La storia della devozione al Sacro Cuore di Gesù e la spiritualità francescana si intrecciano in diverse congregazioni religiose femminili, alcune delle quali hanno radici profonde o una significativa presenza ad Assisi. Questo articolo esplora le origini, il carisma e la missione di due di queste realtà: le Suore Francescane del Cuore di Gesù, con le loro radici maltesi e una recente presenza ad Assisi, e le Suore Francescane Missionarie di Assisi, la cui storia secolare è intrisecamente legata alla città di San Francesco.

Le Suore Francescane del Cuore di Gesù: Origine Maltese e Presenza ad Assisi
Fondazione e Sviluppo
La Congregazione delle Suore Francescane del Cuore di Gesù ebbe origine nel 1880, nell’arcipelago maltese, per l’azione congiunta di Don Giuseppe Diacono e delle Serve di Dio Madre Margherita De Brincat. Nella città di Victoria, Gozo (Malta), esisteva un’associazione detta delle “Dodici Stelle del Cuore di Gesù”, diretta dal giovane sacerdote Don Giuseppe Diacono. Questa associazione era formata da ragazze nubili, le quali erano dedite a riparare, attraverso orazioni, le offese verso il Sacro Cuore di Gesù; si occupavano inoltre, nell’insegnamento del catechismo presso le parrocchie. Alcune di queste ragazze mostrarono la ferma volontà di consacrarsi a Dio. Si riunirono, sotto la guida di Don Diacono, in una piccola casa a Victoria ed ebbero subito l’approvazione dal Vescovo del luogo. La piccola comunità, ben presto aderì alla Regola del Terz’Ordine di San Francesco d’Assisi: si chiamarono Terziarie Francescane.
Il 15 gennaio 1882 la nascente Congregazione cambiò sede e si trasferì in Strada Palma 10, in un edificio acquistato, restaurato e ampliato da Don Giuseppe Diacono, che lo chiamò «Casa di Carità». Successivamente divenne la Casa-Madre della Congregazione.
Carisma e Missione
La Congregazione collabora alla missione della Chiesa universale in conformità al proprio carisma. Proclama, con la parola e con l’azione, il Vangelo della fraternità, della gioia, della pace. La Comunità è operativa in parrocchia, pronta a servire Dio e il Suo popolo anche e soprattutto, nelle diversità culturali, economiche e sociali. Con un profondo desiderio di anime, il loro motto risuona: “Voglio, desidero ed anelo anime, anime!”
La natura delle Suore Francescane del Cuore di Gesù, dal 1902, è contrassegnata da particolare attenzione e devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, elementi spirituali fortemente presenti nella tradizione spirituale francescana.
Presenza ad Assisi
Riflettendo la loro vocazione alla missione e alla formazione, a Santa Maria degli Angeli, in prossimità di Assisi, è stata aperta recentemente la casa per la formazione internazionale, consolidando così il loro legame con i luoghi francescani per eccellenza.

Le Suore Francescane Missionarie di Assisi: Una Storia Secolare
La Fondazione ad Assisi (1702)
Nel cuore di Assisi, nel 1702, ebbe inizio una comunità di terziarie francescane grazie all'opera di Padre Giuseppe Antonio Marcheselli, frate minore conventuale, e di Suor Angela Maria del Giglio, terziaria francescana appartenente al Terz’Ordine della Basilica di San Francesco. Ispirati dallo Spirito Santo, i Fondatori diedero inizio a questa comunità di terziarie francescane “in maggior numero adunate” per vivere alla perfezione la Regola del Terz’Ordine di San Francesco.
Questo incontro, provvidenziale e avvenuto nell’Avvento del 1701, vide Angela Maria del Giglio, mossa dal desiderio di vivere la radicalità francescana, incontrare il giovane Padre Giuseppe Antonio Marcheselli, predicatore della Basilica di San Francesco, il cui desiderio era rivitalizzare il Terz’Ordine, che aveva perso la sua freschezza originale. Suor Angela accolse la proposta del Marcheselli di iniziare una comunità di sorelle che vivessero insieme il cammino di santità, e acquistò una casa in affitto in Via S. Giacomo, n. 5.
Questa Piccola Adunanza, come fu chiamata, divenne presto nota per la sua fama di santità, considerata un luogo di anime elette dove si viveva una vita intensa ed austera. Lo stesso Marcheselli desiderava che si accogliessero persone che aspirassero alla santità, preferendo che fossero “poche, ma sante”. Per duecento anni questa famiglia religiosa rimase presente solo nella città di Assisi, superando con audacia e inventiva le due grandi soppressioni: quella napoleonica nel 1810 e quella italiana nel 1860.
I Fondatori
Padre Giuseppe Antonio Marcheselli (1676-1742)
Nato il 21 febbraio 1676 a Casalmaggiore (Cremona), Padre Marcheselli fu un giovane particolarmente riflessivo, che avvertì con chiarezza la chiamata del Signore a una vita di contemplazione e di missione. Nel 1691 vestì l’abito dei Frati Minori Conventuali presso il convento di San Francesco a Bologna. Dopo gli studi a Ravenna, dove fu ordinato sacerdote nel 1699 all’età di 23 anni, completò la sua formazione ad Assisi, venendo assegnato alla comunità del Sacro Convento. Nonostante la giovane età, divenne rapidamente un predicatore apprezzato ovunque, con la fama di saper parlare direttamente al cuore e all’anima delle persone.
Uomo umile e dotto, dedito alla continua orazione, alla profonda pietà eucaristica e devotissimo alla Vergine Maria, si distinse per la sua parola illuminata ed efficace nella predicazione, al confessionale, nella direzione spirituale e nel conforto agli infermi. Fu anche autore di numerose opere di carattere ascetico-spirituale e storico. Per la nascente Congregazione, scrisse le “Istruzioni”, antesignane delle Costituzioni odierne, per spiegare la Regola di Niccolò IV alle terziarie che vivevano in comunità. La assistette fino alla sua morte, avvenuta ad Assisi il 16 maggio 1742, e venne sepolto nella Cappella di San Sebastiano nella Basilica Inferiore di San Francesco.
Suor Angela Maria del Giglio (1658-1736)
Nata a Vicenza il 7 febbraio 1658 da una famiglia agiata e conosciuta, Suor Angela Maria del Giglio visse un evento decisivo e doloroso con la morte della madre all'età di soli 33 anni, il 15 aprile 1673. Questa esperienza le permise di mostrare tratti della sua personalità che l’avrebbero accompagnata per tutta la vita: la determinazione e l’attenzione verso le situazioni di fragilità. All’età di 31 anni, maturò una scelta coraggiosa: partire da Vicenza, da sola, per andare a vivere ad Assisi nel 1689, attratta dall'ideale di San Francesco e alla ricerca della volontà di Dio.
Pur non sapendo inizialmente bene cosa fare, mossa dal desiderio di Dio, si stabilì ad Assisi presso delle nobildonne che si prendevano cura delle fanciulle. Il 6 ottobre 1697, con la professione di Terziaria, Angela entrò a far parte del Terz’Ordine Francescano nella fraternità della Basilica di San Francesco e, dopo quattro anni, emise il voto di castità, manifestando il suo ardente desiderio di consacrarsi a Dio nella spiritualità francescana. Nell’Avvento del 1701 si incontrò con il Marcheselli e, sotto la sua guida spirituale, accolse la proposta di dare inizio a una fraternità di terziarie francescane viventi in comunità con la Regola di Niccolò IV, dedite in modo particolare all’educazione delle donne attraverso opere di misericordia. Guidò e animò le sorelle per 34 anni con amore e fermezza, con l’esempio di una vita di preghiera, di mortificazione, di carità e di profonda umiltà. Animata da un grande spirito di iniziativa, promosse opere sociali e caritative a beneficio della città. Morì ad Assisi il 2 novembre 1736 e fu tumulata nella Sepoltura delle Terziarie nella Basilica Inferiore di San Francesco.
Il Carisma Originale e le Regole di Vita
Le suore, nella loro origine, erano animate dal desiderio di cercare e volere unicamente Dio, vivendo secondo i seguenti principi:
- In penitenza, osservando la Regola del Terz’Ordine di San Francesco come via per tendere alla santità;
- In fraternità e povertà per amore di Cristo fattosi povero per noi e sull’esempio della Chiesa nascente;
- Nell’orazione continua, mantenendo i cuori vivi templi dello Spirito Santo;
- Nell’esercizio delle opere di misericordia con particolare impegno per: l’istruzione e la formazione cristiana delle giovani e di chi ne avesse bisogno, l’ospitalità, l’aiuto alle famiglie povere (anche nella condivisione dei beni comunitari), la visita e il servizio agli infermi nelle loro case, la preghiera e la penitenza per la conversione dei peccatori.
La natura della Congregazione si compendia nel concetto di “fraternità francescana”, attuata nello spirito di una famiglia, nella quale ciascuno, secondo i doni ricevuti dal Signore, mette in comune la sua testimonianza e la sua operosità. In questa natura si coniugano gli atteggiamenti di conversione e penitenza francescane, a cui il venerato Fondatore iniziò le prime ragazze raccolte. Parimenti, in questa tensione morale, le suore cercano di essere segno di riconciliazione e di recupero per i fratelli e le sorelle più deboli e a rischio nella temperie umana. Per questo, si dispongono a un naturale atteggiamento di accoglienza e di recupero educativo attraverso la scuola, le case famiglia e l’assistenza alle nuove povertà morali e sociali, nello spirito del Fondatore, che, attraverso il recupero di ragazze e orfane abbandonate o sfruttate, si pose come un nuovo Francesco dinanzi alle sfide umane e morali del suo tempo.

Le Prove e la Perseveranza
Dopo la morte dei Fondatori, la storia di questo piccolo gregge fu contrassegnata da una fragilità interna ed esterna, sempre guidata dalla tenerezza di Dio. La vita della comunità fu costellata da grandi prove, come la soppressione napoleonica del 1810, che spogliò le suore del loro abito e le costrinse a vivere in un’estrema povertà. A ciò si aggiunse la grave carestia del 1816-1818, quando le suore furono obbligate a mendicare per la città e per le campagne.
La Piccola Adunanza, così duramente provata, si ridusse a un piccolo resto formato da sole 4 suore, di cui due ottantenni. Nel 1860, con la soppressione degli ordini religiosi voluta dal governo italiano, le Terziarie dovettero affrontare un altro grave periodo di crisi. Per lo Stato, infatti, le religiose entrate dopo il 1860 non furono dichiarate tali, per cui, pur essendo in tredici, vennero riconosciute solo tre e per questo costrette a lasciare la casa di fondazione nel 1887. In tutte queste situazioni di prova, ciò che emerse fu la fiducia di questo piccolo resto nella fedeltà di Dio, che non mancò mai di provvedere.
Identità e Missione Oggi delle Suore Francescane Missionarie di Assisi (S.S.F.M.A.)
In continuità con le origini, le Suore Francescane Missionarie di Assisi (S.S.F.M.A.) seguono Cristo e tendono a conformarsi a Lui, facendo del Vangelo la loro regola di vita. Il loro progetto è vivere la chiamata alla santità, cioè all’unione con Dio, perché sia Lui a trasformarle in Sé, attraverso la via della penitenza, disponendo il cuore alla Sua azione mediante i mezzi della grande spiritualità cristiana, di cui si sono serviti tutti i santi:
- L’umiltà di riconoscerci peccatori;
- L’ascolto della Parola di Dio e l’osservanza dei comandamenti;
- I sacramenti;
- La preghiera;
- La purificazione del cuore;
- Il lavoro;
- Le opere di misericordia, come espressione del comandamento dell’amore.
Questa è la loro vita, la loro identità, l’ideale a cui tendono in tutte le loro comunità, in ogni parte del mondo. È ciò che è essenziale e le contraddistingue come Suore Francescane Missionarie di Assisi, e che non può mutare nel tempo e nello spazio. Ciò che muta nel tempo e nei diversi luoghi in cui si trovano, nell’ottica dell’incarnazione, è la concretezza delle loro presenze e dei loro servizi, che rimangono comunque legati alla storia, alla cultura, ai bisogni locali e alle possibilità che possono esprimere. Vivono in fraternità, nella letizia francescana, nella semplicità, nella povertà, nella fiducia reciproca, “poiché se una madre nutre e ama il suo figlio carnale, con quanto più affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale”.
In un continuo cammino di conversione, dedicano tutta la loro vita al servizio dei fratelli e delle sorelle, partecipando alla missione evangelizzatrice e missionaria della Chiesa. Praticano le opere di misericordia che permettono loro di impegnarsi più direttamente nel servizio dei poveri, compiendo ogni gesto nella minorità, semplicità e letizia francescana. Nella loro missione di annunciare e portare Cristo ai fratelli, scelgono, in modo preferenziale, i luoghi più abbandonati, per essere vicine ai più poveri, indifesi ed emarginati, sull’esempio di Cristo che scelse di condividere la vita con gli esclusi del tempo, ma “grandi” davanti al cuore del Padre.
Il Fondatore, da Roma, spinse le sue figlie nei difficili territori dell’Italia meridionale, generando in loro quell’ansia missionaria, distintiva di ogni cristiano e dei francescani in particolare. Seguendo questo esempio, in un mondo reso più piccolo dai mezzi di comunicazione, anche oggi le suore si affacciano oltre le proprie frontiere, dove sono chiamate a testimoniare il loro carisma.
Con le presenti Costituzioni o Regola di Vita, desiderano far rivivere quello spirito, rendendolo comprensibile e amabile al mondo contemporaneo che guarda, con rinnovato interesse, a Francesco di Assisi e ai suoi “Penitenti”, al suo messaggio di pace universale e di accoglienza dei più deboli fino a renderli “fratelli”, partecipi della loro vita e della loro missione. Chiamate alla sequela di Cristo, nello spirito della conversione e della penitenza francescana, rispondono a questo invito con spirito di fedeltà, coniugando i valori profetici delle loro origini con l'esperienza storica e spirituale, nella quale hanno coltivato, precisato e aggiornato gli insegnamenti del loro venerato Fondatore, il Servo di Dio P. Simpliciano della Natività, nella più assoluta fedeltà alla Santa Madre Chiesa e con umile attenzione alla chiamata venuta da fratelli e sorelle incontrati lungo la loro storia.
Il lavoro manuale, pastorale, intellettuale e speciali mansioni nel campo educativo costituiscono lo sfondo per una vita domestica intonata alla fraternità e alla condivisione; in modo che, mentre si formano e riabilitano con il lavoro, possano rendere una chiara e amorevole testimonianza di riconciliazione divina, ecclesiale e sociale. Come espresso da una delle loro profonde riflessioni: “L’allegrezza vera non è che in Dio, perché il cuore umano non può quietarsi che in Dio, non può saziarsi che in Dio. Il nostro cuore è nato solo per Iddio. Solo Dio è il suo centro. Solo Dio è la sua parte. Solo Dio è Dio del cuore.”