Il Corso di Laurea in Restauro dei Beni Culturali all'Università Suor Orsola Benincasa

Origini e sviluppo del percorso formativo

Il Corso nasce come naturale prosecuzione di una lunga esperienza del Suor Orsola nel campo della conservazione dei Beni Culturali. Al corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali, uno dei primi attivati in Italia, dal 2001 l'Università ha affiancato un corso di laurea triennale in Diagnostica e Restauro (classe 41) e, successivamente, una specialistica biennale (classe 12 S) per il completamento della formazione dei restauratori.

La laurea in restauro non consentiva tuttavia, per la complessa legislazione vigente, un accesso diretto alla qualifica di restauratore dei Beni Culturali, riconosciuta 'de iure' dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Quest'ultimo, d'altra parte, formava tradizionalmente i restauratori ma a un livello non universitario.

Schema cronologico dell'evoluzione legislativa e accademica del corso di restauro presso l'Università Suor Orsola Benincasa

La normativa e la nuova figura professionale

Nel maggio 2009 sono stati emanati due decreti ministeriali che regolamentano la legislazione in materia; uno di essi in particolare consente, all'interno di rigide regole, la formazione di figure professionali complesse, i restauratori dei Beni Culturali, rilasciando loro un titolo, equipollente ad una laurea magistrale, che è spendibile direttamente nel campo del lavoro. La formazione dei restauratori nel Meridione d'Italia nasce dalla volontà di ricercare figure professionali capaci di intervenire sul patrimonio culturale del territorio.

Struttura del Corso di Laurea Magistrale

Il Corso di laurea magistrale interfacoltà in Restauro dei beni culturali classe LMR/02 prevede 20 nuove immatricolazioni per l'anno accademico 2021/2022. Le attività si svolgono nella sede storica del Suor Orsola Benincasa a Napoli (via Suor Orsola 10) e nel Dipartimento di Scienze Umanistiche (via S. Caterina da Siena 35).

Accesso e ammissione

Il Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali prevede un accesso a numero programmato. L'ammissione è regolamentata dal bando, pubblicato su www.unisob.na.it e prevede il superamento di alcune prove. Per l'accesso al corso di studi si richiedono:

  • Padronanza scritta e orale della lingua italiana;
  • Possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.

La selezione in ingresso non esclude test valutativi che prevedano obblighi formativi aggiuntivi qualora il candidato non raggiunga i requisiti minimi. La verifica delle conoscenze potrà avvenire attraverso test di orientamento e di autovalutazione, in seguito ai quali saranno attivate forme specifiche di tutorato. Le prove di accesso si articolano in due prove pratiche e un colloquio di cultura generale. Un'apposita Commissione stilerà una graduatoria di merito in base agli esiti delle prove.

Laboratorio di Restauro dell'UNISOB | Laurea Magistrale Conservazione e Restauro dei Beni Culturali

Il profilo del Restauratore dei Beni Culturali

L'art. 1 del D.M. n. 86/2009 definisce il restauratore come il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali, assicurandone la conservazione e salvaguardandone il valore culturale.

Mansioni e competenze

Il restauratore svolge le seguenti attività:

  • Analizza e interpreta i dati relativi ai materiali costitutivi e alla tecnica di esecuzione;
  • Progetta e dirige gli interventi di competenza;
  • Esegue direttamente i trattamenti conservativi;
  • Coordina gli altri operatori che svolgono attività complementari;
  • Svolge attività di ricerca, sperimentazione e didattica.

Sbocchi professionali e contesto lavorativo

Il restauratore dei beni culturali agisce sullo sterminato patrimonio presente in Italia e a livello internazionale. Gli enti di tutela, musei, soprintendenze, diocesi e collezionisti privati necessitano costantemente di interventi di conservazione.

La normativa sui lavori pubblici (D.L. 163/06, D.P.R. 207/2010) prescrive alle ditte esecutrici di lavori di restauro di operare con un numero congruo di professionisti abilitati. Oltre all'esecuzione diretta, il restauratore riveste ruoli chiave quali:

Ruolo Descrizione
Direttore tecnico Figura affidata in via esclusiva per i lavori di restauro.
Staff di progettazione Redazione delle schede tecniche e dei progetti definitivi ed esecutivi.
Responsabile collaudo Partecipazione allo staff tecnico durante le fasi di verifica.

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