Chiesa di Santa Maria della Salute a Viterbo: Storia e Architettura

Situata nel centro storico di Viterbo, in Via Filippo Ascenzi, la Chiesa di Santa Maria della Salute rappresenta un esempio unico di architettura del XIV secolo. L'edificio, che colpisce per la sua forma arrotondata e l'uso di pietre di peperino, sorge in un contesto urbano dove anticamente si trovavano una casa malfamata e le carceri della Curia del Podestà, un luogo scelto dal fondatore proprio per combattere il malcostume del tempo.

Veduta esterna della facciata della Chiesa di Santa Maria della Salute in stile gotico

Le origini e la figura di Maestro Fardo

La chiesa fu costruita per volontà del notaio e terziario francescano Maestro Fardo di Ugolino di Uffreduccio. La licenza per l'edificazione fu concessa il 15 aprile 1313 da Frate Jacopo di Acquapendente, inquisitore dell'eretica gravità, sebbene il nobile scopo del committente fosse inizialmente taciuto. Il progetto originario prevedeva la costruzione di un piccolo oratorio annesso a un ospizio destinato ad accogliere malati, madri senza marito e prostitute convertite al cristianesimo.

Fardo, uomo di grande spirito filantropico, finanziò l'opera con il proprio patrimonio. Tuttavia, l'idea iniziale non ebbe i risultati sperati: nel 1324 Fardo lasciò Viterbo per ritirarsi sui Monti Cimini, dove eresse un nuovo ospedale. L'Opera Pia, dopo la morte del fondatore (avvenuta tra il 1348 e il 1353), subì alterne vicende, passando sotto la gestione di diverse corporazioni, tra cui l'Arte degli Speziali e, successivamente, quella degli Avvocati, Procuratori e Notari, a cui la chiesa appartiene ancora oggi.

Architettura e facciata

L'edificio risale al primo ventennio del XIV secolo. La facciata gotica si distingue per la sua bicromia in bianco e rosa, che richiama lo stile della basilica di Santa Maria di Collemaggio all'Aquila. Elemento di pregio è il portale strombato, considerato una gemma architettonica del XIV secolo, ornato da piastrini lisci e tortili.

Sugli stipiti del portale corre un elegante tralcio di vite che racchiude medaglioni in marmo raffiguranti le quattordici Opere della Misericordia: a sinistra quelle corporali, a destra quelle spirituali. Si ipotizza che lo stesso Fardo possa essere stato l'ideatore dei soggetti rappresentati, pensati per narrare ed educare i fedeli attraverso figure simboliche.

Dettaglio del portale strombato con le raffigurazioni delle Opere di Misericordia

Interni e arredi storici

L'interno della chiesa si presenta oggi spoglio, caratterizzato da pareti ricurve che formano esedre delimitate da pilastri. La volta è quadripartita e costolanata, con un ovulo al centro della cupola. Tra gli elementi di maggiore interesse storico si annoverano:

  • La pietra tombale di Maestro Fardo: situata nel pavimento, raffigura il notaio disteso con le mani incrociate, recante un triangolo rovesciato, probabilmente il sigillo dell'Ospedale di Santa Maria della Salute.
  • Tabernacoli e affreschi: sulla parete sinistra si trova un tabernacolo in peperino con archi a sesto acuto, contenente frammenti di un affresco del XV secolo.
  • Opere pittoriche: nel tempo, la chiesa ha ospitato opere come il Sant'Ivone di Giovanni Ventura Borghesi (1683) e raffigurazioni di Sant'Ignazio, parte delle quali è oggi conservata dalla Fondazione Carivit.
Pianta architettonica e sezione interna dell'oratorio trecentesco

Informazioni per il visitatore

Dopo un lungo periodo di abbandono iniziato nel 1324, la struttura è stata oggetto di importanti restauri, in particolare nel 1934, che hanno riportato alla luce l'aspetto originario del complesso. La chiesa è visitabile nei seguenti orari:

Giorni Orari
Lunedì, Mercoledì, Venerdì 17:00 - 19:00
Sabato 11:00 - 12:30 / 17:00 - 19:30
Domenica 17:00 - 19:30

L'ingresso è gratuito. La chiesa si trova in Via della Pescheria, Viterbo.

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