Il Cimitero acattolico di Santa Maria della Fede, noto anche come Cimitero degli Inglesi, rappresenta una pagina fondamentale e poco nota della storia di Napoli. Realizzato nel 1826 per volontà del console britannico Sir Henry Lushington, il luogo nacque per rispondere alle necessità della folta comunità straniera presente in città durante il periodo di passaggio dal Regno delle Due Sicilie all'Unità d'Italia.

Evoluzione storica e trasformazioni urbane
Nel corso del XIX secolo, il sito subì diverse trasformazioni. Dopo l'ampliamento avvenuto nel 1852, il cimitero fu chiuso nel 1893, in concomitanza con i lavori di Risanamento della città di Napoli. In quell'occasione, gran parte delle sepolture fu trasferita nella nuova sede, situata di fronte al Cimitero di Santa Maria del Pianto, ovvero il Cimitero della Doganella.
Nonostante il trasferimento, l'antico sito di Santa Maria della Fede conserva ancora oggi alcune testimonianze architettoniche di rilievo, come l'obelisco centrale e una caratteristica cappellina funeraria in stile neogotico.
L'Archivio di Stato di Napoli apre le porte del giardino segreto
Il valore artistico e culturale dei monumenti
Il giardino, oggi monumento cittadino, narra le vicende di una vibrante capitale europea ottocentesca, animata da diplomatici, imprenditori e studiosi stranieri. Le opere scultoree presenti riflettono l'ideale neoclassico della morte: un ritorno alla visione di serenità greco-romana dell'aldilà, priva di aspetti angoscianti e volta a celebrare il ricordo e il valore sociale dei defunti.
Principali figure sepolte e opere artistiche
Tra le personalità di spicco che trovarono riposo in questo spazio verde, figurano:
- Anton Smink Pitloo: celebre pittore.
- Oscar Meuricoffre: banchiere svizzero di grande rilievo.
- Friedrich Dehnhart: rinomato botanico.
- Mary Somerville: matematica e astronoma inglese, il cui monumento funebre, opera dello scultore Francesco Jerace (1876), è tuttora conservato nel sito.
Oltre al sarcofago di Meuricoffre, il sito ospita monumenti funebri di industriali svizzeri che contribuirono allo sviluppo economico del Meridione, come David Vonwiller, promotore di una delle prime filande di cotone, e la famiglia Freitag, attiva nel settore tessile a Scafati.
Approfondimenti accademici
La storia e l'importanza del Cimitero degli Inglesi sono state analizzate in un volume a cura di Rosa Sessa, ricercatrice presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. L'opera si articola in due sezioni:
| Sezione | Contenuto |
|---|---|
| Prima parte | Quattro saggi che contestualizzano il sito nel sistema cimiteriale napoletano e nei legami con altri cimiteri protestanti (come quello degli Svizzeri a Salerno). |
| Seconda parte | Studio dettagliato dei monumenti scultorei e architettonici ancora presenti. |
Questi studi evidenziano come le architetture funerarie, pur evocando atmosfere da romanzo gotico, servissero principalmente da scenografia per la pace eterna dei protagonisti, sottolineando il legame profondo tra la comunità straniera e il contesto urbano napoletano.