La Cima del Redentore, situata a 2448 m s.l.m., è una delle vette più elevate dei Monti Sibillini e la cima più alta dell’Umbria. Questa imponente montagna, al confine tra Umbria e Marche, fa parte del gruppo del Monte Vettore e si erge proprio sopra il suggestivo Lago di Pilato. Vista dall’inizio della valle, specialmente da Foce di Montemonaco, appare particolarmente maestosa. L'itinerario qui descritto è un anello impegnativo, sia per i chilometri percorsi sia per il dislivello, ma può essere affrontato anche come una traversata, lasciando un'auto a Forca di Presta e una a Castelluccio.
L'escursione si sviluppa prevalentemente in cresta, offrendo una vista meravigliosa sulla piana di Castelluccio, sulle creste del versante opposto e su molti monti dei Sibillini, tra cui il Monte Vettore, la Sibilla e la Priora. Tra le vette che si raggiungono, quella del Redentore è considerata uno dei punti più suggestivi per ammirare la fioritura di Castelluccio.

Periodo Consigliato e Livello di Difficoltà
Il periodo migliore per affrontare questa escursione va dalla tarda primavera all'autunno, idealmente tra giugno e ottobre, anche se a partire da maggio inoltrato può già essere possibile. Con neve, il percorso è consigliato solo a escursionisti esperti e dotati di attrezzatura adeguata. Il tracciato è impegnativo e richiede un buon allenamento, passo sicuro e calzature robuste.
Sono presenti tratti esposti, soprattutto per raggiungere il Pizzo del Diavolo, che può essere omesso. Il percorso si svolge spesso su un crinale battuto dai venti, e l'assenza di alberatura sin dall'inizio del cammino implica una totale esposizione al sole, senza alcun tratto d'ombra e senza fonti d'acqua. Si consiglia di mantenere un passo regolare e continuo. È fondamentale controllare le condizioni meteorologiche, in quanto la zona è esposta ai fulmini.
Sibillini...tra creste e cielo...Spettacolare !!!
Punti di Partenza e Avvicinamento
Il punto di partenza più comune è Forca di Presta, dove è possibile lasciare l’auto in ampi parcheggi a bordo strada. Si parte prendendo il sentiero n. 101, che sale ripido verso settentrione. Da Castelluccio, per arrivare a Forca di Presta, si percorre una parte del Cammino delle Terre Mutate, un cammino solidale creato per ricordare i continui eventi sismici che hanno interessato Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo dal 1997.
Un altro sentiero, ideale per chi viene dall’Umbria, è quello che da Castelluccio di Norcia sale verso Forca di Presta e da lì al Rifugio Tito Zilioli.
Percorso Dettagliato verso il Rifugio Zilioli
La prima tappa è il Rifugio Zilioli a 2250 mt s.l.m., un locale vuoto utile solo come riparo temporaneo. Lo si raggiunge seguendo il sentiero n. 101, che sale senza possibilità di errore. La salita è ripida, soprattutto nell'ultimo tratto. Dalla Forca di Presta, si sale il marcato sentiero che si sviluppa lungo la dorsale aperta, raggiungendo prima la Croce Zilioli, poi una sella a monte del Vettoretto e con un traverso in salita si raggiunge il Rifugio Zilioli. Dal parcheggio a Forca di Presta, si impiega circa un'ora e mezza per raggiungere lo Zilioli con un buon passo.
La Cresta del Redentore: Dal Rifugio Zilioli alla Cima
Una volta arrivati al Rifugio Zilioli, l’escursione proseguirà quasi sempre in cresta. Da questo punto, i segnali fino a Forca Viola sono quasi inesistenti, incontrando di tanto in tanto qualche omino di pietra. Dallo Zilioli si vira decisamente a sinistra, lasciando dietro di noi il Monte Vettore, che si staglia imponente.
Dopo poca salita, si abbandona il suolo erboso per un tratto roccioso, e in alcuni punti leggermente ghiaioso, verso la Cima di Prato Pulito (2373 mt s.l.m.) seguendo la traccia che ogni tanto si perde, poco sotto la cresta. Pertanto, è necessario fare attenzione nello scegliere il punto migliore dove passare. Questa sezione si presenta come un promontorio erboso che progressivamente assume caratteristiche d'alta montagna. Giunti sulla prima vetta, si prosegue sulla larga cresta fino a Cima del Lago (2422 mt s.l.m.). È in questo tratto che si può ammirare il sottostante Lago di Pilato e lo scoglio dell’Aquila sul lato opposto. Le sue acque distano pochi minuti di cammino.
Dopo alcuni sali/scendi, si arriva al bivio, non troppo visibile, per salire sulla vetta del Redentore (2448 mt s.l.m.). Si prosegue sempre in cresta, dalla Cima del Lago fino alla vetta del Redentore, percorrendo una cresta pianeggiante che, con percorso panoramico ma anche esposto in alcuni punti, supera diverse gibbosità.

L'Estensione al Pizzo del Diavolo
Dal bivio, se non si vuole arrivare al Pizzo del Diavolo (2410 mt s.l.m.), si prosegue dritti. In caso contrario, si prende la cresta perfettamente perpendicolare a quella che si stava percorrendo. Tra andata e ritorno, sono circa 150 metri di dislivello, e per arrivare in vetta si devono superare alcuni punti in cresta esposti e non assicurati, da non sottovalutare. Per la salita al Pizzo del Diavolo, è richiesto piede fermo e assenza di vertigini, in quanto si tratta del tratto più sottile e impervio. Le sue alte pareti rocciose scendono a picco alla conca del Lago di Pilato, precipitose sul versante settentrionale. La vetta precipita ad oriente direttamente sulla verticale dello specchio d’acqua, in modo verticale e strapiombante sulla sottostante conca.
Dal Pizzo del Diavolo si ritorna alla croce del Redentore per lo stesso sentiero. Il coronamento di questa avventura eccezionale è la vista mozzafiato sul sottostante Lago del Pilato.
Proseguimento lungo la Cresta e Ritorno
Dalla Cima del Redentore si inizia la discesa. Appena possibile si riprende la cresta, prestando attenzione alle tracce di sentiero che si possono trovare alla propria destra, per continuare a camminare sulla cresta fino a Cima dell’Osservatorio (2350 mt s.l.m.). Scesi da Cima dell’Osservatorio, prestare attenzione ad una piccola traccia per riprendere la cresta e raggiungere Quarto San Lorenzo (2247 mt s.l.m.).
Da qui si continua dritti e si prosegue in cresta, mentre sotto di noi si intravede il sentiero di mezzacosta. Dopo poco si raggiunge Cima di Forca Viola (2230 mt s.l.m.). Da qui il sentiero si perde, ma una volta superata la vetta, si vedrà Forca Viola e l’evidente sentiero. A questo punto si scende a zig zag per ridurre la pendenza.
Raggiunto il sentiero, ci si trova di fronte a un trivio, dove si prende il sentiero di sinistra. Da questo punto l’escursione diventa una vera passeggiata (tranne che per l’ultimo tratto per giungere a Forca di Presta). Si arriva a Capanna Ghezzi (1570 mt s.l.m.) seguendo le indicazioni per Castelluccio. Si continua a scendere fino ad arrivare a un parcheggio. Subito dopo il parcheggio si trova un bivio. Si prende a sinistra dove si trova l’indicazione "Cammino delle Terre Mutate", che si percorrerà fino all’ultimo bivio. Infatti, invece di prendere a destra e arrivare a Pian Piccolo, si tiene la sinistra su una piccola traccia di sentiero, per tornare a Forca di Presta.
Aspetti Naturalistici e Flora
L'escursione si svolge all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, una zona protetta di elevato valore naturalistico. Qui si possono trovare piante rare o endemiche che impreziosiscono la salita. Tra queste, la sassifraga appenninica (Saxifraga oppositifolia subsp.latina), una pianta molto rara che resiste ai rigori del clima grazie al suo portamento strisciante, e la genziana di Scheuchzer (Gentiana scheuchzeri), che vive sulle ghiaie dell'Appennino Centrale e ha un areale disgiunto sulle Alpi Occidentali. Tra le fessure delle rocce e nei pascoli, si incontra la Silene (Silene acaulis subsp. excapa), ugualmente una pianta molto rara, che si presenta con un diverso colore anche sulla stessa pianta.
Le foglie della sassifraga sono coperte da sottilissimi fili che ricordano quelli di una ragnatela. Lungo la strada che sale da Arquata del Tronto alla Forca di Presta, a meno di un chilometro dal passo, abbondano, tra la vegetazione rada, le orchidee, come la bruciacchiata (Neotinea ustulata) e Neotinea x dietrichiana, un ibrido tra le due precedenti. La zona è anche l'habitat ideale del Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo che vive nel Lago Pilato.

Avvertenze e Consigli
Questo highlight si trova in una zona protetta, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, pertanto si prega di controllare le normative locali. Il percorso è impegnativo con alcuni passaggi esposti, tecnici, insidiosi o difficili. Potrebbero essere necessarie attrezzatura specifica ed esperienza pregressa. Si raccomanda un'attenta valutazione delle proprie capacità fisiche e tecniche. L'itinerario è particolarmente faticoso ma privo di difficoltà alpinistiche di rilievo, se non per la deviazione al Pizzo del Diavolo. È sconsigliato fare il giro contrario, partendo da Castelluccio, in quanto il sentiero per arrivare a Cima di Forca Viola non è segnato e l'orientamento può risultare più complesso.