La Crisi e la Cessione della Casa di Cura Santa Rita di Vercelli: Un'Analisi Approfondita

La Casa di cura privata Santa Rita S.r.l., situata a Vercelli in viale dell'Aeronautica, è stata al centro di una complessa vicenda finanziaria e gestionale che ha sollevato interrogativi sulla trasparenza delle operazioni e sulla salvaguardia degli interessi dei creditori e dei lavoratori. La situazione ha richiamato l'attenzione di diversi Ministeri, spingendoli a richiedere chiarimenti e interventi.

La Struttura di Proprietà e le Società Coinvolte

La proprietà della Casa di cura privata Santa Rita S.r.l. risultava suddivisa tra la Finmedica Eporediese S.r.l. e un azionariato diffuso. La stessa Finmedica Eporediese deteneva partecipazioni in altre realtà, tra cui la clinica San Gaudenzio, la Yussef Immobiliare, la Dama Trad Corporation e la Major Assistance. In particolare, la Yussef Immobiliare S.p.a. era titolare della quota di maggioranza della Finmedica Eporediese, la quale, a sua volta, deteneva la quota di maggioranza della Santa Rita S.r.l. Questa complessa rete di collegamenti societari era descritta come un "sistema a scatole cinesi".

schema delle connessioni societarie tra Santa Rita, Finmedica Eporediese e Yussef Immobiliare

Un elemento significativo in questa catena è stato il fallimento della Yussef Immobiliare S.p.a., dichiarato dal Tribunale di Novara con sentenza del 13 dicembre 1994. Inoltre, la Coop Società "l'Arciere" risultava essere azionista della Santa Rita, con una rappresentanza nel consiglio di amministrazione.

Le Difficoltà Finanziarie e le Azioni Legali

La crisi della Casa di Cura Santa Rita è emersa con evidenza attraverso una serie di difficoltà economiche e azioni legali intraprese dai creditori:

  • Il consiglio di amministrazione della "Santa Rita" aveva revocato il mandato all'amministratore delegato, a fronte delle risultanze di un'analisi condotta sulla contabilità sociale.
  • La Bimer Banca S.p.a. aveva notificato un atto di pignoramento immobiliare, a garanzia di un credito di 1.853.164.093 lire, derivante da rate non pagate per un finanziamento di cinque miliardi erogato in precedenza.
  • La Uno Banesto Leasing aveva notificato un atto di pignoramento del credito che la "Santa Rita" vantava nei confronti dell'USSL di Vercelli, la quale parimenti non procedeva al pagamento di fatture scadute.
  • La Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza aveva notificato un decreto ingiuntivo per circa un miliardo di lire, a causa di uno scoperto di conto corrente.
  • Era stato segnalato che l'amministratore delegato avrebbe emesso assegni bancari, tratti dal conto corrente del Credito Bergamasco presso la filiale di Novara, senza la necessaria copertura.
  • La ditta SMA, appaltatrice del servizio mensa, aveva comunicato l'impossibilità di continuare ad erogare il servizio a causa della massa di crediti sospesi.

Sospetti di Bancarotta Fraudolenta e Richieste di Trasparenza

Nonostante la società si fosse riservata l'esame per un eventuale ricorso alle procedure di ammissione al concordato preventivo, si profilava l'ipotesi di una reale bancarotta fraudolenta. Il sistema a "scatole cinesi", che caratterizzava la struttura di proprietà, e i tempi di accertamento da parte degli organi competenti, non consentivano una rapida e necessaria trasparenza degli atti, rendendo difficile l'accertamento di eventuali reati. Si riteneva cruciale accertare se la partecipazione azionaria di più società in collegamento tra loro avesse consentito manovre di carattere speculativo, in particolare riguardo alla concatenazione di interessi che legavano l'Immobiliare Yussef S.p.a., dichiarata fallita, con le partecipazioni disseminate in attività similari o diverse da quelle della casa di cura Santa Rita, considerata l'eventualità di bancarotta fraudolenta.

Il Contratto di Affitto con "L'Arciere Assistenza" e Le Sue Conseguenze

Un momento chiave nella vicenda è stato il contratto per l'affitto della Santa Rita, stipulato con L'Arciere Assistenza il 27 gennaio 1995. Questo accordo ha avuto significative implicazioni:

  • Ha sottratto agli organi fallimentari la possibilità di affrontare le necessarie determinazioni per una valutazione di eventuali diverse offerte, anche più congrue, a garanzia dei creditori chirografari o con privilegio.
  • Con la stipula del contratto di gestione all'Arciere e il licenziamento dei circa 70 lavoratori, la Santa Rita ha di fatto obbligato gli stessi, data la situazione disoccupazionale della città di Vercelli, a divenire soci-lavoratori dell'Arciere Assistenza. Questi lavoratori sarebbero stati subordinati non solo alle regole contrattuali, ma anche a quelle statutarie della società cooperativa, con l'obbligo di diventare soci per poter essere assunti.
foto tematica di una clinica o struttura ospedaliera

L'Importanza della Clinica per la Comunità di Vercelli e le Offerte Alternative

La Casa di Cura Santa Rita rappresentava un centro importante per la comunità vercellese. Le sue potenzialità di convenzione e le sue professionalità consolidate in medicina generale, cardiologia e riabilitazioni pneumomotorie la rendevano un presidio sanitario essenziale. Non a caso, si era a conoscenza di diverse offerte da parte di società di servizi sanitari interessate a rilevare la struttura. Era quindi fondamentale respingere qualsiasi tentativo di intervento sulla struttura o sull'area per fini speculativi, diversi da quelli legati all'attività propria della casa di cura.

Richieste di Intervento alle Istituzioni

Di fronte alla gravità della situazione, sono state sollevate richieste di intervento e chiarimenti rivolte a diversi Ministri, al fine di garantire trasparenza, giustizia e tutela dei lavoratori:

Richieste al Ministro della Sanità

Al Ministro della Sanità si chiedevano provvedimenti per verificare la condizione della Casa di Cura Santa Rita, non ritenuta determinata dalla situazione economica generale delle strutture sanitarie, quanto piuttosto da una gestione disinvolta. Si chiedevano anche atti per individuare responsabilità in ordine alle concessioni delle convenzioni con strutture sanitarie pubbliche, in assenza di un'adeguata verifica sulle garanzie fornite dalla clinica.

Richieste al Ministro dell'Interno

Il Ministro dell'Interno era chiamato a intervenire, attraverso la Prefettura di Vercelli, per l'attivazione dei controlli previsti dall'ordinamento nei riguardi degli organi coinvolti, al fine di garantire la necessaria e indispensabile trasparenza di quanto determinatosi.

Richieste al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale

Al Ministro del Lavoro si chiedevano interventi, anche tramite i suoi uffici periferici, per garantire la prospettiva occupazionale ai lavoratori della Casa di Cura Santa Rita. Questi erano stati costretti a diventare soci-lavoratori dell'Arciere Assistenza fino al 31 dicembre 1995, in presenza di un contratto di gestione sottratto alla procedura concorsuale richiamata.

2024 07 02 BANCAROTTA E NUOVE RESPONSABILITA' PENALI NEL CODICE DELLA CRISI

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