La Chiesa di San Pietro Apostolo a Borgo a Buggiano: storia, arte e miracoli

La Chiesa di San Pietro Apostolo, nota anche come Santuario del SS. Crocifisso, rappresenta uno dei pilastri storici e religiosi di Borgo a Buggiano. Questo edificio sacro non è solo un luogo di culto, ma un custode di memorie storiche e opere d'arte di inestimabile valore, intrinsecamente legate alle vicende della Valdinievole.

Veduta esterna della facciata della Chiesa di San Pietro Apostolo a Borgo a Buggiano

Il Crocifisso miracoloso: una devozione secolare

Attorno alla Chiesa ruota la storia di un miracolo che si tramanda da secoli. La fine del Trecento è stata un’epoca segnata da atroci lotte tra le fazioni Guelfe e Ghibelline, fortemente presenti anche in Valdinievole.

Il 18 agosto del 1399, durante incessanti combattimenti tra compaesani, una donna disperata si rifugiò in Chiesa a pregare e, inginocchiata davanti al Crocifisso, lo vide “grondar vivo sangue” dal volto, dal costato, dalle mani e dai piedi. Gridò al miracolo! Nel Settecento, un altro evento prodigioso contribuì a rinsaldare la fede in questa immagine sacra: tra il 4 e il 5 maggio del 1799 scoppiò una rivolta contro le truppe francesi di passaggio che, nella notte del 5, saccheggiarono il paese minacciando di incendiarlo. Lo scampato pericolo fu attribuito al Crocifisso e, oltre al 18 agosto, anche il 5 maggio è divenuto un giorno dedicato al ricordo, con lo svolgimento di celebrazioni religiose e civili.

Analisi artistica del Crocifisso e delle opere scultoree

Il Crocifisso miracoloso si trova tutt’oggi nel coro, dietro l’altare maggiore. Realizzato in legno nella prima metà del Trecento, rappresenta la figura del Cristo con profonda sofferenza, caratterizzata da occhi e bocca semiaperti e da un’accentuata tensione muscolare, secondo l’iconografia del “Christus Patiens”. L’opera è attribuita al Maestro del Crocifisso di Camaiore, autore di diverse altre sculture sacre diffuse nelle chiese della Valdinievole.

A lato del Crocifisso si trovano due statue in terracotta dipinta dei primi del ‘500, raffiguranti la Vergine e San Giovanni. Queste opere sono attribuite alla scuola dei Buglioni, noti collaboratori dei Della Robbia di Pistoia, celebri per i fregi dell’Ospedale del Ceppo.

Il patrimonio pittorico

All'interno della chiesa si conserva un ricco corpus di dipinti di epoche diverse:

  • Il martirio di S. Agata: una tavola cinquecentesca di incerta attribuzione, che presenta sullo sfondo un'architettura complessa e, in basso a destra, una coppia di nobili, identificati forse come i committenti dell'opera.
  • Cappella del Rosario: costruita nel 1756, ospita la “Madonna col bambino fra S. Domenico e S. Francesco”, risalente alla prima decade del ‘500 e attribuita a Bernardino del Signoraccio, allievo del Verrocchio.
  • Sacra Conversazione: situata sul primo altare a destra, è attribuita a Frà Paolino da Pistoia, figlio di Bernardino. Il dipinto riflette lo stile severo e ispirato ai dettami di Girolamo Savonarola, promuovendo un ritorno alla semplicità.

Il legame con il tema dei miracoli è visibile anche nelle tele settecentesche realizzate da fra Felice della Sambuca e nei due dipinti dell’Ottocento, eseguiti dall'artista locale T.S. Cecchi, che raffigurano rispettivamente il “Miracolo del 18 agosto 1399” e “Il miracolo del 5 maggio 1799”.

Dettaglio della disposizione interna degli altari e delle opere pittoriche

Testimonianze storiche incise nella pietra

La chiesa custodisce anche tracce documentarie del passato bellico locale. Tra le pietre dell'edificio, ve ne è una in particolare che reca un’iscrizione a memoria della distruzione delle chiuse di Cappiano e delle mulina di Fucecchio e Santa Croce, avvenuta per mano degli abitanti di Borgo a Buggiano, Montecatini, Monsummano e Montevettolini nel 1412.

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