La Chiesa di Santa Rita a Feltre: Storia, Arte e Devozione

La città di Feltre, incastonata nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, vanta un ricco patrimonio artistico e religioso, testimonianza di secoli di storia e fede. Tra i suoi edifici sacri di particolare interesse, spicca la Chiesa di San Giacomo Maggiore, che al suo interno custodisce la sentita Cappella di Santa Rita da Cascia, meta di devozione e profonda spiritualità.

Veduta panoramica della città di Feltre con la Chiesa di San Giacomo

La Chiesa di San Giacomo Maggiore: Ospite della Cappella di Santa Rita

La Chiesa di San Giacomo a Feltre ha origini antiche, risalendo al Medioevo (XIV secolo). Fu eretta, o comunque oggetto di una significativa riedificazione, nel XV secolo a seguito di un lascito testamentario delle nobili famiglie feltrine che risiedevano in Via Mezzaterra e Paradiso, le quali di fatto ne erano le proprietarie. A questa chiesa faceva capo l'antica contrada di San Giacomo nel quartiere Duomo, oggi non più esistente.

La forma attuale dell'edificio si deve a una massiccia ristrutturazione ottocentesca commissionata a Giuseppe Segusini e completata solamente nel 1877. Di quell’antico edificio si conservò solo il magnifico portale d’ingresso in pietra, scolpito nel Quattrocento, e la lunetta affrescata soprastante, che rappresenta il più antico dipinto murale esterno di tutta la città di Feltre. L'affresco, opera attribuita a Antonio e Alvise Vivarini, raffigura La Madonna con il Bambino, San Giacomo e San Vittore.

La chiesa ebbe un ruolo fondamentale durante l’invasione napoleonica, quando molte istituzioni religiose furono soppresse e i loro beni dispersi. L’edificio divenne una sorta di deposito delle opere provenienti dai distrutti monasteri feltrini di Santa Chiara, Santo Spirito e San Pietro in Vincoli.

La parte posteriore della chiesa di San Giacomo si può ammirare perfettamente fuori dalle mura cittadine: una volta usciti da Porta Imperiale e girando a sinistra, si raggiunge Via Roma, che si congiunge con Campo Giorgio proprio sotto l’abside della chiesa. Da qui è possibile osservare anche la meridiana che segna il tempo, posta sulla parte posteriore dell’edificio.

Foto della facciata della Chiesa di San Giacomo con il portale quattrocentesco e l'affresco

Tesori Artistici all'Interno di San Giacomo

L’interno della chiesa è dominato dall’altare maggiore in marmi policromi della fine del Cinquecento, qui pervenuto dal convento di Santa Chiara dopo la sua soppressione del 1810. Al suo interno è inserita una tavola con la Madonna con il Bambino, San Giacomo e San Martino del pittore feltrino Girolamo Lusa, eseguita negli anni 1521-1522.

Tra le opere di maggior pregio si trova la Custodia di Santa Teodora, un capolavoro di Andrea Brustolon, realizzato nel 1696 per le monache agostiniane di San Pietro in Vincoli e acquisita dalla chiesa di San Giacomo nel 1807.

I due altari laterali, rinnovati su disegno del Segusini, risalgono al 1853 e conservano: quello di destra, una pala attribuita a Pietro Cogorani che raffigura l’Immacolata con San Francesco di Paola e un santo vescovo insieme a una scultura lignea della Pietà realizzata nel Bellunese tra XVII e XVIII secolo; e quello di sinistra, una statua lignea di Sant’Antonio da Padova con Gesù Bambino.

Tra gli elementi più significativi vi è anche l’organo, opera ottocentesca di Giovan Battista De Lorenzi. L'interno ospita inoltre la teca di Andrea Brustolon con la reliquia di Santa Teodora martire, proveniente dalle catacombe romane, e numerosi dipinti e sculture lignee di pregio, tra cui un crocefisso cinquecentesco, attribuito da Giuditta Guiotto (in “Dolomiti”, aprile 1996) a Vittore Scienza. Suggestiva è la volta absidale che pare una vela gonfiata dal vento.

Interno della Chiesa di San Giacomo con l'altare maggiore e opere d'arte

La Cappella di Santa Rita: Storia di una Devozione

Sotto l’abside della Chiesa di San Giacomo si trova la Cappella di Santa Rita da Cascia, un luogo di profonda venerazione la cui origine è legata a un commovente segno di ringraziamento. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in particolare a seguito della campagna di Russia nel 1943, si è radicata la devozione a Santa Rita da Cascia, la “Santa degli impossibili”, per il voto di una famiglia.

La cappella è sorta come espressione di gratitudine da parte di alcuni devoti reduci, e l’arciprete della Cattedrale di Feltre, mons. Pietro Tiziani, acconsentì alla sua realizzazione. Fu così che, con la collaborazione di tante altre famiglie feltrine, venne ricavato lo spazio sacro, trasformando una cantina in una cripta dedicata alla Santa.

Le pareti della cripta sono state abbellite con tempere di Bepi Modolo, raffiguranti gli episodi più significativi della vita di Santa Rita. Inoltre, sono presenti grandi lastre di marmo su cui molti fedeli hanno voluto far incidere il proprio nome o quello dei propri defunti, a testimonianza di voti e preghiere esaudite.

Affreschi di Bepi Modolo all'interno della Cappella di Santa Rita

Le Celebrazioni della Festa di Santa Rita

Il 22 maggio, in occasione della festa di Santa Rita, la chiesa di San Giacomo si anima e si riempie per le numerose Messe celebrate durante il giorno. La statua della Santa viene portata nella chiesa superiore ed esposta alla devozione dei fedeli, e in questa giornata viene impartita una speciale benedizione ai bambini.

Il programma delle celebrazioni include Sante Messe alle ore 7.00, alle 9.00 e alle 10.30. La Santa Messa serale delle ore 20.30 è tradizionalmente animata dal Coro A.N.A. Piave, rendendo la festa un momento di grande partecipazione e spiritualità per tutta la comunità.

La festa di Santa Rita a Cascia

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