Monsignor Claudio Giuliodori: Biografia, Ministeri e Incarichi Pastorali

Monsignor Claudio Giuliodori è una figura di spicco nel panorama ecclesiale italiano, con una lunga carriera caratterizzata da numerosi incarichi pastorali, accademici e di comunicazione. La sua biografia è segnata da un percorso di dedizione al servizio della Chiesa, culminato in importanti nomine, tra cui quella a vescovo e, più recentemente, agli incarichi di Assistente Ecclesiastico Generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e dell'Azione Cattolica Italiana.

Profilo Biografico e Formazione

Nascita, Ordinazione Sacerdotale e Primi Incarichi

Thematic photo of a young priest during ordination

Monsignor Claudio Giuliodori è nato ad Osimo, in provincia di Ancona, il 7 gennaio 1958. Ha compiuto gli studi medi e liceali presso il Seminario minore di Osimo e successivamente gli studi filosofico-teologici presso il Seminario Maggiore regionale di Fano. Nel 1983, a soli 25 anni, viene ordinato presbitero il 16 aprile per la diocesi di Osimo che, dal 30 settembre 1986, è stata unita con quella di Ancona.

Tra gli incarichi svolti nel campo della pastorale vi sono quello di vice-rettore del Seminario interdiocesano di Osimo e successivamente assistente diocesano dell'Azione Cattolica ragazzi e giovani. Dal 1985 al 1988 ha esercitato il ministero come Vicario parrocchiale nella parrocchia di S. Marco di Osimo.

Studi Teologici e Incarichi Accademici

Dopo gli studi in seminario, si è laureato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense nel 1990. Rientrato in diocesi, è stato nominato Direttore dell'Ufficio diocesano di Pastorale familiare dal 1991 al 1998 e Direttore del Consultorio familiare. Ha, inoltre, assunto l'insegnamento di Teologia Morale e poi l'incarico di Vice-Preside dell'Istituto Teologico Marchigiano di Ancona dal 1993 al 1998. Nel 1994 è stato nominato Direttore del "Centro diocesano di pastorale e di spiritualità" di Colle Ameno (Ancona). Dal 1996 al 2007 è stato anche Professore Incaricato di Teologia Pastorale presso il Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per gli studi su Matrimonio e Famiglia.

Ministero Episcopale e Nomine di Rilievo

Nomina e Ordinazione Vescovile

Thematic photo of an episcopal ordination

Già nominato Cappellano di Sua Santità nel 2002 da Papa Giovanni Paolo II, il 22 febbraio 2007 papa Benedetto XVI lo nomina vescovo della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. Riceve l'ordinazione episcopale il 31 marzo 2007 per l'imposizione delle mani del cardinale Camillo Ruini (co-consacranti il cardinale Angelo Bagnasco e l'arcivescovo Edoardo Menichelli). Consacrato Vescovo a Macerata il 31 marzo 2007.

Incarichi presso la Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

La sua attività si è estesa anche a livello nazionale e internazionale. Tra il 1988 e il 1991 ha lavorato come aiutante di studio del Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Ha coordinato per conto della CEI la partecipazione dei pellegrini italiani alle Giornate mondiali della gioventù del 1991 e del 1993. Nel 2000 è stato responsabile dell'Ufficio Stampa della Giornata Mondiale della Gioventù di Roma.

Nel marzo 1998 è stato nominato dal Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana Direttore dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali e Presidente della Commissione Nazionale Valutazione Film (dal 1998 al 2003). Nell'ottobre 2006 è stato nominato dal Santo Padre Benedetto XVI Consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Dal 2008 al 2015 è stato Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali. Nell'Assemblea Generale del maggio 2021 è stato eletto Presidente della Commissione Episcopale per l'Educazione Cattolica, la Scuola e l'Università. In tale veste è anche Presidente del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica. Nel novembre del 2022 è stato eletto Presidente della Commissione Giovani del CCEE - Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa.

Assistente Ecclesiastico Generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Mons. Claudio Giuliodori Assistente Ecclesiastico Generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Italia) il 26 febbraio 2013. È stato confermato da Papa Francesco per un secondo quinquennio nel 2018 e per un terzo quinquennio nel 2023.

Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana

Da febbraio 2023 Mons. Claudio Giuliodori è stato nominato da Papa Francesco Assistente Ecclesiastico Generale anche dell'Azione Cattolica Italiana. La Presidenza nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, insieme al Consiglio nazionale e all'Associazione tutta, hanno accolto con gioia la nomina, esprimendo un'intensa gratitudine al Santo Padre Francesco e alla Conferenza episcopale italiana. La scelta di chiamare un vescovo ad accompagnare il cammino dell'Azione Cattolica Italiana è in primo luogo un segno del profondo e originario legame tra l'AC e la Chiesa ed è per l'Associazione un dono grande che ricevono con gratitudine, un ulteriore incoraggiamento a proseguire il cammino associativo in unione ai pastori, da laici dedicati alle Chiese locali e sempre dediti alla costruzione del bene di tutti nella prospettiva di quell'improrogabile rinnovamento pastorale atteso dalle persone e dalle comunità. L'Associazione ha ringraziato in modo intenso e speciale monsignor Claudio Giuliodori per aver risposto con generosità alla chiamata del Papa e si è detta certa che, anche grazie alla sua paterna e quotidiana cura, l'AC proseguirà nel suo quotidiano e concreto spendersi per attuare il sogno di una Chiesa sinodale e missionaria che Papa Francesco ha affidato alla Chiesa Italiana e all'Azione Cattolica.

L'Azione Cattolica si rallegra anche per la conferma di Giuliodori quale Assistente Ecclesiastico Generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ricordando il legame fondativo e la collaborazione diffusa e sentita tra queste due istituzioni in particolare nelle diverse Chiese locali e riconoscendo la possibilità di una sua crescita feconda, anche alla luce della luminosa testimonianza e della memoria sempre viva e grata della Beata Armida Barelli.

La Visione Pastorale di Monsignor Giuliodori

Sul Cammino Sinodale e la Corresponsabilità Laicale

Infographic illustrating the concept of synodality in the Church

Monsignor Giuliodori riflette sul desiderio di Papa Francesco di una Chiesa più sinodale e missionaria, notando che si sta trasformando in realtà. Sui frutti che questo cammino porterà, egli osserva che nessuno può fare una valutazione, ma è certo che sia stata intrapresa un'esperienza di autentica sinodalità che ha registrato un livello di partecipazione e condivisione ecclesiale mai sperimentato prima d'oggi. Il processo sinodale, infatti, sia a livello di Chiesa Universale sia a livello di cammino della Chiesa Secolare che è avvenuto in Italia, ha fatto rilevare, nella sua prima fase, una straordinaria partecipazione di persone, con una modalità di ascolto e condivisione senza precedenti.

E non solo al suo interno, ma anche con una certa apertura degli orizzonti, coinvolgendo il mondo del lavoro, della scuola e della politica e sviluppando così un ascolto attento dei processi sociali e delle principali problematiche del nostro tempo. In questa seconda fase, quella sapienziale, ci si trova a fare sintesi e a dover individuare alcuni snodi importanti. La tappa del discernimento sapienziale impone quindi a tutte le realtà ecclesiali, soprattutto a livello diocesano, di lavorare sui cinque temi individuati e di giungere a proporre possibili percorsi ulteriori di trasformazione, di cambiamento. Nell'orizzonte del Concilio Vaticano II, il cammino sinodale offre la possibilità di rendere più autentica la vita ecclesiale, più efficace l'azione missionaria, più aperto il dialogo con il mondo.

Una delle cinque costellazioni tematiche individuate per il percorso di discernimento intrapreso in questo secondo anno di Cammino Sinodale 2023/2024, è la corresponsabilità. Monsignor Giuliodori ritiene che il rapporto tra tutte le componenti ecclesiali, secondo i doni, i ministeri e i servizi di cui ciascuno è responsabile, potranno trovare nuove forme di dialogo e di confronto. Laici, religiosi, religiose e sacerdoti potranno certamente sviluppare delle nuove modalità di collaborazione. Gli organismi di partecipazione - Consigli Pastorali, Consigli Presbiterali, Consigli per gli Affari Economici, Commissioni dei vari ambiti, Consulte del Laicato - tutte queste strutture dovranno fare un salto di qualità e diventare luoghi di confronto, ma anche di orientamento per le decisioni. Non sono organi decisionali, perché questo non esprimerebbe appieno la comunione gerarchica della Chiesa; però certamente dobbiamo uscire da impasse dove la struttura gerarchica a volte diventa un po' vincolante e pesante per le realtà ecclesiali.

La storia impone un rinnovamento e un cambiamento. Mons. Giuliodori sottolinea come l'abbondanza di vocazioni sacerdotali e la struttura formativa dei seminari consentiva in passato di garantire una presenza di sacerdoti per l'animazione delle comunità parrocchiali molto ben strutturata e in grado di coprire bene il territorio. Questa modalità, a causa della crisi delle vocazioni, ma anche di altri fenomeni, come la mobilità umana, non è più adatta. La parrocchia, infatti, esprime un presidio ecclesiale per comunità statiche, che nascono, crescono e muoiono nello stesso luogo; così non è più! Dunque anche la vita della comunità ecclesiale deve essere un po' più dinamica e i laici dovranno prendere delle responsabilità nella gestione delle comunità e dei luoghi di esperienza di fede, che non sono più solo le parrocchie. Non avremo più solo sacerdoti da impegnare nei cambiamenti della progettualità di evangelizzazione missionaria, quindi saremo spinti verso una maturazione teologica e pastorale, anche per istanze concrete di mancanza di risorse per gestire le parrocchie. La questione di laici che gestiscono le parrocchie, con i sacerdoti che svolgono solo la funzione di animazione sacramentale, è una possibilità che si prospetta.

L'Importanza dell'Educazione Cattolica

In qualità di Presidente della Commissione Episcopale per l'Educazione Cattolica, Mons. Giuliodori considera l'educazione un termine onnicomprensivo. Non c'è esperienza di fede che non si declini in educazione, perché la fede è un dono, una grazia, un seme che viene posto nel cuore delle persone grazie all'incontro con Cristo; ma poi questo incontro - come Gesù stesso ha fatto con gli Apostoli e come la Chiesa è chiamata a fare - è un processo di educazione, di maturazione. Quindi la Chiesa non potrà mai smettere di educare, anzi educare è la forma propria del prendersi cura, quindi di farsi carico anche del prossimo, soprattutto nel passaggio dell'educazione tra generazioni.

Oggi l'educazione ha mille risvolti, in quanto non è solo l'espressione fondamentale della famiglia, che fa sempre più fatica ad educare. Essa è l'espressione anche delle scuole e delle scuole cattoliche, che sono un presidio educativo fondamentale. L'alleanza tra la famiglia e la scuola è importantissima per sostenere un'educazione integrale, che metta al centro della vita il ragazzo o la ragazza, il pieno sviluppo della loro persona. Ci sono poi processi educativi che segnano anche l'azione pastorale, come gli Oratori, le Aggregazioni Laicali, l'Azione Cattolica, gli Scout, che hanno come carisma e missione specifica proprio l'educazione. Vi è, infine, anche un compito di educazione alla cultura, alla bellezza, alla politica. Il compito fondamentale della Chiesa dunque è quello di tirare fuori il meglio alla luce del Vangelo e non c'è aspetto del vivere ecclesiale, della sua missione, che non trovi nell'educazione la sua espressione qualificante. Per tale ragione, Mons. Giuliodori crede che oggi la Chiesa abbia molto da dire, perché la società fatica ad entrare in questo processo educativo, ma ne sente fortemente il bisogno.

Le Sfide della Comunicazione Sociale

Thematic photo of digital communication and its challenges

In passato, Mons. Giuliodori è stato anche Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali. Per quanto riguarda la sfida della comunicazione oggi, egli osserva che la comunicazione ha cambiato pelle per tante ragioni e siamo in una fase di rivoluzione copernicana. Come un tempo si credeva che la Terra fosse al centro del Sistema Solare, così la comunicazione vedeva l'emittente al centro. Oggi la persona gira attorno a satelliti comunicativi infiniti, quindi passa da un'orbita all'altra, spesso senza avere la capacità di operare un discernimento. Il compito di chi opera nella comunicazione, dal punto di vista della missione della Chiesa, è quello di non separare mai la comunicazione mediatica dal soggetto e dall'utente della comunicazione, ossia quello di creare le condizioni affinché sia una relazione umana, non che separa, divide, che è aggressiva, ma che alimenti la comunione, perché la comunicazione è relazione. Se la comunicazione diventa strumento conflittuale, non va bene.

Oggi i social, nel tentativo di possedere i processi relazionali, diventano invasivi e violenti nel loro proporsi ed imporsi. C'è una comunicazione molto alterata, per non dire drogata, da processi che, anziché dare origine ad una circolarità virtuosa, producono una conflittualità che divide e frammenta. L'impegno principale del giornalista oggi, secondo Mons. Giuliodori, è quello di generare una cultura comunicativa, di avere il coraggio di non lasciarsi attrarre dentro quella gabbia che assomiglia molto ad un rodeo e non ad un luogo in cui la conoscenza e la relazione arricchiscono tutti e soprattutto di conservare la comunicazione a servizio dell'uomo e della comunità. Questo dipende dallo stile con cui si comunica, dalle infrastrutture relazionali che accompagnano e sostengono la comunicazione, ma anche dalla legislazione e dall'organizzazione dei processi mediatici che sono chiamati a conservare l'attività comunicativa dentro l'orizzonte del bene comune, non come appannaggio di interessi, poteri o manipolazioni del reale.

Egli riconosce che oggi si corrono molti rischi, ma, come sempre, dove l'uomo si esprime con la sua dignità, la sua intelligenza, la sua sapienza e soprattutto il suo cuore, c'è la possibilità di sanare e di riorientare anche un ambiente così difficile e complesso, come quello della comunicazione. I giornali diocesani hanno una caratteristica che, in parte, li salvaguarda da questo processo, perché sono radicati al territorio e tutto ciò che è radicato al bene delle persone e del territorio, ha già di per sé una finalità positiva.

Messaggi e Saluti

Gratitudine e Impegno

Al momento della conferma come Assistente Ecclesiastico Generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della nomina di Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, Monsignor Claudio Giuliodori ha espresso la necessità di affidarsi ancor più al Signore invocando la luce e la guida dello Spirito Santo, perché supplisca alla pochezza dei suoi mezzi, del tutto inadeguati ad assumere impegni tanto gravosi a servizio di realtà così rilevanti per le Chiese che sono in Italia e per il Paese.

Egli si è dichiarato profondamente grato al Santo Padre Francesco per la fiducia e per aver dato continuità al suo servizio presso l'Ateneo dei cattolici italiani, del quale ha potuto sempre più apprezzare le straordinarie capacità educative, la grande attività di ricerca scientifica, la qualificata e ricca produzione culturale, con una peculiare attenzione alle istanze delle nuove generazioni e alla necessità di declinare le sfide del nostro tempo secondo l'ispirazione cristiana e l'insegnamento della Chiesa. In questo contesto ha rinnovato il suo impegno e confermato la sua più ampia collaborazione nelle attività istituzionali e nell'animazione pastorale della comunità accademica.

Con gioia e trepidazione ha accolto l'incarico di Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, sentendosi a casa avendo vissuto la sua giovinezza nei gruppi di AC e per essere stato, nei primi anni del suo ministero, assistente dell'ACR e dei Giovani nella diocesi di Ancona-Osimo. Si pone a servizio di una realtà vitale che è cambiata nel corso del tempo ma senza perdere la sua identità di associazione laicale chiamata a sostenere la formazione integrale degli aderenti nelle loro diverse età e ambienti di vita, a curarne la santificazione e la partecipazione alla vita ecclesiale in intima e profonda comunione con i pastori, a orientarne l'impegno nell'apostolato attraverso una testimonianza credibile ed efficace.

Ha rivolto il suo più cordiale saluto a tutti gli aderenti, abbracciandoli nella preghiera e augurando un fruttuoso cammino alla luce del Progetto Formativo e in piena sintonia con il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. Ha assicurato al Presidente Prof. Giuseppe Notarstefano, alla Presidenza e al Consiglio nazionale la più sincera e fattiva collaborazione. Un pensiero di particolare gratitudine ha voluto rivolgere a S. E. Mons. Gualtiero Sigismondi che ha accompagnato con grande premura pastorale e con intenso afflato spirituale il cammino dell'Associazione per due mandati. Con lui ha salutato il Collegio degli assistenti nazionali e tutti i sacerdoti che, con grande passione e dedizione, curano spiritualmente l'Associazione in ambito diocesano e regionale.

Assumendo entrambi gli incarichi, Mons. Giuliodori ha espresso la speranza di poter contribuire a rafforzare e rendere sinergico il servizio ecclesiale offerto da due tra le più importanti espressioni del laicato cattolico del Paese. Si augura che possa crescere un sentire e un operare sinodale in quelli che oggi si possono definire due "grandi cantieri", ben diversi per la loro natura e per la loro missione, ma profondamente uniti da una storia comune, almeno per alcuni passaggi fondamentali che si possono riassumere nella straordinaria opera di Armida Barelli, beatificata il 30 aprile dello scorso anno a Milano.

Alla Barelli entrambe le realtà devono molto, essendo stata fondatrice con P. Gemelli dell'Università Cattolica e, su mandato di Benedetto XV, della Gioventù femminile di Azione Cattolica, nel cui statuto, tra le principali finalità, aveva inserito il sostegno spirituale e materiale dell'Università Cattolica. In una società fortemente individualista e segnata da cambiamenti epocali sono fondamentali, da una parte, la testimonianza di un'esperienza associativa laicale che vive al cuore della Chiesa con una forte spinta missionaria e, dall'altra, l'impegno di un Ateneo cattolico che alla luce della sapienza cristiana prepara le nuove generazioni ad affrontare le drammatiche e inedite sfide del nostro tempo. Mons. Giuliodori confida nel sostegno spirituale e nella preghiera di tutti coloro che sono affidati al suo ministero pastorale e nell'intercessione potente di San Francesco d'Assisi, patrono dell'Azione Cattolica, e della Beata Armida Barelli. Alzando lo sguardo al Sacro Cuore e dicendo con la Sorella maggiore “mi fido di Te” pronuncia ancora una volta il suo “eccomi” per servire con gioia, e con l'augurio che sia in modo fruttuoso, queste due realtà di grande impegno laicale che, per vie diverse ma complementari, perseguono lo stesso fine: elevare la mente e il cuore delle donne e degli uomini del nostro tempo perché sappiano custodire la fede, alimentare la speranza e testimoniare quella carità che non avrà mai fine. (Roma, 4 marzo 2023)

Saluto di Mons. Gualtiero Sigismondi

Allo scadere dell'incarico di Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, la trepidazione del congedo di Mons. Gualtiero Sigismondi si è trasformata in gioioso ringraziamento a Dio e in fraterno saluto al nuovo Assistente Generale, S. E. Mons. Claudio Giuliodori. È con questi sentimenti che si è disposto a lasciare il compito che Papa Francesco gli ha affidato nel 2017 e rinnovato nel 2020, consentendogli di continuare a esercitare il ministero episcopale anche come vescovo diocesano. Si è trovato nella necessità di imparare a condividere il tempo senza dividere il cuore!

Quando è entrato per la prima volta nell'Aula Barelli del Consiglio nazionale di AC, all'allora Presidente, prof. Matteo Truffelli, confidava che come Assistente Generale non aveva la pretesa di portare il pastorale, ma custodiva l'attesa di lasciare all'anello episcopale il compito di ravvivare, secondo la felice espressione di Romano Guardini, il dono di "vivere la grazia più grande e più amaramente necessaria: poter amare la Chiesa". Aiutare la "famiglia grande e bella" dell'AC a sentire cum Ecclesia, senza dissociare il radicamento personale della fede dalla sua presenza sociale, è stata la più consolante e disarmante sorpresa.

In Presidenza nazionale ha avuto la grazia di frequentare una "scuola di libertà", un "laboratorio di laicità" e, in particolare, una "palestra di sinodalità", in cui si è allenato a "camminare insieme", lasciandosi ammaestrare, senza rinunciare ad accompagnare e a guidare. Nel salutare con entusiasmo sincero il Presidente nazionale, Prof. Giuseppe Notarstefano, la Presidenza, in particolare gli Assistenti centrali, e tutti i Soci di AC, non ha trovato espressione più felice di quella a cui ricorre Paolo quando a Mileto dà l'addio agli anziani di Efeso: “Vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia” (At 20,32). (Orvieto, 4 marzo 2023)

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