Santa Maria della Pace a Roma

La chiesa di Santa Maria della Pace, un gioiello architettonico e artistico, sorge nei pressi di Piazza Navona, nel cuore di Roma. Vi si accede dalla piazza passando per via di Sant’Agnese, via di Tor Millina e via della Pace. La facciata della chiesa, molto scenografica e preceduta da un celebre portico semicircolare, forma un tutto unico armonioso con la circostante piazzetta. È necessario sottolineare che la chiesa è ben più antica delle sue attuali forme barocche e rinascimentali.

La Leggenda della Madonna Sanguinante e le Origini della Chiesa

Le origini della chiesa sono avvolte in una leggenda che risale al 1480. La leggenda narra che un’immagine della Vergine, posta sotto il portico di una piccola chiesa dedicata a Sant’Andrea degli Acquari (oggi situata sull’altare maggiore di Santa Maria della Pace), fu colpita da un sasso lanciato da un soldato ubriaco e si mise a sanguinare. Il noto architetto Giuseppe Zander, parlando di questa chiesa votiva, affermò che "Sisto IV volle infatti dedicare alla Vergine una chiesa votiva, in ricordo del miracolo compiuto da una venerata immagine per la salvezza dell’Italia da una guerra, dopo la crisi provocata con l’uccisione di Giuliano della congiura dei Pazzi".

Papa Sisto IV, informato dell’accaduto e recatosi personalmente sul luogo del prodigio, fece voto di erigere una chiesa in onore della Madonna, al fine di ottenere per sua intercessione la pace per l’Europa e la Chiesa. In quel periodo, infatti, le discordie tra Medici e Pazzi a Firenze minacciavano di estendersi per tutto il paese, e Otranto stava per essere saccheggiata da Maometto II. Il Papa fece cambiare il nome della chiesa in S.Maria della Virtù, promettendo di rimediare allo stato fatiscente dell’edificio.

Il voto del Papa e le preghiere del popolo furono esaudite: mentre Maometto II si preparava con le sue truppe ad invadere l’Europa, morì improvvisamente e in Italia tornò la pace. Sisto IV eseguì il suo voto e fece costruire il nuovo Santuario intitolato “Nostra Signora della Pace”. Così avvenne nell’anno 1482, anche se i lavori terminarono due anni dopo sotto Innocenzo VIII: la chiesa venne finalmente chiamata S.Maria della Pace per commemorare la conclusa pace di Bagnolo, l’atto che poneva fine alla Guerra di Ferrara tra la Repubblica di Venezia e il duca di Ferrara, Ercole d’Este.

illustrazione medievale della Madonna che sanguina o affresco storico del miracolo

La Facciata Barocca di Pietro da Cortona

Nel 1656 venne realizzata la splendida facciata convessa della chiesa per volontà di Alessandro VII Chigi e per opera di Pietro da Cortona. Al pianterreno, coppie di colonne sorreggono il caratteristico portico semicircolare, al di sopra del quale corre un’iscrizione che recita: SUSPICIANT MONTES PACEM POPULO ET COLLES IUSTITIAM, ovvero “Portino i monti la pace al popolo e i colli la giustizia”. Questo è un chiaro riferimento alle sei cime dello stemma Chigi di Alessandro VII, situato sotto il portico stesso.

Sopra di esso il secondo ordine, anch'esso leggermente convesso e scandito da lesene e specchiature, è costituito da un finestrone e da un maestoso doppio timpano. Ai lati della chiesa si dipartono due alti pilastri con colonne ornati da putti che sostengono cornici (dedicate ad Alessandro VII quella di destra e a Sisto IV quella di sinistra) e raccordati alla chiesa tramite passaggi a piattabanda e due corpi di fabbrica concavi.

fotografia della facciata di Santa Maria della Pace di Pietro da Cortona

Il Chiostro del Bramante: Un Capolavoro Rinascimentale

Il chiostro di Santa Maria della Pace è un'opera di inestimabile valore, rappresentando e costituendo il più bell’esempio di corte del primo Rinascimento a Roma, segnando un armonico rinnovamento nella costruzione delle logge. Assolutamente da vedere, è considerato il più bel chiostro del Rinascimento a Roma.

Donato Bramante progettò un cortile a pianta quadrata, articolato su due ordini, con lo stesso numero di arcate in ogni lato. Alle quattro arcate del pianterreno, tutte rette da pilastri dorici su cui sono addossate paraste ioniche, corrisponde nella loggia superiore una duplicazione degli elementi portanti. Qui, pilastri compositi si alternano a colonne corinzie che cadono in asse con le chiavi degli archi sottostanti, creando otto aperture per lato, sopra le quali un architrave prende il posto degli archi a tutto sesto.

I due ordini sono separati dalla complessa iscrizione dedicatoria che corre lungo la trabeazione: DEO OPT MAX ET DIVE MARIE VIRGINI GLORIOSE DEIPARE CANONICIS QZ REGULARIBUS CONGREGATIONIS LATERANENSIS OLIVERIUS CARRAPHA EPS HOSTIENSIS CARD NEAPOLITAN PIE AFUNDAMENTIS EREXIT ANNO SALVATIS CRISTIANE MDIIII. Questa si traduce come “Oliviero Carafa vescovo di Ostia e cardinale di Napoli eresse dalle fondamenta a Dio Ottimo Massimo e alla divina Maria Vergine gloriosa madre di Dio per i Canonici Regolari della Congregazione Lateranense nell’anno della salvezza cristiana 1504”.

dettaglio architettonico delle logge del Chiostro del Bramante

Monumenti Funebri nel Chiostro

Sotto i portici del chiostro si possono ammirare due interessanti monumenti funebri risalenti alla fine del Quattrocento. Uno appartiene al vescovo Giovanni Andrea Bocciacci, l’altro, con una storia particolarmente toccante, appartiene a Lorenzo Gerusino.

Lorenzo Gerusino, un giovane di 37 anni, entrato nella chiesa di S.Simeone, venne ucciso senza apparente motivo e lì sepolto. L’iscrizione dedicatoria lo descrive come SCULTIFERUS ET OSTIARIUS, ovvero “scutifero, portatore delle insegne papali” e “ostiario”, colui che aveva il compito di aprire e chiudere la porta della chiesa, nonché di custodirla. Venne ucciso il 23 novembre 1498, durante il pontificato di Papa Alessandro VI, o per futili motivi o probabilmente dalla fazione avversa al Papa Borgia. La madre del ragazzo, INFOELICISSIMA, commissionò il sepolcro per il suo unico figlio allo scultore Andrea Bregno. Nel 1929, a seguito del crollo del tetto della chiesa di S.Simeone, il monumento funebre di Lorenzo Gerusino fu trasferito nel chiostro di S.Maria della Pace, dove tuttora si trova.

L'Interno e i Tesori Artistici

Si accede alla chiesa di S.Maria della Pace attraverso l’antico portale quattrocentesco. L’interno è a navata unica e ospita una straordinaria collezione di opere d'arte.

L'Altare Maggiore

L’altare maggiore è opera di Carlo Maderno ed è abbellito da sculture di Stefano Maderno. Qui risalta la bella immagine della Madonna della Pace, che mostra ancora ben visibile il segno della sacrilega sassata, richiamando la leggenda fondativa della chiesa.

Le Cappelle e le Opere d'Arte

Tra le cappelle, spicca la bellissima Cappella Chigi, la prima a destra, eretta per volontà del banchiere senese Agostino Chigi su disegno di Raffaello, e successivamente allestita e completata da Pietro da Cortona. Raffaello ideò e realizzò anche l’affresco raffigurante Sibille e Angeli, posto sopra l’arco della cappella, nonché i quattro Profeti nella soprastante lunetta, poi eseguiti dal suo allievo Timoteo Viti nel 1514.

Il corredo scultoreo della Cappella Chigi è dominato dall’altorilievo raffigurante Cristo trasportato dagli angeli posto sull’altare, opera bronzea di Cosimo Fancelli, autore anche dei due santi laterali eseguiti in collaborazione con Ercole Ferrata, ovvero S.Caterina e S.Bernardino.

Nella navata si trovano altre opere d’arte notevoli: la prima cappella a sinistra ospita varie pitture di Baldassarre Peruzzi, mentre la seconda cappella a destra, la Cappella Cesi, è una creazione di Antonio da Sangallo il Giovane, considerata un vero capolavoro del Rinascimento.

affresco delle Sibille e Angeli di Raffaello nella Cappella Chigi

ROMA - Chiesa di Santa Maria della Pace

Un Legame Familiare e Spirituale

Questa chiesa è molto cara a diverse famiglie romane, incluso chi scrive. Infatti, mia madre, per un periodo della sua infanzia, visse in uno degli appartamenti che affacciavano sul chiostro della chiesa e proprio in Santa Maria della Pace fece la prima comunione. Per questo, visitare la chiesa è diventato un piccolo “rito” di famiglia per ringraziare la Madonna della Pace per quello che è stato e per affidarle quello che verrà, unendo la storia personale a quella secolare di questo luogo sacro.

tags: #via #madonna #della #pace