Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme: Un Gioiello Restaurato e un Polo Culturale

La Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme è tornata a risplendere dopo quasi quarant'anni di interventi e un meticoloso processo di restauro. Questa nobile dimora, ora aperta al pubblico, non è più solo una residenza per i suoi antichi proprietari, ma un centro culturale e museale destinato a tutti coloro che desiderano scoprirne la storia, l'arte e il prezioso patrimonio.

La Storia della Villa: Dalla Domuncula al Museo

La storia di questo prezioso edificio comincia nel 1566, quando Giovanni Antonio Secco, nobile cremonese ma veneziano di adozione, acquista una grande area agricola nella campagna aponense, al confine con l'abbazia benedettina di Praglia. Nella proprietà c'è anche una piccola casa, una domuncula, che il nuovo proprietario trasforma in una grande casa di villeggiatura. È questo il tempo in cui inizia nell'entroterra veneto la moda della “villa”, che si protrarrà fino all'Ottocento. Dopo molti passaggi di mano nel corso dei secoli, la Villa Bassi Rathgeb divenne proprietà comunale nel lontano 1979.

Planterimetria storica o raffigurazione antica di Villa Bassi Rathgeb

La Donazione Bassi Rathgeb e la Nascita del Museo

La villa è stata destinata a centro culturale ed espositivo per accogliere l'ingentissimo patrimonio donato alla città termale dalla vedova di Roberto Bassi Rathgeb, illustre collezionista, storico dell'arte e intellettuale bergamasco, legato alle terre aponensi da lunga frequentazione. Roberto Bassi Rathgeb, innamorato della cittadina termale, decise dapprima di trasferirsi e, quando capì che il suo tempo volgeva ormai al termine, volle donare al comune i suoi beni più preziosi: un patrimonio di oltre 420 opere tra dipinti, disegni, incisioni, reperti archeologici e mobili d'alto antiquariato. La villa è stata così ribattezzata "Villa Bassi Rathgeb" in onore di questo generoso collezionista.

I Lunghi Anni del Restauro e il Ritorno allo Splendore

Servirono quasi due decenni per definire il progetto di conversione della nobile dimora al nuovo uso pubblico e programmare i lavori di restauro. In totale, ci sono voluti quasi quarant'anni per riportare la villa al suo antico e completo splendore. Gli interventi hanno soprattutto interessato tutti i nove importantissimi cicli di affreschi che rendono unica questa villa veneta; affreschi datati, per la gran parte, all'ultimo scorcio del '500 e attribuiti ad artisti di ambito veronesiano e più esattamente zelottiano (Giovanni Battista Zelotti affrescò, da solo o con Paolo Veronese, diverse ville palladiane). Con gli affreschi, i restauri hanno ridato dignità anche agli stucchi settecenteschi e all'Oratorio.

Gli Affreschi della Villa: Tra Mito e Allegoria

La decorazione degli ambienti della villa risponde alla funzione specifica di ciascuno, tipicamente destinati - come ricorda Palladio - all’accoglienza degli ospiti, adatti al passeggio e al desinare. L’immaginario classico viene rievocato attraverso “favole” antiche che adombrano significati allegorici e intellettuali.

Gli Affreschi del Salone

La lettura degli affreschi del salone è parzialmente compromessa dalle picchettature dovute all’applicazione degli stucchi, oggi rimossi, nella seconda metà del XVIII secolo. Gli episodi figurativi, racchiusi da finte colonne scanalate di ordine ionico poggianti su un basamento marmoreo, sono stati recentemente identificati nel mito di Scylla, figlia di Niso re di Mègara, la cui sfortunata vicenda viene narrata da Ovidio nelle Metamorfosi. Entro ariosi paesaggi si riconoscono nei riquadri sulle pareti i protagonisti del mito ovidiano di Mercurio e Argo.

Dettaglio affresco del Salone di Villa Bassi Rathgeb

Affreschi su Fedeltà e Caccia

Gli affreschi di un'altra sala trattano il tema della fedeltà attraverso la vicenda dei coniugi Cefalo e Procri, il cui amore fu turbato dall’infedeltà reciproca. Tra le cariatidi dorate, protagoniste della quadratura architettonica, trovano spazio anche alcune scene di caccia.

L'Oratorio della Beata Vergine di Loreto: La "Casa di Nazareth" ad Abano Terme

L’attuale oratorio, eretto nel Settecento per volere del proprietario Giovanni Antonio Dondi dall’Orologio, è situato nell’angolo sud-ovest del corpo della villa. Intitolato alla Beata Vergine di Loreto, è stato costruito come riproduzione del Santuario della Santa Casa, ripetendone puntualmente forma e dimensioni. Dopo il 1775, il marchese Giovanni Antonio Dondi Orologio volle fosse innalzato nelle esatte forme della Casa di Nazareth conservata nel Santuario di Loreto. All’interno vi sono affreschi sacri attribuiti ad Antonio Buttafogo. La decorazione di questo ambiente, che deve il suo nome agli episodi biblici qui raffigurati, è più tarda e differisce non solo dal punto di vista stilistico, ma anche tematico.

Foto dell'interno dell'Oratorio di Villa Bassi Rathgeb

Gli Spazi Espositivi e la Visione del Museo

Ora, a conclusione dei capillari interventi, il Corpo Nobile della villa tornerà ad assumere l'aspetto di una elegantissima Casa-Museo. Nei saloni affrescati del Piano Nobile torneranno i mobili d’epoca, le armi e le armature, nonché i reperti archeologici collezionati dal raffinato intellettuale bergamasco. Il fior fiore della sua importante raccolta d’arte, allestito sotto forma di quadreria, troverà stabile collocazione al secondo piano della nobile dimora insieme ad altre opere della stessa collezione.

Il restauro ha reso possibile la discesa fino agli ambienti ipogei: gli affascinanti sotterranei, dove trova spazio un’ulteriore selezione di 120 dipinti, 70 disegni e delle preziose acqueforti della Collezione Bassi Rathgeb. Ogni sei mesi, queste sale ospiteranno esposizioni temporanee dedicate alle pagine più significative della storia dell’arte e della fotografia internazionali. Nei medesimi ambienti verrà inoltre posizionato un “corner” informativo dove i visitatori potranno “entrare”.

Esempio di opera d'arte dalla Collezione Bassi Rathgeb esposta in villa

Il Ruolo Culturale per Abano Terme

Federico Barbierato, sindaco di Abano Terme, osserva: «La realtà del Museo di Abano si inserisce in un contesto particolare come quello del bacino termale, e si ritiene che la formazione culturale del turista, specie straniero, sia tale da prefigurare un'elevata risposta. Certo vi dovrà essere una declinazione dell'offerta costruita sul target del turista, ove svago e cultura s'intrecciano». Cristina Pollazzi, assessore alla cultura, aggiunge: «Il Museo sarà un soggetto attivo e partecipativo, in grado di dialogare con la città di Abano, offrendo accanto alla collezione momenti di musica, teatro e danza. Il suo ruolo sociale sarà la sua funzione essenziale, il fine della sua esistenza: infatti, contribuirà alla conoscenza e alla trasmissione del sapere integrandosi ed identificandosi con il territorio e con la sua storia, non solo garantendo la salvaguardia della collezione, ma anche favorendo attività tese a favorire uno spazio di fruibilità culturale».

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