La Benedizione degli Animali in Occasione della Festa di Sant'Antonio Abate

Come da tradizione, in occasione della festa di Sant'Antonio Abate si tiene la benedizione sul sagrato degli animali domestici, di cui Sant'Antonio è protettore. La Chiesa ricorda che «Molti animali, per disposizione della stessa provvidenza del Creatore, partecipano in qualche modo alla vita degli uomini, perché prestano loro aiuto nel lavoro o servono di sollievo. Nulla quindi impedisce che in determinate occasioni, per es. nella festa di un santo, si conservi la consuetudine di invocare su di essi la benedizione di Dio» (Rituale Romano, Benedizionale, cap. 34 - Benedizione degli animali).

Sant'Antonio Abate: Storia e Iconografia del Protettore

Ritratto di Sant'Antonio Abate con maialino ai piedi

Sant'Antonio Abate è uno dei più antichi, venerati e illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, scelse la vita di eremita nel deserto della Tebaide, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione. A vent’anni abbandonò ogni cosa, distribuendo i suoi beni ai poveri secondo i precetti evangelici, e si ritirò dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni. Morì, infatti, ultracentenario nel 356.

La sua figura ha ispirato la nascita di una profonda devozione popolare in tutta Europa. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l’Oriente; persino Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata dal discepolo sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l’esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio: la prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. Si adoperò anche per fortificare la Chiesa, sostenendo i confessori della fede durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, e appoggiò sant'Atanasio nella lotta contro gli ariani.

La memoria di Sant'Antonio è legata soprattutto alla tradizione popolare che vede nel Santo l’amico degli animali, difensore e protettore del fuoco (per la sua funzione purificatrice), della natura e delle attività agricole. È tradizionalmente rappresentato nell’iconografia con un maialino ai piedi, simbolo del suo legame con gli animali e con la vita contadina, ma anche simbolo della vittoria della fede sul demonio. L’effige di Sant’Antonio Abate è infatti documentata nell’iconografia classica vicina agli animali domestici, in particolare accanto ad un maialino che porta una campanella. Inoltre, nel Medioevo, l’Ordine dei Frati Antoniani divenne famoso per la cura dell’herpes zoster, una dolorosa infezione nota come “fuoco di Sant’Antonio”.

Il Significato della Benedizione degli Animali

Nelle comunità rurali del passato, i fedeli si riunivano nel cuore dell’inverno per chiedere la protezione di Sant’Antonio, protettore degli agricoltori e degli animali domestici, che all’epoca rappresentavano un indispensabile strumento di lavoro e fonte di sussistenza. Il significato della cerimonia è rappresentato dal fatto che, secondo la tradizione, agli animali è data la facoltà di “parlare” nella notte del santo. «Da “custode del creato” l’uomo condivide da sempre una storia legata a filo doppio con gli amici animali e, nella liturgia, un giorno all’anno è dedicato a tutto questo. Ovvero, alla relazione dell’uomo con gli animali da cortile e agli amici domestici da compagnia.

Nel corso del tempo, gli amici a quattro zampe sono stati protagonisti di una ritrovata centralità, con il riconoscimento del valore affettivo che si instaura, in particolare, fra gli animali da affezione e le tante persone sole, mentre è stato riscoperto il ruolo fondamentale della cosiddetta Pet Therapy. I falò che vengono accesi in molte parti d’Italia simboleggiano, allo stesso tempo, la volontà di abbandonare tutto ciò che appartiene ai mesi passati e di rinnovarsi, in questo inizio di nuovo anno.

Celebrazioni e Appuntamenti a Ferrara e Dintorni

Sant'Antonio Abate La benedizione degli animali

Come vuole una consolidata tradizione, in occasione di Sant’Antonio Abate, che si festeggia il 17 gennaio, diverse chiese della diocesi celebrano il protettore degli animali domestici con un programma che richiama usi e costumi dei tempi antichi.

Eventi Tradizionali

  • Tradizionalmente, il 17 gennaio, la chiesa di S. Gregorio Magno (via Cammello 19) ospita la festa di Sant'Antonio. Dalle ore 14.30 alle ore 19 circa si svolge la tradizionale benedizione degli animali, piccoli e fedeli amici dell’uomo e fonte inesauribile di affetto incondizionato (ingresso da via Cammello n. 19). In tanti ricordano il santo, partecipando alle celebrazioni e facendo benedire i propri animali domestici, prima o dopo la Messa.
  • Molte celebrazioni e appuntamenti nelle parrocchie per Sant’Antonio Abate sono in programma nel fine settimana più vicino alla festa. Ad esempio:
    • A Santo Stefano a Carraie, in un sabato di gennaio, viene celebrata la Messa con la benedizione del pane.
    • Nella Parrocchia di Sant’Antonio, in una domenica di gennaio, si celebra la Messa con benedizione e distribuzione del pane.

Esempio di Cerimonia: La Parrocchia di Burana

La Parrocchia di Burana ha fatto propria la tradizione della benedizione già dall’anno scorso, dopo il restauro dell’immagine del Santo. Ha dedicato una cerimonia religiosa proprio agli amici quotidiani di tante persone, il cui accesso è consentito (previa prenotazione) all’interno della chiesa di San Giacomo Maggiore.

In una domenica mattina, alle 9.30, in continuità con le toccanti cerimonie del passato, è possibile ricevere la benedizione del proprio cane di qualsiasi taglia, oppure del proprio gatto o criceto, così come avviene per tartarughe, canarini o pesciolini rossi, soltanto per fare qualche esempio. L’invito è quello di arrivare con un certo anticipo, per ragioni organizzative, anche se la benedizione avviene, naturalmente, al termine della celebrazione eucaristica officiata dal parroco, don Roberto Sibani. Questa cerimonia è accompagnata, ancora una volta, dalle note dello storico organo realizzato dal maestro Traeri, inaugurato soltanto pochi mesi fa dopo un minuzioso restauro, seguito a 70 anni di silenzio. La presenza del proprio animale durante la cerimonia religiosa dovrà essere comunicata entro una data specificata (ad esempio, il 14 gennaio).

tags: #benedizione #animali #ferrara