuridica, ma la pienezza dell'amore. È una giustizia che non intende giudicare e condannare, ma perdonare e salvare. La misericordia di Dio per i nostri peccati non conosce confini ed è possibile distruggere il peccato degli uomini attraverso il mistero pasquale e la mediazione della Chiesa.
Questo mistero eterno dell'amore ci ricorda che l'uomo sarà sempre sotto lo sguardo misericordioso del Padre. Il cristiano, come ama il Padre, così deve amare i suoi fratelli. Il suo sguardo verso il mondo non può essere privo di misericordia e compassione.
In questo Anno Santo della Misericordia, è un impegno per la Chiesa intera vivere e testimoniare in prima persona la misericordia, tornando al Padre. La verità della Chiesa è l'amore di Cristo, e nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama: per sempre, gratuitamente, e senza nulla chiedere in cambio. Egli viene presto in nostro aiuto quando lo invochiamo.
Il diario della misericordia, visioni e profezie di Suor Faustina
Il Santuario di Collevalenza: Struttura e Spiritualità
Il Santuario di Collevalenza è opera dell’architetto spagnolo Julio Lafuente.
La Cappella del Crocifisso
La Cappella è un ardito edificio moderno, semplice e suggestivo, progettato come un aereo pronto al decollo. Il Crocifisso, nella cabina di pilotaggio, accoglie il visitatore con le Sue grandi braccia spalancate, guarda serenamente ed esorta alla confidenza e alla fiducia di lasciarsi condurre dove Lui vorrà. Il Crocifisso è una scultura lignea policroma, opera dell’artista Cullot Valera. La croce è issata su un globo, il mondo, che sorregge anche una corona regale e un libro aperto, il vangelo. Una lastra di cemento all’ingresso principale, che si protrae all’esterno come una pensilina, ha il significato di comunicare al pellegrino che chi entra si sente oppresso e schiacciato dalle sue pene, preoccupazioni, peccati. I pellegrini si soffermano volentieri presso la Cappella dove è esposto un Bambino Gesù dalle sembianze delicate. Nei due ingressi laterali, sotto un cono di luce, sono sistemate le due pile per l’acqua santa di marmo bianco, ben levigata, in contrasto con la pietra grezza che le sostiene.
Maria Mediatrice
Maria è Mediatrice di Misericordia, tramite tra l’uomo e Dio Padre. Il suo quadro si trova in una delle cappelle della Basilica. È opera del pittore Elis Romagnoli. La Madonna è con le braccia aperte nella richiesta di misericordia per l’umanità. Lei accoglie nel suo cuore immacolato Gesù, rappresentato dall’Ostia che poggia sul giglio.
La Cripta
L’altare della Cripta è consacrato a Maria Mediatrice. Sopra l’altare campeggia un mosaico, opera del prof. Mariano Villalta, che raffigura la Madonna riunita con gli apostoli nel cenacolo. Dietro l’altare si trova la tomba di Madre Speranza. Il pavimento della tomba sembra muoversi e sollevarsi, come fa il grano. Questa tomba vuol testimoniare che la Vita è più forte della morte e annunciare un mistero di Speranza che riempie di significato il nostro pellegrinaggio in questo mondo.
Le 5 campane del santuario sono dedicate a Maria SS. Del Pilar, Madonna della Speranza, San Giuseppe, Maria SS.
L'Esperienza del Pellegrino e la Porta Santa
Nel 2015, con l'inizio del Giubileo della Misericordia, l'allora Papa Francesco annunciò l'apertura della Porta Santa a Roma e l'opportunità per le diocesi di aprire una Porta della Misericordia. Monsignor Tuzia ha augurato alla sua porzione di Chiesa il dono di imparare «a guardare ogni persona con occhi umani, velati di dolore e con l’occhio luminoso e sereno di Cristo, il divino samaritano. Sia Chiesa che riflette il volto del Dio amore per ridare cuore nuovo alla gente di oggi, immersa in una civiltà malata, che sembra aver esaurito le scorte della speranza; Chiesa che sa essere al servizio del mondo e fa dell’amore all’uomo il suo credo; Chiesa che ama servendo e che serve amando, perché una Chiesa che non serve non serve a nessuno; Chiesa dalle porte aperte ed essa stessa porta spalancata, per entrare nella quale non occorre bussare né fare anticamera». Infatti «scoprire che l’amore misericordioso di Dio è la forza più grande è un’intuizione che si fa annuncio esplicito: quello di una porta spalancata per tutti», evidenzia padre Aurelio Pérez, superiore generale dei Fam.
In questo Anno santo, ogni pellegrino che arriva al santuario riceve il Vademecum del Giubileo della misericordia, che contiene informazioni su itinerario e indulgenza giubilare, opere di madre Speranza, testi di papa Francesco e di madre Speranza, canti e preghiere tra le quali la novena all’Amore misericordioso. «Per il momento ne abbiamo stampate oltre 20 mila copie», annuncia padre Ireneo che, oltre al passaggio della Porta santa e alla Confessione («il miracolo più grande di Gesù è portare le anime a sé attraverso il sacramento della Riconciliazione, qui molto praticato»), propone ai gruppi la Via Crucis nel viale prima di arrivare alla basilica e una sosta di raccoglimento e contemplazione davanti al Crocifisso nella cappella, scultura lignea policroma dell’artista Cullot Valera: «Accoglie con le sue braccia spalancate ed esorta alla fiducia e sul petto si vede il cuore sormontato dalla scritta “charitas”».
Numerosi gli ex-voto sulle pareti, segno di grazie ricevute: «Ogni mattonella è catalogata secondo un numero progressivo e in archivio sono conservati i certificati medici e le dichiarazioni che motivano l’ex-voto».
Il flusso di gente è continuo, soprattutto nel fine-settimana: dalle 3 alle 5 mila persone. I confessionali, dove si può sperimentare il perdono e la tenerezza di Dio, sono ampiamente utilizzati.
Un Pellegrino Speciale: San Giovanni Paolo II
«Un giorno, il Vicario di Cristo verrà in visita al Santuario». Il 22 novembre 1981, Giovanni Paolo II ha realizzato il suo primo viaggio apostolico dopo l’attentato del 13 maggio in Piazza San Pietro, recandosi a Collevalenza. Il Papa, giunto in elicottero sul piazzale del Santuario, salutò le autorità, visse un momento di preghiera davanti al Crocifisso, tenne un discorso alla Famiglia Religiosa, ossequiò Madre Speranza, rivolse un'esortazione agli ammalati, celebrò la Santa Messa sulla Piazza, a cui fecero seguito l’Angelus e il pranzo fraterno. Egli, ancora convalescente, decise che questa fosse la meta della sua prima uscita da Roma dopo l’attentato di sei mesi prima.
Testimonianze di Fede e Rinnovamento
Si è svolto a Collevalenza, dal 24 al 26 novembre, il primo dei quattro incontri in programma per l’anno pastorale 2023-2024 organizzato dalla Pastorale giovanile-vocazionale della Famiglia dell’Amore Misericordioso: CON LO SGUARDO VERSO L’ALTO.
«È un’esperienza che consiglierei a tanti giovani, sia a quelli che ancora hanno dubbi sulla propria fede sia a quelli che, come me, sentono di voler, in qualche modo, rinnovare quella fede. Nelle catechesi, nelle riflessioni personali, nei colloqui e nelle confessioni con i padri, Gesù ci parla e ha per ognuno una parola. Spetta proprio a noi giovani accogliere quella parola durante i corsi e metterla in atto una volta tornati a casa. Io, Serena, un giorno…. Ho conosciuto per caso Madre Speranza, e da lì ho iniziato il mio cammino. Ho iniziato a farmi molte domande e alcune anche egoistiche, ma poi ad un tratto ho iniziato ad avere delle risposte, risposte che mi stanno cambiando, risposte che mi stanno dando la forza di combattere, di lottare. Questa forza mi viene data da Dio, Dio che mi ha cambiata, mi ha fatto riscoprire una nuova Serena, una Serena diversa dalla precedente, una Serena che vede come elemento vincente la Preghiera. Dio per me ha in serbo tanti compiti, alcuni li sto svolgendo, altri cercherò di portarli a termine. Tempo addietro ho fatto un sogno molto strano ma allo stesso tempo bellissimo: credo di aver sognato il Paradiso. Io praticamente ero rinata in cielo, c’era tantissima gente, tanti bambini, anziani, tanti cavalli che correvano liberi tra i prati, tante farfalle colorate, fiori, aquile. Erano tutti felici, pazienti e sereni. Io, siccome mia suocera dice spesso che secondo lei il Paradiso non esiste, dovevo assolutamente andarle in sogno è con gentilezza mi rispose una bellissima ragazza che sarei dovuta andare in un sentiero. Mentre mi incammino notai un lago, detto il lago del pianto, praticamente tutte le persone che piangono su questa terra riempiono il lago lì, e c’ erano tantissime persone attorno tutte umide … (da allora cerco di piangere di meno ma consolo altre persone). Arrivata in questo sentiero, vidi che c’era una fila immensa, tutti dovevano chiedere il permesso per andare in sogno ai propri cari, ma attendevano tutti con pazienza. Ad un tratto si gira con i suoi splendidi occhi color del mare una ragazza, che io non avevo avuto l’onore di conoscere, ma conosco la mamma (fa parte della stessa mia associazione “L’arcobaleno della speranza), infatti questa ragazza si mostrò a me con il volto della mamma ma con i suoi bellissimi occhi e mi disse che si doveva attendere parecchio. Da lassù c’era un panorama bellissimo, cascate, arcobaleno, prati. Il Paradiso esiste e sta dentro noi stessi…. Questo sogno l’ho fatto 3 giorni prima che andassi a fare un esame importante, che purtroppo non è andato bene. Ma io sono qui, lotto e cerco di insegnare l’amore per la vita agli altri, tramite la mia esperienza, ma soprattutto cerco di rafforzare quel filo conduttore tra me e Dio. Perché noi iniziamo il cammino ma lui lo finisce».
Informazioni Utili per i Pellegrini
Come raggiungere Collevalenza
Il santuario si trova in Umbria, nella diocesi di Orvieto-Todi, in provincia di Perugia.
- Dall’autostrada del Sole: per chi viene da Nord, uscire a Valdichiana e proseguire per Perugia, Todi, Collevalenza; da Sud, uscire a Orte e proseguire per Sangemini, Acquasparta, Collevalenza.
- In treno: scendere alla stazione di Sansepolcro-Terni.
Orari e Celebrazioni
Nei giorni festivi le Messe vengono celebrate alle ore 6.30, 8, 9, 10, 11.30, 16, 17.30 (ora legale: 17, 18.30); dalle 17 alle 19, nella cappella del Crocifisso, adorazione, rosario, vespri e benedizione eucaristica. Lunedì e sabato, a mezzogiorno, Messa del pellegrino. Possibilità di celebrare la Via Crucis nel viale a valle del santuario.
Altre Porte Sante in Umbria
L’Umbria conta altre 7 diocesi, oltre a Orvieto-Todi di cui fa parte Collevalenza.
- Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve: sono aperte 7 Porte sante: cattedrale di San Lorenzo, ospedale della Misericordia, concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio in Città della Pieve, santuario della Madonna dei Bagni in Casalina di Deruta, convento di Montescosso in Bosco, parrocchia di San Giovanni Battista in Marsciano, Madonna di Lourdes in Montemelino di Magione.
- Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino: ci sono 3 Porte sante nella cittadina del patrono d’Italia: San Rufino e basiliche di San Francesco e Santa Maria degli Angeli.
- Diocesi di Spoleto-Norcia: 4 Porte sante: cattedrale, santuari della Madonna della Stella in Montefalco, di Santa Rita a Roccaporena e Cascia.
- Diocesi di Terni-Narni-Amelia: oltre a quella nella cattedrale, sono aperte Porte della misericordia nel carcere di Vocabolo Sabbione e nella cappella dell’ospedale di Terni.