La Chiesa di San Leonardo a Provesano: Un Tesoro Artistico a San Giorgio della Richinvelda

La Chiesa di San Leonardo, situata nella frazione di Provesano, comune di San Giorgio della Richinvelda (PN), rappresenta un significativo esempio di patrimonio storico e artistico locale. Questo modesto edificio è un vero scrigno che racchiude diversi tesori, con una storia che affonda le radici in tempi antichi e un importante ciclo di affreschi rinascimentali.

Cenni Storici e Architettonici

Il nome Provesano è di origine romana e indica la proprietà fondiaria da Probus o Publicius. I primi documenti che ne riportano testimonianza risalgono al 1140, anno in cui il vescovo di Concordia Cervino firmò l’atto di nascita di Portogruaro, ove era presente come testimone un certo Poppo filius Ottoni de Provisano. Dell’esistenza di un luogo di culto dedicato a San Leonardo a Provesano si ha notizia nella stessa epoca, benché probabilmente la sua origine affondi in tempi ancora più lontani.

Il campanile, alto 25 metri, fu costruito tra il 1729 e il 1732. La chiesa venne trasformata in forme neoclassiche nel 1828 e si presenta come una piccola costruzione dall’architettura semplice e austera. Fortunatamente, le modifiche ottocentesche non toccarono il presbiterio e l’abside. La chiesa venne restaurata nuovamente a seguito del terremoto del 1976. Un tempo, attorno alla parrocchiale si trovava il piccolo cimitero del paese.

Veduta esterna della Chiesa di San Leonardo a Provesano

Gli Affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo

Il Contesto e l'Artista

Durante il Placito di Cristianità di San Giorgio della Richinvelda del 1494, gli inviati del capitolo concordiese esortarono i capifamiglia di Provesano a concludere la costruzione della chiesa locale in tempi brevi. Nel 1496, venne completato il ciclo di affreschi che decora le pareti di fondo della chiesa ampliata, opera di Gianfrancesco del Zotto, meglio conosciuto come Gianfrancesco da Tolmezzo per come firmava le sue opere. Della formazione artistica di Gianfrancesco (nato a Socchieve attorno al 1450 e morto intorno al 1511) si sa poco e la disputa tra gli studiosi è ancora aperta. È verosimile che egli abbia attinto da diversi ambienti artistici dell'epoca, arrivando a una personale rielaborazione originale e di grande forza espressiva, che lo differenzia rispetto agli artisti locali contemporanei. Si ritiene che abbia avuto accesso anche alle incisioni nordiche che circolavano all’epoca, che ispirarono molte delle sue realizzazioni sia per l’iconografia che per lo stile e i disegni, adattandole a un grande formato, come quelli derivati da Martin Schongauer e IAM di Zwolle.

Prima di arrivare a Provesano, il pittore aveva già realizzato nel Friuli e nel Veneto dei cicli ad affresco ed altri ne realizzò in seguito. L’intervento a Provesano, datato al 1496, si colloca nella piena maturità di Gianfrancesco e indubbiamente rappresenta una delle sue migliori realizzazioni.

Tecnica Pittorica

Le opere di Gianfrancesco da Tolmezzo a Provesano sono di notevoli dimensioni e dal sicuro impatto visivo. Negli affreschi, l’aspetto grafico è assolutamente preminente, anche in conseguenza della tecnica di pittura impiegata: il pittore delineava le figure direttamente sull’intonaco fresco, poi stendeva il colore e infine definiva i contorni delle figure. Non sono infatti state trovate tracce di sinopie mentre sono evidenti le preparazioni “a giornata” dell’intonaco per la pittura a fresco. L’attribuzione e la cronologia di questo ciclo è certa, derivando da un’iscrizione apposta sopra l’immagine di San Sebastiano che riporta: «Zuane Francesco D. Tolmezzo depenzeva… mexe… 1496».

La Grandiosa Crocifissione nell'Abside

Nell’abside campeggia una grandiosa Crocifissione che occupa l’intero spazio. La parete di fondo presenta motivi del tutto originali in una composizione di potente impatto. Colpiscono il volto sofferente ma sereno del Cristo, la cui figura sulla croce domina l’intero quadro, stagliata sullo sfondo del cielo e isolata dai due corpi contorti dei ladroni che sono ai suoi lati, ma spostati più indietro. Quello pentito appare con il capo reclinato e sembra spirato tranquillamente, mentre l’altro è ancora in lotta con il demonio. Sotto la croce è rappresentato l’episodio dello svenimento della Vergine: intorno al suo viso si dispongono i volti dei dolenti colmi di sofferenza. L’insieme della scena è densamente popolato da armigeri, gente a cavallo e soldati che disputano ai dadi le vesti del Cristo.

Dettaglio dell'affresco della Crocifissione nell'abside della Chiesa di San Leonardo, Gianfrancesco da Tolmezzo

Scene sulle Pareti Laterali

Le scene sulle pareti laterali sono suddivise in tre registri sovrapposti, che contengono nella fascia centrale e nelle lunette episodi della Passione e la Resurrezione. Le pareti laterali presentano soggetti derivati da disegni dell'incisore tedesco Martin Schongauer e da IAM di Zwolle, che sono però ingentiliti e sapientemente colorati. Il racconto inizia sulla parte superiore della parete destra con, nella lunetta, l’Ultima cena e l’Orazione nell’orto. Nella fascia sottostante si vedono la cattura di Cristo e Cristo davanti a Caifa. Nelle fasce inferiori, sulla parete sinistra, sono raffigurati gli Apostoli e su quella a destra un Giudizio Universale che presenta ampie lacune.

Scene affrescate della Passione sulle pareti laterali, Gianfrancesco da Tolmezzo

La Volta a Crociera

La volta a crociera che chiude l’abside è stata decorata secondo uno schema ricorrente in tutto il ‘400. Nelle vele sono raffigurati i quattro Dottori della Chiesa (Agostino, Ambrogio, Girolamo e Gregorio), assisi su splendide cattedre di gusto tardogotico, insieme a figure di profeti che tengono in mano rotoli di pergamena. Mancano invece gli Evangelisti, solitamente presenti in queste composizioni.

Affreschi dei Dottori della Chiesa sulla volta della Chiesa di San Leonardo

Altri Elementi Artistici e Restaurativi

Affresco Votivo e Sculture

Sulla parete su cui si apre l’arco trionfale si trova un affresco votivo di Pietro o Giampietro da San Vito (nato a San Vito al Tagliamento attorno al 1470 e vissuto fino al 1545 circa), che raffigura la Madonna in trono con il Bambino, San Rocco e un angelo. Un’iscrizione riporta il nome del committente e la datazione 1513. Due statue settecentesche raffiguranti Sant’Andrea e San Leonardo, in origine collocate sull’altare maggiore e per molto tempo in facciata, dal 1973 sono state spostate in una cappella laterale. L’altare, risalente a fine ‘600, è un’opera attribuibile agli scultori veneti Bettanelli.

Interventi di Restauro

Gli affreschi hanno subito un intervento di carattere conservativo a cura della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici e Archeologici, a testimonianza dell'importanza e della fragilità di questo prezioso patrimonio artistico.

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