La Festa Liturgica di San Giovanni Paolo II: Un Eredità Viva

La figura di San Giovanni Paolo II continua a risuonare nella Chiesa e nel mondo, non solo attraverso le numerose pubblicazioni che ne raccontano la vita e l'operato, come quelle della rivista “Joannes Paulus II. Il Papa Santo”, ma anche e soprattutto attraverso la sua festa liturgica, celebrata il 22 ottobre. Questo giorno ricorda la Messa inaugurale del suo pontificato nel 1978, un momento in cui pronunciò le celebri parole: "Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo!".

Ritratto di San Giovanni Paolo II

L'Ultimo Incontro e la Serentità nella Morte

Monsignor Angelo Comastri ha condiviso un toccante ricordo del suo ultimo incontro con Giovanni Paolo II, avvenuto il giorno prima della sua scomparsa, il 1° aprile 2005. Chiamato dal segretario del Papa per ricevere l'ultima benedizione, Comastri si recò al Palazzo Apostolico. Nella camera da letto, trovò il Papa sdraiato, respirava con affanno, mentre un sacerdote leggeva in polacco il racconto della morte di Gesù. Questo episodio impressionò profondamente Comastri.

Nonostante la grave infermità, il Papa dimostrava lucidità. Quando gli fu detto "Padre Santo, c'è qui Loreto", lui aprì gli occhi e sussurrò: "No Loreto, San Pietro!", ricordando il precedente incarico di Comastri. Al tentativo del Papa di benedire, la mano, seppur gonfia, cadde due volte. Comastri gli disse: "Padre Santo, la benedizione è già partita dal cuore, a me basta così". Il Papa lo guardò con occhi sereni, che "sembravano le finestre del paradiso". Uscendo dalla stanza, Comastri si domandò come potesse essere così sereno.

L'Annuncio della Morte e l'Omaggio Funebre

L'annuncio della morte di Giovanni Paolo II fu un momento di grande smarrimento personale per Comastri. Le sue parole, "È tornato alla casa del Padre", pronunciate a una moltitudine in attesa, sono oggi riprese in numerosi film sul pontificato, ma allora servirono a dare conforto e speranza alla gente. La vita del Papa, un tempo forte e poi segnata dall'infermità, è stata vista come una "riproduzione terrena della Pasqua di Gesù".

La settimana che precedette i suoi funerali vide una folla immensa e impensabile davanti alla Basilica di San Pietro. Giovani, anziani, bambini, persone di ogni età si riunirono in massa, aspettando anche per tre giorni, in un "omaggio funebre così corale" come poche altre volte si era visto.

Funerale Papa Giovanni Paolo II - 08/05/2005

Un Santo, un Amico, un Padre

Per Monsignor Comastri, Papa Giovanni Paolo II non fu solo un Santo, ma un "amico e un secondo padre" che gli diede la possibilità di condividere gioie, dolori, fatiche, soddisfazioni e speranze, e che gli impose le mani nell'Ordinazione episcopale. La memoria di San Giovanni Paolo II è un invito a incontrarlo di nuovo, a riflettere sulla sua vita e sulla sua azione per comprenderne il senso delle parole, a rileggere i suoi gesti e gli avvenimenti che hanno accompagnato la sua esistenza. Dobbiamo "lasciar parlare di nuovo Giovanni Paolo II e domandarci: Chi è stato? Che cosa ha rappresentato per noi? Che cosa insegna ancora oggi?".

La Canonizzazione e il "Giorno dei Quattro Papi"

La canonizzazione congiunta di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, definita da alcuni "il giorno dei quattro papi", fu un atto simbolico senza precedenti. Secondo gli analisti vaticani, fu un gesto di unità di grande valore simbolico, poiché entrambi i papi godevano già di una vasta venerazione popolare prima di essere canonizzati.

Temi Centrali del Pontificato e l'Eredità

Tra i temi centrali del pontificato e della sua eredità, spiccano:

  • Cristo come centro dell'uomo e della storia (enciclica Redemptor hominis, 1979).
  • La difesa della dignità della persona umana, dal concepimento alla morte naturale, e la lotta contro le ideologie riduttive dell'essere umano.
  • L'insegnamento sull'amore e la sessualità umana (Teologia del corpo).
  • Il dialogo con il mondo e con le altre religioni.
  • L'attenzione ai giovani e alla speranza, con le Giornate Mondiali della Gioventù (GMG) per avvicinare i giovani a Cristo e alla Chiesa.
  • La devozione a Maria, modello di fede, espressa nel motto "Totus tuus".

Il Ricordo di Papa Francesco

In occasione della festa liturgica di Papa Wojtyła, Papa Francesco ha espresso il suo ricordo attraverso i social media, affermando: "San #GiovanniPaoloII, appassionato per la vita e affascinato per il mistero di Dio, del mondo e dell'uomo, è stato un dono straordinario del Signore alla Chiesa. Ricordiamo la sua fede: che ci sia di esempio per vivere la nostra testimonianza oggi". Papa Francesco ha anche citato le parole di San Giovanni Paolo II del 22 ottobre 1978: "Oggi così spesso l'uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore... Permettete quindi a Cristo di parlare all'uomo. Solo Lui ha parole di vita, di vita eterna".

Francesco ha inoltre invitato i fedeli di lingua polacca a celebrare la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II nell'anno giubilare del Centenario della sua nascita, ricordando che "Egli, uomo di spiritualità profonda, ogni giorno contemplava il Volto luminoso di Dio nella preghiera liturgica e nella meditazione dei Salmi."

Beatificazione e Origini

Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyła (in latino Ioannes Paulus PP. II), è stato beatificato il 1º maggio 2011 dal suo successore Papa Benedetto XVI. Viene festeggiato nel giorno del suo insediamento, il 22 ottobre. Fu il primo papa non italiano dopo 455 anni (dai tempi di Adriano VI, 1522-1523), il primo pontefice polacco e il primo proveniente da un Paese di lingua slava.

Karol Józef Wojtyła nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, una cittadina polacca. Era il terzo figlio di Emilia Kaczorowska e Karol Wojtyła senior, ex ufficiale dell'esercito austro-ungarico. Da giovane era chiamato "Lolek" da amici e familiari. La sua infanzia fu segnata da gravi perdite familiari: la madre Emilia morì nel 1929, la sorella Olga poco dopo la nascita nel 1914, e il fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 per scarlattina. Dopo la morte della madre, il padre, uomo molto religioso, si dedicò con tutte le forze all'educazione del figlio.

Giovane Karol Wojtyła

Gli Anni della Guerra e la Vocazione Sacerdotale

Nell'estate del 1938, Karol e suo padre si trasferirono a Cracovia, dove si iscrisse all'Università Jagellonica per studiare filologia, lingua e letteratura polacca. Lavorò come bibliotecario volontario e partecipò all'addestramento militare obbligatorio. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Karol e suo padre fuggirono da Cracovia. Nel novembre 1939, l'Università Jagellonica fu chiusa e gli accademici arrestati. Tutti i maschi abili furono costretti a lavorare. Karol, nel primo anno di guerra, lavorò come fattorino in un ristorante, il che gli permise di continuare gli studi e la carriera teatrale, praticando atti di resistenza culturale. Dall'autunno del 1940, iniziò a lavorare nelle cave di pietra della Solvay. Il padre morì nel 1941.

Nel 1942, entrò nel seminario clandestino diretto dall'arcivescovo di Cracovia Sapieha. Il 29 febbraio 1944, fu investito da un camion tedesco, riportando un trauma cranico e altre ferite. Nell'agosto 1944, durante la rivolta di Varsavia, la Gestapo rastrellò Cracovia. Wojtyła scampò alla deportazione nascondendosi e rifugiandosi nel Palazzo vescovile fino alla fine della guerra. Fu ordinato presbitero il 1º novembre 1946 dall'arcivescovo di Cracovia Adam Stefan Sapieha. Successivamente, si trasferì a Roma per proseguire gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (Angelicum). Ritornato in Polonia nel 1948, la sua prima missione pastorale fu a Niegowić, per poi essere trasferito nella parrocchia di San Floriano a Cracovia. Insegnò etica all'Università Jagellonica e all'Università Cattolica di Lublino.

Vescovo, Cardinale e il Concilio Vaticano II

Nel 1958, fu nominato vescovo titolare di Ombi e ausiliare di Cracovia, ricevendo l'ordinazione episcopale il 28 settembre dello stesso anno. Quattro anni dopo, assunse la guida dell'arcidiocesi come vicario capitolare. Sia come vescovo che come arcivescovo, Wojtyła partecipò attivamente al Concilio Vaticano II, contribuendo alla stesura della Dignitatis Humanae e della Gaudium et Spes, due dei documenti più importanti del concilio.

Il 26 giugno 1967, fu creato cardinale di San Cesareo in Palatio da Papa Paolo VI. A Cracovia, si distinse per la sua opposizione al regime comunista, facendo pubblicare sul suo giornale diocesano libri censurati, come Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori e Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. Partecipò a importanti congressi e sinodi, tra cui il Congresso per il settimo centenario di san Tommaso d'Aquino nel 1974, dove tenne una relazione sulla parte dottrinale.

L'Elezione al Soglio Pontificio

Nell'agosto del 1978, dopo la morte di Paolo VI, Wojtyła partecipò al conclave che elesse Albino Luciani, divenuto Papa Giovanni Paolo I. Dopo soli 33 giorni di pontificato, Giovanni Paolo I morì improvvisamente. Il successivo conclave, secondo le testimonianze di alcuni cardinali, vide una divisione tra il cardinale Giuseppe Siri (ala conservatrice) e il cardinale Giovanni Benelli (ala riformista). Alle 18:18 del 16 ottobre 1978, dal comignolo della Sistina si levò la fumata bianca.

Pochi minuti dopo, il cardinale protodiacono Pericle Felici annunciò l'elezione di Karol Wojtyła. Il nuovo Papa si presentò alla folla in Piazza San Pietro, pronunciando un discorso di saluto inaspettato. Si definì un "nuovo vescovo di Roma chiamato da un paese lontano" e conquistò gli italiani, per i quali un pontefice straniero era una novità assoluta, con la famosa frase: "Se mi sbaglio mi correggerete!".

Giovanni Paolo II volle iniziare il suo pontificato rendendo omaggio ai patroni d'Italia: il 5 novembre 1978 visitò Assisi per venerare san Francesco e successivamente si recò alla basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma per venerare la tomba di santa Caterina da Siena.

Un Pontificato di Profondo Rinnovamento

Sull'onda del processo di rinnovamento ecclesiastico avviato dal Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II fece a meno di parte della simbologia e del cerimoniale tradizionale, come il triregno, per rendere il suo pontificato meno simile a un vero e proprio regno. Il suo pontificato è stato caratterizzato da un'intensa attività pastorale e da una grande attenzione ai temi sociali. Nel 1982, elevò l'Opus Dei al rango di prelatura personale. Nel 1983, promulgò la nuova versione del Codice di diritto canonico, riformando l'edizione del 1917. Con la costituzione apostolica Pastor Bonus del 1988, stabilì l'organizzazione della Curia Romana e i compiti dei vari dicasteri. Disapprovò la teologia della liberazione e proclamò la superiorità dell'economia di mercato, pur stigmatizzando il capitalismo e il consumismo estremi, considerati antitetici alla giustizia sociale.

Giovanni Paolo II durante un viaggio apostolico

L'Attentato e il Perdono

Il 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II subì un attentato quasi mortale da parte di Mehmet Ali Ağca, che gli sparò due colpi di pistola in Piazza San Pietro. Due anni dopo, nel Natale del 1983, il Papa volle incontrare il suo attentatore in carcere e dargli il suo perdono. I due parlarono a lungo in privato. Il Papa disse poi dell'incontro: "Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia. Quello che ci siamo detti è un segreto tra me e lui". Ali Ağca fu condannato all'ergastolo dalla giustizia italiana. Le indagini successive suggerirono un coinvolgimento del KGB in collaborazione con la Stasi e un gruppo terroristico bulgaro, con l'appoggio dei Lupi grigi. Un'altra ipotesi, non necessariamente contraddittoria, fu quella del coinvolgimento della mafia. Un secondo tentativo di assassinio avvenne a Fátima il 12 maggio 1982, quando un sacerdote spagnolo anti-conciliare tentò di colpire il Papa con una baionetta.

I Viaggi Apostolici e le GMG

I suoi 104 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di folle immense, le più grandi mai riunite per eventi religiosi. Giovanni Paolo II coprì una distanza maggiore di tutti gli altri papi messi assieme. Papa Wojtyła beatificò e canonizzò molte più persone di ogni altro pontefice, semplificando i processi di beatificazione: 1.338 beati e 482 santi, contro i 300 proclamati dai predecessori nei quattro secoli precedenti. Fu soprannominato "l'atleta di Dio" per le sue passioni sportive (sci, nuoto, canottaggio, calcio) e il suo amore per la montagna, che praticò finché la salute glielo permise.

Nel 1983-1984 indisse il Giubileo straordinario della Redenzione. In concomitanza con l'Anno internazionale della Gioventù indetto dall'ONU, il Papa diede appuntamento ai giovani per l'anno successivo: l'incontro a Roma del 31 marzo 1985 segnò l'istituzione delle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG). Fu deciso di organizzare questi eventi ogni due anni in una città diversa del mondo. Le prime furono a Buenos Aires nel 1987 e a Santiago di Compostela nel 1989. In particolare, la GMG del 1995 a Manila, con la partecipazione di quattro o cinque milioni di persone, è considerata il più grande raduno umano della storia. Nel 1990, con la costituzione apostolica Ex corde ecclesiae, stabilì regole per le Università cattoliche, tra cui il requisito dell'approvazione vescovile per i docenti. Nel 1993, confermò la regola del celibato ecclesiastico nella Chiesa latina. Nello stesso anno, visitò la Sicilia, in un periodo segnato dai delitti mafiosi, pronunciando un discorso di accusa a Cosa Nostra.

La Reliquia e l'Intitolazione della Cappella al Gemelli

I rapporti tra Giovanni Paolo II e monsignor Luigi Novarese furono intensi, tanto che il Papa polacco lo definì "l'apostolo degli ammalati". Un'immagine lo ritrae mentre abbraccia affettuosamente il fondatore del Centro Volontari della Sofferenza. In occasione della festa liturgica, una cappella all'interno del Policlinico universitario Gemelli, dove il Papa fu ricoverato dieci volte, è stata intitolata a San Giovanni Paolo II. In essa è stata portata una reliquia del sangue del Santo, custodita in una teca color argento con sfondo rosso.

Le Letture Liturgiche della Memoria

La memoria liturgica di San Giovanni Paolo II è accompagnata da specifiche letture che ne riflettono la spiritualità e il messaggio:

Antifona

Il Signore ha stabilito con lui un’alleanza di pace: per sempre avrà la dignità del sacerdozio. (Cf. Sir 45,24)

Prima Lettura

Cristo è il capo: da lui tutto il corpo cresce.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 4,7-16)
Fratelli, a ciascuno di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto:
«Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini».
Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 121 (122)
R. Andremo con gioia alla casa del Signore.
Quale gioia, quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme! R.
Gerusalemme è costruita come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù, le tribù del Signore. R.
Secondo la legge d’Israele, per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio, i troni della casa di Davide.
Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore, ma che si converta dalla sua malvagità e viva.

Vangelo

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,1-9)
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Forse così per l’avvenire darà frutti; se no, lo taglierai”».

Antifona alla Comunione

Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene.

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