Il Regno di Salomone e le Grandi Opere: Saggezza, Materiali Pregiati e Doni Reali

L'Ascesa al Trono e la Saggezza Divina

I libri dei Re, parte dell'Antico Testamento, presentano la storia dei principali uomini che governarono il regno di Giuda. Dal primo re, Saul, all'ultimo, Zedekia, la Bibbia riporta le loro buone e cattive azioni, svoltesi durante i loro regni. Tra questi re, Salomone fu uno dei più importanti, grazie alla sua saggezza e ricchezza.

Salomone, figlio di Davide, si affermò nel regno. Il Signore suo Dio era con lui e lo rese molto grande. Davide, suo padre, aveva deciso di costruire un tempio al nome del Signore, Dio di Israele, ma il Signore gli disse che non sarebbe stato lui a costruirlo, bensì suo figlio, generato da lui, avrebbe edificato un tempio al Suo nome. Salomone mandò ordini a tutto Israele, ai capi di migliaia e di centinaia, ai magistrati, a tutti i principi di tutto Israele e ai capifamiglia.

Un giorno, Salomone e tutto Israele con lui si recarono all'altura di Gàbaon, dove si trovava la tenda del convegno di Dio, eretta da Mosè. In quella notte, Dio apparve a Salomone in sogno e gli disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone rispose: «Tu hai trattato mio padre Davide con grande benevolenza e mi hai fatto regnare al suo posto. Ora, Signore Dio, si avveri la tua parola a Davide mio padre, perché mi hai costituito re su un popolo numeroso come la polvere della terra. Ora concedimi saggezza e scienza e che io possa guidare questo popolo; perché chi potrebbe mai governare questo tuo grande popolo?».

Dio disse a Salomone: «Poiché ti sta a cuore una cosa simile e poiché non hai domandato né ricchezze, né beni, né gloria, né la vita dei tuoi nemici e neppure una lunga vita, ma hai domandato piuttosto saggezza e scienza per governare il mio popolo, su cui ti ho costituito re, saggezza e scienza ti saranno concesse. Inoltre io ti darò ricchezze, beni e gloria, quali non ebbero mai i re tuoi predecessori e non avranno mai i tuoi successori».

Il re Salomone, incaricato di stabilire la giustizia e la pace nella sua terra, pronunciò molte sentenze. Una in particolare è nota ancora oggi, rivelando la sua saggezza ricevuta da Dio.

Il Giudizio di Salomone: Un Esempio di Sapienza Divina

Un giorno andarono dal re due prostitute e si presentarono innanzi a lui. Una delle due disse: «Ascoltami, signore! Io e questa donna abitiamo nella stessa casa; io ho partorito mentre essa sola era in casa. Tre giorni dopo il mio parto, anche questa donna ha partorito; noi stiamo insieme e non c'è nessun estraneo in casa fuori di noi due. Il figlio di questa donna è morto durante la notte, perché essa gli si era coricata sopra. Essa si è alzata nel cuore della notte, ha preso il mio figlio dal mio fianco - la tua schiava dormiva - e se lo è messo in seno e sul mio seno ha messo il figlio morto. Al mattino mi sono alzata per allattare mio figlio, ma ecco, era morto. L'ho osservato bene; ecco, non era il figlio che avevo partorito io».

L'altra donna disse: «Non è vero! Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto». E quella, al contrario, diceva: «Non è vero! Quello morto è tuo figlio, il mio è quello vivo». Discutevano così alla presenza del re. Egli disse: «Costei dice: Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto e quella dice: Non è vero! Tuo figlio è quello morto e il mio è quello vivo».

Allora il re ordinò: «Prendetemi una spada!». Portarono una spada alla presenza del re. Quindi il re aggiunse: «Tagliate in due il figlio vivo e datene una metà all'una e una metà all'altra». La madre del bimbo vivo si rivolse al re, poiché le sue viscere si erano commosse per il suo figlio, e disse: «Signore, date a lei il bambino vivo; non uccidetelo affatto!». L'altra disse: «Non sia né mio né tuo; dividetelo in due!».

Presa la parola, il re disse: «Date alla prima il bambino vivo; non uccidetelo. Quella è sua madre». Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e concepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la saggezza di Dio era in lui per render giustizia.

La Bibbia ci dice che questa saggezza fu una risposta alla preghiera di Salomone. Dio apprezzò la sua richiesta e l'ha esaudita, come promesso anche in Matteo 7:7: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;» e in Giacomo 1:5: «Se qualcuno di voi manca di saggezza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data».

La Maestosa Costruzione del Tempio del Signore

Salomone decise di costruire un tempio al nome del Signore e una reggia per sé. Cominciò a costruire il tempio del Signore in Gerusalemme sul monte Moria, nel luogo preparato da Davide suo padre, sull'aia di Ornan il Gebuseo. Incominciò i lavori nel secondo mese dell'anno quarto del suo regno, il quattrocentottantesimo anno dopo l’uscita dei figli d’Israele dal paese d’Egitto.

Per l'imponente impresa, Salomone ingaggiò settantamila portatori, ottantamila scalpellini per lavorare in montagna e tremilaseicento sorveglianti. Un censimento degli stranieri presenti nel paese di Israele, un nuovo censimento dopo quello effettuato dal padre Davide, rilevò centocinquantatremilaseicento persone. Di queste, settantamila furono impiegate come portatori, ottantamila come scalpellini e tremilaseicento come sorveglianti.

Ricostruzione schematica del Tempio di Salomone con dettaglio sui materiali

L'Alleanza con Chiram di Tiro e il Legname Pregiato

Salomone mandò a dire a Chiram, re di Tiro: «Come hai fatto con mio padre Davide, al quale avevi spedito legno di cedro per la costruzione della sua dimora, fà anche con me. Ecco, ho deciso di costruire un tempio al nome del Signore mio Dio, per consacrarlo a lui affinché io possa bruciare profumi fragranti davanti a lui, esporre sempre i pani dell'offerta e presentare olocausti mattina e sera, nei sabati, nei noviluni e nelle feste del Signore nostro Dio. Per Israele questo è un obbligo perenne. Il tempio, che io intendo costruire, deve essere grande, perché il nostro Dio è più grande di tutti gli dei».

Salomone chiese a Chiram di inviargli un uomo esperto nel lavorare l'oro, l'argento, il bronzo, il ferro, filati di porpora, di cremisi e di violetto, e che sapesse eseguire intagli di ogni genere, per lavorare con gli artigiani già presenti a Gerusalemme e in Giuda, preparati da suo padre Davide. Inoltre, chiese legno di cedro, di abete e di sandalo dal Libano, poiché sapeva che gli uomini di Chiram erano abili nel tagliare gli alberi di quella regione. I suoi uomini si sarebbero uniti a quelli di Chiram per preparare legno in grande quantità, necessario per un tempio che doveva essere grande e stupendo.

In cambio del legname e del lavoro, Salomone promise ventimila kor di grano, ventimila kor d'orzo, ventimila bat di vino e ventimila bat d'olio. Chiram, re di Tiro, rispose per iscritto, benedicendo il Signore Dio di Israele per aver concesso a Davide un figlio saggio, destinato a costruire un tempio al Signore e una reggia per sé. Chiram inviò a Salomone un uomo esperto e saggio, Curam-Abi, figlio di una donna della tribù di Dan e di un padre di Tiro. Curam-Abi era abile nel lavorare oro, argento, bronzo, ferro, pietre, legno, filati di porpora, violetto, bisso e cremisi, capace di eseguire ogni intaglio e concretare ogni progetto. Chiram assicurò che avrebbero tagliato nel Libano tutto il legname necessario, trasportandolo per mare su zattere fino a Giaffa, da cui Salomone lo avrebbe fatto salire a Gerusalemme.

Descrizione Architettonica e Materiali Preziosi del Tempio

La casa che il re Salomone costruì per il Signore aveva sessanta cubiti di lunghezza, venti di larghezza e trenta di altezza. Il portico sul davanti del luogo santo si estendeva per venti cubiti, profondo dieci cubiti. Il re fece finestre a reticolato fisso. Lungo il muro della casa furono costruiti dei piani che circondavano i muri, formando camere laterali. I piani inferiori erano larghi cinque, sei e sette cubiti, con sporgenze esterne per supportare le travi.

Per la costruzione si usarono pietre già preparate nella cava, così che nessun rumore di martello, d’ascia o d’altro strumento di ferro si udì durante i lavori. Dopo aver terminato la struttura, Salomone la coprì con travi e assi di legno di cedro, rivestendo anche i piani con travi dello stesso legno. Le pareti interne furono rivestite di tavole di cedro, dal pavimento fino alla travatura del tetto, e il pavimento coperto di tavole di cipresso. Uno spazio di venti cubiti in fondo alla casa, dal pavimento al soffitto, fu riservato come santuario, il luogo santissimo.

Il legno di cedro, nell’interno della casa, presentava sculture di frutti di colloquintide e di fiori sbocciati; tutto era di cedro, tanto che non si vedeva neppure una pietra. Il santuario, lungo, largo e alto venti cubiti, fu ricoperto d’oro finissimo. Davanti ad esso, Salomone fece un altare di legno di cedro e lo ricoprì d’oro. Ricoprì d’oro finissimo l’interno di tutta la casa, inclusi i battenti interni delle porte verso il Santo dei santi e i battenti della navata.

Nel santuario furono realizzati due cherubini di legno d’olivo, alti dieci cubiti ciascuno, poi ricoperti d’oro. Le ali dei cherubini, spiegate, misuravano venti cubiti, toccando le pareti e incontrandosi al centro. Tutte le pareti della casa, sia all'interno che all'esterno, furono ornate con sculture di cherubini, palme e fiori sbocciati. Il pavimento della casa fu ricoperto d'oro.

Le porte del santuario erano a due battenti di legno d’olivo, con stipiti che occupavano la quinta parte della parete. Su di essi furono scolpiti cherubini, palme e fiori sbocciati, poi ricoperti d’oro. Per la porta del tempio furono realizzati stipiti di legno d’olivo e due battenti di legno di cipresso, anch'essi scolpiti e ricoperti d'oro.

Il muro di cinta del cortile interno fu costruito con tre ordini di pietre squadrate e un ordine di travatura di cedro. Le fondamenta della casa del Signore furono gettate nel quarto anno, nel mese di Ziv, e la casa fu terminata nell'undicesimo anno, nel mese di Bul, otto mesi dopo, in tutte le sue parti, come era stata progettata.

La parola del Signore fu rivolta a Salomone, promettendogli che, se avesse camminato secondo le Sue leggi e osservato i Suoi comandamenti, avrebbe confermato la promessa fatta a Davide suo padre: «abiterò in mezzo ai figli d’Israele e non abbandonerò il mio popolo Israele».

Quando Salomone ebbe ultimato tutte le opere per il tempio, fece portare gli oggetti consacrati da Davide suo padre e depositò l'argento, l'oro e ogni arredo nel tesoro del tempio. I sacerdoti, i leviti cantori e suonatori si radunarono, e all'unisono lodarono e celebrarono il Signore. Allora il tempio si riempì di una nube, la gloria del Signore, tanto che i sacerdoti non riuscivano a rimanervi per il loro servizio. Salomone disse: «Il Signore ha deciso di abitare nella nube. Ora io ti ho costruito una casa sublime, un luogo ove tu possa porre per sempre la dimora».

La Residenza Reale: Il Palazzo di Salomone e la Casa della Foresta del Libano

Salomone fabbricò e completò interamente la sua propria casa in tredici anni. Costruì anche la "Casa del Bosco del Libano", così chiamata per l'abbondanza di legno di cedro utilizzato. Questa reggia aveva cento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Al suo interno vi erano quattro corridori tra i colonnati di cedro, poiché egli aveva fatto ridurre a colonne le piante di cedro. Il soffitto era rivestito di tavole di cedro, sostenuto da quarantacinque colonne disposte in filari. Le colonne e le travi erano tutte di eguale grossezza e distanza.

Fece un portico di colonne, lungo cinquanta cubiti e largo trenta, e un altro portico in faccia a quello più grande, anch'esso con colonne e architravi. Costruì inoltre il portico del trono, rivestendolo di legno di cedro dal pavimento alla sommità. La tribuna per il giudizio era nel mezzo del portico, anch'essa di simile fattura. Salomone fece costruire per la figlia del Faraone, sua sposa, una casa simile a quella del portico.

Tutte queste fabbriche, dalle fondamenta alla cima delle muraglie, erano realizzate con pietre di grande pregio, segate in pari forma e misura, sia all'interno che all'esterno. Le fondamenta erano costituite da pietre grandi di dieci o otto cubiti. Al di sopra, vi erano pietre di egual misura, anch'esse coperte di cedro. L'atrio maggiore rotondo presentava tre ordini di pietre tagliate e un ordine di cedro lavorato, una struttura replicata anche nell'atrio interiore della casa del Signore e nel suo portico.

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La Visita della Regina di Saba e i Suoi Doni Preziosi

La fama della ricchezza e della straordinaria saggezza di Salomone varcò i confini d’Israele, giungendo fino al leggendario regno di Saba, che si dice comprendesse Etiopia, Eritrea e Yemen. La regina di Saba, avendo inteso la fama di Salomone nel Nome del Signore, venne per metterlo alla prova con enigmi. Entrò in Gerusalemme con un grandissimo seguito e con cammelli carichi di aromi, con grandissima quantità d'oro e di pietre preziose. Venne a Salomone e parlò con lui di tutto ciò ch'ella aveva nel cuore, e Salomone le dichiarò tutto quello ch'ella propose, senza che vi fosse cosa alcuna occulta al re, che egli non le dichiarasse.

La regina di Saba, vedendo tutta la saggezza di Salomone, la casa ch'egli aveva edificato, le vivande della sua tavola, le stanze dei suoi servitori, l'ordine del servire dei suoi ministri, i loro vestimenti, i suoi coppieri e gli olocausti ch'egli offriva nella Casa del Signore, rimase svenuta per lo stupore. E disse al re: «Ciò che io avevo inteso nel mio paese dei fatti tuoi, e della tua saggezza, era ben la verità. Ma io non credevo quello che se ne diceva, finché io non sono venuta, e che gli occhi miei non l'hanno veduto; ora ecco, non me n'era stata rapportata la metà; tu sopravanzi in saggezza ed in eccellenza la fama che io ne avevo intesa. Beati i tuoi uomini; beati questi tuoi servitori, che stanno del continuo davanti a te, che odono la tua saggezza. Sia benedetto il Signore Iddio tuo, il quale ti ha gradito, per metterti sopra il trono d'Israele, per l'amor che il Signore porta in eterno ad Israele; e ti ha costituito re, per far ragione e giustizia».

Ella donò al re centoventi talenti d'oro, una gran quantità di aromi e di pietre preziose. Mai più non vennero tali aromi in gran quantità come quelli che la regina di Saba donò al re Salomone. Inoltre, le navi di Hiram, che portavano oro da Ofir, portarono anche da Ofir del legno di almugghim (identificato come sandalo) in gran quantità, e delle pietre preziose. Il re fece di quel legno di almugghim delle ringhiere per la Casa del Signore e per la casa reale, e delle cetre e dei salteri per i cantori; un tale legno di almugghim non era mai più venuto, e mai più, fino a quel giorno, non era stato veduto.

Con questo legname il re Salomone fece fabbricare delle ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i suoi musicisti. Non fu mai più portato legno come quello. Il re Salomone diede altresì alla regina di Saba tutto ciò ch'ella ebbe a grado, e che gli chiese, oltre a quello che le donò secondo il poter del re. Poi ella si rimise in cammino e, coi suoi servitori, se ne andò al suo paese.

Rappresentazione della Regina di Saba che presenta doni a Salomone

La Tradizione Etiopica: L'Eredità della Regina di Saba

Secondo una tradizione etiopica, la regina di Saba tornò nel suo paese carica dei doni ricevuti da Salomone, e con in grembo il figlio generato con lui, chiamato Bayna-Lehkem, in seguito incoronato re col nome di Menelik. Questa tradizione è alla base della stirpe che include Hailé Selassié, proclamato imperatore nel 1930, che si riteneva il 225° discendente della dinastia di re Salomone.

L'Abbondanza e lo Splendore del Regno di Salomone

Il peso dell'oro che veniva ogni anno a Salomone era di seicentosessantasei talenti d'oro, oltre a quello che traeva dai gabellieri, dal traffico dei mercanti di spezie, da tutti i re dell'Arabia e dai principali signori del paese. Il re Salomone fece fare duecento grandi scudi ricoperti d'oro battuto, impiegando seicento sicli d'oro in ciascuno, e trecento scudi d'oro battuto, con tre mine d'oro in ciascuno. Questi furono posti nella Casa del Bosco del Libano.

Il re fece, oltre a ciò, un gran trono d'avorio, che egli coperse d'oro fino. Il trono aveva sei gradi, e la parte superiore era rotonda di dietro; nel luogo del seggio vi erano degli appoggiatoi, e due leoni erano posti presso di essi. C'erano anche dodici leoni, posti quivi sopra i sei gradi, di qua e di là. Nessun tale trono fu mai fatto in alcun regno.

Tutti i vasellamenti della credenza del re Salomone erano d'oro, e parimente tutti i vasellamenti della casa del Bosco del Libano erano d'oro fino; nulla era d'argento, poiché l'argento non era tenuto in alcuna stima al tempo di Salomone. Infatti, il re aveva il navilio di Tarsis nel mare, insieme col navilio di Hiram, che veniva ogni tre anni portando oro, argento, avorio, scimmie e pappagalli. Così il re Salomone fu, in ricchezze e in saggezza, il più grande di tutti i re della terra. Tutta la terra ricercava di veder Salomone per intendere la sua saggezza, la quale Iddio gli aveva messa nel cuore, e ciascuno gli portava anno per anno il suo presente: vasellamenti d'oro, vasellamenti d'argento, vestimenti, armi, aromi, cavalli e muli.

Salomone adunò carri e cavalieri; ed ebbe millequattrocento carri e dodicimila cavalieri, che egli stanziò per le città ordinate per i carri e appresso di sé in Gerusalemme. Il re fece in modo che l'argento abbondasse in Gerusalemme come le pietre, e i cedri fossero numerosi come i sicomori che sono per la campagna e nella Sefela.

Il Declino e la Duratura Eredità di Salomone

Come accade a molti, anche a Salomone fama, potere e ricchezza finirono per alterare il suo percorso. Nel suo harem aveva settecento mogli e trecento concubine. Con il passare del tempo, dimenticò il Dio di suo padre Davide, Colui che gli aveva donato saggezza, ricchezza e pace. Salomone seguì la via degli dei delle sue donne straniere. Così, nell’ultima parte della sua vita, la vergogna si mescolò allo splendore, e un poco alla volta prese il sopravvento. I doni di Dio sono fatti di materiali fragili e vanno custoditi con cura, altrimenti si rompono.

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